Su questo tema una Professoressa mi ha dato la fotocopia di verbi
(Katerinov) ed io dopo averla SCANEADO vi la spedisco perché forse vi serve.
Adesso solo vorrei ringraziare Dafne! perché è stata lei chi mi ha dato la
fotocopia per SCANEAR.
Fátima Mastroianni.
----- Original Message -----
From: Damalfieri
To: simonemartini@egroups.com
Sent: Sunday, June 11, 2000 9:33 AM
Subject: S&M. a accusativa
In una mail di qualche tempo fa avevo lanciato la questione della "a
accusativa", come la chiamavamo familiarmente con i miei studenti, cioè la
"a" che in italiano NON si deve anteporre al complemento diretto, anche
quando non è una persona o una cosa personificata, come invece è doveroso in
spagnolo.
Sono sicuro che tutti voi vi siete trovati di fronte a questo insidioso
problema.
Insidioso soprattutto dato che non inficia completamente la comunicazione,
per cui gli studenti (e forse anche noi professori) tendono a sorvolare. Ma
col tempo diventa un problema tenace, difficilissimo da estirpare...
Una delle ragioni è che non esistono esercizi specifici, come sempre. E non
esistono esercizi finché non si avrà una lista dei verbi con i quali questo
fenomeno può succedere. Devo ancora consultare Manuel Carrera Diaz,
ma intanto avevo già fatto una lista con i verbi e delle frasi che mi
sembrano utili per illustrare il problema, che però credo noto a tutti.
Come sempre, l'invito è a:
1) Segnalare se esiste bibliografia su questo problema
2) Correggere e completare la lista
3) Usarla per attività di classe e condividerle con la lista
4) Discutere sui casi riportati alla fine
....
Ricordiamo che, in generale, tutte le azioni che si possono eseguire su
persone o cose personalizzate sono suscettibili di provocare
quest'interferenza. Si direbbero moltissimi verbi, ma in realtà non sono poi
tanti. Molti, come "guarire", ammettono un uso transitivo solo in
circostanze particolari, dato che possono essere transitivi o intransitivi.
Altri, come "asciugare", saranno attribuiti molto raramente ad una persona
intera quindi non si presteranno tanto facilmente alla confusione.
Ho messo tra parentesi e in maiuscolo gli errori tipici, all'interno di
esempi tra parentesi a caporale.
Naturalmente, sono benvenuti errori "reali" di studenti, soprattutto perché
nella realtà dei fatti i casi di "a accusativo" sono abbastanza nascosti ed
insidiosi, più di quanto non siano negli esempi creati ad hoc. Questo
avviene quando tra il verbo ed il complemento diretto ci siano altri
complementi intercalati, o quando il complemento diretto appaia prima del
verbo.
Accompagnare "Ha accompagnato alla festa di fine corso (ALLA) la vicina di
casa "
Cercare / trovare "Ha cercato (A) quella ragazza solo per divertirsi, ma ha
trovato (A) una donna meravigliosa di cui si è innamorato"
Chiamare "Chiamo subito (A/ALLA) mia madre"
Colpire "Giocando ha colpito (A) Piero e lui è caduto per terra"
Consultare "Devo ancora consultare a questo proposito (A) Miguel Carrera
Diaz"
Curare / guarire "La sua professione non consiste solo nel curare, ma anche
nel cercare di guarire (AI) i malati"
Escludere "Solo perché è sordo, (A) quel ragazzo non lo dovete escludere
cosí dalle vostre attività..."
Ferire "In un incontro di boxe, MIke Tyson ha ferito ad un orecchio, con un
morso, (AL) il suo avversario"
Guardare "Bisogna guardare con compassione (AGLI) gli altri "*1.
Guidare "Quell'agente ha guidato bene (AI) i nostri amici; sono arrivati
subito a San Pietro"
Imitare "Gli piace imitare (AI) i suoi idoli"
Indurre "La natura dei sintomi indusse il medico a prescrivere un
trattamento efficace"
Ingannare "Ha ingannato (A/ALLA) il suo socio, gli ha fatto credere di
essere milionario"
Invitare "Stasera la riunione sarà familiare; questo significa che (A/ALLE)
quelle persone che non sono della famiglia non le inviteremo."
Lasciare "E adesso, il creditore fa pressione, come è naturale, per ottenere
i suoi soldi, il che lascerebbe (A) mio padre assolutamente sul lastrico"
Osservare "Mi piace osservare attentamente (ALLA) la gente"
Raccomandare "approfitto l'occasione per raccomandarvi (AL) il nostro
candidato..."
Ringraziare "Devi ringraziare (A) il Signore per la tua fortuna"
Scegliere "Bisogna scegliere con cura (AGLI) gli amici"
Sedurre "Ha sedotto (ALLA) sua segretaria ma non ha intenzione di sposarla"
Spaventare "Spaventare (AI) i bambini"*2
Toccare "-Io? (A) quella ragazza non l'ho neanche toccata!"
Trasformare "La guerra trasforma (ALL') l'amico in un nemico"
Trovare "Quando posso trovare (AL) il signor Neri?"
Visitare "Va a visitare frequentemente (AI) i suoi amici"
L'oggetto preposizionale, in italiano, si ha in casi come questi:
"A me nessuno mi protegge" o "A te preoccupa l'inquinamento..." (Berretta
1990, citato da Serianni nella sua grammatica cap II, par. 39, pag. 95)
...ed è più comune nel sud, dove si riscontra anche in altri costrutti (come
tanto spesso succede, si riscontra nell'italiano del sud l'influenza
spagnola...)
Attenzione, inoltre, con questi casi:
Telefonare: "telefonare ai miei amici".
*1 Guardare: "Guardare al futuro con ottimismo". Interessante notare che si
sta omettendo "in faccia". Quando si usa "in faccia", ho i miei dubbi:
"Guarda in faccia alla realta". "Se vuoi parlare di certi argomenti, guarda
in faccia tuo figlio e digli..."
