Cari colleghi,
questo messaggio è apparso anche su "italiano_L2", quindi chiediamo scusa in anticipo per la ripetizione. Questa versione ha comunque qualche leggero ritocco e aggiunta.
Qualcuno di voi ha idea di dove sia possibile trovare una lista di aggettivi "riferiti a qualita' astratte" che sopportano la sostantivazione?
Ci riferiamo naturalmente alla resa del "lo" neutro in italiano.
Tutti ci saremo trovati a riflettere sul fatto che se diciamo "il buono", pensiamo ad un personaggio di un film (concreto), non a "tutto cio' che e' buono" (astratto), mentre se invece diciamo "il bello" pensiamo subito al punto saliente di un discorso o racconto, qualita' astratta, e non a "quello bello" tra un gruppo, per esempio, di quadri.
Su un libro di grammatica per stranieri (L'italiano e l'Italia, della Guerra, in due volumi, grammatica ed esercizi per la certificazione, livello medio e superiore, di cinque autori) -ma che non sarà certamente l'unico ad affermare una cosa del genere!- si dice che "qualsiasi aggettivo può essere sostantivato".
Sara' anche vero dal punto di vista dell'italiano come lingua a se', ma purtroppo quest'affermazione non e' funzionale per i nostri studenti in quanto lo spagnolo permette la sostantivazione di molti più aggettivi dell'italiano.
Ci troviamo nella necessita' di spiegare ai nostri studenti che si possono realizzare solo alcune sostantivazioni, e con prudenza, in quanto in italiano si riferiscono al concreto e non all'astratto (questa frase e' il risultato del meccanismo che gli ispanofoni applicherebbero con assoluta naturalezza: vi sembra naturale la frase italiana risultante?)
Ovviamente, loro ci chiedono di spiegargli quali sono le sostantivazioni possibili e quali no.
E noi abbiamo modo di dare loro una risposta esauriente?
Che io sappia, no. Dobbiamo affidarci a quei pochi esempi che ci vengono in mente, che non possono essere considerati una raccolta professionale.
Non e' la prima volta che osserviamo che certi aspetti di una lingua considerata solo "in se' stessa" non sono significativi, e quindi ricevono un'attenzione scarsa o incompleta. Il confronto con un'altra, invece, mette subito in luce aspetti interessantissimi ma di fronte ai quali ci troviamo un po' "disarmati".
Sperando che la questione vi incuriosisca, riportiamo un breve "brainstorming" (sono graditi commenti e suggerimenti!)
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Il bello (si riferisce sicuramente, per noi che sappiamo l'italiano, alla qualita' astratta di un elemento di un discorso o di una narrazione, ma ha anche un valore idiomatico. In spagnolo pero' equivale a "lo bueno"!)
Il brutto (quasi come il precedente, ma con meno frequenza come espressione idiomatica. Sp.: "lo malo")
Il meglio / il peggio (qualita' astratta: "vi offriamo il meglio", altrimenti sarebbe "vi offriamo il migliore", riferito a qualcosa di noto)
Il buono / il cattivo (e' concreto: altrimenti si dice "la bonta'", "la cattiveria" o simili)
Il giusto ("Siamo nel giusto". Adesso ditemi se una frase come "Il giusto è che ogni studente abbia il suo libro" e' possibile in italiano...)
Il pubblico / il privato (Qui non si dice se si intende per pubblico "la res pubblica" o il pubblico che va al cinema, ne' se "il privato" e' il cittadino o "l'ambito del privato", oggetto per esempio di una tassa...)
Lo strano / L'assurdo / L'interessante e simili. Qui si parla di una qualita' astratta di un discorso o narrazione, ma anche in italiano ci sono limitazioni ben precise anche se non segnalate: non credo che ci si possa riferire ad un momento di un racconto come "Il simpatico dell'episodio e' stato che...". Sapreste dire a colpo d'occhio e con sicurezza quando e' permesso e quando no? Per esempio: "L'incredibile della storia..." o, meglio, "La cosa incredibile e' che..."?
Il difficile ("Non fare il difficile" si parla di una persona. "...e qui viene il difficile:" e' parte di una spiegazione. "Il difficile e' non cadere". Questo aggettivo permette quindi molti usi. Il difficile e' sapere se funziona in tutti i casi in cui funzionerebbe in spagnolo...)
Il necessario ("porta il necessario per una settimana".)
L'altro (Una distinzione che non si pone in italiano e' tra "l'altro" nel senso concreto di "non questo" e quello di "cio' che e' estraneo": "la diffidenza verso l'altro". Anche qui, in italiano l'uso e' un po' limite, ma perfettamente naturale l'omologo spagnolo.)
Il passato (qui non si pone differenza tra l'accezione concreta e quella astratta: "il passato di Roma e' ricco" e "il passato e' passato: dimentichiamolo". Invece in spagnolo la differenza e' chiarissima e determinata grammaticalmente: "el pasado" nel primo caso e "lo pasado" -cio' che e' passato- nel secondo)
Unire l'utile al dilettevole e' invece un raro caso in cui il meccanismo è più produttivo in italiano che in spagnolo: "juntar lo ùtil con lo agradable" non è un proberbio spagnolo, anche se credo che la frase è ben formata e perfettamente comprensibile.
"Il mercatino dell'usato" è più o meno lo stesso caso...
... e cosi' via!....
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Grazie per l'attenzione e cordiali saluti a tutti.
Federica e Davide
Simon&Martini
Simon&Martini