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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Rispondi | Inoltra Messaggio #59 di 810 |
Cari 'colisteros'
 
sono rimasto in debito con voi di un commento sui testi - sembrerebbero gli unici due esistenti - di falsi amici italiano-spagnolo:
 
Falsos amigos al acecho, di Secundí Sañé e Giovanna Schepisi, Zanichelli, 1992 (prima edizione)
 
e
 
Falsi amici, veri nemici? di Liony Mello ed Anna Maria Satta, UNEM, 1995.
 
Per chi non ci abbia seguiti, ricordo che questa mailing list è in contatto con gli autori di questo ultimo testo, ed è possibile farne richiesta direttamente a loro (sfogliate i messaggi e li troverete). Non è stato possibile entrare in contatto invece con Sané e Schepisi; se qualcuno sapesse come trovarli, gradiremmo la loro partecipazione a questa mailing list.
 
Grazie a una collega molto gentile ho potuto sfogliare il libro di Mello e Satta, già commentato in un messaggio precedente di questa mailing list.
Vorrei aggiungere qualche considerazione.
Le autrici hanno raccolto alcuni casi di confusioni italiano-spagnolo veramente squisiti:
'i passeggeri dell'Alitalia sono atterrati...' dove un ispanofono interpreterà 'aterrados',
'la mia amica soffre di verme solitario' dove un ispanofono interpretera 'verme' come un verbo.
...ai quali hanno dedicato un'appendice.
 
Inoltre, hanno realizzato due interessanti distinzioni dei falsi amici:
1) homónimos, 2) homógrafos, 3) homófonos, 4) parónimos
a seconda se la confusione si produce nella grafia, nella pronuncia, in entrambe o si basa solo su una somiglianza - non su una esatta corrispondenza - della pronuncia o della grafia.
 
La seconda distinzione è tra i falsi amici totali e quelli parziali, spiegando che questi ultimi sono quelli più insidiosi.
 

 
L'analisi delle somiglianze tra lo spagnolo e l'italiano mi sembra un campo appassionante. Difficilmente si potrebbe immaginare una coppia di lingue con una varietà altrettanto completa e complessa di false somiglianze, coincidenze parziali di significato e di uso sia di parole che di espressioni ('vale la pena'...).
 
Perché può essere interessante studiarle?
 
Sono cosciente che non tutti i docenti di italiano pensano che sia produttivo far riflettere allo studente su queste somiglianze. I famosi esempi 'burro', 'caldo', 'pasto' possono servire tutt'al più per rompere il ghiaccio con una risata; non ho ancora trovato uno studente che confonda 'guardare' con 'guardar'.
 
Però si sentono continuamente usi scorretti di parole italiane in quanto simili allo spagnolo. Anche a me spesso viene la tentazione di scrivere obbrobri, di prendere lucciole per lanterne, si tratta di un fenomeno incosciente... o inconscio? ;-)
 
Mano a mano che si procede nello studio dell'italiano, quindi, il problema dei falsi amici smette di essere banale.
 
Mi chiedo: a cosa potrebbero servire questi studi vieppiù profondi sulle sottigliezze tra le due lingue?
Mi chiedo: come potrebbero diventare più utili, più agili, più immediati, più immersi nella dinamica dello studio testi come quelli sopra menzionati?
 
Abbiate la pazienza di seguirmi in queste considerazioni:
 
Prima di tutto, il problema del supporto.
 
Oggigiorno, il supporto cartaceo rivela le sue insufficenze di fronte ai formati digitali.
Un romanzo (salvo eccezioni ed esperimenti, che non mancano) contiene informazione sequenziale. Il dizionario, che per sua natura non lo è, è obbligato dal formato cartaceo ad assumere un ordine (e solo uno) di presentazione dei dati; quello alfabetico. Ma è quello migliore? Già da tempo sono sorte le enciclopedie tematiche, in un tentativo di presentare le informazioni secondo un ordine più logico.
Anche Satta e Mello sentono la necessità di giustificare la scelta della presentazione alfabetica, lasciando trasparire che altri ordini potrebbero essere utili secondo i casi ed i contesti.
 
Non si tratta qui di stabilire che ordine è migliore per un dizionario di falsi amici: non c'è UN ordine migliore. Il grande contributo
dell'informatica consiste appunto nella possibilità di presentare i dati in diversi modi, seguendo diversi ordini a seconda delle necessità.
 