*2 Spaventare: "Gli USA si sono impegnati a dimostrare il loro potere
militare con attacchi ingiustificati ai paesi dell'est". Soprattutto in
questo secondo caso, l'"ai" si riferisce a "attacchi": "si fa/realizza un
attacco (diretto) a un paese lontano (indiretto)", ma "si attacca un paese
lontano (diretto)", e non a "spaventare" "spaventare i bambini".
Per concludere, vorrei far notare questa costruzione spagnola, che potrebbe
creare confusione:
[Cuidado con llamar a mis amigos...] "Attenzione a chiamare i miei amici"
Sicuramente ce ne sono di altre simili...
Federica e Davide
Simon&Martini
----------------------------------------------------------------------------
----
Quando si leggono informazioni del genere, ci si sente tanto vicini ed allo
stesso tempo tanto lontani da "quello che c'è da sapere" sulla
contrastiva...
Qualcuno conosce studi del genere?
Vorrebbe citarli per tutti?
Qualcuno conosce il modello comparatista, ideato da Shana Poplack?
Qualcuno vuole lavorare alla disambiguazione dello spagnolo e l'italiano,
sulla scia dei lavori sui falsi amici recensiti poco fa su questa lista?
Qualcuno sa come farlo, prendendo in considerazione le nuove tecnologie
informatiche?
Riporto il messaggio che mi ha colpito per intero, ricevuto da un'altra
mailing list che raccomando a chi si interessi di spagnolo.
----- Original Message -----
From: "Angel Romera Valero" <aromera@...>
To: <HISPANIA@...>
Sent: miércoles, 21 de junio de 2000 14:02
Subject: [HISP] Novedad bib. sobre catalán y español en contacto
___________________________________________________________
Novedad bibliográfica:
Blas Arroyo, José Luis. 2000. Gramáticas en contacto.
München: LINCOM Europa. (ISBN 3 89586 969 4; LINCOM Studies
in Romance Linguistics 23, 260 pp. aprox., US$ 65 aprox.).
De: LINCOM EUROPA mailto:LINCOM.EUROPA@...
Información distribuida por LINGUIST List:
http://linguistlist.org/issues/11/11-1367.html#3
____________________________________________________________
La monografía representa un intento de adaptación
empírica y teórica al contexto bilingüe catalán-español del
llamado modelo comparatista, ideado por Shana Poplack para
la desambiguación de los fenómenos de contacto de lenguas,
tema especialmente polémico en la bibliografía
especializada. La principal novedad de la investigación
radica en ser la primera vez que se aplican tales
principios al análisis de dos lenguas tan próximas
tipológicamente, como las que aquí nos ocupan.
A partir del paradigma variacionista, en el que se
inspira el modelo, el autor analiza el estatus de los
sustantivos de origen etimológico español en contexto
lingüístico catalán, una de las formas más habituales del
discurso bilingüe en este ámbito sociolingüístico. La
hipótesis de partida es que la gramática de tales elementos
léxicos puede determinarse a través del estudio exhaustivo
de sus patrones cuantitativos de variabilidad gramatical,
independientemente de que exhiban o no muestras de
integración lingüística superficiales. Para ello, el modelo
contrastivo compara esos patrones con los de otros tres
grupos de sustantivos (catalanes en contexto catalán y de
origen español en contexto monolingüe y en cambios de
código inequívocos, respectivamente) a partir de ciertas
áreas de la sintaxis nominal, como la determinación y la
complementación. Los paradigmas de ambas representan
alternativamente puntos de coincidencia y de conflicto
estructural entre las dos lenguas romances en contacto. La
principal conclusión del estudio, en consonancia con la
alcanzada en investigaciones similares en otros ámbitos
bilingües, es que los sustantivos que son objeto de
análisis muestran la misma gramática que los nombres
catalanes, y diferente a la manifestada por los demás
sustantivos de origen etimológico español. En suma, ello
demuestra que nos hallamos ante manifestaciones de préstamo
léxico y no de cambio de código (code-switching), como
algunos investigadores han propuesto en ocasiones.
Compras:
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LINCOM EUROPA, Freibadstr. 3, D-81543 München,
Alemania, FAX +49-89-62269404
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----------------------------------------------------
Dentro de la docencia, muchas veces, existen grandes problemas de motivación. Suponemos cuando empezamos, en nuestra falta de experiencia, que nuestra labor como docentes estará prontamente recompensada, dotaremos a nuestros alumnos y alumnas de unos conocimientos y hábitos que harán de ellos y ellas ciudadanos respetuosos con los demás, conscientes de sus capacidades y tolerantes con ideas y comportamientos ajenos.
Conforme va pasando el tiempo, la conciencia de la realidad nos coloca en una situación que no esperábamos. Un trabajo difícil, raramente gratificado, lleno de dudas y con grandes responsabilidades. En fin, entre nuestras expectativas y el fruto de cierta experiencia media un pequeño abismo, bien es cierto que tal abismo no tiene una profundidad estándar. Si algo se aprende en esta profesión es que, todos los casos, aunque pueden responder a ciertos modelos, son mundos diferentes. Nuestro caso, por tanto, no escapa de esta aseveración. Cada uno y cada una vivimos la experiencia de la docencia de modo distinto.
Es realmente difícil tomarse este trabajo con la seriedad y el rigor que requiere y, sobre todo, mantener la tensión y la pasión de la enseñanza en el tiempo. Requerimos, de vez en cuando, que se nos recuerde algunas pocas razones que ejerzan de motivadores para continuar con nuestra labor. Ahí van unas pocas:
Los alumnos y alumnas raramente están dotados de hábitos. Los padres no tienen por qué estar preparados para hacer frente a unas dificultades que, conforme van los chicos y las chicas creciendo, resultan nuevas, con lo que la experiencia acumulada no suele servir para estas diferentes etapas del crecimiento.
Necesitan vivir en un entorno ajeno al familiar, disciplina y respeto dentro de una comunidad como es la escolar, más amplia que la del hogar, les prepara para su inserción en la sociedad. Somos los responsables de dirigir, mostrar el nuevo entorno e imbuir de las normas que lo rigen.
