Orizzonti del Nazionalismo Etnico
Il tempo anticristico della globalizzazione impone un’assunzione di responsabilità dalla quale le coscienze libere non possono esimersi. Per affrontare questa sfida epocale è necessaria un’adeguata preparazione culturale, e un testo fondamentale al quale si deve fare riferimento è: Orizzonti del Nazionalismo Etnico di Federico Prati, Silvano Lorenzoni, Flavio Grisolia e Harm Wulf. Questo libro si può considerare come una vera e propria Bibbia per la formazione culturale di chi milita in movimenti politici identitari e di chi si impegna nella diffusione della cultura antagonista.
L’inizio del XXI° secolo segna la fase finale della sovversione egualitaria cominciata con la Rivoluzione Francese. Dopo i rivolgimenti immani che la storia ha conosciuto negli ultimi due secoli, si definisce una nuova forma di governo planetaria nella quale il capitalismo e il comunismo mostrano la loro intima affinità e la loro sostanziale comunanza d’intenti: le due ideologie demoniache partorite dall’illuminismo sono unite in una satanica alleanza volta all’annientamento delle identità nazionali e regionali che si oppongono alla dittatura del libero mercato. In questa fase cruciale della storia è più che mai necessario acquisire una sicura coscienza identitaria, altrimenti le comunità etniche saranno travolte dalla globalizzazione, un fenomeno che ricostruisce, in forma aggiornata, il collettivismo dei regimi giudaico-comunisti.
Gli autori del libro in questione esaminano la genesi e la storia delle teorie etnonazionaliste, che nascono nel XIX° secolo e si diffondono soprattutto in Germania dove conoscono fortuna crescente mano a mano che il capitalismo industriale cancella l’economia tradizionale fondata sull’agricoltura. Il senso di spaesamento prodotto dalla moderna società di massa generava una profonda insoddisfazione in buona parte della classe intellettuale, che cominciava ad elaborare la teoria della comunità etnica, unita dai vincoli di Sangue, come antidoto ai paradigmi assurdi della modernità. Rifacendosi a questa concezione del mondo, gli autori prospettano quelle che devono essere le linee guida degli etnonazionalisti: il federalismo etnico, l’avversione per l’universalismo, il rigetto della società multirazziale, la relativizzazione della democrazia che necessita di forti correttivi etnici. Per gli etnonazionalisti il popolo è concepito come una comunità razziale cosciente di sé e dei suoi doveri, mentre le ideologie moderne, propugnando l’idea di un egualitarismo astratto e universale, creano una società di irresponsabili i quali, privi di un fondamento culturale comune, danno luogo a una massa ingovernabile e incapace di costruire i presupposti minimi di una civiltà.
Di particolare interesse sono le pagine che illustrano i diritti per i quali gli etnonazionalisti sono chiamati a lottare: il diritto all’identità, il diritto all’autodeterminazio ne, il diritto alla preferenza nazionale, il diritto di disporre del proprio prodotto finanziario, il diritto alla protezione del proprio mercato. In particolare è importante che le risorse naturali e i mezzi di produzione siano sotto il controllo etnico, e quindi un sistema politico fondato su principi identitari deve etnonazionalizzare le fonti di energia. Questi diritti vengono negati, e talvolta vietati per legge, nei sistemi sedicenti democratici, abilmente pilotati dalle oligarchie ebraico-massoniche che traghettano l’umanità verso la globalizzazione. Per battere la globalizzazione occorre dunque dar luogo a un processo di maturazione dell’opinione pubblica che deve riappropriarsi della coscienza identitaria che le è stata espropriata dalla modernità.
