Cari amici,
la mia imperdonabile voglia di vacanze mi aveva fatto lasciare nella casella dei
Drafts un vecchio contributo sull'Euro, che raccoglieva diverse opinioni,
provenienti da diverse fonti, sul plurale dell'Euro.
Ve lo rimando ugualmente, nella speranza possa risultarvi comunque utile.
"L'ora è tarda, ma la voglia di contribuire alla riflessione permane. Vi lascio
pertanto solo alcune fonti che sperano vi possano essere utili visto che la
discussione è stata piacevolmente animata.
Comincio la mia breve rassegna segnalando la pagina della mailing list
d'italiano scritto che raccoglie diversi ed autorevoli messaggi sull'argomento.
http://groups.yahoo.com/group/italiano_scritto/messages/812
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Vi riporto di seguito alcuni spunti da diversi siti:
da
http://www.cuxonline.de/e-scola/pillole.htm
le banconote (dal nome invariabile) e diverse annotazioni realizzate da alcuni
allievi. Da utilizzare anche in classe, come i materali del sito
http://scuole.xquasar.it/renate/studenti/98_99/euro.htm sempre redatti da
studenti di scuola media.
2) Si dice tanti euro o tanti euri?
Il nome Euro è nato dal voler trovare una parola identica in tutte le lingue
europee che allo stesso tempo fosse il simbolo dell'Europa. E' stata scelta la
parola più facile da memorizzare e senza nessun legame ad altre monete. La
parola euro è inoltre la radice di "Europa". Si dice tanti euro perché anche se
nella nostra lingua bisognerebbe dire tanti euri sarebbe un problema tradurre la
parola euro al plurale in tutte le lingue europee.
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da
http://eurolandia.tin.it/euro/noieleuro/notizie/archivio/5_282.htm
30-09-98
LE REGOLE DELL'EURO
Euro è un nome comune maschile, invariabile e scritto con l'iniziale minuscola.
Queste sono le norme stabilite dalla Commissione Europea sull'esatta grafia
della moneta unica nelle undici lingue, e sull'abbreviazione ufficiale
dell'euro. Per il cent si adottano le stesse regole che valgono per l'euro,
mentre l'abbreviazione, EUR, va scritta tutta in maiuscolo in tutte le lingue.
L'informazione sulla decisione della Commissione europea sulle norme
grammaticali relative ai nomi euro e cent è arrivata puntuale alle associazioni
di consumatori e alle Istituzioni dei Paesi europei con la precisazione,
relativa alla lingua italiana, che le parole euro e cent non hanno il plurale.
Quindi non vedremo mai i cents e gli euri, ma solo i cent e gli euro, e per lo
stesso cent non sarà adottata alcuna abbreviazione.
Questa decisione nasce dalla considerazione che in italiano gli articoli "i" e
"gli" indicano chiaramente che si tratta di un nome plurale e non di un
singolare. Non si vede quindi la necessità di introdurre un doppio plurale.
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da
http://www.online.latina.it/parvapolis/euro.htm
Viaggio inchiesta tra i commercianti pontini nell'Italia che cambia
In nome dell'Euro In Prefettura o nell'Università gli Euroscettici e gli
Euroentusiasti
(...) Ma un ultimo mistero avvolge la moneta europea. Qual è il plurale di euro?
Euro o euri? . A chiarire questo "dilemma lessicale" è intervenuta l'Accademia
della Crusca, la prestigiosa istituzione che studia il corretto utilizzo della
lingua italiana. Gli accademici chiariscono che la parola Euro è in linea con la
morfologia dell'italiano, terminante cioè con una vocale, per cui dovrà seguire
la norma generale valida per i sostantivi maschili. Euri, quindi. Agli amanti di
Internet consigliamo il sito del Ministero del Tesoro: http://www.tesoro.it.
