Insegnare online, un mestiere da imparare
Poco prima delle otto del mattino il professor Lee Grenci, ordinario di scienze meteorologiche all’università di Pennsylvania, si siede davanti al suo computer di casa e comincia la prima lezione della giornata. Dopo 20 anni d’insegnamento tradizionale, da quest’anno ha deciso di abbracciare l’insegnamento virtuale istituendo un corso online di meteorologia. Durante la giornata i collegamenti con gli studenti via mail o attraverso il forum di discussione sono frequenti. Una delle scoperte del professore è che insegnare in un corso online significa raddoppiare le ore di lavoro. Perché le email inviate dai suoi studenti sono tantissime e a tutti è garantita una risposta entro le 24 ore. Prima dell’avvento di Internet gli studenti potevano parlare con i professori solo durante le ore di ricevimento stabilite secondo un calendario molto spesso rigido. Oggi gli insegnanti di corsi online possono essere raggiunti in ogni momento per sette giorni la settimana. E’ la maggiore prerogativa di un corso online: permettere agli studenti di studiare a proprio piacimento nelle ore preferite. Spiega Grenci: «Sono connesso a Internet ogni giorno del semestre. Solo il sabato e la domenica cerco di limitare il tempo di connessione, ma in compenso correggo i test».
Come il professor Grenci, tanti altri docenti universitari hanno dovuto rivedere in fretta i loro metodi d’insegnamento. Per la verità, l’elearning si è diffuso così in fretta che secondo diversi osservatori è scoppiato un problema di eteaching: i docenti cioè non avrebbero avuto il tempo di adattarsi. Secondo Grenci non è un problema di mancanza d’entusiasmo: «I detrattori dell’insegnamento a distanza sostengono che l’e learning spersonalizza e standardizza i rapporti tra docenti e studenti, uniforma i metodi di apprendimento e rende più difficili i rapporti interpersonali, ma non è affatto vero». Anzi: «Provo una sorta d’eccitazione nel collegarmi in rete e leggere le domande che arrivano dagli studenti. Certo il tempo occupato ad insegnare si è dilatato, ma è anche vero che posso gestirlo a mio piacimento».
Una delle discussioni in corso sul metodo d’insegnamento in modalità elearning è quella sul tempo da concedere agli insegnanti per rispondere alle domande degli studenti. «Una delle chiavi di successo dei corsi online è la rapidità con cui gli studenti possono ricevere risposte», dice Heidi Schweizer, direttrice del centro di insegnamento elettronico alla Marquette University di California. «Il contratto che stipuliamo con i nostri professori prevede risposte alle email entro 48 ore. Ma molti professori non se la sentono di impegnarsi per tanto tempo: forse la soluzione è proprio quella di lasciare ad ognuno la libertà di scegliere a proprio piacimento come gestire il suo corso». E’ evidente che insegnare in un corso online cambia profondamente i metodi didattici. Da uno studio condotta in Italia dalla società di ricerca AieIard sull’atteggiamento degli insegnanti rispetto alle nuove tecnologie risulta che il 59% conferma che per l’insegnamento a distanza serve necessariamente un cambio di metodo didattico, il 74% trova migliorata l’attenzione degli studenti in aula in caso di insegnamento misto (a distanza e in presenza), e l’81% attribuisce all’elearning grande valore per l’approfondimento individuale. Le aziende produttrici di software per l’elearning hanno messo a punto dei sistemi che tengono conto dell’impatto emotivo della macchina sullo studente. In alcuni casi sono stati inseriti nei corsi online dei veri e propri assistenti virtuali che guidano lo studente attraverso il percorso d’apprendimento. E’ il caso degli Avatar, personaggi virtuali che prendono in prestito le loro sembianze dai videogiochi e introducono lo studente alle aule virtuali dove si possono trovare, per via intuitiva, le soluzioni ai quesiti posti dal corso. «E’ fondamentale che un corso online abbia un’ottima capacità di monitorare l’apprendimento dei suoi fruitori», sostiene Alessandro Alacevich, presidente di Somedia, la società del gruppo Espresso che progetta corsi di formazione online. «Con l’insegnamento tradizionale il professore vede gli studenti e può capire quanto hanno appreso. Con l’elearning, che per lo più viene erogato in modalità asincrona, cioè senza che dall’altra parte ci sia un’immediata rispondenza alle domande poste dal professore, l’efficacia della didattica è più difficile da rilevare». Per questo è importante che nel progettare un corso online ci sia una vera e propria regia di comunicazione, utilizzando testi, video, a volte filmando il docente mentre spiega, per costruire attorno a questo un metodo d’apprendimento di forte efficacia.
