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Ciao,
sono d'accordo con Rebecca e, soprattutto, prima di dire se una frase è giusta o
sbagliata credo che sia fondamentale pensare al contesto in cui potrebbe essere
collocata.
1. Anch'io vado dal medico
Per esempio: due persone che si conoscono si incontrano per strada e una dice:
-Dove vai?
- Dal medico, e tu?
- Anch'io (vado dal medico). Facciamo la strada insieme?/Ci andiamo insieme?
Oppure altro contesto per il caso 1 (ma possibile anche per il caso 2): due
amiche si scambiano opinioni:
- Sono andata da quel medico e mi sono trovata bene.
- Anch'io ci sono andata/ci sono andata anch'io ma non mi sono trovata bene
Secondo me si potrebbe anche dire: "io anche ci sono andata" ma non mi sono
trovata bene. In questo caso ci sarebbe un po' più enfasi, ma neanche troppa e,
soprattutto, non metterei affatto una virgola. Il tono di voce usato (se è
questo che intendete per enfasi) prevederebbe una linea ascendente su "anche" e
significherebbe che chi parla si considera facente parte del gruppo di tutte le
persone che sono andate da quel medico e mette più enfasi su questo aspetto
piuttosto che sull'azione stessa di esserci andata.
Nel caso 3 "io vado anche dal medico" il significato è: "faccio tante cose e
oltre a queste o tra tutte le cose che faccio "vado anche dal medico".
Questa è la mia interpretazione.
Ne approfitto per rispondere a chi, qualche giorno fa, parlava di insegnamento
dell'italiano L2 a ispanofoni: me ne occupo da dieci anni lavorando sia in
Spagna che in Italia e sto facendo la mia tesi di dottorato
sull'autoapprendimento collaborativo dell'italiano da parte di ispanofoni e
dello spagnolo da parte di italofoni, così sono sempre a cavallo tra le due
lingue... mi farebbe piacere scambiare idee e commenti con qualcuno perché sulle
interferenze c'è molta bibliografia ma sulla didattica (a parte il libro di
Maria Vittoria Calvi) e sull'autoapprendimento applicato a questo binomio
linguistico praticamente nulla.
Un saluto cordiale,
Sonia
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