--- In paganesimo@yahoogroups.com, "claudio simeoni"
<claudiosimeoni@l...> ha scritto:
>
> Quando, domani, andrete a votare, ricordate quanto vi riporto sotto
e ricordate che per un caso che viene scoperto, almeno 1000 casi
continuano a rimanere nell'ombra e a fare danni all'interno della
società civile.
> Non si può essere Pagani se non si ha un legame affettivo emotivo
con la vita che comunemente è chiamato "amore". Come non si può
essere Pagani se non si è in grado di guardare in faccia la realtà
che ci circonda.
> Quanto vi mando, affinché si ricordi, è tratto dal sito:
> http://www.agenews.it/index.php?
pagina=inc/obj_news_dettaglio.php&id_news=1022&id_pagina=&id_pagina_ma
dre=&prof=&id_stringa=
>
> Quando votate ricordate e non siate "sufficienti" dicendo
che "Tanto il mio voto cosa vuoi che conti!" a Bolzano un sindaco fu
eletto per soli 10 voti!
> Ciao
> Claudio Simeoni
> Meccanico
> Apprendista Stregone
> Guardiano dell'Anticristo
>
> PEDOFILIA: LE VITTIME RACCONTANO, ABUSI E RITI SATANICI
>
> (AGE) ROMA - "Le violenze avvenivano nell' oratorio, nelle
sale della parrocchia e nella casa del sacerdote. I fatti risalgono a
periodi diversi. I giovani coinvolti, all'epoca potevano avere fra i
10 e i 16 anni". Così le vittime di allora, oggi giovani ventenni,
raccontano il girone infernale, fatto di attenzioni morbose da parte
del parroco di cui si fidavano quando erano poco più che bambini, e
di riti satanici con cui il sacerdote si garantiva la sudditanza
psicologica delle sue giovani vittime. Oggi quei ragazzi hanno avuto
la forza di festeggiare, il giorno della loro "liberazione" da un
incubo tenuto segreto per anni e di raccontare quelle violenze. Quel
sacerdote, don Marco Agostini, 43 anni, accusato dalle sue vittime di
aver compiuto ripetuti abusi su una ventina di adolescenti tra il
1993 e il 2004, è stato arrestato ad Assisi dove era stato trasferito
da Pomezia. Ed è proprio nella Chiesa di San Benedetto della
cittadina alle porte di Roma che, da parroco, don Marco aveva
iniziato i suoi giovani adepti non solo al catechismo, ma anche ad
altre pratiche. "Non siamo solo noi ad aver denunciato questa
situazione - dicono alcuni di loro - dovremmo essere almeno 30
ragazzi fra Torvaianica, Pomezia e Roma. In un primo momento noi
volevamo risolvere la situazione solo segnalandola a livello
ecclesiastico. Ci siamo rivolti al vescovo di Albano che allora era
monsignor Vallini. Ma - proseguono - rispose che erano solo
chiacchiere. Poi però fu avviato un processo da parte delle autorità
ecclesiastiche. Poi abbiamo presentato una denuncia alla IV sezione
della Questura di Roma". Ma il loro racconto non si ferma a quello
degli abusi sessuali. Oltre alle normali attività dell'oratorio, che
coinvolgeva in quegli anni 1.500 giovani, il Cabana, così era
soprannominato il parroco, sottoponeva i ragazzi anche alla pratica
di riti satanici ed esoterici in genere. "Sì, ci faceva fare anche
riti esoterici - racconta uno dei ragazzi - Era un modo per tenerci
spaventati e isolati l'uno dall'altro". Lui, il Cabana, aveva
costituito una organizzazione articolata all'interno di "Ragazzi
Nuovi", il gruppo da lui fondato sin da quando era ancora a Roma.
All'epoca don Marco era un giovane seminarista della parrocchia San
Francesco di Sales che si faceva notare per l'attitudine a
coinvolgere persone. Nessuno ancora aveva scoperto la sua altra
faccia, quella che destinava attenzioni troppo intime ai bambini.
Sempre e soltanto ai maschietti. Don Marco, una volta trasferito a
Torvaianica, portò con sé il nucleo di "cabanini", così chiamava i
suoi ragazzi, più vicini, quelli che poi facevano parte della Cupola.
I più vicini, cioé quelli sottoposti a violenze. Un' organizzazione
articolata e funzionale, ma dalle regole apparentemente vaghe: nessun
bambino capiva perché era salito gerarchicamente nella cupola o, al
contrario, perché rimaneva a rango di cabanino. Ferite troppo
profonde per dei bambini, ora sui vent'anni, che oggi, fuori dalla
chiesa di Pomezia, hanno festeggiato il giorno della
loro "liberazione" dall'incubo filmando con una telecamera il momento
in cui le forze dell'ordine hanno prelevato dalla canonica padre
Ennio e un sacerdote anziano, padre Germano, accusati di
favoreggiamento nei confronti di padre Marco: sapevano degli abusi e
avrebbero tentato di favorire l'ex parroco nel corso delle indagini.
(AGE)
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