Cari Colleghi,
anch'io ho avuto una reazione di sollievo, curiosita' e divertimento nel leggere il testo in lingua 'neo-romanza'; mi sono sentita particolarmente coinvolta perche' ci ho riconosciuto il mio parlare di quando sono arrivata in Portogallo dall'Egitto senza sapere una parola di portoghese con un substrato di spagnolo e di francese (l'inglese per fortuna se ne stava buono da parte, finalmente ... discriminato!). E quando tutti ridevano perche' in fondo si capiva, io dicevo appunto che parlavo iberico, o franco-iberico, o neoromanzo, se ci mettiamo anche un po' di italianismi - anche se la linga madre ad una certo punto di conoscenza di varie lingue interferisce meno delle altre lingue straniere affini e quelle di altra radice non interferiscono affatto.
Ma condivido lo scetticismo della collega che ha commentato prima di me. Non penso che le lingue artificiali possano avere alcuna speranza di succeso perche' la lingua e' un prodotto culturale vivo, e non solo culturale, cioe' storico e sociale, ma e' un prodotto biologico in cui la fonetica influenza la grafia e/o viceversa, e le cui inarrestabili mutazioni precedono sempre la normalizzazione.
La lingua e' un immenso oceano di tanti mari di cui non conosciamo nemmeno tutti i pesci, la flora, i fondali, le correnti.
Un linguaggio artificiale, o artificialmente creato, a mio avvisio puo' essere introdotto, perche' no ?- l'informatica ne e' traboccante e permette immense potenzalita' di comunicazione internazionale tra popoli e individui di lingue differenti. Ma non credo che potrebbe mai diventare una lingua usata nella comunicazione orale interpersonale di tutti i giorni. L'espressione orale e la parola scritta sono aspetti della creativita' umana che non possono essere ingabbiati.Sono proprio un prodotto che e' generato dal bisogno e dall'interazione viva.
L'Esperanto ebbe la sorte che sappiamo, divertiva, entusiasmava, e l'idea di libertrarsi dell'egemonia dell'inglese, ormai lingua veicolare mondiale, attira sempre.
Ma non credo che ci siano chances.
Dati i nuovi sistemi di comunicazione, non e' detto che le differenze tra le varie lingue non si vadano assottigliando piu' rapidamente che nel passato. Ma quando si sente o si legge che centinaia di lingue si stanno estinguendo in realta' non credo che si tratti di una conquista, perche' la diversita' e' anche un valore, anzi una compomente indispensabile della convivenza umana.
S. Pelaggi
----- Original Message -----From: Federica SimoneTo: S&MSent: Tuesday, May 15, 2001 9:02 PMSubject: S&M. Interlingua Romanica...primi commenti