Arriviamo cosí al problema delle 'liste di parole'.
Sappiamo tutti, come docenti, che una lista di parole è l'antitesi della metodologia didattica.
Il nostro allievo non imparerà mai una lista di parole a memoria, e anche se lo facesse gli servirebbe a ben poco.
Eppure, mi sembra strano che, arrivati a questo punto della storia umana, quando si parla di computer in grado di riconoscere ed interpretare il linguaggio umano (avete mai chiesto gli orari dei treni per telefono? Strabilio!), quando si parla di programmi di traduzione automatica (ancora imperfetti, ma...), quando si parla di corpora indicizzati con i quali un programma può trovare per esempio 'tutte le frasi in cui appare il verbo <avere> solo quando è usato come ausiliare' e cose simili, io voglia avere, diciamo per semplice curiosità, una lista di parole 'omonime' (cioè che si scrivono e si pronunciano nello stesso modo), non possa, perché l'ordine prescelto dal libro di Satta e Mello è stato quello alfabetico!
Ed il tempo per andare a vedere una per una tutte le voci non c'é, si sa.
 
È ozioso pensare di poter avere cosí, su due piedi, con qualche 'click', liste di parole del tutto simili, falsi amici, del tutto dissimili, per fonetica, per scrittura, per entrambe, ordinate per frequenza d'uso, per contesti, per categorie grammaticali?
È ozioso continuare a lavorare sui testi di falsi amici e controllarli, ampliarli (se fosse il caso), includere anche le espressioni e le locuzioni, includere esempi di frasi tratte da materiale autentico, da traduzioni autorevoli messe a confronto per creare una banca dati da ingrandire poco a poco con il contributo di tutti noi?
 
Ma pensiamo anche ad altre ragioni, oltre la semplice curiosità:
 
1) Parliamo di lessico. Tutti ci siamo accorti che per lo studente ispanofono di italiano è utile interpretare ogni parola italiana che finisca in '-tá' come una simile spagnola in '-dad'- Infatti, per tutti i miei studenti non è mai stato difficile ricordarsi 'città', e i più bravi deducono subito il significato di 'etá', anche fuori contesto. Questo succede anche con altre desinenze. Ma ci siamo mai chiesti quali e quante volte questo ragionamento è valido? Per esempio con le parole in '-oso', o con gli aggettivi derivati da participi passati... potremmo vedere subito quali e quante volte è vero che le parole che finiscono in '-ble' diventano '-bile', o quelle in '-il', '-ile'. Quindi decidere se vale la pena o no insegnarle come regole, e ancor più importante, quando ce lo chiedono, avere a portata di mano una risposta 'scientifica', non dipendente dalla memoria (che per quanto buona non è né perfetta né immediata)
 
2) Parliamo non solo di lezioni, ma di esercizi ed esami. Non sarebbe comoda una lista di 'falsos amigos' per preparare esami di livello? È noto che nel TOEFL hanno tolto una percentuale di parole di radice latina per non facilitare troppo l'esame agli ispanofoni. Ma per fare questo lavoro è imporante avere una base scientifica con la quale identificare i falsi amici; non solo, ma poterci 'giocare', poter manipolarli. 
Si potrebbe pensare ad una terza classificazione dei falsi amici, basata sulla frequenza d'uso delle accezioni 'veri amici' e 'falsi amici'.
 
3) Parliamo di ambiti: molti di noi sanno che 'comprare' è un'area nella quale il lessico italiano e quello spagnolo sono estremamente simili, molto più che in altre (pagare, comprare, vendere, costare, pesare, decidere, chilo, mercato, prezzo... naturalmente ci sono anche parole difficili per l'ispanofono, come 'scegliere' o 'etto').
Indipendentemente dalla scelta metodologica di ciascuno di noi, non sarebbe utile sapere chiaramente in quali ambiti o contesti d'uso c'è una quantità maggiore di termini facili ed immediati da capire per lo studente ispanofono? Pensiamo per esempio alla possibilità di insegnare (con il metodo preferito) solo i termini che rallenterebbero troppo la comprensione, e poter dire che tutti gli altri 'sono quello che sembrano'. Pensiamo di poter fare la stessa cosa non solo con i termini, ma anche con le strutture sintattiche in generale, le espressioni ed i modismi.
 
