Cara Federica,
i quesiti che tu e Davide ponete sono spesso divertenti e intriganti ma...
il tempo č sempre pochissimo. Come ora che ho deciso di "marinare" il lavoro
(sapete gią degli imminenti impegni al CDL di Madrid, oltre a quelli
consueti dell'inizio dell'anno scolastico) anche se per pochissimo tempo,
dato che le questioni che ponete possono scatenare dibattiti fiume dove alla
fine avremmo ragione tutti.
Mi volevo soffermare solo sul "Por si acaso..." che tu ritieni comodo nel
tuo italiano. Volevo solo ricordarti che č un fatto di disponibilitą. Tu
vivi in Spagna e sei (siamo) bombardati da "Por si acaso..." che
dimentichiamo i nostri modi di esprimere certe "emozioni" (?) e soprattutto
di "preparare il terreno" per arrivare a usare certe espressioni. Un
italiano che vive in Italia e che non conosce nč il significato nč il
contesto nel quale si usa, non saprebbe che farsene di un "por si acaso...".
O meglio, che io sappia, solo un 'romano de Roma' si troverebbe, parlando,
nel "vicolo cieco" della costruzione del suo discorso, costretto a usare
un'espressione equivalente. A volte anche da sola con un'intonazione
sosapensiva.
Ti lascio l'ombrello. Tante vorte... (piove).
Torno al lavoro
Paolo Gimmelli