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simonemartini · Dedicata alla promozione della ricerca sull'insegnamento dell'italiano a ispanofoni e parlanti di lingue affini.
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Somiglianze fonetiche vere e false   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #92 di 810 |
Cari amici,
mi sembra molto interessante il problema recentemente
suscitato da Paolo Gimmelli sulle somiglianze fonetiche vere e false
dell'italiano e lo spagnolo, e approfittando anch'io del tempo libero
postnatalizio, vorrei fare un commento in merito. Sono Manuel Carrera Díaz,
e insegno lingua e letteratura italiana presso l'Università di Siviglia.

Le osservazioni di Paolo sono molto acute e penetranti. Alcune, però, non
riescono a persuadermi. Incomincerò dunque dalla parte negativa, per
passare poi a quella positiva.

1. Il raddoppiamento sintattico.-

E' vero che in spagnolo coincidono alle volte due consonanti uguali l'una
dopo l'altra nella sequenza fonosintattica: "aL Lado". Ma sono casi
limitati e molto occasionali.

Gli esempi spagnoli di Paolo in merito a questo problema non mi paiono
accettabili. Se la frase "¡qué se yo!" viene pronunciata come "¡quésseyo!",
il che è perfettamente possibile, non ci troviamo di fronte a un problema
di raddoppiamento, ma di enfasi.E quando interviene l'enfasi fonica, tutto
diventa speciale, fuori regola. Quando chiamo un amico posso gridare
"¡Peeepeeeee!", ma non per questo sono autorizzato a dire che in spagnolo
esistono vocali "lunghissime" come la "eeeee".

Neanche la pronuncia forte o doppia della /r/ iniziale spagnola mi pare che
abbia a che vedere con il raddoppiamento sintattico. Tale pronuncia non
dipende dalla combinazione dei suoni, ma da una regola fissa: /r/ è sempre
forte in posizione iniziale di parola (non solo "dopo vocale", come
sostiene Paolo), e anche all'interno dopo /l/ (alrededor) o /n/ (Enrique).

Più complesso, certamente, è il caso di esempi come "Cruz roja" o "Israel".
Lì si può avere l'impressione che la consonante precedente la /r/ provochi
un raddoppiamento. Ma in realtà si produce, credo, una semplice
assimilazione incompleta della prima consonante rispetto alla seconda, per
una ragione elementare: difficoltà fisica articolatoria.

Dunque io non direi che sia inutile parlare agli studenti del
raddoppiamento sintattico italiano perchè esiste anche in spagnolo.
Semplicemente, non mi dilungherei molto su questo problema, anche perchè
questo tratto sta perdendo importanza nell'ambito del nuovo modello
fonetico italiano (mi riferisco all'italiano dell'uso medio [Sabatini]).

2. Le doppie.-

E' anche vero che in spagnolo coincidono alle volte due consonanti uguali
all'interno di parola: "eNNegrecer". Ma sono casi limitatissimi, e non mi
pare che si possa dire in nessun modo, come afferma Paolo, che in spagnolo
"di consonanti doppie se ne pronunciano tante quante in italiano".

Anche qui gli esempi di Paolo non mi paiono pertinenti. La frase "es tonto"
verrà pronunciata come [e't:onto] in alcune zone ispanofone, ma non certo
in quelle che vengono prese come modello fonetico. Io, che adopero il
modello castigliano, la frase "es tonto" la pronuncio come [es tonto], e la
parola "actor" la pronuncio come [aktor]. Le pronunce regionali o
trascurate sono perfettamente legittime, ma qui si parla di modelli, non di
varianti geografiche o situazionali.

Ma il fatto più importante è che la distinzione semplice/doppia in italiano
è pertinente dal punto di vista fonologico. Non è lo stesso "camino" che
"cammino", nè "capello" che "cappello". Ecco perchè mi pare che quello
delle doppie, diversamente da quanto pensa Paolo, sia un "vero" problema
per gli ispanofoni.


3. Vocali aperte/chiuse.-

E' vero che in spagnolo, con gli spettrogrammi alla mano come vuole Paolo,
troviamo "e/o" aperte e chiuse. Allo stesso modo, possiamo trovare anche
"s" sonore (quella di "isla", per esempio) come in italiano.

Ma questo significa ben poco. Gli spettrogrammi vanno adeguatamente
interpretati: quando io tento di imporre silenzio a qualcuno, spesso emetto
un suono che si sente come "shsss": ma non per questo si può dire che in
spagnolo esiste il suono "sh" (scusate se non uso l'IPA) come nella parola
inglese "shoe" o l'italiana "scena". In spagnolo queste differenze sono
puramente meccaniche, e la stragrande maggioranza degli ispanofoni non si
rendono nemmeno conto della loro esistenza, perchè le fanno in maniera
inconsapevole. Per di più, queste differenze non hanno mai in spagnolo
pertinenza fonologica: non ci sono due parole che cambino significato per
il fatto di pronunciarle con la /o/ aperta o chiusa.

Dunque, secondo me, gli ispanofoni sanno "pronunciare" meccanicamente le
aperte/chiuse e le aspre/dolci, ma non le sanno "produrre" adeguatamente in
maniera consapevole quando di mezzo c'è un fattore di pertinenza
fonologica. Il problema, quindi, sarebbe grave. Per me, didatticamente, non
lo è, ma non perchè gli spagnoli non abbiano il problema quando imparano
l'italiano, ma semplicemente perchè su questo problema in italiano, date le
tendenze attuali,si può sorvolare.


Detto questo, sono completamente d'accordo con Paolo sul resto dei "veri"
problemi dell'italiano. In quello dell'intonazione, per esempio, mi pare
che siamo ancora molto indietro, ed è una questione, come lui avverte, di
straordinaria importanza.

Cordialissimi saluti, e buon anno a tutti,

Manuel Carrera Díaz





Mer 3 Gen 2001 10:58 pm

carrera@...
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Inoltra Messaggio #92 di 810 |
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Cari amici, mi sembra molto interessante il problema recentemente suscitato da Paolo Gimmelli sulle somiglianze fonetiche vere e false dell'italiano e lo...
MC
carrera@...
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3 Gen 2001
11:57 pm

In quanto promotori e gestori della lista, apprezziamo moltissimo la discussione generatasi. Un sintomo molto indicativo del fatto che la poca attività della...
Simon&Martini
simonemartini@...
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10 Gen 2001
10:20 pm

Cari amici, nonostante i timori espressi da Paolo Gemmelli nel suo ultimo intervento, non credo che nessuno di noi si sia sentito affatto disturbato e...
MC
carrera@...
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18 Gen 2001
8:14 pm

Cari Colisteros, la proposta che facevo di rassegnare (o rammentare!) tutti i suoni di solito considerati esclusivi del sistema fonetico italiano che,...
Damalfieri
damalfieri@...
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21 Gen 2001
2:31 pm

Se ho ben capito, mi sembra che Paolo voglia farci scoprire che in effetti la pronuncia potrebbe anche essere, considerando un certo grado di trascuratezza,...
Damalfieri
damalfieri@...
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24 Gen 2001
2:12 pm
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