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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Tomatis e l'audio-psico-fonologiA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #560 di 810 |
Un articolo divulgativo dagli spunti interessanti, che meriterebbeero debiti
approfondimenti.

Un salutone industrioso,

Federica e Davide

LE LINGUE E L'ORECCHIO

Per imparare le lingue bisogna imparare ad ascoltare (Tomatis) di Gill
Hammond

Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra francese, nato a Nizza nel 1920 e morto la
notte di Natale del 2001 è inventore dell'audio-psico-fonologia. Psicologo, usò
il suo metodo per curare problemi psichici oltre a problemi di dislessia e
dizione. Tomatis cominciò la sua carriera nel 1945 curando i lavoratori degli
arsenali dell'Aeronautica militare francese. Studiando le curve dell'udito, la
sensibilità acustica delle diverse frequenze dei lavoratori egli constatò che
l'orecchio sviluppa una sordità selettiva, relativa ai suoni più disturbanti.
Tuttavia, una volta allontanati dal lavoro, riguadagnavano in parte la
sensibilità anche alle frequenze prima escluse. Il passo successivo lo compì in
direzione dei veri professionisti della voce: i cantanti lirici. Tomatis osservò
che ad ogni tipo di voce corrisponde una specifica curva di ascolto e che gli
avvallamenti presenti nel tracciato corrispondono a quelle specifiche frequenze
acute che il cantante non riesce ad emettere correttamente. In pratica, un
cantante non perde la voce, ma l'orecchio, soprattutto perchè 'la voce emette i
suoni che l'orecchio intende'.

Tomatis costruì in seguito l'orecchio elettronico: uno strumento che amplifica
le frequenze sonore a cui l'orecchio è meno sensibile e lo educa all'ascolto.
Studiando la sensibilità dell'orecchio è possibile stabilire la propensione di
un individuo verso un determinato campo di frequenze e in seguito è possibile
agire sulla sua capacità uditiva per permettere un miglior apprendimento. Nei
suoi centri di educazione viene usata molta musica, soprattutto Mozart, perché
la musica predispone l'orecchio all'ascolto e dona energia vitale al cervello,
ricaricandolo. Nel filtrare la musica vengono eliminati i suoni gravi che
scaricano il cervello, lasciando gli acuti che gli danno energia. La musica di
Mozart, composta ad immagine della sua percezione del mondo, al ritmo del suo
cuore, un metronomo cardiaco con 120 battiti al minuto, è di un'energia
straordinaria.

L'orecchio elettronico viene adoperato per l'apprendimento delle lingue. La
gamma uditiva umana va da 16 a 16.000 hertz, dai suoni gravi a quelli acuti.
All'interno di questi valori è possibile imparare un numero elevato di lingue
straniere a qualunque età, purché si rispettino alcune regole. Bisogna imparare
ad ascoltare come una persona di lingua madre: se si conoscono le bande passanti
vi si può adattare l'udito e l'apprendimento delle lingue diventa più facile. La
banda passante è la banda che ogni etnia tende a 'selezionare' per il proprio
idioma: sembra davvero che l'orecchio affini la propria sensibilità in base a
ciò che ode.

Un francese parla preferibilmente in una banda compresa tra i 1000 e i 2000
hertz. L'italiano parla tra i 2000 e i 4000 hertz.L'inglese tra i 2000 e i
12.000 hertz. Poichè parlare significa ascoltare e autoascoltarsi, si riuscirà a
imparare il francese, l'italiano o l'inglese se si saprà ascoltarlo come una
persona madre lingua. L'insegnamento delle lingue non deve quindi basarsi
sull'apprendimento mnemonico dei vocaboli, ma sui test d'ascolto, con il
supporto di apparecchiature elettroniche. I migliori poliglotti sono gli slavi
perchè possiedono una banda passante di ascolto molto ampio che va dai 100 a
8000 hertz e quindi sentono i suoni di molte lingue.

Tomatis riteneva che per imparare una lingua bisogna anche riprodurre le
condizioni ambientali del Paese che la parla... se i francesi parlano con più
toni gravi e gli inglesi con più toni acuti , questo dipende anche dalle
condizioni dell'aria, dall'umidità, e dall'ambiente in cui vivono. Per questo,
per imparare le lingue è necessaria un'integrazione linguistica in senso ampio,
per restituire una lingua alle condizioni originarie nelle quali viene parlata
e ascoltata.

Tomatis è stato davvero un maestro dell'ascolto. Oltre a tanti libri, ci lascia
in eredità un messaggio fondamentale: per migliorare non solo il nostro
apprendimento, ma anche la nostra vita intera, dobbiamo imparare ad ascoltare
noi stessi e gli altri.


Bibliografia: L'oreille et le langage (1963), Education et dyslexie (1971), La
Liberatin d'Oedipe (1972), La nuit uterine (1981), Nous sommes tous nés
polyglottes (1991).



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Mar 28 Gen 2003 11:29 pm

lindavelada
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Inoltra Messaggio #560 di 810 |
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Un articolo divulgativo dagli spunti interessanti, che meriterebbeero debiti approfondimenti. Un salutone industrioso, Federica e Davide LE LINGUE E L'ORECCHIO...
Federica Simone
lindavelada
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28 Gen 2003
11:30 pm
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