En muchas ocasiones cumplimos un papel afectivo que, quizá no nos corresponda, pero que, en definitiva es lo único a lo que, muchas veces, se pueden aferrar. Una labor necesaria a la vez que gratificante, pero con muchos componentes desestabilizadores.
Ejercemos de modelos de comportamiento, aunque suene un poco pretencioso. Esto implica un cuidado especial tanto dentro del aula como fuera. Son los valores cívicos y éticos los que suelen ser más imitados, por tanto, tal 'ejemplo' no acaba dentro del aula.
Como se puede apreciar, nuestra labor es más importante de lo que se suele pensar pasados unos años de experiencia docente. Aunque sabemos que los resultados de nuestra labor se apreciarán allende los tiempos, sabemos, también, que están ahí, y que, culpa de parte de lo bueno o malo que tengan nuestros discentes, es nuestra.
benché segua con interesse i vostri interventi, non riesco a trovare il tempo per partecipare attivamente a questa lista come vorrei. Il tempo da dedicare al master è troppo e in Argentina per sopravvivere bisogna fare salti mortali, oltrecché percorrere distanze infinite... quattro volte al giorno, insomma non meno di tre ore di autobus quotidianamente.
Da anni utilizzo la lista di verbi fornita da Katerinov nel suo La Lingua Italiana per stranieri, Guerra, 1976, pag. 109 del corso elementare ed intermedio. Ciò che faccio è dosarla a seconda del livello degli allievi. Sono convinta che la via più breve sia appunto conoscere quali verbi vanno con preposizione e quali senza (in realtà quelli che contano sono quelli senza). Abituare l'orecchio, creare delle associazioni mentali tali verbi, tali pronomi/ con a/ senza a. Impossibile pretendere che facciano la voce passiva ogni volta che vogliono parlare, comunque questa è una prova che consiglio di fare per l'italiano scritto. Elaboro anche diversi esercizi del tipo Gli o Li? che tante volte m'invento sul momento, in aula.
Proprio una settimana fa una mia collega, italiana, residente in Argentina, mi ha telefonato perché non sa più come fare con questa "benedetta" a che l'urta costantemente.
Finora non ho trovato una via più breve di questa, né più efficace. Sarebbe bello inventare qualche gioco, forse.
Se non avete il libro, posso copiarvi la lista, non ho lo scanner, posso anche farvela arrivare per fax.
Che significa compose?
Come devo fare per spedirvi messaggi originali senza rispedire i vostri?
benché segua con interesse i vostri interventi, non riesco a trovare il tempo per partecipare attivamente a questa lista come vorrei. Il tempo da dedicare al master è troppo e in Argentina per sopravvivere bisogna fare salti mortali, oltrecché percorrere distanze infinite... quattro volte al giorno, insomma non meno di tre ore di autobus quotidianamente.
Da anni utilizzo la lista di verbi fornita da Katerinov nel suo La Lingua Italiana per stranieri, Guerra, 1976, pag. 109 del corso elementare ed intermedio. Ciò che faccio è dosarla a seconda del livello degli allievi. Sono convinta che la via più breve sia appunto conoscere quali verbi vanno con preposizione e quali senza (in realtà quelli che contano sono quelli senza). Abituare l'orecchio, creare delle associazioni mentali tali verbi, tali pronomi/ con a/ senza a. Impossibile pretendere che facciano la voce passiva ogni volta che vogliono parlare, comunque questa è una prova che consiglio di fare per l'italiano scritto. Elaboro anche diversi esercizi del tipo Gli o Li? che tante volte m'invento sul momento, in aula.
Proprio una settimana fa una mia collega, italiana, residente in Argentina, mi ha telefonato perché non sa più come fare con questa "benedetta" a che l'urta costantemente.
Finora non ho trovato una via più breve di questa, né più efficace. Sarebbe bello inventare qualche gioco, forse.
Se non avete il libro, posso copiarvi la lista, non ho lo scanner, posso anche farvela arrivare per fax.
Che significa compose?
Come devo fare per spedirvi messaggi originali senza rispedire i vostri?
In una mail di qualche tempo fa avevo lanciato la questione della "a accusativa", come la chiamavamo familiarmente con i miei studenti, cioè la "a" che in italiano NON si deve anteporre al complemento diretto, anche quando non è una persona o una cosa personificata, come invece è doveroso in spagnolo.
Sono sicuro che tutti voi vi siete trovati di fronte a questo insidioso problema. Insidioso soprattutto dato che non inficia completamente la comunicazione, per cui gli studenti (e forse anche noi professori) tendono a sorvolare. Ma col tempo diventa un problema tenace, difficilissimo da estirpare...
Una delle ragioni è che non esistono esercizi specifici, come sempre. E non esistono esercizi finché non si avrà una lista dei verbi con i quali questo fenomeno può succedere. Devo ancora consultare Manuel Carrera Diaz, ma intanto avevo già fatto una lista con i verbi e delle frasi che mi sembrano utili per illustrare il problema, che però credo noto a tutti.
Come sempre, l'invito è a:
1) Segnalare se esiste bibliografia su questo problema 2) Correggere e completare la lista 3) Usarla per attività di classe e condividerle con la lista 4) Discutere sui casi riportati alla fine
....
Ricordiamo che, in generale, tutte le azioni che si possono eseguire su persone o cose personalizzate sono suscettibili di provocare quest'interferenza. Si direbbero moltissimi verbi, ma in realtà non sono poi tanti. Molti, come "guarire", ammettono un uso transitivo solo in circostanze particolari, dato che possono essere transitivi o intransitivi. Altri, come "asciugare", saranno attribuiti molto raramente ad una persona intera quindi non si presteranno tanto facilmente alla confusione.
Ho messo tra parentesi e in maiuscolo gli errori tipici, all'interno di esempi tra parentesi a caporale.
Naturalmente, sono benvenuti errori "reali" di studenti, soprattutto perché nella realtà dei fatti i casi di "a accusativo" sono abbastanza nascosti ed insidiosi, più di quanto non siano negli esempi creati ad hoc. Questo avviene quando tra il verbo ed il complemento diretto ci siano altri complementi intercalati, o quando il complemento diretto appaia prima del verbo.
