Salve,
negli ultimi periodi c'è chi tenta di rilanciare lo spauracchio "satanista", vi
invio un articolo apparso di recente su "La Tribuna di Treviso". Sappiamo che il
fenomeno del satanismo è una pura invenzione dei soliti inquisitori per cercare
di ostacolare tutti coloro che si oppongono al monoteismo. Il satanismo è un
problema interno del cristianesimo.
Per essere satanisti bisogna essere cristiani.
Nessuna inchiesta della magistratura ha portato alla scoperta di gruppi
satanici. Per completezza di informazione riportiamo anche un articolo del 2004,
sempre de "La Tribuna di Treviso". Ci piacerebbe sapere com'è fininita
quell'inchiesta.
saluti.
Francesco Scanagatta
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«Bambini di Satana anche a Treviso»
la tribuna di Treviso - 17 novembre 2008 pagina 10 sezione: CRONACA
TREVISO. «Ci sono alcune frange dei Bambini di Satana anche a Treviso». La
rivelazione è di Bepi Bisetto, del gruppo di ricerca e informazione socio
religiosa. «Abbiamo avuto alcuni segnali inequivocabili che questa setta fa
dell´attività nella provincia di Treviso, certamente è presente qualche
adepto» ha spiegato. I bambini di Satana sono una setta satanista dal rito
pagano, fondata a Bologna da Marco Dimitri nel 1963. Un gruppo finito più
volte sotto la lente d´ingrandimento della giustizia. Tra il 1989 e il 1992 i
carabinieri si sono messi sulle tracce dei Bambini di Satana attraverso diversi
infiltrati. Nel 1992 c´è stata un´irruzione a Savignano sul Rubicone, nel
Riminese, durante un rito. L´inchiesta si concluse con un´archiviazione. Nel
1996, poi, emersero accuse più gravi di violenza carnale su una ragazza
minorenne e su un bambino, e anche di sacrifici umani. Dimitri in
quell´occasione venne arrestato con due seguaci.
La custodia cautelare degli imputati durò tredici mesi. Nel 1997 Dimitri e i
suoi compagni sono stati assolti - in primo grado - da tutte le accuse più
gravi. Il 26 gennaio 2000 l´assoluzione è stata confermata anche in appello.
I bambini di satana non sarebbero i soli ad avere adepti sparsi per la provincia
di Treviso, e nelle zone vicine. «Ci sono tracce del «Cerchio satanico di
Charles Manson», della Chiesa Luciferiana di Efrem del Gatto, della Congrega
Satanica, e dell´Ordo templi orientis fraternitas hermetica Luciferiana. Non
riusciamo a sapere molto di loro, perché operano in modo occulto nella maggior
parte dei casi. Ma sono molte pericolose. Le sette sataniche sono cambiate in
questi anni. - prosegue Bepi Bisetto - Non fanno più molti riti in casolari
abbandonati o cose simili, perché lascerebbero tracce e sarebbero
individuabili. Ora il cocktail è rock, sesso e droga. Di solito si viene
avvicinati da un adepto, che invita ad un
incontro, celando di appartenere ad una setta. Poi si passa all´assunzione di
droga e alle orge». E i bambini di satana saranno uno degli argomenti forti sul
piatto della 31esima giornata di studio sulla setta organizzata dal Gris per
domenica 23 alle 9.30 all´Università di Treviso. «Si parlerà però anche di
tutti quei gruppi di matrice cristiana, che di fatto sono sette. - conclude
Bisetto - Questi sono pericolosi perché tolgono la libertà al seguace. Un
cattolico insomma è libero di andare a messa o di restare a casa, un seguace di
un gruppo così ha degli obblighi».
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Corsi-fantasma, indagato Bisetto
la tribuna di Treviso - 08 maggio 2004 pagina 16 sezione: CRONACA
Un´inchiesta su «corsi fantasma» finanziati con i contributi della Regione.
Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Treviso a carico di tre nomi di
spicco: il responsabile del Centro studi sulle sette Giuseppe Bisetto, l´ex
assessore democristiano Mario Ferrarelli e Giustino Cherubin, presidente
all´epoca dei fatti dell´Efal, l´ente specializzato in corsi di
formazione, con sede in via degli Scaligeri, in centro città. Il reato
contestato è quello di truffa con riferimento a corsi destinati agli immigrati
per il loro inserimento nel mondo del lavoro. I corsi in questione, stando alle
contestazioni degli inquirenti, non si sarebbero in realtà mai tenuti. Gli
organizzatori avrebbero ugualmente percepito i contributi della Regione Veneto,
circa 100 mila euro stando ai primi rilievi. Una truffa ai danni dell´ente
pubblico, insomma, secondo i riscontri della Procura che ha iscritto nel
registro degli indagati i tre referenti
dell´iniziativa facente capo all´Efal, l´ente con sede a due passi da
piazza Vittoria: l´ex presidente Giustino Cherubin, l´ex segretario Mario
Ferrarelli e Giuseppe Bisetto. A mettere in moto l´inchiesta del sostituto
procuratore Giuseppe Salvo è stato un controllo dell´Ispettorato del Lavoro
scattato nel marzo del 2002 a seguito di una cospicua richiesta di finanziamenti
per l´avvio di alcuni corsi. Il risultato è stata una segnalazione degli
ispettori alla magistratura relativamente a presunte irregolarità sui corsi
destinati agli immigrati per il loro inserimento nel mondo del lavoro. Gli
accertamenti, condotti inizialmente dai carabinieri di Treviso, sono stati
successivamente assegnati al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di
Finanza che, oltre all´ipotesi della truffa, verificherà eventuali violazioni
di carattere fiscale. Le indagini, avviate due anni fa, sono state prorogate nei
giorni scorsi dal gip Elena Rossi,
secondo la richiesta in tal senso formulata dalla Procura. Intanto, in attesa
del completamento dell´inchiesta, la Regione ha deciso la sospensione dei
contributi anche agli altri corsi organizzati dall´Efal. Per gli indagati,
rappresentati dall´avvocato Ferrarelli, la notizia delle indagini è stata una
doccia fredda visto che nessun avviso di garanzia era stato in precedenza
inviato. «Abbiamo fatto opposizione alla richiesta di proroga - spiega il
legale - Fino a questo momento non ci è stato consentito di vedere gli atti».
Cade dalle nuvole Giuseppe Bisetto, ex consigliere comunale a Treviso,
dipendente della Provincia, noto per la sua attività di studio sul mondo delle
sette sataniche: «Non ho mai organizzato corsi per gli stranieri - assicura -
né tantomeno ho mai gestito contributi regionali. Francamente non capisco di
cosa si tratti, di questa vicenda non so assolutamente nulla». La contestazione
della Procura, insomma, soprende i
tre indagati: la convinzione è che potrà essere dimostrata in tempi rapida
l´assoluta innocenza rispetto alle violazioni ipotizzate. (Sabrina Tomè)
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