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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Rispondi | Inoltra Messaggio #434 di 810 |
Cari Colisteros,

Prima o poi doveva succedere... e giuro di non averlo fatto apposta!

Verso la fine del primo corso, è sorto di nuovo il famoso problema degli
studenti: quando il complemento è diretto e quando indiretto? Si parlava dei
verbi "chiamare" e "telefonare": perché l'uno regge l'OD e l'altro l'OI?
Da notare che non si tratta di un corso particolarmente versato in grammatica; è
un corso, sì, più che altro di universitari, ma non di laurea.
In questi casi, spiego normalmente che se a loro può essere utile, immaginino
"telefonare" come un'abbreviazione di "fare una telefonata", per cui l'OD c'è
già, per così dire, quindi quello che segue l'OI.
Lo presento come un espediente, naturalmente!

Ma il problema per loro non è ricordare che "telefonare" ha la "a", ma che
"chiamare" non ce l'ha... e allora sono seguite le spiegazioni tipiche.
Perché dite -Veo a María- ma -Veo la peli?-. María è OD o OI?
È evidente che ci sono contesti e studenti che non hanno difficoltà con queste
cose, che lo sanno benissimo. Altri no.

Ed all'interno di questo contesto, sono sorte spontanee le considerazioni:
"Allora ci sono verbi che si comportano diversamente riguardo al complemento..."
e io: "No, si comportano allo stesso modo, solo che in italiano se il
complemento è diretto non ha la a..." e loro "e quando succede?"

Uno dei trucchi che pensavo potesse funzionare è: quando avete tempo di
pensarci, sostituite la persona o cosa personalizzata con una cosa inanimata. Se
elige (a?) un zapato Presidente de la República?
Non funziona. La tendenza del verbo "eligir" ad essere seguito da una a è più
forte di quella di zapato a NON essere preceduto da una a.

Alla fine, la stessa classe ha concluso che il problema sarebbe avvenuto solo
con i verbi che potevano reggere come complemento diretto una persona o una cosa
personalizzata. E la domanda è stata: "e quali sono?"

Colpo di scena! La spiegazione non bastava, volevano averne la conferma
attraverso una copiosa serie di esempi. E volevano che, se li avevo tirati in
ballo, sapessi esattamente di quali stessi parlando.
È ovvio che qualche esempio mi è venuto in mente. Ma non è mai lo stesso
"qualche esempio" che "una lista scientificamente realizzata". Non è lo stesso a
livello psicologico per loro, intendo! il "qualche esempio" lascia sempre un
sapore provvisorio, dilettantesco. E farli trovare a loro pure, anche se è
comunque produttivo.

Per fortuna avevo il computer con me, per cui ho tentennato un po', poi l'ho
aperto e mentre caricava ne abbiamo cercati alcuni insieme. Ne hanno pensati
altri... ma non siamo riusciti neanche a trovarne la metá. Quando li leggevo,
era un coro di muti "ah, certo..."
Neanch'io ho questa lista in testa a memoria - non m'interessa averla. Mi
interessa che, guarda caso, la lista esista, ed sia stata disponibile al momento
giusto.
È la stessa che si può trovare sulle pagine di questa mailing list, nella
sezione "file"...

Le famose liste non servono a niente, mi sento ripetere da tutte le parti. Ed è
vero, non si fa (quasi) niente con una lista. Ma il non averla, in quel momento,
sarebbe stato disastroso per l'immagine: è così logico che debba esistere...
perché faceva parte di un ragionamento che li aveva già coinvolti, l'avrebbero
utilizzata, si rendevano conto ad ogni verbo del ragionamento che avevamo appena
fatto. In alcuni casi, non basta esprimere iil concetto astratto, che avevao già
capito, e andare avanti a esempi. La lista gli da sicurezza, e la possibilità di
provare, uno per uno, con tutti, e rendersi conto anche dei dettagli come il
fatto che, naturalmente non è una lista chiusa.

Al limite si può anche "comprare" una persona, se parliamo di schiavitú
nell'antica Roma. Ho spiegato anche questo, e in quel momento preciso ho avuto
la sensazione che sia stato recepito.
Siamo però rimasti con circa una trentina di verbi che erano saltati fuori in un
primo livello come quello di UNO, verbi noti, verbi già usati...

E partendo da qui, si sono resi conto che in alcuni casi, anche con questi
verbi, ci vuole la famosa a:

Porto mio figlio dal medico
Porto a mio figlio il regalo che gli avevo promesso.

Da notare che in spagnolo entrame le frasi cominciano con "llevo a mi hijo"...
Il problema è che per noi è ovvio, ma loro devono arrivarci da soli.

Si può criticare l'esempio, dato che nessuno dei miei studenti ha figli. Ma
hanno capito lo stesso... ;-)

Vogliamo cercare altri verbi che ammettono la doppia possibilità? Non sono poi
tanti! Provare per credere.

Ricordo Laura, la ragazza bruna della festa di ieri sera.
Ricordo a Laura che domani sera c'è una festa.
... ?

Il bello della lista è che ci può servire per preparare esercizi... ecco il
punto.
Completa liberamente queste frasi: e dare incipit come:
Ricordo Laura / Ricordo a Laura
Porto il mio ragazzo / Porto al mio ragazzo

Non vi sembra un esercizio utile?
...ma provate a continuare, e vedrete che dovrete pensarci un po' su.
È questo tempo che dovremmo risparmiare lavorando insieme.

Poi, nel prossimo corso, spiegherò loro anche l'oggetto preposizionale!

Saluti,

Davide Martini


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Ven 10 Mag 2002 11:07 pm

damalfieri@...
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Inoltra Messaggio #434 di 810 |
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Cari Colisteros, Prima o poi doveva succedere... e giuro di non averlo fatto apposta! Verso la fine del primo corso, è sorto di nuovo il famoso problema degli...
Davide Martini
damalfieri@...
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10 Mag 2002
10:50 pm
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