Il problema è semmai che non esiste ancora una metodologia di formazione per gli insegnanti di elearning. L’unico caso in cui questo accade in Italia è presso il Politecnico di Milano, dove è stata avviata la prima laurea interamente online in ingegneria informatica in collaborazione con Somedia. «I nostri formatori hanno dei tempi di preparazione per un corso online molto più lunghi e impegnativi rispetto a quelli dei tradizionali corsi in presenza», spiega Antonio De Palmas, responsabile education di Cisco Italia, che ha avviato da tre anni il programma Networking Academy, una collaborazione con circa 370 scuole e università italiane per la preparazione degli studenti alla certificazione Cisco Ccna (Cisco certified networking associate). «La preparazione di un corso online deve essere fatta a monte ed è complessa perché deve tener conto di tutti gli obiettivi dell’apprendimento, incluso il fatto che l’audience è molto più ampia in un corso online che in un corso in presenza. I nostri corsi inoltre vengono aggiornati ogni 45 mesi a causa dell’evoluzione delle tecnologie e di conseguenza anche gli istruttori devono aggiornare le proprie competenze». Aggiunge Carlo Bergonzini, system engineer di Microsoft e istruttore di Cisco Academy per l’istituto addestramento lavoratori del Lazio: «Un corso online non rende affatto freddo il rapporto tra studenti e docenti. Al contrario facilita la comunicazione sia in direzione verticale (studenteprofessore) che in direzione orizzontale, cioè tra studenti. E’ infatti molto più semplice comunicare via Internet senza vincoli di orari e tempi, di quanto lo sia con i sistemi tradizionali. La difficoltà che si può incontrare nel caso dei corsi di Cisco per il conseguimento del certificato Ccna è caso mai la preparazione degli istruttori e degli studenti sulla lingua inglese. Il corso è erogato in inglese per ovvi motivi d’opportunità essendo un corso che forma i futuri amministratori di reti, ovvero coloro che saranno in grado di gestire per conto delle aziende una rete web, e dunque a volte il linguaggio è molto tecnico. A parte questo, troviamo un ottimo riscontro nel formare gli istruttori. Con la modalità a distanza ci sono più opportunità di ripassare le lezioni e di recuperare le informazioni per memorizzarle meglio».
Poco prima delle otto del mattino il professor Lee Grenci, ordinario di scienze meteorologiche all’università di Pennsylvania, si siede davanti al suo computer di casa e comincia la prima lezione della giornata. Dopo 20 anni d’insegnamento tradizionale, da quest’anno ha deciso di abbracciare l’insegnamento virtuale istituendo un corso online di meteorologia. Durante la giornata i collegamenti con gli studenti via mail o attraverso il forum di discussione sono frequenti. Una delle scoperte del professore è che insegnare in un corso online significa raddoppiare le ore di lavoro. Perché le email inviate dai suoi studenti sono tantissime e a tutti è garantita una risposta entro le 24 ore. Prima dell’avvento di Internet gli studenti potevano parlare con i professori solo durante le ore di ricevimento stabilite secondo un calendario molto spesso rigido. Oggi gli insegnanti di corsi online possono essere raggiunti in ogni momento per sette giorni la settimana. E’ la maggiore prerogativa di un corso online: permettere agli studenti di studiare a proprio piacimento nelle ore preferite. Spiega Grenci: «Sono connesso a Internet ogni giorno del semestre. Solo il sabato e la domenica cerco di limitare il tempo di connessione, ma in compenso correggo i test».
Come il professor Grenci, tanti altri docenti universitari hanno dovuto rivedere in fretta i loro metodi d’insegnamento. Per la verità, l’elearning si è diffuso così in fretta che secondo diversi osservatori è scoppiato un problema di eteaching: i docenti cioè non avrebbero avuto il tempo di adattarsi. Secondo Grenci non è un problema di mancanza d’entusiasmo: «I detrattori dell’insegnamento a distanza sostengono che l’e learning spersonalizza e standardizza i rapporti tra docenti e studenti, uniforma i metodi di apprendimento e rende più difficili i rapporti interpersonali, ma non è affatto vero». Anzi: «Provo una sorta d’eccitazione nel collegarmi in rete e leggere le domande che arrivano dagli studenti. Certo il tempo occupato ad insegnare si è dilatato, ma è anche vero che posso gestirlo a mio piacimento».
