Cari colisteros,
In occasione di un nuovo corso estivo abbiamo recuperato da un
vecchio e polveroso baule in soffitta un lavoro che avevamo iniziato
tempo fa e che vorremmo condividere con voi.
Si tratta della ricerca di percorsi di insegnamento specificamente
contrastivi, ricerca che come sappiamo si presta ottimamente a
polemiche di ogni tipo - e proprio per quello ci interessano!
Una volta, ci è capitata tra le mani una raccolta di qualche
centinaio di parole rigorosamente uguali tra l'italiano e lo
spagnolo, fatta a macchina sicuramente da qualche certosino che si è
messo a spulciare il dizionario.
Ci è sembrata una valida scorciatoia quella di individuare gruppi
morfologici che corrispondono tra loro da una lingua all'altra, per
esempio -ión / -ione, -dad / -tà... lavoro quanto mai divertente e
ricco di sorprese.
Bisogna naturalmente fare attenzione ai falsi amici
(naturaleza/naturalezza,
distinto/distinto) e alle parole che, con lo stesso referente, hanno
desinenze diverse (seguridad/sicurezza, deportista/sportivo). Ma non
sonopoi tante rispetto al totale.
La domanda è sempre quella: qualcuno avrà già fatto questo lavoro, o
stiamo "lloviendo sobre mojado"?
Ancora più importante: può servire a qualcosa questo lavoro?
Terzo: come farlo?
Per la prima domanda, non possiamo far altro che ricorrere a chi ha
esplorato più a fondo la bibliografia, soprattutto quella della
contrastiva "di prima generazione", che noi non abbiamo sottomano. O
a chi sia in contatto con lessicografi.
La seconda domanda è quella veramente polemica: a prima vista,
sembrerebbe che realizzare quest'analisi, quanto mai complessa, fosse
un lavoro completamente inutile per la didattica.
Per la ricerca pura non c'è bisogno di giustificazione: è troppo
divertente!
Diverso se pensiamo alla didattica.
Ovviamente una lista di parole, tra l'altro interminabile, non
insegna molto allo studente.
Ma le liste non servirebbero tanto a lui, quanto a noi, per creare
materiali. Per esempio, frasi e discorsi interi trasparenti che
possono essere usate proprio per soffermarsi sul come si dicono le
cose in italiano anche quando sono molto simili allo spagnolo.
Prima di entrare nelle complessità della sintassi, e della
comunicazione, non potrebbe giovare allo studente esercitarsi nel
prendere il "suono della lingua"? Non si tratta di far imparare a
memoria né le parole né le desinenze, ma esplorarle insieme agli
allievi per far prendere una buona parte degli automatismi che usiamo
(e diamo per scontati!) quando parliamo l'italiano.
Per esempio come esercitazione per la pronuncia e in particolare per
le doppie, spesso legate a prefissi e desinenze.
Per esempio per gli accenti: non solo 'farmacia'!
Per esempio per mettere a disposizione allo studente un vocabolario
molto più ampio delle tipiche parole da prime lezioni di corso di
lingua, che gli danno sempre la frustrante sensazione di essere molto
limitato in una lingua della quale invece capisce molto. Non si
tratta di ingannarlo: avere parole non significa avere la lingua. Ma
ne è pur sempre un elemento.
Si potrebbero inoltre far risaltare le eccezioni (quelle sì da
imparare a memoria!). (Si scoprirà così che in realtà le parole
veramente diverse sono molte di meno di quello che sembra, e si
possono riunire convenientemente in esercizi specifici.)
Un'alto modo di usarle: i plurali. Com'è semplice lo spagnolo, nel
quale in pratica basta aggiungere una "s" (o "es) per avere il
plurale, e quanto difficile l'italiano, che invece usa vocali in modo
quasi arbitrario (la "e" non ci dice se si tatta di un femminile
plurale o di un singolare di qualsiasi genere...). Non credo che noi,
se madrelingua, ci rendiamo conto di quanto difficile sia acquisire
la sensibilità ai plurali, e la confusione si centra sulla "e" finale.
Ma se diamo un'occhiata alle desinenze, ci accorgiamo che le parole
col singolare in "e" sono quasi tutte quelle che corrispondono a
desinenze ben specifiche dello spagnolo, in consonante. Questo non
può costituire un punto di partenza per una presa di coscienza e per
esercizi sull'acquisizione dei plurali?
Come farlo?
Prima bisognava spulciare il dizionario - roba da monaco di clausura.
Adesso, invece, abbiamo i dizionari su CDROM (nel mio caso il DISC)
che permettono ricerche di tipo lessicografico.
Possiamo quindi adesso avere rapidamente le liste di parole
italiane "che finiscono in -ione", e tra quelle vedere quali sono
simili allo spagnolo. Un lavoro già molto più agevole.
Per essere un po' più professionali, bisognerebbe contare anche su un
dizionario in spagnolo con le stesse possibilità, ottenere due liste e
confrontarle. Inoltre, il DISC non permette di lavorare sugli
accenti, che in questo caso è una forte limitazione.
