Ringrazio Serenella per la gentilissima offerta. In effetti, Mauro sta a Ciudad
Real... e in generale, uno degli obiettivi della lista è proprio quello di
poterci scambiare informazioni ed, eventualmente, mandarci materiali poco
facilmente reperibili all'estero e viceversa.
Ripeto, sono sicuro che moltissimi studi e lavori sono stati fatti oltreoceano e
sono praticamente sconosciuti fuori dal ristretto ambito della scuola o
l'Università in cui sono stati prodotti. E penso che valga la pena attingere da
ciò che esiste piuttosto che riscrivere - o ri-riflettere - daccapo, partendo da
zero...
Quando abbiamo chiesto all'equipe spagnola del GALATEA-GALANET se si erano
basati sul CD-EUROM, ci hanno fatto capire che lo conoscevano appena, e comunque
non lo prendevano affatto in considerazione. Invece, il CD-Eurom è comunque un
punto di riferimento, se vogliamo da migliorare, ma non da dimenticare.
Per esempio, offre la lettura di frasi con le parole risaltate al ritmo della
lettura e i grafici d'onda correlativi alle lettere. Molto tecnico, ma comunque
interessante anche per guidarsi e rendersi conto, per esempio, che il portoghese
(del Portogallo) pronuncia non più della... metá di quanto si legge
(difficilissimo capire ascoltando, facilissimo leggendo...) cosa che non mi
sembra di aver ritrovato nel GALATEA né nella sua evoluzione "webmatica", il
GALANET.
Adesso salta fuori questo "pacefi", e non si può non provare curiosità per
averne almeno una rassegna, specialmente se si lavora su temi affini, come
appunto quello di Mauro.
L'intercomprensione ci ha fatto sempre pensare a prove di "attitudine", da
affiancare alle tradizionali "prove di livello".
Indipendentemente dalle conoscenze, ci sembrano molto più importanti le
"attitudini" all'apprendimento. In una classe di principianti, inevitabilmente
si vede verso la fine corso uno stacco molto forte tra chi "macina bene" e chi
invece rimane un po' indietro. Ci sono moltissimi fattori che determinano queste
differenze: quella che viene chiamata la "facilità" è un'astrazione. C'è chi ha
imparato o studiato il francese, o altre lingue, c'è chi ha più cultura di base
in generale, chi ha letto molto, chi ha studiato materie umanistiche (i nostri
studenti più abili sono avvocati - di gran lunga. Qualcuno ha notato cose del
genere?), chi ha studiato il latino a scuola...
Ci sembra opportuno che con alcune persone si proceda in modo diverso, più in
fretta se vogliamo, sia per non frustrare alcuni che per non annoiare altri.
L'intercomprensione potrebbe essere un modo per arrivare a prove di "attitudine"
secondo le quali creare gruppi diversi di "primi livelli".
Ci hanno chiamato anche "razzisti" per questo, ma a noi sembra invece che si
tratta solo di andare incontro alle necessità individuali, di rispettare
maggiormente il ritmo d'apprendimento, creando un ambiente più unito e gradevole
in classe.
Un caro saluto,
Davide Martini
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