Il primo è
Si tratta della presentazione di un testo sul confronto di 877 paremie in spagnolo con il catalano, gallego, vasco, francese e inglese. (no, non c'è l'italiano... e neanche il portoghese. Ma è annunciato: "está a punto de publicarse obra realizada por 14 autores y dirigida por Julia Sevilla y Jesús Cantera: 1001 refranes españoles con su correspondencia en ocho lenguas (alemana, árabe, francesa, inglesa, italiana, polaca, provenzal y rusa), Madrid: Eunsa, 2001.")
Ecco i dati della pubblicazione:
Editorial: EUNSA (Ediciones internacionales universitarias)
tel.: 34-948 25 68 50
fax: 34-948 25 68 54
eunsa@...
Precio: 1.800 ptas // 10,82 euros
tel.: 34-948 25 68 50
fax: 34-948 25 68 54
eunsa@...
Precio: 1.800 ptas // 10,82 euros
Se qualcuno fosse interessato, attraverso la mail sicuramente si può ottenere anche all'estero.
Il secondo è:
In questa pagina si offrono, in rete, "rese" di proverbi in sei lingue (inglese, portoghese, spagnolo, italiano, francese, tedesco). È la pagina di una ditta di traduzioni, un'iniziativa tutta commerciale, della quale mi interessa la presentazione, che da per ogni proverbio una resa nelle altre lingue, della quale offre anche una traduzione letterale.
Per esempio, il piccolo quesito sul proverbio "más sabe el diablo por viejo que por diablo" sarebbe risolto da "val più la pratica che la grammatica"... cosa che non ci soddisfa pienamente (nel detto spagnolo conta l'esperienza intesa come abitudine, tempo, ripetizione, furbizia. In quello italiano si contrappongono la teoria e la pratica, che in un certo senso, sì, è da intendere come esperienza, ma non necessariamente prolungata nel tempo o in quanto ci renda più intelligenti o furbi, ma solo in quanto produce risultati tangibili. Interessante sarebbe cercarne esempi d'uso da corpora, per vedere se sarebbero interscambiabili sottoponendo il risultato a parlanti nativi senza spiegarne la fonte.)
Offrono al "pubblico" di collaborare, cosa interessante nel senso che ho sempre pensato che le ricerche o si fanno grazie ai... soldi, che permettono a una persona di dedicarcisi (salvo circostanze speciali, quali straordinario impegno e forza di volontà... non sempre possibili anche per ragioni materiali), o si fanno grazie alla collaborazione di tutti, poco impegnativa per ciascuno.
I problemi posti sono due: il primo ha a che vedere con la "qualità" del lavoro: la collaborazione di una comunità è insostituibile quando si tratta di reperire informazione da culture, ambienti e punti di vista diversi, ma è rischiosa nel senso che ognuno è un mondo a sé, e una collaborazione ricevuta da un anonimo via web può anche essere fallace. Anche qui, la quantità è la chiave: se un'opinione è condivisa, non è isolata, sarà più rappresentativa.
Il secondo problema è il formato. La pagina è come una "banca dati", ho pensato spesso di farne per i problemi di contrastiva, ma una banca dati pone grossisimi problemi alla strutturazione dell'informazione: qui, per esempio, il formato permette una e solo una resa dei proverbi nelle altre lingue, quando sappiamo che può benissimo non essere così. Inoltre, come abbiamo visto, non è del tutto sicuro che "val più la pratica che la grammatica" renda "más sabe el diablo por viejo que por diablo", magari può farlo in alcune circostanze ma non in tutte. Sicuramente non da un punto di vista rigoroso.
A presto,
Davide Martini