Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Fenomeni del parlato   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #63 di 810 |
Cari 'colisteros',
 
ecco un'altro tema di discussione che vorrei condividere con tutti.
 
Qualche tempo fa, in un corso di aggiornamento per docenti abbiamo ripreso il discorso dei 'fenomeni dell'italiano parlato'.
 
Niente di nuovo sotto il sole: l'italiano che si insegna di solito è quello 'corretto', 'letterario', e si trascura il fatto che la gente per strada, in famiglia, in una festa, parla in modo molto diverso. I nuovi testi 'comunicativi' cercano di colmare queste lacune, ma non sempre ci riescono in modo soddisfacente. D'altra parte, la 'gente per strada' usa molte espressioni stilisticamente brutte, scorrette e anche volgari. Bisogna insegnare anche quelle? Essere puristi per poi correre il rischio che il nostro ex-studente si trovi in difficoltà quando va dal fruttivendolo?
 
Non voglio riprendere questo spinoso problema in questa sede. 
 
Ricordo però di aver pensato che sebbene questa scissione tra i diversi registri sia un fenomeno comune probabilmente a tutte le lingue, forse lo era in misura diversa, e sicuramente si manifesta in aspetti diversi.
 
La prima considerazione che mi viene in mente è che in spagnolo si usa con la stessa frequenza il passato semplice e quello composto, mentre in italiano l'uso del passato composto è di gran lunga più esteso nella lingua parlata che in quella scritta (ragion per cui è molto più delicato usare la letteratura come strumento per insegnare la lingua che in spagnolo).
 
Fino a che punto la diversità dei registri influisce sulla lingua in modo simile in italiano ed in spagnolo?
Non potrebbe darsi che dessimo per scontata una competenza 'istintiva' dei diversi registri e dell'uso della lingua appropriato ad ognuno che invece rappresenta una difficoltà per lo studente ispanofono?
 
Ho cercato allora di fare una lista dei fenomeni dell'italiano parlato (lista che, con alcune variazioni, è stata riassunta in diversi corsi di aggiornamento) e di confrontare uno ad uno questi fenomeni con lo spagnolo, per vedere dove si avevano parallelismi e dove no.
 
Inutile dire che il lavoro sarebbe da fare mettendo a confronto testi sui fenomeni dello spagnolo parlato contemporaneo (registro coloquial), che non ho sottomano, con i tanti lavori per esempio di G. Berruto.
 
Del resto, come tutte queste cose, se si aspetta di farle in piena regola non si fanno mai - non tutti disponiamo del tempo e la concentrazione necessari.
Il progetto giace addormentato nel cassetto virtuale del computer da mesi.
 
Ecco che ho pensato quindi di proporlo alla mailing list come tema di riflessione, altrettanto informalmente. E comincio mettendo il mio grano di sabbia: ho fatto una scelta (per non ingigantire il file) di qualcuno di questi fenomeni e ho realizzato il confronto con lo spagnolo.
 
Parlo lo spagnolo del Venezuela, e non sono certo un'autorità.
Immagino che anche molti di voi parlino lo spagnolo, e appartenendo a paesi diversi potrete sentire subito se le 'rese' (riservo il termine 'traduzione' ad altri contesti) che ho fatto sono convincenti o no, e in che misura.
 
Sono benvenuti i commenti sia su dettagli che di carattere generale.
 
Qui di seguito copio estratti del lavoro:
 

 
-RADDOPPIAMENTO FONOSINTATTICO: (Va bene = vabbene)
Non ho sentito parlare di un fenomeno simile o parallelo nello spagnolo, anche se mi sembrerebbe naturale: '¡que sé yo!' = '¡quesseyò!'.
Conoscete studi che trattino di questo fenomeno nella lingua spagnola?
Molti testi di insegnamento dell'italiano concedono molta importanza al raddoppiamento fonosintattico.
A vostro parere costituisce un'ostacolo alla comprensione per l'ispanofono?
A vostro parere lo studente che non realizzi un raddoppiamento fonosintattico corre più rischi di non essere capito da un parlante italiano (e quale parlante?)?
 

 
-CHE POLIVALENTE:
Scrivo prima la frase con il 'che' polivalente, poi una versione formalmente corretta, poi ripeto l'esempio in spagnolo. Gli esempi sono presi o adattati dai corsi tenuti a Perugia e Venezia, e sono riportati dai docenti da diverse fonti.
Tra parentesi, le forme alternative o facoltative. In alcuni casi, un punto interrogativo significa una minor sicurezza nel considerare usata e naturale la frase in spagnolo.
 
--La sera che ti ho incontrato / La sera in cui ti ho incontrato
>>La noche que te encontré / la noche en que te encontré
 
--Il mese che sono andato in montagna / Il mese in cui sono andato in montagna
>>El mes que fui de vacaciones / El mes en el que me fui de vacaciones
 
--Aspetta che vengo anch'io / Aspetta (dato che/perché) vengo anch'io
>>Espera que yo también voy (voy también) / Espera(me) porque yo voy también
 
--La sento che parla con un'amica / La sento parlare con un'amica
>>La oigo que habla con una amiga / La oigo hablar (hablando) con una amiga
 
--Che botte che ha preso! / (Quali botte ha preso!)
>>Qué paliza (la) que le dieron (?) / Qué cantidad de golpes que ha recibido
(golpiza)
 
--Vado a casa, che devo studiare / Vada a casa perché devo studiare
>>Voy a casa, que tengo que estudiar (?) / Vor a casa porque tengo que estudiar.
 
