Carissima Anna,.
dedico anch'io un piacevole momento do otium alle tue domande.
>- Vorrei "intromettermi" nella questione ocio/ozio. Qui in Perú "ser flojo"
non ha un significato negativo. O meglio, tutto dipende dal contesto, da
come e in che tono lo si dice. A me dispiace molto che in italiano non
esista una corrispondenza per "me da flojera"...si potrebbe tradurre con
"non c'ho voglia" ma non >rende... É stupenda secondo me questa espressione
per giustificare un qualcosa che non si vuol fare, appunto, per flojera.
Non ti convince il "non c'ho voglia (palle, c***i, usando espressive
rappresentazioni anatomiche?)"? A me nello spagnolo di Spagna manca sempre
un po' l'espressione "chepppppalle", che possiede, a mio avviso, la rabbia
di "que'/es un coñazo"! da non confondere con il venezuelano "Qué bolas" che
secondo Davide ha una sfumatura di siorpresa, come "che storie!". Che non
sia proprio l'amato (;-) "cheppalle" una resa, per quanto approsimativa del
"me da flojera"?
> - Un dubbio...ma come traduciamo in italiano "Cuidate"? Qui, questa
raccomandazione chiude ogni conversazione, é una specie di commiato. >
"Riguardati"? "Abbi cura di te"? Ma quando mai ci congediamo da una persona
in questi termini?
"Abbi cura di te" (il "take care" usatissimo nella corrispondenza anglofona)
e' deliziosamente retrò ed ha il sapore di una separazione lunga se non
permanente: "stammi bene" non e' atrettanto dolce (e drammatca) ma forse
puo' rendere l'idea del "cuídate". Un'altra un po' da "matusa" é "in gamba,
eh?".
A propopsito di commiati: avete notato quanto l'espressione (polisemica ma
disambiguata dal contesto) "ci sentiamo" (un semplice ma efficace
"hablamos")sia poco comprensibile? Ancora di piyu' una frase come "Non ho
piu' sentito Marco". E' un po' come il "da noi" che l'italiano che non
conosce lo spagnolo percepisce come trsparente e che invece é assolutamente
oscura.
Non vado oltre, con il desiderio pero' di raccogliere e sistematizzare
queste piacevolissime scoperte e riflessioni...
Buon fine settimana!
F.