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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Fw: Traduzione: trauma psicologico?   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #383 di 810 |
Cari amici,
vi ringrazio per i vostri contributi, che commentero' in una prossima mail.
Mi scuso per la scarsa attività di questi ultimi tempi, ma siamo stati
assorbiti in molti impegni, personali e professionali (si sa che "LO urgente
quita tiempo a LO importante": se poi "LO urgente" è anche importante...)

Avrete forse notato che la manutenzione dei server di Yahoo ha bloccato la
lista per un paio di giorni. Oggi è tutto a posto ed i messaggi inviati sono
stati solo ritardati (quallo di Liony per esempio, giuntoci prima e dopo del
blackout. Melius abundare, soprattutto con interventi preziosi ...;-)

A questo proposito cedo la parola al vulcanico Victor il quale ci dona un
altro de suoi sagaci interventi (mandati al nostro indirizzo pvt, visto che
era impossibile accedere alla pagina).

Lo ringrazio anticipatamente (anche se sono certa che apprezzerà di più una
bella risposta corposa che sono certa non tarderà).

A prestissimo,
Federica

............................................................................
.....................................................
Uno dei grandi dubbi che mi porto dietro dopo tanti anni di insegnamento è
questo: ma l'esercizio della traduzione farà così male come alcuni
sostengono?
Io mi confesso: mi piace fare ogni tanto piccoli esercizi di traduzione
SPA>ITA allo scopo di assicurarmi (devo dirlo?) che gli alunni hanno capito
"davvero" certi meccanismi della lingua. Sì, è vero, che dalla maggior parte
dei miei compagni non mi piovono che rimproveri e mi chiamano (speriamo che
un po' per scherzo...) "insegnante del paleolítico". Io mi difendo e li
insulto pure (mentre ci prendiamo serenamente il caffè, si capisce...) e li
accuso di insegnamento altrettanto "vecchio stile", degli anni settanta
almeno e delle sessantottine rivoluzioni pedagogiche assurde (a volte le
discussioni finiscono male e ognuno si paga il proprio caffè...).
Il mio ragionamento è questo:
Non conosco un metodo più SCIENTIFICO-AFFIDABILE, per sapere se un alunno sa
cos'è una cravatta, che scrivere "corbata=................" ed aspettare a
vedere cosa succede. Certo, posso indicare la mia cravatta (che purtroppo
non porto mai) e chiedergli di dirmi cosa sia. È vero. Ma, giuro, se mai una
volta un alunno ha pronunciato questa frase in classe (in meno di dieci
secondi):
"Ci avevano promesso che sarebbero ritornati prima di mezzanotte. Le loro
promesse se le sono scordate"
sarà perché traduce la corrispondente frase dallo spagnolo. In parole
povere: senza la traduzione, che li costringe all'uso della lingua completa,
la maggior parte dei ragazzi avrebbero detto (quando va bene):
"Loro hanno detto che volevano venire a mezzanotte. E non sono venuti"
D'accordo. La frase funziona lo stesso. E allora che si fa? Ci fermiamo alle
venti (o quaranta) prime lezioni che garantiscono un uso discreto e quasi
completo della lingua?
Secondo me il principale pregio della traduzione è proprio questo, e cioè,
che permette all'alunno di usare le frasi, le strutture, le espressioni che
altrimenti non avrebbe mai pronunciato, sia per mancanza di conoscenze sia
per economia della lingua (pigrizia?).
Ma io mi chiedo: è la traduzione un modo forzato di insegnamento?
E mi rispondo: certamente è forzato, come tutti i metodi di insegnamento di
una lingua che io conosca.
E allora, dov'è il problema? Alcuni parlano di "trauma psicologico" nello
studente a causa dello zigzagante passaggio da una lingua all'altra. Un
trauma psicologico, pensate un po'. Ma può darsi che i teorici sottovalutino
la sovrabbondante capacità del cervello umano per superare ostacoli così
piccoli. Io stesso ho imparato tante lingue, anche strane come il rumeno, e
ho usato la traduzione inversa (SPA>RUM) in modo esagerato, e invece l'
insegnante che mi ha promosso all'esame del 3º anno alla EOI di Madrid
(esame dei privatisti) mi ha fatto i complimenti per la mia scioltezza
orale. Ah, dimenticavo, ho anche parlato parecchio con i rumeni e forse è
stata questa la ragione per cui mi è andata bene all'orale. Ma allora la
traduzione? Mi avrà poi fatto tanto male? Mah, io direi di no, direi che mi
ha "forzato" a conoscere più in fondo la lingua rumena e che mi ha
esercitato nella rapidità di risposta e non solo, credo che mi abbia reso
più sicuro nel parlato.
Può darsi che questa insistenza anti-traduzione abbia avuto origine all'
epoca in cui di traduzione se ne faceva un uso abusivo (troppa grammatica,
troppe liste di parole da imparare "per domani", troppe frasi da tradurre -a
imitazione del latino- e poco intervento orale o culturale a lezione...) Va
bene, oggi l'ambiente della classe è ben diverso, si parla molto, si ascolta
molto, si legge, si imparano tanti concetti culturali ecc.. Sì, ma, per
essere sicuri che gli alunni sapranno dire (come imparato a lezione)
"se ci fosse stata dell'acqua ne avrei bevuta"
non vedo perché non forzare la frase a partire dalla stessa frase nella loro
lingua. Lo so, che mi direte che si può ottenere la stessa frase a partire
di altri metodi, sì, ma potrei anch'io accennare alla ridicola ossessione di
alcuni insegnanti che, pur di non usare neanche un momento la lingua dell'
alunno per chiarire un concetto o frase o espressione complicata... arriva a
situazioni -ammettiamolo- un po' assurde e a spiegazioni che nessuno capisce
(e gli alunni lì a chiedersi "sì, sì, ma che cosa significa...?" e lui alla
fine la dà vinta: "Tornillo" E gli alunni a dire "¡Pues eso queríamos
saber...!")

Insomma, ditemi un po' voi se faccio del male ad usare anche metodi degli
anni cinquanta per "migliorare" o per completare quelli del ventunesimo
secolo.
(Che poi non ho notato che i miei alunni abbiano imparato peggio degli
altri. Anzi...)

Víctor







Mar 5 Mar 2002 11:26 pm

simonemartini@...
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #383 di 810 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Cari amici, vi ringrazio per i vostri contributi, che commentero' in una prossima mail. Mi scuso per la scarsa attività di questi ultimi tempi, ma siamo stati...
Federica e Davide Sim...
simonemartini@...
Invia email
6 Mar 2002
4:54 am

Caro Victor: Anch'io ogni tanto uso la traduzione spa>ita ed anche "ita<spa". E vuoi sapere la cosa piú strana che mi è successa? Che alcuni dei miei alunni ...
Nina Caldarella
nina@...
Invia email
6 Mar 2002
6:23 pm

Cari tutti, anche se tutti gli argomenti trattati in lista sono sempre interessanti e vorrei partecipare a ogni discussione, non sempre ce la faccio (a dire il...
Carmen Mata Pastor
carmata@...
Invia email
8 Mar 2002
12:28 pm
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