Come tutti sanno l’arma finale dei globalizzatori è l’immigrazione selvaggia, che sta travolgendo le strutture sociali europee. L’invasione allogena, architettata dalla sovversione massonica, è stata possibile grazie all’interessata complicità di partiti, sindacati e Chiesa Cattolica: questa classe dirigente che risponde soltanto a squallidi interessi di bottega ha ipotecato il futuro dei giovani d’Europa preparando le condizioni per un’esplosione di violenza inimmaginabile. Si pensi solo che oggi l’80% dei detenuti è di origine extracomunitaria: un carcerato costa alla comunità quanto un posto letto in ospedale, e l’unico rimedio che gli oligarchi democratici riescono a immaginare è di mettere i criminali in libertà! Nella sanità, inoltre, la situazione è ormai al limite del collasso: i reparti di pronto soccorso sono letteralmente intasati da immigrati clandestini, e il 50% dei ricoveri per malattie infettive è costituito da elementi allogeni. Di fronte a questa situazione disastrosa la propaganda massonica ripete ossessivamente la favola degli extracomunitari che pagano le tasse, pagano la pensione, e contribuiscono al benessere nazionale. In realtà gli extracomunitari regolari sono un’esigua minoranza, e la maggior parte degli elementi allogeni vive di criminalità, come ogni cittadino può sperimentare sulla propria pelle. Nella fase attuale la classe dirigente democratica riesce ancora a stare a galla, con un colpo al cerchio e uno alla botte, ma c’è da chiedersi che cosa succederà quando la situazione andrà completamente fuori controllo!
È essenziale, quindi, che le comunità etniche approntino gli strumenti culturali e istituzionali per riprendere in mano il loro destino. Per quanto la situazione possa apparire difficile, non si deve cadere nell’errore di ritenerla immodificabile, infatti l’economia del mondo occidentale è tutta costruita sui concetti di usura e di speculazione ed è quindi eminentemente parassitaria: se gli sfruttati saranno ulteriormente infastiditi dal pungolo della sanguisuga potranno finalmente decidere di ribellarsi, e questo potrà avvenire a seguito delle immani catastrofi ambientali e umane che l’avvenire ci riserva. I sistemi politici ispirati a criteri di socialismo nazionale hanno dimostrato di essere i più idonei a garantire un’equa distribuzione della ricchezza, ma proprio per questo gli oligarchi democratici reagiscono in maniera rabbiosa quando i popoli si stringono attorno ai loro valori identitari. Per questo i processi di cambiamento che ci attendono saranno certamente traumatici, ma possono davvero rappresentare la fine definitiva della modernità ideologica se i movimenti identitari riusciranno ad attuare efficaci strategie per la conquista del potere.
Michele Fabbri
L’inizio del XXI° secolo segna la fase finale della sovversione egualitaria cominciata con la Rivoluzione Francese. Dopo i rivolgimenti immani che la storia ha conosciuto negli ultimi due secoli, si definisce una nuova forma di governo planetaria nella quale il capitalismo e il comunismo mostrano la loro intima affinità e la loro sostanziale comunanza d’intenti: le due ideologie demoniache partorite dall’illuminismo sono unite in una satanica alleanza volta all’annientamento delle identità nazionali e regionali che si oppongono alla dittatura del libero mercato. In questa fase cruciale della storia è più che mai necessario acquisire una sicura coscienza identitaria, altrimenti le comunità etniche saranno travolte dalla globalizzazione, un fenomeno che ricostruisce, in forma aggiornata, il collettivismo dei regimi giudaico-comunisti.
Gli autori del libro in questione esaminano la genesi e la storia delle teorie etnonazionaliste, che nascono nel XIX° secolo e si diffondono soprattutto in Germania dove conoscono fortuna crescente mano a mano che il capitalismo industriale cancella l’economia tradizionale fondata sull’agricoltura. Il senso di spaesamento prodotto dalla moderna società di massa generava una profonda insoddisfazione in buona parte della classe intellettuale, che cominciava ad elaborare la teoria della comunità etnica, unita dai vincoli di Sangue, come antidoto ai paradigmi assurdi della modernità. Rifacendosi a questa concezione del mondo, gli autori prospettano quelle che devono essere le linee guida degli etnonazionalisti: il federalismo etnico, l’avversione per l’universalismo, il rigetto della società multirazziale, la relativizzazione della democrazia che necessita di forti correttivi etnici. Per gli etnonazionalisti il popolo è concepito come una comunità razziale cosciente di sé e dei suoi doveri, mentre le ideologie moderne, propugnando l’idea di un egualitarismo astratto e universale, creano una società di irresponsabili i quali, privi di un fondamento culturale comune, danno luogo a una massa ingovernabile e incapace di costruire i presupposti minimi di una civiltà.