Accompagnare <Ha accompagnato alla festa di fine corso (ALLA) la vicina di casa >
Cercare / trovare <Ha cercato (A) quella ragazza solo per divertirsi, ma ha trovato (A) una donna meravigliosa di cui si è innamorato>
Chiamare <Chiamo subito (A/ALLA) mia madre>
Colpire <Giocando ha colpito (A) Piero e lui è caduto per terra>
Consultare <Devo ancora consultare a questo proposito (A) Miguel Carrera Diaz>
Curare / guarire <La sua professione non consiste solo nel curare, ma anche nel cercare di guarire (AI) i malati>
Escludere <Solo perché è sordo, (A) quel ragazzo non lo dovete escludere cosí dalle vostre attività...>
Ferire <In un incontro di boxe, MIke Tyson ha ferito ad un orecchio, con un morso, (AL) il suo avversario>
Guardare <Bisogna guardare con compassione (AGLI) gli altri >*1.
Guidare <Quell'agente ha guidato bene (AI) i nostri amici; sono arrivati subito a San Pietro>
Imitare <Gli piace imitare (AI) i suoi idoli>
Indurre <La natura dei sintomi indusse il medico a prescrivere un trattamento efficace>
Ingannare <Ha ingannato (A/ALLA) il suo socio, gli ha fatto credere di essere milionario>
Invitare <Stasera la riunione sarà familiare; questo significa che (A/ALLE) quelle persone che non sono della famiglia non le inviteremo.>
Lasciare <E adesso, il creditore fa pressione, come è naturale, per ottenere i suoi soldi, il che lascerebbe (A) mio padre assolutamente sul lastrico>
Osservare <Mi piace osservare attentamente (ALLA) la gente>
Raccomandare <approfitto l'occasione per raccomandarvi (AL) il nostro candidato...>
Ringraziare <Devi ringraziare (A) il Signore per la tua fortuna>
Scegliere <Bisogna scegliere con cura (AGLI) gli amici>
Sedurre <Ha sedotto (ALLA) sua segretaria ma non ha intenzione di sposarla>
Spaventare <Spaventare (AI) i bambini>*2
Toccare <-Io? (A) quella ragazza non l'ho neanche toccata!>
Trasformare <La guerra trasforma (ALL') l'amico in un nemico>
Trovare <Quando posso trovare (AL) il signor Neri?>
Visitare <Va a visitare frequentemente (AI) i suoi amici>
L'oggetto preposizionale, in italiano, si ha in casi come questi:
<A me nessuno mi protegge> o <A te preoccupa l'inquinamento...> (Berretta 1990, citato da Serianni nella sua grammatica cap II, par. 39, pag. 95)
...ed è più comune nel sud, dove si riscontra anche in altri costrutti (come tanto spesso succede, si riscontra nell'italiano del sud l'influenza spagnola...)
Attenzione, inoltre, con questi casi:
Telefonare: <telefonare ai miei amici>.
*1 Guardare: <Guardare al futuro con ottimismo>. Interessante notare che si sta omettendo "in faccia". Quando si usa "in faccia", ho i miei dubbi: <Guarda in faccia alla realta>. <Se vuoi parlare di certi argomenti, guarda in faccia tuo figlio e digli...>
*2 Spaventare: <Gli USA si sono impegnati a dimostrare il loro potere militare con attacchi ingiustificati ai paesi dell'est>. Soprattutto in questo secondo caso, l'"ai" si riferisce a "attacchi": <si fa/realizza un attacco (diretto) a un paese lontano (indiretto)>, ma <si attacca un paese lontano (diretto)>, e non a "spaventare" <spaventare i bambini>.
Per concludere, vorrei far notare questa costruzione spagnola, che potrebbe creare confusione:
[Cuidado con llamar a mis amigos...] <Attenzione a chiamare i miei amici>
Sicuramente ce ne sono di altre simili...
Federica e Davide Simon&Martini
Se volete che il vostro messaggio appaia nell'archivio come seguito di questa discussione, fate un REPLY. Altrimenti, create un messaggio nuovo (COMPOSE). Ricordate che il "subject" aiuterà a ritrovare i messaggi più avanti e a chiarire gli argomenti trattati. Se volete trattare più argomenti, è consigliabile spedire diversi messaggi. Grazie per la collaborazione!
In una mail di qualche tempo fa avevo lanciato la questione della "a accusativa", come la chiamavamo familiarmente con i miei studenti, cioè la "a" che in italiano NON si deve anteporre al complemento diretto, anche quando non è una persona o una cosa personificata, come invece è doveroso in spagnolo.
Sono sicuro che tutti voi vi siete trovati di fronte a questo insidioso problema. Insidioso soprattutto dato che non inficia completamente la comunicazione, per cui gli studenti (e forse anche noi professori) tendono a sorvolare. Ma col tempo diventa un problema tenace, difficilissimo da estirpare...
Una delle ragioni è che non esistono esercizi specifici, come sempre. E non esistono esercizi finché non si avrà una lista dei verbi con i quali questo fenomeno può succedere. Devo ancora consultare Manuel Carrera Diaz, ma intanto avevo già fatto una lista con i verbi e delle frasi che mi sembrano utili per illustrare il problema, che però credo noto a tutti.
Come sempre, l'invito è a:
1) Segnalare se esiste bibliografia su questo problema 2) Correggere e completare la lista 3) Usarla per attività di classe e condividerle con la lista 4) Discutere sui casi riportati alla fine
....
Ricordiamo che, in generale, tutte le azioni che si possono eseguire su persone o cose personalizzate sono suscettibili di provocare quest'interferenza. Si direbbero moltissimi verbi, ma in realtà non sono poi tanti. Molti, come "guarire", ammettono un uso transitivo solo in circostanze particolari, dato che possono essere transitivi o intransitivi. Altri, come "asciugare", saranno attribuiti molto raramente ad una persona intera quindi non si presteranno tanto facilmente alla confusione.
Ho messo tra parentesi e in maiuscolo gli errori tipici, all'interno di esempi tra parentesi a caporale.