--Comprale che ce le mangiamo a cena / Comprale, così ce le mangiamo a cena
>>¡Cómpralas, que (nos) las comemos para la cena! / Cómpralas!, nos las comemos para la cena.
 
--Sono arrivato che tu eri appena uscito / Sono arrivato quando tu eri appena uscito.
>>Llegué que acababas de salir (?) - Llegué no mas salir tú. / Llegué cuando acababas de salir.
È probabile che in questo esempio non sia possibile stabilire un parallelismo, non tanto per la resa della costruzione con 'appena' (equivalente alla perifrasi con 'acabar de'), ma per la struttura risultante della frase spagnola contrassegnata con (?), poco naturale e forse addirittura incomprensibile. Nonostante parli lo spagnolo, non sono in grado di essere obiettivo per cui attendo commenti!
 
--È la signora che gli ho dato l'informazione / È la signora a cui ho dato l'informazione
>>Es la señora que le di la información / Es la señora a la que le dí la información.
Particolarmente dissonante per l'orecchio italiano educato, questa costruzione decisamente scorretta è però molto praticata, come potrà attestare qualsiasi manuale di sociolinguistica. Ciò che ci interessa in questa sede è sapere se l'errore è altrettanto comune in spagnolo.
 

Fino a che punto i fenomeni dell'italiano parlato sono paralleli a quelli dello spagnolo?
 
Questo sarà il primo passo: il secondo, quello di discutere sulla strategia più adatta per l'insegnamento di questo aspetto dell'italiano.
Una possibile scelta può essere:
Dato che i fenomeni sono simili, tanto vale NON insegnarli: così come l'uso 'scorretto' del 'che' risulta perfettamente naturale anche in spagnolo, lo studente trasferirà questa sua competenza automaticamente all'italiano, sia in comprensione che in produzione. Non avrà difficoltà a capire e, se sarà il caso, saprà rispondere a tono, sperando che non diventi un'abitudine.
La scelta tradizionale è:
Insegnamo solo la forma corretta, tutte le altre non esistono, sono errori.
Inutile riportare in luce la vecchia discussione: saranno anche scorrette, ma sono talmente usate che se volessimo preparare il nostro allievo per muoversi in Italia non potremmo fare a meno di abituarlo almeno a sentirle e comprenderle.
Un'altra scelta può essere:
Insegnamo entrambi i modi e spieghiamo che si tratta di usi diversi associati con situazioni comunicative e registri diversi. Lo studente dovrebbe capire senza tante difficoltà un fenomeno parallelo alla sua lingua madre. D'altra parte, insegnare due forme invece di una non significa complicare troppo le cose? Probabilmente tutto dipende dalla dimestichezza che ha lo studente con la grammatica.
Qual'è la soluzione? Insegnare senza spiegare? Fare finta di niente?
 
E infine:
Rrendiamoci conto che ALCUNE di queste forme colloquiali non hanno parallelo nello spagnolo, per cui ALMENO QUELLE devono essere insegnate con particolare attenzione, magari tralasciando le altre che potremo supporre abbastanza intuitive in quanto hanno un corrispondente in spagnolo. Questo è il caso degli ultimi tre esempi, a mio avviso.
Lo scopo di questa ricerca è quello di arricchire questo repertorio con le vostre considerazioni e creare finalmente una lista dei 'che polivalenti' 'ostili' all'ispanofono, quindi preparare una o più lezioni da portare in aula.
 

 
-USO DI 'CHE COSA' INTERROGATIVO.
(-Che cosa fai?)
In spagnolo è possibile, anche se molto meno naturale, usare "¿Qué cosa...?". Se non sbaglio indica solo sorpresa estrema, ed è in uso in letteratura di bassa lega, come fotoromanzi. Correggetemi se sbaglio.
Mi sembra di poter escludere il "*¿Cosa...?" da solo. Esiste un modismo: "¡Qué cosas!", frequentemente "Qué cosas dices" un po' come il nostro "Che roba", "va' che roba!"; "Che vai dicendo?". Non risulta incomprensibile agli studenti una frase come "Cos'hai comprato?", ma forse è per loro molto meno naturale di quanto sembri a prima vista (a noi italofoni risulta facile 'ridurre' le possibilità al solo 'que', mentre per l'ispanofono è un po' strano espanderle a 'che' 'cosa' e 'che cosa').
 

 
E lancio la sfida:
 
Chi ci aiuta con le dislocazioni a destra e a sinistra?
(Il lavoro l'ho fatto, puoi starne certo!)
(L'ho portato in cantina, il baule!)
 
Con l'uso pleonastico dei pronomi?
(A me non me l'ha mai detto nessuno...)
 
Con l'oggetto preposizionale?
(A lei non l'invitiamo?)
 
 
 
A presto!
 
 
Davide Martini


Gio 12 Ott 2000 9:36 am

damalfieri@...
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #63 di 810 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Cari 'colisteros', ecco un'altro tema di discussione che vorrei condividere con tutti. Qualche tempo fa, in un corso di aggiornamento per docenti abbiamo...
Damalfieri
damalfieri@...
Invia email
12 Ott 2000
9:34 am
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?