Di particolare interesse sono le pagine che illustrano i diritti per i quali gli etnonazionalisti sono chiamati a lottare: il diritto all’identità, il diritto all’autodeterminazio ne, il diritto alla preferenza nazionale, il diritto di disporre del proprio prodotto finanziario, il diritto alla protezione del proprio mercato. In particolare è importante che le risorse naturali e i mezzi di produzione siano sotto il controllo etnico, e quindi un sistema politico fondato su principi identitari deve etnonazionalizzare le fonti di energia. Questi diritti vengono negati, e talvolta vietati per legge, nei sistemi sedicenti democratici, abilmente pilotati dalle oligarchie ebraico-massoniche che traghettano l’umanità verso la globalizzazione. Per battere la globalizzazione occorre dunque dar luogo a un processo di maturazione dell’opinione pubblica che deve riappropriarsi della coscienza identitaria che le è stata espropriata dalla modernità.
Come tutti sanno l’arma finale dei globalizzatori è l’immigrazione selvaggia, che sta travolgendo le strutture sociali europee. L’invasione allogena, architettata dalla sovversione massonica, è stata possibile grazie all’interessata complicità di partiti, sindacati e Chiesa Cattolica: questa classe dirigente che risponde soltanto a squallidi interessi di bottega ha ipotecato il futuro dei giovani d’Europa preparando le condizioni per un’esplosione di violenza inimmaginabile. Si pensi solo che oggi l’80% dei detenuti è di origine extracomunitaria: un carcerato costa alla comunità quanto un posto letto in ospedale, e l’unico rimedio che gli oligarchi democratici riescono a immaginare è di mettere i criminali in libertà! Nella sanità, inoltre, la situazione è ormai al limite del collasso: i reparti di pronto soccorso sono letteralmente intasati da immigrati clandestini, e il 50% dei ricoveri per malattie infettive è costituito da elementi allogeni. Di fronte a questa situazione disastrosa la propaganda massonica ripete ossessivamente la favola degli extracomunitari che pagano le tasse, pagano la pensione, e contribuiscono al benessere nazionale. In realtà gli extracomunitari regolari sono un’esigua minoranza, e la maggior parte degli elementi allogeni vive di criminalità, come ogni cittadino può sperimentare sulla propria pelle. Nella fase attuale la classe dirigente democratica riesce ancora a stare a galla, con un colpo al cerchio e uno alla botte, ma c’è da chiedersi che cosa succederà quando la situazione andrà completamente fuori controllo!
È essenziale, quindi, che le comunità etniche approntino gli strumenti culturali e istituzionali per riprendere in mano il loro destino. Per quanto la situazione possa apparire difficile, non si deve cadere nell’errore di ritenerla immodificabile, infatti l’economia del mondo occidentale è tutta costruita sui concetti di usura e di speculazione ed è quindi eminentemente parassitaria: se gli sfruttati saranno ulteriormente infastiditi dal pungolo della sanguisuga potranno finalmente decidere di ribellarsi, e questo potrà avvenire a seguito delle immani catastrofi ambientali e umane che l’avvenire ci riserva. I sistemi politici ispirati a criteri di socialismo nazionale hanno dimostrato di essere i più idonei a garantire un’equa distribuzione della ricchezza, ma proprio per questo gli oligarchi democratici reagiscono in maniera rabbiosa quando i popoli si stringono attorno ai loro valori identitari. Per questo i processi di cambiamento che ci attendono saranno certamente traumatici, ma possono davvero rappresentare la fine definitiva della modernità ideologica se i movimenti identitari riusciranno ad attuare efficaci strategie per la conquista del potere.
