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La pedagogia democratica inizia tempestivamente, poco dopo il compimento del primo anno di vita. Provate infatti a trovare un libro da leggere a un bambino che non sia un elogio più o meno spiegato dell’uguaglianza, della bontà intesa come arrendevolezza, della solidarietà a tutti i costi.
La volpe paurosa che fa amicizia con il coniglio, i tre briganti, spaventosi, neri, che si danno ad aprire un orfanatrofio con i proventi dei mille saccheggi, il gobbo magnanimo, la zingara fascinosa e abile e, ovviamente, sensibile alle sofferenze del gobbo... Essere brutti è bello... Essere belli è brutto... Bisogna che si sia tutti uguali e chi è bello faccia il piacere di diventare almeno un po’ brutto... Sennò, che costui venga torturato fino a che si converta all’imperativo inappellabile del risentimento… C’è una “bella fabella” che, a questo proposito, è esemplare. Puro terrorismo democratico. Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari, (che dà il nome a uno dei più fortunati libri-cult per bambini) ha scaglie iridate che incantano la vista, e le porta, incosciente e sereno, per i mari. Intorno a lui, gli altri pesci non mandano un bagliore, vestiti delle loro sciatte pelli comuni. Arcobaleno non se ne pavoneggia, non ostenta in alcun modo la propria superiorità estetica. Tuttavia, appena si avvicina agli altri pesci, bruttini come è bruttina ogni media, viene immediatamente allontanato, rifiutato: discriminato. La sua bellezza è trattata come un’onta, è la colpa più grave che si possa osare. La sua fortuna desta l’odio. Infelice e accorato, Arcobaleno il debole, non tollera quell’isolamento astioso in cui il mare lo tiene e comincia a donare a ogni pesce che incontra una delle proprie mirabili scaglie. Il suo tesoro era davvero sovrabbondante. Le scaglie bastano per accontentare tutti. Ne avanza una, che Arcobaleno può ora tranquillamente tenere per sé, ora che pure gli altri ne ostentano una. E Arcobaleno diventò il pupillo dei mari. Cedendo al ricatto dell’invidia, ha ottenuto la benevolenza di tutti ed è divenuto il modello che la pedagogia indica come esemplare. Non quando fendeva le acque nell’innocenza della bellezza e della naturale superiorità, ma adesso che è esattamente come gli altri, mediocre. Non brutto: bruttino. Ma friggetelo in padella, il pesce della Caritas!
di Anna K Valerio |