Il libro è impostato come un dizionario di più di 2200 voci che
si
prestano a confusione.
Ecco un esempio, tratto dall'introduzione:
" (...) Ne abbiamo un saggio alla voce <vencer>. In essa si segnala
cha la traduzione normale di <vencer> è <vincere>, ma nel senso di
<superare>. Allo stesso tempo si osserva che in spagnolo si usa
<ganar> e non <vencer> quando in italiano con <vincere> si vuole
esprimere l'idea di <concludere (qualcosa)> con esito favorevole o di
<ottenere> l'oggetto per il quale si è lottato. Ed infine si
osserva
che quando <vencer> è intransitivo il suo traducente è
<scadere>.
(...)"
Alcune voci sono trattate in modo succinto:
escalo, s.m. <Scalata>. L'italiano <scalo> corrisponde invece allo
spagnolo <escala> (V. anche <escala>)
Altre invece sono piuttosto prolisse (vedi per esempio "propio")
Ecco le appendici del libro:
-Il genere dei sostantivi.
Si realizza una lista delle parole che cambiano genere tra una lingua
e l'altra.
-Osservazioni sull'uso delle preposizioni.
Un compendio di locuzioni preposizionali comuni in spagnolo e la loro
resa in italiano, quando essa sia realizzata mediante preposizioni
diverse. Per esempio: a escondidas > di nascosto. Además de >
oltre a.
-I verbi: differenze nell'uso degli ausiliari.
1) Verbi instransitivi che richiedono l'ausiliare <essere> (più di
300 verbi).
2) Verbi intransitivi che possono avere come ausiliare <essere> o
<avere> (44 verbi, commentati)
-Ispanismi in italiano e italianismi in spagnolo (più di 500 voci).