Michele Fabbri
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Orizzonti del Nazionalismo Etnico
Pensiero Etnonazionalista e Idea Völkisch
Pensiero Etnonazionalista e Idea Völkisch
F.Prati, S.Lorenzoni, F.Grisolia, H.Wulf
Effepi Edizioni, pagg. 144 - Euro 16,00
Effepi Edizioni, pagg. 144 - Euro 16,00
IL LIBRO – Nel testo, vera guida dogmatica al Pensiero Etnonazionalista ed all’Idea Völkisch, si affermano quali debbano essere le “linee guida” che ogni “Soldato politico” etnonazionalista, per essere definito e considerato tale, debba seguire. Il Pensiero Etnonazionalista Völkisch assurge al ruolo di nuovo paradigma identitario di cui la Volksgemeinschaft, la Comunità di Sangue, ne diviene il cardine. Il Popolo rappresenta la Comunità di Sangue: il concetto di Razza e d’ereditarietà , le nozioni derivate dalle ancestrali tradizioni degli Avi. Una comunità che intende preservare e privilegiare i valori radicati nell'individuo che adotterà l'eredità etno-culturale, genetico-razziale e storico-politica per recuperarne e attualizzarne i Valori fondanti l'identità etnonazionale. Questo paradigma consiste dunque in una riscoperta e riproposizione del concetto di Sangue e Suolo, Razza e Patria, Etnia e
Stato.
DAL TESTO – “ Il non facile compito che gli autori del libro si sono proposti è quello di “illustrare” e “spiegare”, nella maniera più completa ed organica possibile, la Weltanschauung che sta alla base del pensiero Etnonazionalista Völkisch. Illustrare, pertanto, quale sia, la particolarità metapolitica dell’Etnonazionalism o Völkisch, che gli conferisce una costante attualità, in quanto Idea-Forza in grado di fornire sempre serie e concrete soluzioni politico-culturali capaci di ovviare ai mali che da troppo tempo affliggono l’Europa tutta. Difendere ad ogni costo le Identità etnico-razziali e le ancestrali Tradizioni delle Piccole Patrie europee dalla Sovversione politico-culturale e spirituale che le minaccia. Riaffermare con forza la volontà di ritornare pienamente padroni sulle nostre terre. Rendere edotti e consapevoli i Giovani d’Europa di appartenere a
comunità etnico-nazionali antichissime aventi nei Popoli Indoeuropei i nobili padri fondatori. Vigilare, custodire, ricordare le ataviche Tradizioni di quell’Europa Aria che diede vita alle nostre Nazioni di Sangue e Suolo. Salvaguardare l’immenso ed unico patrimonio razziale, etnico, culturale, storico, linguistico ed ambientale delle nostre millenarie Heimat.”
GLI AUTORI – Federico Prati, Silvano Lorenzoni, Flavio Grisolia e Harm Wulf .
INDICE DELL’OPERA – Premessa – Pensiero Etnonazionalista e Idea Völkisch – Immigrazione allogena, massoneria e mondialismo capitalista – Bibliografia essenziale.

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I Fondamenti dell’Etnonazionalism o Völkisch
Effepi Edizioni, pagg. 154, Euro 16,00
IL LIBRO – Il libro fornisce gli elementi essenziali per poter comprendere quali sono i fondamenti dell’etnonazionalism o völkisch. Secondo gli autori è necessario, vitale, “ridestare” quell’ancestrale “Volksgeist” da troppo tempo “narcotizzato” dai nemici dei Popoli d’Europa: massoneria, liberismo, marxismo, mondialismo, è necessario “restituire” ai Popoli d’Europa quell’essenza smarrita e così preziosa che è la facoltà e la volontà d’essere se stessi. L’auspicio degli autori, dunque, è che i Popoli europei riacquistino quell’aspetto spirituale, quei profondi legami decretati dalle più remote forze naturali che costantemente identificano un uomo, prima che come singolo soggetto, come discendente di un Popolo e della propria Comunità etnica. Solo dopo aver “riconfermato” la priorità di tali valori, che nelle più ataviche energie dell’Ethnos hanno la loro origine, si potranno rinvenire le possenti forze che giacciono nel più profondo dell’anima dei Popoli Europei e che vanno nel senso della volontà di ritornare finalmente padroni della propria Terra.