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da
http://www.democraticidisinistra.it/dossier/EURO/art1b.htm
Un euro è un euro, ma due? Sono due euri o due euro? Insomma, il plurale di euro
qual è? Ottima domanda, ma per ora non c'è risposta. Il termine euro non
esisteva prima ed è (stato inventato ex novo proprio in quella forma giacché in
quasi tutte le lingue europee è riconoscibile il legame semantico con la parola
Europa. Le regole con cui si formerà il plurale, perciò, non esistono ancora e
sono, per così dire, da inventare anch'esse. In alcune lingue (inglese,
francese, spagnolo) la forma del plurale verrà abbastanza naturalmente con
l'aggiunta di una "s" finale, in altre lingue, tra cui l'italiano, sarà meno
scontato. La prassi che si va diffondendo - e che seguiamo anche noi in queste
pagine - è quella di considerare l'euro indeclinabile. E però c'è da dire che
qualcuno, per esempio sul prezzo di copertina di certi libri, ha introdotto già
l'espressione "euri". Vedremo chi la spunterà. Sapendo sempre che a decidere,
alla fin fine, sarà comunque chi le nuove monete dovrà spenderle.
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da
http://quotidiano.monrif.net/chan/cronaca_nazionale:341050.4:/1999/11/21
Per non restare mai senza parole
FIRENZE - Automobile. Sostantivo femminile. O maschile? A noi oggi la cosa
sembra del tutto ovvia, l'automobile è femminile. Ma non è sempre stato così.
Alla fine dell'Ottocento la questione era spinosa perché la parola era nuova,
ibridamente composta con il greco autos (se stesso) e il latino mobilis
(mobile). I francesi, sempre attenti alle questioni della lingua, per conoscere
il 'sesso' della nuova invenzione si rivolsero agli accademici che decretarono
che automobile fosse maschile. Gli studiosi francesi dimostrarono poca
sensibilità. Nell'uso, a Parigi, l'automobile diventò e rimase femminile. Anche
in Italia ci fu lo stesso dibattito e andò avanti per tutto il primo quarto di
secolo. Il senatore Giovanni Agnelli, particolarmente interessato a risolvere la
querelle, si rivolse alla massima autorità letteraria del momento: Gabriele
D'Annunzio. Il Poeta rispose con una lettera che vale la pena di riportare: «Mio
caro Senatore, in questo momento ritorno dal mio campo di Desenzano, con la Sua
macchina che mi sembra risolvere la questione del sesso già dibattuta.
L'Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una
seduttrice; ha inoltre una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma,
per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza. Le
stringo la mano... eccetera». Questa deliziosa curiosità riportata nel recente
'Il piacere dell'italiano' firmato da Aldo Gabrielli (una raccolta di scritti
del noto linguista scomparso nel '78, curata e aggiornata da Paolo Pivetti per
gli Oscar Mondadori) è uno dei tanti esempi di come la lingua sia un oggetto di
studio particolarmente vicino alla gente comune. Proprio perché queste sono
questioni che interessano tutti, dieci anni fa l'Accademia della Crusca decise
di fondare un periodico rivolto al pubblico dei non-studiosi. 'La Crusca per
voi' esce ancora oggi riportando domande e risposte che il cittadino comune
rivolge alla 'massima autorità' linguistica del nostro Paese. Ecco alcuni
esempi. Un signore di Chiasso si chiede se sia giusto dire pericolo di vita o
sia meglio pericolo di morte. Le due espressioni hanno lo stesso significato
eppure sono perfettamente opposte. Risponde il presidente dell'Accademia,
Giovanni Nencioni, che in realtà quando si dice pericolo di vita si intende che
la vita è in pericolo (specificazione soggettiva) mentre nel caso di pericolo di
morte non è certo la morte a essere in pericolo ma chi la subirà (specificazione
oggettiva). Si possono usare entrambe le espressioni, dice Nencioni che riporta
una lunga serie di esempi simili, ma pericolo di morte sembra essere più
impressivo. Un signore romano si domanda invece se sia giusto dire assessorato
alla pubblica istruzione o assessorato della pubblica istruzione. I cruscanti
spiegano: assessore deriva da assessor ovvero colui che siede accanto e quindi
dovrebbe reggere un complemento di termine (sedere accanto a qualcuno). Ma
l'antico significato è andato perduto, per noi l'assessore è un membro della
giunta che si occupa di qualcosa e dunque possiamo tollerare sia l'assessore
alla pubblica istruzione sia quello della pubblica istruzione. Purché,
aggiungiamo noi, le giunte non ne approfittino per nominarne due invece di uno.