Naturalmente, sono benvenuti errori "reali" di studenti, soprattutto perché nella realtà dei fatti i casi di "a accusativo" sono abbastanza nascosti ed insidiosi, più di quanto non siano negli esempi creati ad hoc. Questo avviene quando tra il verbo ed il complemento diretto ci siano altri complementi intercalati, o quando il complemento diretto appaia prima del verbo.
Accompagnare "Ha accompagnato alla festa di fine corso (ALLA) la vicina di casa "
Cercare / trovare "Ha cercato (A) quella ragazza solo per divertirsi, ma ha trovato (A) una donna meravigliosa di cui si è innamorato"
Chiamare "Chiamo subito (A/ALLA) mia madre"
Colpire "Giocando ha colpito (A) Piero e lui è caduto per terra"
Consultare "Devo ancora consultare a questo proposito (A) Miguel Carrera Diaz"
Curare / guarire "La sua professione non consiste solo nel curare, ma anche nel cercare di guarire (AI) i malati"
Escludere "Solo perché è sordo, (A) quel ragazzo non lo dovete escludere cosí dalle vostre attività..."
Ferire "In un incontro di boxe, MIke Tyson ha ferito ad un orecchio, con un morso, (AL) il suo avversario"
Guardare "Bisogna guardare con compassione (AGLI) gli altri "*1.
Guidare "Quell'agente ha guidato bene (AI) i nostri amici; sono arrivati subito a San Pietro"
Imitare "Gli piace imitare (AI) i suoi idoli"
Indurre "La natura dei sintomi indusse il medico a prescrivere un trattamento efficace"
Ingannare "Ha ingannato (A/ALLA) il suo socio, gli ha fatto credere di essere milionario"
Invitare "Stasera la riunione sarà familiare; questo significa che (A/ALLE) quelle persone che non sono della famiglia non le inviteremo."
Lasciare "E adesso, il creditore fa pressione, come è naturale, per ottenere i suoi soldi, il che lascerebbe (A) mio padre assolutamente sul lastrico"
Osservare "Mi piace osservare attentamente (ALLA) la gente"
Raccomandare "approfitto l'occasione per raccomandarvi (AL) il nostro candidato..."
Ringraziare "Devi ringraziare (A) il Signore per la tua fortuna"
Scegliere "Bisogna scegliere con cura (AGLI) gli amici"
Sedurre "Ha sedotto (ALLA) sua segretaria ma non ha intenzione di sposarla"
Spaventare "Spaventare (AI) i bambini"*2
Toccare "-Io? (A) quella ragazza non l'ho neanche toccata!"
Trasformare "La guerra trasforma (ALL') l'amico in un nemico"
Trovare "Quando posso trovare (AL) il signor Neri?"
Visitare "Va a visitare frequentemente (AI) i suoi amici"
L'oggetto preposizionale, in italiano, si ha in casi come questi:
"A me nessuno mi protegge" o "A te preoccupa l'inquinamento..." (Berretta 1990, citato da Serianni nella sua grammatica cap II, par. 39, pag. 95)
...ed è più comune nel sud, dove si riscontra anche in altri costrutti (come tanto spesso succede, si riscontra nell'italiano del sud l'influenza spagnola...)
Attenzione, inoltre, con questi casi:
Telefonare: "telefonare ai miei amici".
*1 Guardare: "Guardare al futuro con ottimismo". Interessante notare che si sta omettendo "in faccia". Quando si usa "in faccia", ho i miei dubbi: "Guarda in faccia alla realta". "Se vuoi parlare di certi argomenti, guarda in faccia tuo figlio e digli..."
*2 Spaventare: "Gli USA si sono impegnati a dimostrare il loro potere militare con attacchi ingiustificati ai paesi dell'est". Soprattutto in questo secondo caso, l'"ai" si riferisce a "attacchi": "si fa/realizza un attacco (diretto) a un paese lontano (indiretto)", ma "si attacca un paese lontano (diretto)", e non a "spaventare" "spaventare i bambini".
Per concludere, vorrei far notare questa costruzione spagnola, che potrebbe creare confusione:
[Cuidado con llamar a mis amigos...] "Attenzione a chiamare i miei amici"
Cari davide e fefe,
sono molto interessata a capire come si potrebbe lavorare su questo
problema abbastanza presente nei miei alunni.
Non ho nessun suggerimento attualmente, però vorrei riflettere insieme
sul materiale da voi raccolto.
tenetemi informata.
Francy
----- Mensaje original -----
De: "Davide Martini" <damalfieri@...>
Fecha: Lunes, Junio 5, 2000 12:42 pm
Asunto: S&M. Resa in italiano del neutro "lo"
> Cari colleghi,
> e' tempo di verifiche finali e quest'apetto naturalmente toglie
> non
> poco spazio alle riflessioni personali, agli approfondimenti e
> alla
> creazione di materiali, anche se da' l'opportunita' di verificare
> gli
> aspetti mal compresi dai nostri studenti, su cui intervenire con
> materiali specifici.
> In questo caso si tratta di un materiale prettamente contrastivo e
> cioe' sulla resa del "lo" neutro in italiano, spesso sostituito
> correttamente con "quello" anche se abbondano i casi in cui questo
> non e' possibile.
> Sto raccogliendo esempi e materiali autentici (compresi errori
> nelle
> composizioni) con l'idea di focalizzare l'attenzione su questo
> tema e
> farne una didattizzazione efficace. Il lavoro e' naturalmente a
> uno
> stato meno che embrionale, ma il rovello resta...
>
> Vorrei sapere se qualcuno conosce trattazioni, saggi, articoli che
> trattino specificamente o tangenzialmente l'argomento (oltre alle
> utili note dei manuali di Carrera Diaz che ho gia' consultato).
> I suggerimenti sono sempre benvenuti. Presto forniro' un abbozzo
> su
> come ho pensato di strutturare l'UD e le sue varie attivita' e
> saro'
> lieta di ricevere il vostro feedback.