DAL TESTO – “Riteniamo di fondamentale importanza, in un’epoca etnicamente e culturalmente decadente, un’epoca che disprezza ogni distinzione qualitativa, fornire gli elementi essenziali per poter comprendere appieno concetti così rilevanti per l’Europa quali sono, a nostro avviso, i fondamenti dell’etnonazionalism o völkisch. Gli Stati-Nazione, di chiara matrice giacobina, stanno segnando il passo. Ad essi pare si voglia sostituire un’Unione Europea, voluta unicamente da tecnocrati e dalla finanza apolide e nettamente rifiutata dalle Comunità etniche, che in essa vedono, realisticamente, il pericolo della perdita d’ogni propria Identità. A difesa e salvaguardia dei Popoli d’Europa dal mondialismo multirazziale e dalla globalizzazione omologante si pone unicamente l’etnonazionalismo völkisch.”.
GLI AUTORI – Federico Prati, Silvano Lorenzoni e Flavio Grisolia.
INDICE DELL’OPERA – Premessa – L’Identità dell’Europa – Le Idee – Riflessioni sulla Weltanschaaung dell’Etnonazionalism o Völkisch – Le Proposte.
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Etnonazionalismo ultima trincea d’Europa
Federico Prati – Harm Wulf – Silvano
Lorenzoni
Effepi Edizioni, pagg. 134, Euro 15,00
IL LIBRO – Diretto “continuatore” di “Scritti etnonazionalisti - Per una Europa delle Piccole Patrie", questo testo si propone il non facile compito di illustrare e far conoscere il pensiero etnonazionalista. In esso gli autori cercano di evidenziare quali siano le risposte che il pensiero etnonazionalista völkisch fornisce in materia di federalismo, immigrazione allogena, mondialismo multirazziale, globalizzazione, famiglia tradizionale. Nel testo si spiega compiutamente quale sia la vera nozione di Volk e quali siano le reali radici del pensiero völkisch. Questo testo rappresenta un piccolo, ma significativo, contributo alla battaglia meta-politica condotta da tutti quei Patrioti europei che, lottando per la libertà delle proprie Nazioni etniche, vogliono contrapporsi all’oppressivo Sistema mondialista.
DAL TESTO – “L’integrazione, e quella di massa in particolare, è una pianta che solo apparentemente cresce e fruttifica in modo sano e rigoglioso. In realtà produce frutti nel migliore dei casi acerbi, quando non avvelenati, e questo perché le sue radici non affondano nel suolo della patria, ma poggiano bensì su un arido strato di necessità e utilitarismo; la linfa che scorre nel suo tronco e nei suoi rami è una linfa estranea, non è la nostra e non lo sarà mai. Solo un intelligente ritorno alle tradizioni e alla pienezza di un comune sentire che sgorghi dal cuore e non sia mediato dal cervello o suggerito da convenienze di bottega, potranno allontanare da noi il pericolo di scomparire come civiltà, come popolo, come persone”.
GLI AUTORI – Federico Prati, Harm Wulf e Silvano Lorenzoni.
INDICE DELL’OPERA – Nota editoriale – Neuordnung Europas aus Blut und Rasse – Europa risorgi! - Ipotetico dialogo sulla “questione degli allogeni” fra un Etnonazionalista Völkisch ed un fautore dell’immigrazione – La nozione di “Volk” – Alle radici del pensiero völkisch: il “Turnvater” di Friedrich Ludwig Jahn – L’avventura degli Artamanen – Nel segno del Wolfsangel – Le armi Della Sovversione massonica – C’è immigrazione e immigrazione – Denatalità e immigrazione allogena – America, protestantesimo e islam – La situazione sanitaria internazionale quale realmente è – L’implosione biologica del sud del mondo – L’americano, “bantù” del futuro – Manifesto Etnonazionalista – Appendice.