Altro quesito di attualità: l'euro è maschile o femminile? E al plurale sarà
molti euri o molti euro? Stavolta la Crusca ha fatto una ricerca sui principali
quotidiani e ne ha tratto le seguenti informazioni: l'uso più comune è maschile,
per il plurale prevale la forma invariata anche se in realtà sarebbe meglio
seguire la norma generale e usare euri. Gli accademici comunque concludono che
quando l'euro entrerà davvero in circolazione sarà l'uso comune, ovvero la
gente, a decidere le regole. (2 - continua) Nella foto: lo stemma (la 'pala') di
un accademico
di Rossella Martina
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"Infine la divertente pagina, dal sito del Monte dei Paschi di Siena, che
segnala un inno andaluso all'euro. Quelche collega di laggiù l'ha per caso
sentito?"
http://www.mps.it/euro/curiosita.asp
Il nome giusto
Nome comune maschile, invariabile e scritto con l'iniziale minuscola. Le regole
grammaticali per il nome della moneta unica, che valgono anche per il cent, sono
state dettate dalla Commissione Europea. Tuttavia, l'Accademia della Crusca, dal
punto di vista puramente grammaticale, ha dato un parere opposto: in italiano,
la parola euro è soggetta alle regole degli altri sostantivi, quindi, al
plurale, diventa "euri".regole degli altri sostantivi, quindi, al plurale,
diventa "euri".
Anche dall'estero arrivano pareri discordi sull'invariabilità del termine: in
Francia, per esempio, c'è stata una timida proposta in tal senso, che non ha
trovato consensi. Si è infatti scatenata una discettazione linguistica
sull'opportunità che il nome della moneta seguisse le regole grammaticali per la
formazione del plurale, con l'adozione della "s" finale=euros.
Il codice internazionale valutario della nuova moneta, invece, è EUR, che va
scritto tutto maiuscolo.
Dimmi come parli.
Essendo unica, la moneta ha lo stesso nome in tutti gli Stati che l'hanno
adottata. Ma, se dovessimo viaggiare in altri Paesi europei, siamo proprio
sicuri di capire al volo il nome della moneta comune? Guardate in quanti modi si
pronuncia:
Austria: òiro
Belgio (fiammingo): ùrrhoh
Belgio (vallone): oerhù
Danimarca: èvro
Francia: oerhò
Finlandia: èuro
Germania: òiro
Gran Bretagna: iùroh
Italia: euro
Lussemburgo: oerhò
Olanda: iùrroh
Portogallo: èiru
Spagna: eùro
Spagna (catalano): eùrro
Svezia: èrroh.
Stelle nel cielo d'Europa
La bandiera europea è rappresentata da 12 stelle dorate su sfondo azzurro. Le
stelle, disposte in circolo, significano l'unione dei popoli d'Europa, e il loro
numero è invariabile in quanto simbolo della perfezione dell'universo.
Euromonete cercano casa
Prima del 2002, quando l'euro inizierà a circolare in forma reale, dovranno
essere coniate circa 7 miliardi di monetine. Non disponendo del deposito di zio
Paperone, si stanno cercando locali idonei come capannoni o caserme per
custodirle, naturalmente a prova di. Bassotti!
Euro, ma quanto pesi?