>
> A presto,
> Federica Simon&Martini
>
>
>
> -------------------------------------------------------------------
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> -------------------------------------------------------------------
> -----
>
> Se volete che il vostro messaggio appaia nell'archivio come
> seguito di questa discussione, fate un REPLY. Altrimenti, create
> un messaggio nuovo (COMPOSE).
> Ricordate che il "subject" aiuterà a ritrovare i messaggi più
> avanti e a chiarire gli argomenti trattati.
> Se volete trattare più argomenti, è consigliabile spedire diversi
> messaggi.
> Grazie per la collaborazione!
>
>
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Cari colleghi,
e' tempo di verifiche finali e quest'apetto naturalmente toglie non
poco spazio alle riflessioni personali, agli approfondimenti e alla
creazione di materiali, anche se da' l'opportunita' di verificare gli
aspetti mal compresi dai nostri studenti, su cui intervenire con
materiali specifici.
In questo caso si tratta di un materiale prettamente contrastivo e
cioe' sulla resa del "lo" neutro in italiano, spesso sostituito
correttamente con "quello" anche se abbondano i casi in cui questo
non e' possibile.
Sto raccogliendo esempi e materiali autentici (compresi errori nelle
composizioni) con l'idea di focalizzare l'attenzione su questo tema e
farne una didattizzazione efficace. Il lavoro e' naturalmente a uno
stato meno che embrionale, ma il rovello resta...
Vorrei sapere se qualcuno conosce trattazioni, saggi, articoli che
trattino specificamente o tangenzialmente l'argomento (oltre alle
utili note dei manuali di Carrera Diaz che ho gia' consultato).
I suggerimenti sono sempre benvenuti. Presto forniro' un abbozzo su
come ho pensato di strutturare l'UD e le sue varie attivita' e saro'
lieta di ricevere il vostro feedback.
A presto,
Federica Simon&Martini
Cari "colisteros", colgo l'occasione per proporvi una breve riflessione didattica dal tono vagamente salottiero in quanto non ho ancora avuto il tempo di documentarmi con la dovuta precisione. Tuttavia vorrei confrontarmi con voi su quello che non mi sembra un tipico fenomeno di interferenza. Si tratta di un evento che non ho riscontrato con troppa regolarità e che sembtra abbastanza svincolato dal livello, anche se lo sto sperimentando soprattutto con i miei "terzi". Vengo al punto: suppongo a causa della frequente coincidenza di participio in tempo composto e di aggettivo in funzione di predicato nominale a volte l'allievo mostra di confondere lo stato dal risultato dell'azione. Per sottolineare la differenza di questi due "modi di percepire e rendere l'azione" come lo descrivo agli allievi do spesso questi due esempi
1) Sono stanca 2)Mi sono stancata
facendoli cotestualizzare e contestulizzare all'interno di una situazione e sottolineando che in un caso (faccio naturalmente supporre quale) la lingua si comporta come una "fotografia", la quale immortala un momento, uno stato, senza approfondirne il processo che l'ha causato, come invece avviene nell'altro esempio (2) . Descrivo (o invito a indurre) il secondo esempio come una sorta di film, che termina con la stessa "scena" descritta nella frase (1. Chiedo poi, quale delle 2 opzioni contenga maggior informazione a parita' di informazioni esplicite. Gli studenti pewrcepiscono come piu' pregna, anche fuori contesto, la frase 2). Questo mi sembra li aiuti a "visualizzare" la differenza tra il solo risultato e il risultato che ingloba in se' le tracce del processo che lo ha prodotto (pur arrivando effettivamente allo stresso punto "E cioe' che mi sento stanca" affermo liberatoriamente...Inutile dire che questa precisazione costituisce un rassicurante punto fermo dopo il lungo ragionare!). Ricordo ed elicito poi altri esempi, del tipo Marta è nervosa Marta si è innervosita Cosciente pero' che ce ne sono migliaia, dal diverso grado di opacità. Assicuratami che la differenza sia stata compresa torno all'errore specifico nella produzione che e' di solito il motore di questo tipo di osservazione. Il fenomeno emerge soprattutto in alcune produzioni libere o esercizi di manipolazione. Durante il role-play de "La Manifestazione" (che potete scaricare dalla sezione Database o consultare on-line nell'archivio del Talis, http://www.linguaitalia.com/archivio/talis/elenco.html) un mio allievo, che impersonava un cliente incidentato che discuteva con il suo assicuratore, stava raccontando la storia in una sequenza di scene ("l'auto ha sbandato, io ho cercato di frensre, ma c'era del ghiaccio e così...") ed ha aggiunto : "la macchina è rovesciata". Gli ho fatto notare che se questo era l'ultimo evento, cioe' il risultato dell'incidente, avrebbe dovuto dire: "la macchina ORA è rovesciata". Il che naturalmente implicava che lui fosse lí e stesse, per esempio, descrivendo il catorcio fumante come lo vedeva mentre chiamava i soccorsi da una cabina. Naturalmente, se si fosse trovato comodamente seduto a ricostruire l'accaduto nello studio del suo assicuratore, avrebbe dovuto utilizzare una formula narrativa, come appunto "la macchina SI è capovolta". Credo che questa precisazione sia importante quendo introduciamo passivo e "si" passivante, ma il problema sussiste anche con intransitivi pronominali, SI riflessivi, e SI "affettivi" o "dinamici" che dir si vogliano (frequenti quelli che fanno produrre il famigerato "si è caduto") che già creano interferenze tra loro (Adatto da "Due", cap. 19, Libro degli Esercizi, attività sul passivo, : "In occasione della manifestazione la troupe della Rai (allontanare)_________________dalla polizia...." che molti dei miei studenti hanno completato con "si è allontanata").
Il fenomeno sembra svincolato dalla capacita' comunicativa dello studente (che infatti ne risulta poco inficiata) e sembra legato piu' che altro ad una scarsa competenza metalinguistica. Il concetto e' compreso intuitivamente ma l'errore e' persistente nei soggetti che lo avevano prodotto inizialmente. Per creare attività su questo tipo di problema sarebbe interessante poter esplicitare delle regole produttive o trovare un database di participi che (non) coincidano con l'aggettivo. Com'é naturale nel momento di affrontare il problema, l'insegnante si trova sempre a corto di esempi per poter fare fissare la differenza agli studenti.