4) Più in generale: non sarebbe interessante poter avere anche liste di 'veri' amici per costruire lezioni ed esercizi che NON pongano difficoltà allo studente? Se vogliamo fare esercizi sulle concordanze o le coniugazioni (come tutti sappiamo, uno scoglio), non è utile poter disporre di frasi o di parole che non pongano difficoltà, in modo che lo studente possa concentrarsi sul meccanismo e non essere distratto da altre considerazioni? Se lo studente si accorge che alcuni verbi sono simili ma hanno accentuazioni diverse (ábita  i- habita) in alcune forme (consídero - considéro), non sarebbe utile poter avere sottomano una lista di tutti i verbi con i quali succede la stessa cosa? (Manuel Carrera Diaz rileva e commenta la maggior parte di questi problemi, aggiungendo alcuni esempi (in questo caso specifico, si veda la pag. 53 della 'parte práctica' del suo 'Curso de lengua italiana', che ai fini pratici della lezione sono sufficente. Ma avere un confronto sistematico delle due lingue in tutti i loro aspetti simmetrici-dissimmetrici è una cosa diversa.
 
5) Parliamo di nuovo di contenuti: i libri che abbiamo citato si riferiscono alle singole parole. Ma come fanno notare Mello e Satta ci sono anche frasi intere che possono essere confuse da una lingua all'altra. Ma ancor più importante: ci sono espressioni e modismi (locuzioni in generale) che non devono essere confuse: 'por cierto' non è 'per certo', 'no es el caso' non è 'non è il caso', 'acaso' non è 'a caso'.
 
 
Insomma, quello di cui si parla è un dizionario bilingue che metta a confronto le due lingue anche secondo parametri contrastivi, su supporto informatico. Il che equivale a dire una 'banca dati'.
Qualcuno di voi ne conosce qualcuno?
Forse no. Perché si tratta di un lavoro complesso, e forse non redditizio dal punto di vista di una casa editrice. Eppure, abbiamo delle ottime basi (i libri sopra citati, la nostra esperienza didattica giornaliera), e abbiamo una necessità: rendere il confronto tra l'italiano e lo spagnolo non una questione di memoria personale a breve o lungo termine, ma uno studio da arricchire di volta in volta, tra tutti, scoprendo (riscoprendo!), palesando e rendendo disponibili tutte queste osservazioni che facciamo giornalmente nelle nostre lezioni per arricchirci e migliorarci.
 
 
Se vi incuriosisce il tema, date un'occhiata a questi siti:
 
Contragram è un progetto di analisi contrastiva di valenze verbali tra l'inglese, il francese ed il tedesco. Si tratta di mettere a confronto i verbi apparentemente equivalenti e determinare in quali contesti si usano.
Tra l'italiano e lo spagnolo, per esempio, abbiamo due casi che potrebbero illustrare il meccanismo:
aspettare e sperare corrispondono (grosso modo) a 'esperar'. Quindi, bisogna creare un 'esperar1' (= aspettare) ed un 'esperar2' (= sperare). Viceversa, 'buscar' y 'tratar' corrispondono grosso modo a 'cercare', per cui esiste in realtà un 'cercare1' (= tratar) ed un 'cercare2' (= buscar).
 
Una delle pagine dedicate al confronto delle diverse varietà dello spagnolo. Tra le altre curiosità, tre frasi tipicamente gergali nelle versioni di ogni paese in cui si parla lo spagnolo. Allucinante (tra l'altro confronti simili esistono per l'italiano ma non in rete; tutt'al più su testi specialistici di sociolinguistica e studi sui dialetti). Mi chiedo se potessimo mettere in rete un lavoro simile ma tra l'italiano e lo spagnolo...
 
Una delle pagine dell'Unione Latina, ente creato dalla Romania e che comprende tutti i paesi in cui si parlano lingue neolatine. Contiene stimoli all'analisi contrastivo, alla cooperazione tra le lingue per svariati propositi.
Questa è la Home Page dell'Unione Latina: http://www.unilat.org/
 
Esiste anche una pagina dove sono contenuti progetti universitari sulla contrastiva italiano-spagnolo, ma non ho l'indirizzo - forse qualcuno di voi può aiutarci a ritrovarlo.
 
 
Davide Martini
 
 
 


Mer 27 Set 2000 12:10 pm

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Inoltra Messaggio #59 di 810 |
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