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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Rispondi | Inoltra Messaggio #21 di 810 |
Cari colleghi,

per il solo fatto di esservi iscritti credo di poter chiamarvi anche
amici e pionieri.

Quando ho cominciato ad insegnare l'italiano in Venezuela, qualche
anno fa appena, con UNO e altri testi, mi sono subito accorto che
qualcosa non andava per il verso giusto.
Non credevo possibile che nessuno sapesse indicarmi bibliografia sul
confronto tra l'italiano e lo spagnolo, né tantomento esercizi
preparati specialmente per loro.
Il supplemento per ispanofoni al metodo "In italiano", unico lavoro
che conoscevo sul tema, mi era utile ma non esauriva le mie
necessità, ormai trasformate in curiosità.
Molti professori mi dicevano che l'italiano è uguale per tutti,
che
indicare eventuali problemi contrastivi era compito di ogni
professore all'interno della sua lezione, che eventuali esercizi di
rinforzo erano o superflui, o da fare a casa.
Io ammiro i professori che abbiano tempo e modo di costruirsi per
ogni lezione esempi, chiarimenti, casuistica, esercizi di tipo
contrastivo. Io non ne avevo né la pazienza, né l'abilità,
né il
tempo materiale. Né mi sembrava una cosa tanto semplice.
Ma soprattutto, mi sembrava impossibile che non esistessero studi
tecnici, professionali, sul tema.

Per forza di cose, mi sono dovuto mettere a raccogliere osservazioni
contrastive. Compilare interminabili liste di modismi, mettere a
fuoco dissimmetrie sintattiche, determinare quali fossero le "lezioni
mancanti" dei metodi esistenti.
Pur cominciando a rendermi conto che lo stesso lavoro era stato
già
fatto, probabilmente, centinaia di volte, in paesi diversi.
E che nessun lavoro individuale, fatto tra l'urgenza di una lezione e
l'altra, avrebbe mai avuto la possibilità di essere completo,
professionale, esauriente.

Col tempo (e grazie a Internet) ho scoperto che i testi, in effetti,
esistevano. Ho "scovato" e conosciuto personalmente alcuni autori. Mi
hanno trattato da amico e mi sono sentito tra pionieri, soprattutto
per quanto riguarda l'insegnamento dell'italiano ad ispanofoni. Una
foresta non vergine, ma ancora tutta da esplorare.
Col tempo, ho scoperto l'esistenza dei "concordancers" e l'uso
dell'informatica applicata allo studio del lessico.

Oggi riguardo la mia collezione di quasi un migliaio di modismi, ma
ho il Corso di italiano di Carrera Diaz, e so che Maria Vittoria
Calvi ha scritto un dizionario italiano-spagnolo di neologismi ed
espressioni colloquiali nel 1991. Ho in mano il dizionario di "Falsos
amigos" di Sañè e Scepisi... se avessi usato tutte quelle ore per
ritoccare e completare quest'ultimo, per esempio, sarebbe stato
sicuramente più produttivo.

Certamente, non è un'area così economicamente stimolante come
l'inglese. Ma l'italiano si insegna ogni giorno di più, mentre lo
spagnolo è parlato da oltre 300.000.000 di persone. Anche negli
Stati
Uniti.
Inoltre l'italiano non è più solo una lingua per italianisti;
ogni
giorno interessa anche in altri ambiti, non cosí specialistici. In
effetti, i miei studenti erano spesso semplici "curiosi" che volevano
parlare l'italiano "di tutti i giorni", non solo leggere la Commedia.

Potrei cercare di perfezionare certi studi e di pubblicarli.
Potrei aggiungere un'altro, ennesimo titolo all'interminabile lista.
Ma non penso che questo gesto cambierebbe il panorama.

Penso che possa essere un'avventura molto più produttiva, molto
più "attuale", molto sensata soprattutto per quanto riguarda lo
spagnolo, parlato in tanti paesi così distanti tra loro sia
fisicamente che culturalmente, avviare una ricerca condivisa, anche
rinunciando al protagonismo.

Il primo passo di questa avventura è stato il fortunatissimo
incontro
con la dott. Federica Simone, che condivide attivamente (e
sentimentalmente!) questo progetto. Pur strettamente uniti, i nostri
contributi potranno essere sia individuali che prodotti in
collaborazione, come sono condivisi i materiali comunicativi per la
lezione che produciamo insieme (è stato recentemente incluso nel
TALIS, grazie alla cortesia di Stefania Spina, un role-play che ci
piace particolarmente, "La manifestazione".)

Tutti lavoriamo, e c'è lavoro per tutti nel campo
dell'insegnamento
della lingua.
Con questa mailing list vogliamo che i lavori di noi tutti, dai
più
modesti ai più complessi, non siano ripetitivi, o non manchino di
fonti per mancanza di conoscenza delle stesse.

E che l'italiano si insegni agli ispanofoni in maniera sempre più
efficace.

Che poi qualcuno di noi voglia utilizzare informazioni ottenute
attraverso la mailing list per ricerche personali e pubblicazioni, ci
va benissimo! La fonte è perennemente in rete, a disposizione di
tutti. Il lavoro di raccolta e di cristallizzazione è personale.
Anche il contributo alla mailing list. La presenza silenziosa non
è
censurata.

Nella prossima mail, la prima ragione per cui Simon&Martini vi
potrà
essere utile.
E la prima richiesta di collaborazione.
Sempre e quando qualcuno dei suoi membri non ci preceda! Infatti,
come ogni mailing list, come Internet, l'ambiente è democratico:
chiunque può "assumere il comando", avanzare richieste, proporre.
Indipendentemente dal suo livello di conoscenze.


Benvenuti a Simon&Martini.


Davide Martini







Gio 20 Apr 2000 1:49 pm

damalfieri@...
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Inoltra Messaggio #21 di 810 |
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Cari colleghi, per il solo fatto di esservi iscritti credo di poter chiamarvi anche amici e pionieri. Quando ho cominciato ad insegnare l'italiano in...
Davide Martini
damalfieri@...
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20 Apr 2000
1:49 pm
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