Invito chiunque sia interessato all'argomento a riflettere su questo fenomeno e a segnalare eventualmente se è stato formalizzato o trattato didatticamente in qualche grammatica o libro di testo.
La Mailing List per la ricerca sull'insegnamento delle lingue affini: http://www.eGroups.com/group/simonemartini "El lado oscuro no sera mas poderoso, pero si mas divertido"
Come forse gia' vi ho detto, la mia esperienza di docente
di italiano L2 ad ispanofoni e' stata piuttosto breve ed ho
presenti solo alcuni degli errori di interferenza che commette uno
spagnolo quando parla l'italiano. Molto piu' chiari mi sono
invece - dato che ho studiato e parlo spagnolo
anch'io- gli errori di interferenza degli italiani (ad esempio
per lungo tempo io non riuscivo ad eliminare la confusione
tra prima e terza
persona dell' "indefinido" dije e dijo forse perche' "disse"
in italiano e' la terza persona!!!)
Ho trovato ottima la grammatica spagnola di
Manuel Carrera Diaz pubblicata in italiano da Laterza,
che affronta alcuni argomenti dal punto di vista contrastivo.
Conosco poi un altro lavoretto pubblicato da Guerra nel 1994 di
Rosa Lebena Manzanal e Cristiana Coli -Analisi contrastiva
Uso del "congiuntivo"- con una prima parte teorica e una seconda
con la casistica dell'uso (simetrias y asimetrias)
Poi il gia' citato lavoro di Boriosi-Katerinov sugli errori degli
ispanofoni, e un articolo pubblicato sugli Annali della Universita'
per Stranieri di Perugia di Sonia Giugliarelli.
Ancora grazie a Davide per tutto il
prezioso materiale che ci mette a disposizione.
A presto!
Rita
On Tue, 16 May 2000 22:20:52 Davide Martini wrote:
>Vorrei ringraziare gli autori di "Falsi amici..." per l'aver voluto
>condividere con tutti il loro libro. Spero che la persona che se ne
>era interessata in primo luogo lo richieda effettivamente al Messico;
>non h poi tanto difficile. Con Internet il mondo h veramente
>paese...
>
>Le fonti bibliografiche di Simon&Martini sono soprattutto indicazioni
>forniteci da Manuel Carrera Dmaz e da Maria Vittoria Calvi.
>Aspettiamo altre segnalazioni (ripeto l'invito di chiunque ce l'abbia
>sotto mano a pubblicare i dati del supplemento di grammatica
>contrastiva per ispanofoni di B. Faqez e C. Manzanares al metodo
>IN
>ITALIANO, ma anche di tanti altri lavori che sicuramente giacciono
>sconosciuti o non presi in considerazione...)
>
>Non saprei dire da quale di queste due fonti abbiamo ricevuto il
>primo dato bibliografico riguardante "Falsi amici, veri nemici...".
>
>Il file con la lista dei casi sui possessivi posposti h stata
>inserita nell'apposito spazio che vi invito a visitare in <FILES>
>(RICERCHE IN CORSO) dopo averlo corretto con le giuste osservazioni
>di Paolo Gimmelli e Rita Pasqui. Un rimando a questo lavoretto h
>stato inserito nel <DATABASE> sotto MATERIALI NON PUBBLICATI.
>
>Qualsiasi commento o suggerimento h benvenuto (es.: includere o no
>i
>nomi di chi ha collaborato? Di fatto, l'idea h che lavori comuni
>siano di tutti... sarebbe poi troppo complicato da gestire, non
>trovate? Come impensieriva una collega qualche tempo fa, nessuno
>potrebbe comunque rivendicarne la paternit` dato che sono presenti
>in
>linea...)
>
>Grazie e a risentirci.
>
>Il prossimo tema che intendiamo proporre h quello dell' "a"
>accusativo, termine semiserio con il quale ci riferiamo a quella
>persistente "a" che i nostri allievi insistono ad aggiungere al
>complemento diretto riferito a persone, problema che non impedisce la
>comunicazione ma che sicuramente "d` fastidio"...
>
>Se si vogliono proporre esercizi strutturali sul tema, o comporre
>testi di esempio ed altre elaborazioni simili, di nuovo la materia
>prima h un'elenco di verbi con i quali la costruzione sbagliata
>h
>possibile.
>
>Ma vorrei sentire voi...
>
>A presto!
>
>Davide Martini
>
>Federica e Davide
> Simon&Martini
>
>La mailing list per insegnanti di italiano ad ispanofoni.
>
>
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Vorrei ringraziare gli autori di "Falsi amici..." per l'aver voluto
condividere con tutti il loro libro. Spero che la persona che se ne
era interessata in primo luogo lo richieda effettivamente al Messico;
non è poi tanto difficile. Con Internet il mondo è veramente
paese...
Le fonti bibliografiche di Simon&Martini sono soprattutto indicazioni
forniteci da Manuel Carrera Díaz e da Maria Vittoria Calvi.
Aspettiamo altre segnalazioni (ripeto l'invito di chiunque ce l'abbia
sotto mano a pubblicare i dati del supplemento di grammatica
contrastiva per ispanofoni di B. Fáñez e C. Manzanares al metodo
IN
ITALIANO, ma anche di tanti altri lavori che sicuramente giacciono
sconosciuti o non presi in considerazione...)
Non saprei dire da quale di queste due fonti abbiamo ricevuto il
primo dato bibliografico riguardante "Falsi amici, veri nemici...".
Il file con la lista dei casi sui possessivi posposti è stata
inserita nell'apposito spazio che vi invito a visitare in <FILES>
(RICERCHE IN CORSO) dopo averlo corretto con le giuste osservazioni
di Paolo Gimmelli e Rita Pasqui. Un rimando a questo lavoretto è
stato inserito nel <DATABASE> sotto MATERIALI NON PUBBLICATI.