Non si tratta né del raffronto economico della moneta unica con le altre valute
"forti" mondiali, né del costo sostenuto dalle economie nazionali per l'ingresso
nell'euro, ma più semplicemente del peso in multipli di chilogrammi (e che
multipli). Si calcola infatti che il totale di monetine che circoleranno dal
2002 nelle tasche degli italiani peserà nientemeno che 35.350 tonnellate: una
cifra da capogiro!
Per avere un'idea di tale cifra, basti pensare che la copertura in ferro e
acciaio dello stadio di San Siro pesa 13 mila tonnellate, quasi un terzo di
quello delle monete; altri esempi: 2 volte e mezzo il peso della torre di Pisa e
di 60 treni Eurostar, il doppio di quelli circolanti sul territorio nazionale.
Non meno significative e impressionanti le quantità di monete che saranno
coniate dalla Zecca dello Stato: alcune stime danno la palma alle monete da 20
centesimi, che usciranno in ben 1 miliardo e cinquecentomilioni di pezzi, poco
meno quelle da 10 centesimi con una differenza di 300 milioni di pezzi.
Del resto, nell'intera Unione Europea, circoleranno circa 70 miliardi di monete
di euro!
Il primo euro
Il 31 dicembre 1998, alle otto di mattina, in diretta televisiva, il ministro
Ciampi ha premuto il bottone della pressa che ha avviato il conio delle monete
da 1 euro. La prima moneta con l'immagine dell' "Uomo di Leonardo" è stata
mostrata alle telecamere dallo stesso ministro, mentre altre monete cadevano nel
recipiente rivestito da un drappo azzurro.
Vale la pena ricordare che l'immagine dell' "Uomo di Leonardo", simbolo italiano
dell'euro, era stata incisa, insieme ad un messaggio per gli extraterrestri,
sulla navicella spaziale americana Skylab 2, lanciata nello spazio nel 1973.
Maastricht: non solo Trattato
Maastricht si trova in Olanda, vicino al confine del Belgio. E' una città di
circa 160.000 abitanti ed è il capoluogo della provincia del Limburgo.
La sua popolarità deriva dal vertice europeo del 9 e 10 dicembre 1991 nel quale
fu discusso il Trattato sull'Unione Europea, firmato il 7 febbraio 1992 e da
tutti conosciuto come "Trattato di Maastricht".
Eurogiocando
E' stato inventato un nuovo gioco di società, adatto ai bambini da 10 anni in
su, che farà conoscere tutti i segreti dell'Europa comunitaria e della moneta
unica. E' un viaggio attraverso l'Europa, nel quale i concorrenti dovranno
conquistare il maggior numero possibile di bandiere nazionali, cimentandosi con
i primi acquisti in euro. Le regole del gioco guideranno alla scoperta dei
nostri "concittadini" europei, delle loro abitudini e delle loro
amministrazioni: una sintesi dell'Europa unita.
Come si chiama il gioco? Euro, naturalmente!
Euroequivoci
Il 4 gennaio 1999, molta gente si è rivolta agli sportelli delle banche per
informazioni o per operare in euro. TV e giornali, infatti, avevano dato in quei
giorni il debito risalto all'avvenimento. Potrebbe darsi che tutta
quell'informazione sia stata assimilata da qualcuno in senso lato. Infatti, un
signore si è presentato presso una filiale della nostra Banca e, quando è venuto
il suo turno, ha chiesto gentilmente all'impiegato cosa doveva fare con il suo
apparecchio acustico. Allo sguardo comprensibilmente interrogativo del collega,
il signore ha mostrato l'astuccio del suo apparecchio: c'era scritto "Euro"!
Euro. musicale!
In Andalusia è stato composto un primo inno dell'euro.
Per concludere, una bellissima risposta aperta in Real Player su
http://www.grr.rai.it/arca/servizi/cultura/mar99/029cult.htm
Tutti delatori: Euro o Euri? (P. Dorfles)
A prestissimo,
Federica
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