Effepi Edizioni, pagg. 134, Euro 15,00
IL LIBRO – Diretto “continuatore” di “Scritti etnonazionalisti - Per una Europa delle Piccole Patrie", questo testo si propone il non facile compito di illustrare e far conoscere il pensiero etnonazionalista. In esso gli autori cercano di evidenziare quali siano le risposte che il pensiero etnonazionalista völkisch fornisce in materia di federalismo, immigrazione allogena, mondialismo multirazziale, globalizzazione, famiglia tradizionale. Nel testo si spiega compiutamente quale sia la vera nozione di Volk e quali siano le reali radici del pensiero völkisch. Questo testo rappresenta un piccolo, ma significativo, contributo alla battaglia meta-politica condotta da tutti quei Patrioti europei che, lottando per la libertà delle proprie Nazioni etniche, vogliono contrapporsi all’oppressivo Sistema mondialista.
DAL TESTO – “L’integrazione, e quella di massa in particolare, è una pianta che solo apparentemente cresce e fruttifica in modo sano e rigoglioso. In realtà produce frutti nel migliore dei casi acerbi, quando non avvelenati, e questo perché le sue radici non affondano nel suolo della patria, ma poggiano bensì su un arido strato di necessità e utilitarismo; la linfa che scorre nel suo tronco e nei suoi rami è una linfa estranea, non è la nostra e non lo sarà mai. Solo un intelligente ritorno alle tradizioni e alla pienezza di un comune sentire che sgorghi dal cuore e non sia mediato dal cervello o suggerito da convenienze di bottega, potranno allontanare da noi il pericolo di scomparire come civiltà, come popolo, come persone”.
GLI AUTORI – Federico Prati, Harm Wulf e Silvano Lorenzoni.
INDICE DELL’OPERA – Nota editoriale – Neuordnung Europas aus Blut und Rasse – Europa risorgi! - Ipotetico dialogo sulla “questione degli allogeni” fra un Etnonazionalista Völkisch ed un fautore dell’immigrazione – La nozione di “Volk” – Alle radici del pensiero völkisch: il “Turnvater” di Friedrich Ludwig Jahn – L’avventura degli Artamanen – Nel segno del Wolfsangel – Le armi Della Sovversione massonica – C’è immigrazione e immigrazione – Denatalità e immigrazione allogena – America, protestantesimo e islam – La situazione sanitaria internazionale quale realmente è – L’implosione biologica del sud del mondo – L’americano, “bantù” del futuro – Manifesto Etnonazionalista – Appendice.

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Scritti etnonazionalisti. Per un’Europa delle Piccole Patrie
Federico Prati – Silvano Lorenzoni
Effepi Edizioni, pagg.50, Euro 6,50
IL LIBRO – In questo saggio è analizzato compiutamente il pensiero etnonazionalista völkisch e come esso rappresenti davvero l'unica soluzione ai mali che da tempo affliggono l'Europa ovvero l'immigrazione allogena, il mondialismo massonico, la globalizzazione omologante, il materialismo comunista, il liberismo capitalista. Dal testo si evince chiaramente che solo l'etnonazionalismo völkisch sarà in grado di ridare e ripristinare quella grandezza che da sempre ha caratterizzato l'Europa, grandezza che la Terra degli Arii pare abbia tuttavia smarrito a causa di questi ultimi 50 anni di sudditanza all'arroganza degli invasori angloamericani.
DAL TESTO – “L'etnonazionalismo, e gli etnonazionalisti, si rifanno al federalismo etnico, forma modernizzata del nazionalismo etnico e dell'ideologia völkisch. Tale ideologia assegna la priorità alla tutela del Volk, inteso come comunità di Sangue e Suolo. L'etnicità costituisce per noi etnonazionalisti völkisch il criterio fondante della nazione, che prende corpo attraverso la forza del Sangue. Il singolo individuo è subordinato al volere della Volksgemeinschaft, della comunità etnica. Nella nostra visione etnonazionalista la mappa geopolitica dell'Europa deve essere ridisegnata, attraverso la nascita di una Federazione europea etnica, costituita da Regioni-Stato, etnicamente omogenee. Ecco perché nel nostro “edificio etnocentrico” non vi è posto per lo Stato nazionale etnicamente eterogeneo. Il pensiero etnonazionalista si rifà ad una concezione oggettiva della nazione, che corrisponde al Volk della tradizione di Herder, Fichte e M.H. Boehm. Bisogna sostituire gli Stati nazionali etnicamente pluralisti, e quindi ingiusti, con un insieme d'unità etnicamente omogenee. Lo Stato nazionale di matrice massonica e giacobina è il nemico in quanto si è storicamente sviluppato come realtà istituzionale etnicamente eterogenea, che non fonda i diritti di cittadinanza sull'appartenenza etnica. ”.