Una delle discussioni in corso sul metodo d’insegnamento in modalità elearning è quella sul tempo da concedere agli insegnanti per rispondere alle domande degli studenti. «Una delle chiavi di successo dei corsi online è la rapidità con cui gli studenti possono ricevere risposte», dice Heidi Schweizer, direttrice del centro di insegnamento elettronico alla Marquette University di California. «Il contratto che stipuliamo con i nostri professori prevede risposte alle email entro 48 ore. Ma molti professori non se la sentono di impegnarsi per tanto tempo: forse la soluzione è proprio quella di lasciare ad ognuno la libertà di scegliere a proprio piacimento come gestire il suo corso». E’ evidente che insegnare in un corso online cambia profondamente i metodi didattici. Da uno studio condotta in Italia dalla società di ricerca AieIard sull’atteggiamento degli insegnanti rispetto alle nuove tecnologie risulta che il 59% conferma che per l’insegnamento a distanza serve necessariamente un cambio di metodo didattico, il 74% trova migliorata l’attenzione degli studenti in aula in caso di insegnamento misto (a distanza e in presenza), e l’81% attribuisce all’elearning grande valore per l’approfondimento individuale. Le aziende produttrici di software per l’elearning hanno messo a punto dei sistemi che tengono conto dell’impatto emotivo della macchina sullo studente. In alcuni casi sono stati inseriti nei corsi online dei veri e propri assistenti virtuali che guidano lo studente attraverso il percorso d’apprendimento. E’ il caso degli Avatar, personaggi virtuali che prendono in prestito le loro sembianze dai videogiochi e introducono lo studente alle aule virtuali dove si possono trovare, per via intuitiva, le soluzioni ai quesiti posti dal corso. «E’ fondamentale che un corso online abbia un’ottima capacità di monitorare l’apprendimento dei suoi fruitori», sostiene Alessandro Alacevich, presidente di Somedia, la società del gruppo Espresso che progetta corsi di formazione online. «Con l’insegnamento tradizionale il professore vede gli studenti e può capire quanto hanno appreso. Con l’elearning, che per lo più viene erogato in modalità asincrona, cioè senza che dall’altra parte ci sia un’immediata rispondenza alle domande poste dal professore, l’efficacia della didattica è più difficile da rilevare». Per questo è importante che nel progettare un corso online ci sia una vera e propria regia di comunicazione, utilizzando testi, video, a volte filmando il docente mentre spiega, per costruire attorno a questo un metodo d’apprendimento di forte efficacia.
Il problema è semmai che non esiste ancora una metodologia di formazione per gli insegnanti di elearning. L’unico caso in cui questo accade in Italia è presso il Politecnico di Milano, dove è stata avviata la prima laurea interamente online in ingegneria informatica in collaborazione con Somedia. «I nostri formatori hanno dei tempi di preparazione per un corso online molto più lunghi e impegnativi rispetto a quelli dei tradizionali corsi in presenza», spiega Antonio De Palmas, responsabile education di Cisco Italia, che ha avviato da tre anni il programma Networking Academy, una collaborazione con circa 370 scuole e università italiane per la preparazione degli studenti alla certificazione Cisco Ccna (Cisco certified networking associate). «La preparazione di un corso online deve essere fatta a monte ed è complessa perché deve tener conto di tutti gli obiettivi dell’apprendimento, incluso il fatto che l’audience è molto più ampia in un corso online che in un corso in presenza. I nostri corsi inoltre vengono aggiornati ogni 45 mesi a causa dell’evoluzione delle tecnologie e di conseguenza anche gli istruttori devono aggiornare le proprie competenze». Aggiunge Carlo Bergonzini, system engineer di Microsoft e istruttore di Cisco Academy per l’istituto addestramento lavoratori del Lazio: «Un corso online non rende affatto freddo il rapporto tra studenti e docenti. Al contrario facilita la comunicazione sia in direzione verticale (studenteprofessore) che in direzione orizzontale, cioè tra studenti. E’ infatti molto più semplice comunicare via Internet senza vincoli di orari e tempi, di quanto lo sia con i sistemi tradizionali. La difficoltà che si può incontrare nel caso dei corsi di Cisco per il conseguimento del certificato Ccna è caso mai la preparazione degli istruttori e degli studenti sulla lingua inglese. Il corso è erogato in inglese per ovvi motivi d’opportunità essendo un corso che forma i futuri amministratori di reti, ovvero coloro che saranno in grado di gestire per conto delle aziende una rete web, e dunque a volte il linguaggio è molto tecnico. A parte questo, troviamo un ottimo riscontro nel formare gli istruttori. Con la modalità a distanza ci sono più opportunità di ripassare le lezioni e di recuperare le informazioni per memorizzarle meglio».
LAURA KISS, Repubblica, 30 settembre 2002