Naturalmente, non si tratta di lavorare sui cento e passa mila lemmi
delle due lingue. Il DISC permette di lavorare sui 10,000 lemmi "di
largo uso", ambito che io restringerei volentierissimo, per
cominciare, a circa 2-3 mila parole, non di più. Le liste "complete"
possono essere utili per la ricerca, ma non certo per lo studente, al
quale devono bastare alcuni esempi per dargli l'idea della
produttività dell'elemento confrontato (attenzione a questa
prospettiva!). E il tempo che abbiamo a disposizione è limitato -
purtroppo nessuno ci paga! Inoltre, è più interessante ragionare su
quello che si trova che passare troppo tempo a ricopiare parole (come
ordinare la casuistica delle parole in -ia? Niente facile...).
Abbiamo la sensazione che si potrebbe fare anche una lezione a
livello avanzato sulle differenze tra questi elementi, spesso origine
di confusioni non tanto semplici da trovare.
Non so se conoscete il libro "Parole", della Bonacci: i percorsi sul
lessico sono estremamente semplici per gli ispanofoni in molti casi,
tra i quali invece spicca qualche "tranello". Per i miei avanzati,
vorrei veramente avere una raccolta dei "tranelli": sarebbero lezioni
molto produttive (anche qui, bisogna costruirle, magari spulciando il
dizionario dei falsi amici...).
Se a qualcuno interessa l'argomento, pubblicherò un documento che
contiene i primi risultati nella sezione "file": Corrispondenze
morfologiche.
Il documento contiene esempi, non liste complete, di vocaboli,
ricavati con l'aiuto del DISC e scelti, però con criteri estremamente
soggettivi: abbiamo cercato di limitarci alle parole o di uso più
frequente o a quelle più trasparenti. Non è un lavoro rigoroso dal
punto di vista della ricerca.
Abbiamo sempre avuto in mente lo studente, per cui abbiamo cercato di
essere più semplici possibile.
Voglia non ci manca di realizzarlo in maniera più scientifica, ma è
una cosa che porterebbe via moltissimo tempo e che faremmo se
avessimo la certezza che interessa a qualcuno... concretamente!
Vogliamo ricalcare il fatto che non si tratta affatto di un "punto
d'arrivo": è una base, sulla quale poi si possono immaginare e
realizzare attività didattiche. La rendiamo disponibile a tutti
sperando che qualcuno trovi interessante l'idea e prosegua questo
percorso. (Un primo lavoro che c'è da fare è catalogare le
eccezioni!, del tipo convencido/convinto.)
Non escludiamo che possa essere presentato agli studenti anche così,
come compendio/riassunto. Ma certamente si può rendere molto
piú "vivo".
Anche Battaglia aveva fatto cose del genere, nel suo metodo "per
ispanofoni", ma -insistiamo- la prospettiva era quella dell'imparare a
memoria, non quella di "abituare al suono della lingua".
Le corrispondenze morfologiche esplorate sono:
FINALI DI PAROLA UGUALI (neanche "desinenze": zero tecnicismi!)
-mente
-ante ed -ente
-ria e -fia
-nto
-logo
-ista
-ico e in -iaco (cambia l'accento!)
-ano
-oso (interessante per la pronuncia della "s" sonora)
-ando, -endo
CAMBIAMENTI:
PRENDONO UNA "E" (e, se sono sostantivi, fanno quindi il plurale
in "i")
-AR = -are, -ER = -ere, -IR = -ire
-OR = -ore (-CTOR = -ttore, -SOR = -ssore) (buono per le doppie)
-ION = -ione (-SION = -ssione) (buono per le doppie)
-ÈS = -ese ("s" sonora)
-IL = -ile (-BLE = -bile)
-AL = -ale
ALTRE DESINENZE:
-DAD = -tà
-SIS = -si ("s" sonora)
-ADO = -ato e -IDO = -ito
-ITO o -ÍN = -ino
-ENCIA = -enza (per la z)
–PLO, -PLIO e -PIO = -pio
-CIO e -CIA = -zio e -zia
-ÀCIA = -azia (-azía) (occhio agli accenti!)
-IA = -ia: in generale, cambiano l'accento.
INIZI DI PAROLA:
RE- = ri-
H- = f-
ES+consonante = s+consonante
INST- diventa ist- (dettaglio insidioso)
le -U- o -UE- diventano -o- in italiano, e viceversa
PAROLE CHE CAMBIANO GENERE, SIMILI E NON SIMILI
PAROLE CHE RADDOPPIANO UNA LETTERA
-ÌSIMO = -issimo
-EZA = -ezza
-MN- = -nn-
-NM- = -mm-
-CT-, -BT- e -PT- = -tt-
-DV- e -BV- = -vv-
-BS- = -ss-
Le parole che cominciano con "a" molto spesso sono seguite da una
doppia.
Altre parole che raddoppiano una lettera rispetto allo spagnolo.
Federica e Davide
Simonemartini