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Rispondi | Inoltra Messaggio #2440 di 2798 |
Tanto rumore per nulla, o quasi...

Premetto che il mio giudizio squisitamente letterario sul thriller (che di questo poi, in definitiva, si tratta) “Il codice Da Vinci”, è: sufficiente meno meno...

Motivo:

lo stile di scrittura è così schematico da renderlo piacevole ai lettori da sdraio ed ombrellone, niente di più (il che, forse è uno dei primi motivi che ne hanno fatto “il più grande best seller di tutti i tempi”, stando a quanto si dice);

la trama contiene dei passaggi irrisolti che minano l’unità logico-narrativa o, quanto meno, le rendono, qua e là, vita difficile;

i riferimenti che l’autore pretende (o fa intendere) storicamente accertati, sono per lo più sbagliati (p.e. l’identificazione di Gesù come Dio e l’elevazione dei quattro Vangeli a Sinottici non risale a Costantino ma ben prima; la cifra di 5 milioni di streghe mandate al rogo dall’Inquisizione è un vero e proprio falso, oltreché assurdo, etc...);

il disegno psicologico e comportamentale dei personaggi (i due indagatori, soprattutto) fa oscillare i medesimi dall’idiozia alla genialità, quasi senza stazioni intermedie. Il che può anche essere divertente ma non depone a favore della mano ferma dell’autore: Dan Brown, una specie di Giorgio Faletti in salsa esoterico-occultistica...

Ed è proprio in questa salsa (resa piccante più dalle forzature dell’autore che dal rigore simbolico-tradizionale...), che vanno rintracciate le ragioni tanto del successo editoriale che dell’anatema scagliato, contro il libro e le sue ipotesi, dalla Chiesa cattolica.

Quali ipotesi? Le principali:

- Il Santo Graal non è la Coppa con il quale Giuseppe D’Arimatea raccolse il sangue di Cristo ma il suo Sangue Reale (Sang Real = Santo Graal);

- Il Sangue Reale non fu versato dal Cristo in Croce, dove non sarebbe mai morto ma, attraverso i suoi canali genitali, nel ventre di Maria Maddalena, che sposò e dalla quale ebbe ininterrotta discendenza fino ai giorni nostri;

- Sarebbe, dunque Maria Maddalena la reale fondatrice della Chiesa di Cristo e, la sua tomba, il vero ombelico del mondo cristiano (che, detto per inciso, l’autore colloca sotto la piramide di cristallo del Louvre, a Parigi...);

- La Chiesa di Pietro avrebbe cercato da subito di occultare questa verità che annullerebbe, se divulgata, tutta la tradizione paolina e la sua legittimità;

- Questa “verità” impronunciabile sarebbe stata custodita e venerata dalla setta Il priorato di Sion che annoverò fra i suoi maestri proprio Leonardo da Vinci, che la trasmise, con le sue opere pittorico-esoterica (La Gioconda, L’ultima cena...).

Bene. Diciamo subito che Dan Brown non si è inventato niente e che queste ipotesi sono note da molto tempo (forse da sempre). Che abbiano un certo fascino è fuori discussione; che siano pure attendibili è tutta un’altra faccenda.

Solo anime credule all’infinita potenza, possono scambiarle per una clamorosa e definitiva Rivelazione di Verità. D’altronde, c’è pure chi crede che Cristo fosse un Ufo, riponendo la propria fede nel Suo prossimo ritorno sulla terra, magari in tuta da marziano. Ma di questa (sub)ipotesi astral-eretica, la Chiesa di Pietro se ne è sempre trascurata. Perché, stavolta, invece, se la prende tanto?

Dieci giorni fa, il cardinale Angelo Amato, Vicecapo della Congregazione per la dottrina della fede (mica un parroco di campagna...), aveva fatto appello al boicottaggio del film tratto dal romanzo (se tanto mi dà tanto: il film sarà campione ai botteghini...).

Oggi, ci torna su un altro Cardinale, il nigeriano Francis Arinze che, consigliando (ordinando?) ai fedeli di portare in tribunale coloro che - a suo dire - offendono Cristo e la Chiesa, testualmente dichiara:

“A volte, è nostro dovere fare qualche cosa di concreto. Non sarò io a dire a tutti i cristiani quello che devono fare, ma esistono mezzi legali per ottenere che alcuni rispettino i diritti di altri", ha detto il prelato, senza precisare a quali soluzioni legali facesse riferimento. Devono rispettarci, rispettare il nostro credo religioso e devono rispettare il nostro fondatore, Gesù Cristo.”

Mah! Mi viene da dire: tanto rumore per nulla o quasi.

Però, intanto mi ricorda la condanna a morte pronunciata contro l’autore de I “Versetti Satanici” di Rushdie (altro libro mediocre che solo quell’editto di condanna elevò a best seller). La Chiesa non si spinge a tanto. Ma le censure non mi sono mai piaciute e le aule di tribunale non mi sembrano i luoghi adatti per stabilire il valore e la circolazione di un’opera letteraria.

Inoltre, mi ricorda anche che la storia si ripete. Nel 1954 il Pontefice della Chiesa cattolica mise nell’Index Dei Libri Vietati “L’ultima tentazione di Cristo” di Nikos Kazantzakis (poi tradotto nel bel film omonimo da Martin Scorsese), perché esponeva, (ma con una qualità di scrittura infinitamente superiore a quella di Brown), la stessa medesima ipotesi delle nozze del Cristo con Maria Maddalena (ecco, appunto: dov’è l’originalità del libro di Brown?).

Cosa che l’autore greco (uno che nel 1932 tradusse la Divina Commedia in soli 45 giorni nella metrica greca della “terza rima”, scusate se è poco...) pagò in rifiuti di pubblicazione dei suoi scritti; col mancato ingresso nell’ Accademia Greca; con la perdita di un sacrosanto Nobel nel ’56. E col divieto della Chiesa Ortodossa, di rendere pubblico omaggio alla sua salma il giorno del suo funerale (che volete farci? l’intransigenza non è mica monopolio dell’Islam o del Cattolicesimo, eh?).

Altri tempi, comunque. Al massimo Dan Brown, invece, ringrazierà (forse) per il surplus di pubblicità gratuita che gli anatemi ormai danno come unico risultato (e non riesco a decidermi se è un bene o un male...).

miro renzaglia
www.mirorenzaglia.com


Mer 10 Mag 2006 8:46 pm

carbonass
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Inoltra Messaggio #2440 di 2798 |
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Tanto rumore per nulla, o quasi... Premetto che il mio giudizio squisitamente letterario sul thriller (che di questo poi, in definitiva, si tratta) “Il...
Alberto
carbonass
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10 Mag 2006
8:53 pm
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