GLI AUTORI – Federico Prati e Silvano Lorenzoni.
INDICE DELL’OPERA – L’Etnonazionalismo Völkisch – Il Contadinato quale fonte di vita delle comunità etnonazionali europee – Etnonazionalismi e Imperi; Stati nazionali e “Moltitudini” – Il costo sociale e finanziario dell’immigrazione extracomunitaria – Etnonazionalismo Völkisch e questione allogena– Immigrazione: il problema del XXI secolo – Il Pensiero Etnonazionalista – A difesa della famiglia tradizionale – Il Mondialismo – Contro il Mondialismo massonico – La Massoneria: ecco il nemico dei Popoli Europei! – Per una Europa Etno-Federale – Patrioti, non razzisti; Europeisti, non mondialisti.
Effepi Edizioni, pagg.50, Euro 6,50
IL LIBRO – In questo saggio è analizzato compiutamente il pensiero etnonazionalista völkisch e come esso rappresenti davvero l'unica soluzione ai mali che da tempo affliggono l'Europa ovvero l'immigrazione allogena, il mondialismo massonico, la globalizzazione omologante, il materialismo comunista, il liberismo capitalista. Dal testo si evince chiaramente che solo l'etnonazionalismo völkisch sarà in grado di ridare e ripristinare quella grandezza che da sempre ha caratterizzato l'Europa, grandezza che la Terra degli Arii pare abbia tuttavia smarrito a causa di questi ultimi 50 anni di sudditanza all'arroganza degli invasori angloamericani.
DAL TESTO – “L'etnonazionalismo, e gli etnonazionalisti, si rifanno al federalismo etnico, forma modernizzata del nazionalismo etnico e dell'ideologia völkisch. Tale ideologia assegna la priorità alla tutela del Volk, inteso come comunità di Sangue e Suolo. L'etnicità costituisce per noi etnonazionalisti völkisch il criterio fondante della nazione, che prende corpo attraverso la forza del Sangue. Il singolo individuo è subordinato al volere della Volksgemeinschaft, della comunità etnica. Nella nostra visione etnonazionalista la mappa geopolitica dell'Europa deve essere ridisegnata, attraverso la nascita di una Federazione europea etnica, costituita da Regioni-Stato, etnicamente omogenee. Ecco perché nel nostro “edificio etnocentrico” non vi è posto per lo Stato nazionale etnicamente eterogeneo. Il pensiero etnonazionalista si rifà ad una concezione oggettiva della nazione, che corrisponde al Volk della tradizione di Herder, Fichte e M.H. Boehm. Bisogna sostituire gli Stati nazionali etnicamente pluralisti, e quindi ingiusti, con un insieme d'unità etnicamente omogenee. Lo Stato nazionale di matrice massonica e giacobina è il nemico in quanto si è storicamente sviluppato come realtà istituzionale etnicamente eterogenea, che non fonda i diritti di cittadinanza sull'appartenenza etnica. ”.
GLI AUTORI – Federico Prati e Silvano Lorenzoni.
INDICE DELL’OPERA – L’Etnonazionalismo Völkisch – Il Contadinato quale fonte di vita delle comunità etnonazionali europee – Etnonazionalismi e Imperi; Stati nazionali e “Moltitudini” – Il costo sociale e finanziario dell’immigrazione extracomunitaria – Etnonazionalismo Völkisch e questione allogena– Immigrazione: il problema del XXI secolo – Il Pensiero Etnonazionalista – A difesa della famiglia tradizionale – Il Mondialismo – Contro il Mondialismo massonico – La Massoneria: ecco il nemico dei Popoli Europei! – Per una Europa Etno-Federale – Patrioti, non razzisti; Europeisti, non mondialisti.

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