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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Re: S&M. Supplementi per... X-ofoni   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #643 di 810 |
Re: S&M. Supplementi per... X-ofoni

Sempre a proposito delle ...traduzioni di contrastiva (o della contrastiva
di
traduzione?), caro Davide (e colleghi), avrei da aggiungere questo: nei miei
due magri anni di esperienza, tutte le volte che ho provato ad allineare
L1 ed L2, proponendo traduzioni da fare o già fatte, anche solo per far
vedere le differenze, ho visto che i miei studenti facevano piu' fatica e
non
imparavano niente. E per me e' stranissimo, perche' a me sembra di
funzionare diversamente: vado avanti a colpi di confronti, quando penso alla
grammatica, e lo trovo produttivo.

Forse, pero', un conto e' costruirsi i passi "contrastivi" da soli,
confrontando due frasi uguali in lingue diverse (utile perche' si lavora
attivamente), e un altro e' trovarsi la pappa fatta (noioso e
passivizzante), soprattutto se ci si trova in una lezione in classe. (Per
esempio io sto studiando giapponese, e trovo fastidioso quando la docente
insiste a farci riflettere esplicitamente sulle differenze -ma forse questo
accade perche' so gia' la grammatica essendo una falsa principiante, quindi
la mia reazione puo' non essere indicativa).

Gli esercizi contrastivi dovrebbero servire a costruire nella testa
dell'allievo un percorso mentale diverso da quello a cui è abituato. Nella
gettonatissima "io piace la torta/io piaccio la torta", si tratta
essenzialmente di
convincere l'allievo a cominciare dalla torta invece che da se stesso. Pero'
io vedo che piu' delle traduzioni a raffica funzionano le formule ad effetto
(tipo "piacere si accorda con la cosa e non con la persona"), anche se nel
caso specifico non ho ancora trovato la panacea. L'ho trovata invece per il
futuro a breve termine, per esprimere il quale i miei allievi brasiliani non
facevano che
"andare" di qua e di là anche in italiano ("vado a fare l'esercizio" per
"tra poco faccio
l'esercizio")... ma adesso hanno quasi smesso: da quando di fronte a queste
frasi li guardo con aria maliziosa e faccio il gesto con le dita che indica
camminare. (Sto anzi chiedendomi, seriamente, se non sia il caso di
scrivere la
mia tesi di master sulle correzioni a mezzo gesti...)

Il fatto è che niente è meno comunicativo del confronto fra due lingue, non
ci sono situazioni realistiche a cui fare riferimento per confrontarle,
quindi si costruiscono situazioni estremamente artificiali.

Forse mettere in scena dialoghi in cui un brasiliano dice la fatidica frase
sulla torta e viene corretto da un italiano? Ma dovrebbe essere una scena
con risvolti buffi...

Scusate le ovvietà, a presto

Luisa











Gio 12 Giu 2003 1:54 am

vassallo@...
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Inoltra Messaggio #643 di 810 |
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commento non tecnico: io (cioe' Maria Luisa, lettrice di italiano in una università brasiliana) ho usato una volta per un solo argomento grammaticale il...
Vassallo
vassallo@...
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6 Giu 2003
10:25 am

Sempre a proposito delle ...traduzioni di contrastiva (o della contrastiva di traduzione?), caro Davide (e colleghi), avrei da aggiungere questo: nei miei due...
Vassallo
vassallo@...
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14 Giu 2003
12:36 am
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