Ciao a tutti! Vi scrivo da Buenos Aires, leggo tutti i vostri interventi ma non ho mai il tempo di farne uno.
Per quanto riguarda i manuali di pronuncia, ne conosco due di Luciano Canepari:
Italiano standard e pronunce regionali, Cleup, Padova, 1980 e Manuale di Pronuncia Italiana, Zanichelli, Bologna, 1993. Entrambi corredati da audiocassette.
"Le lineette di Katerinov mi convincono", anche perché gli studenti abituati a trovarsele per altre lingue, vi sono abituati, sanno quindi interpretarle. Credo comunque che il problema sia un altro: non c'è una figura melodica univoca per tutta l'Italia. Grazie a quelle "lineette", lo studente ispanofono che si interessi di fonetica, che aspiri a raggiungere una buona "pronuncia e intonazione", (se non buona almeno simile a quella standard), ci riesce.
Ho fatto lezione ad attori che dovevano recitare in italiano e grazie al Lingua e vita d'Italia di Katerinov, ci sono riusciti abbastanza bene. Non solo gli ispanofoni possono raggiungerer un buon grado di pronuncia grazie a quegli esercizi.
I "rioplatenses" hanno difficoltà a pronunciare la /g/ palatale e la pronunciano come un'esse, o come /sh/ di show (in inglese). Scusate ma non ho il tempo di andare ai miei vecchi manuali a vedere come dovrei scriverlo in alfabato fonetico. Questa spaventosa pronuncia della /g/ non solo disturba l'ascolto ma anche ne impedisce la comprensione.
Di laboratori, non ne conosco l'esistenza.
Per ora tralascio, a presto
Yolanda Daffunchio