Qualsiasi commento o suggerimento è benvenuto (es.: includere o no
i
nomi di chi ha collaborato? Di fatto, l'idea è che lavori comuni
siano di tutti... sarebbe poi troppo complicato da gestire, non
trovate? Come impensieriva una collega qualche tempo fa, nessuno
potrebbe comunque rivendicarne la paternità dato che sono presenti
in
linea...)
Grazie e a risentirci.
Il prossimo tema che intendiamo proporre è quello dell' "a"
accusativo, termine semiserio con il quale ci riferiamo a quella
persistente "a" che i nostri allievi insistono ad aggiungere al
complemento diretto riferito a persone, problema che non impedisce la
comunicazione ma che sicuramente "dà fastidio"...
Se si vogliono proporre esercizi strutturali sul tema, o comporre
testi di esempio ed altre elaborazioni simili, di nuovo la materia
prima è un'elenco di verbi con i quali la costruzione sbagliata
è
possibile.
Ma vorrei sentire voi...
A presto!
Davide Martini
Federica e Davide
Simon&Martini
La mailing list per insegnanti di italiano ad ispanofoni.
Cari colleghi, rispondo a nome di Annamaria Satta e mio al messaggio del
12 maggio in cui ci si chiede la ns/ opinione sul condividere la piccola
rassegna del volumetto "FALSI AMICI..." con i docenti della vs/ mailing
list.
Ovviamente siamo d'accordo; anzi vi ringraziamo per aver promosso il
nostro testo sul DATABASE.
Ci tengo a precisare che la sottoscritta (Liony Mello) appartiene gia'
alla vs/ mailing list con l'indirizzo elettronico
piccomel@... sin da aprile avendo ricevuto il vs/ gentile
invito attraverso un altro utente.
Annamaria ed io siamo curiose di sapere come siete venuti a conoscenza del
nostro testo, dato che lo ritenevamo solo di"consumo locale"...
Sto seguendo con molto interesse la discussione sui "Possessivi posposti"
e ritengo che l'iniziativa di questo scambio elettronico di opinioni sara'
molto utile a noi docenti d'italiano a ispanofoni. Quindi sempre
ansiosa di leggervi, vi invio un cordiale saluto. LIONY MELLO
Mi dispiace molto spedire msg in tutta fretta, ma mi par di capire
che siamo tutti in un periodo cruciale. All'una di notte io ancora
elaboro i test di fine anno accademico! Maggio e' tremendo.
la mia casa e casa mia.
Noi parlanti nativi sentiamo quella sfumatura di cui ci parla Paolo
perche' nel secondo caso, con possessivo posposto, la
posizione dell'aggettivo e' marcata.
Sabatini dice che in genere i possessivi si collocano prima del nome, ma
nelle esclamazioni ed in certe espressioni particolari come i fatti tuoi a casa
mia
a casa sua e le mille altre che cosi' generosamente Davide ci ha
fornito, si pospone. PERO' SI POSPONE
anche nell'italiano regionale di tipo meridionale da Roma in giu', dove si tende
a dire i libri miei la casa mia un amico mio (articolo+nome+possessivo!)
Quando riusciro' a riprendere "fiato", potremo parlare un po' di piu'!
Ciao a tutti
Rita
On Tue, 09 May 2000 15:25:00 pgimmell wrote:
>mi chiamo Paolo Gimmelli, insegno a Ciudad Real (Spagna) alla Escuela
>Oficial de Idiomas e mi occupo anche di ricerca didattica e
>formazione. Vi seguo fin dall'inizio ma ho mille cose da fare e non
>trovo mai il tempo di scrivervi.
>L'argomento della lista mi interessa moltissimo e vi stavo preparando
>un intervento per riflettere un po' sulle vostre proposte.
>
>vi segnalo solo due piccole cose:
>
>> casa <Andiamo a casa mia?>
>> / Disimitrico. <?Vamos a mi casa?>
>
>a me sembra che in italiano "la mia casa" e "casa mia" rappresentino
>semanticamente due concetti alquanto diversi, paragonabili, mi
>sembra, alla differenza che esiste in inglese tra "house" e "home".
>"La mia casa" designa materialmente la casa, i muri, le pareti, ecc.
>es.: La mia casa ha due bagni.
>Invece "casa mia" significa "il luogo dove abito".
>Riporto comunque le parole della sintesi grammaticale di "Uno":
>"H da notare la particolarit` dell'espressione "casa mia",
>senza
>articolo e con il possessivo dopo il sostantivo, con la quale ci si
>riferisce alla casa come astrazione, con tutto quello che evoca
>(luogo nel quale si vive, arredamento, famiglia, oggetti prsonali,
>ecc.), a differenza di "la mia casa", espressione con cui ci si
>riferisce alla casa come entit` fisica (costruzione).
>
>
>> Mamma mia!
>> / Disimitrico <Mi madre!>
>
>A me pare di aver sentito in spagnolo "Madre mia!", correggetemi se
>sbaglio.
>
>saluti
>
>Paolo Gimmelli
>
>
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mi chiamo Paolo Gimmelli, insegno a Ciudad Real (Spagna) alla Escuela
Oficial de Idiomas e mi occupo anche di ricerca didattica e
formazione. Vi seguo fin dall'inizio ma ho mille cose da fare e non
trovo mai il tempo di scrivervi.
L'argomento della lista mi interessa moltissimo e vi stavo preparando
un intervento per riflettere un po' sulle vostre proposte.
vi segnalo solo due piccole cose:
> casa <Andiamo a casa mia?>
> / Disimétrico. <¿Vamos a mi casa?>
a me sembra che in italiano "la mia casa" e "casa mia" rappresentino
semanticamente due concetti alquanto diversi, paragonabili, mi
sembra, alla differenza che esiste in inglese tra "house" e "home".
"La mia casa" designa materialmente la casa, i muri, le pareti, ecc.
es.: La mia casa ha due bagni.
Invece "casa mia" significa "il luogo dove abito".
Riporto comunque le parole della sintesi grammaticale di "Uno":
"È da notare la particolarità dell'espressione "casa mia",
senza
articolo e con il possessivo dopo il sostantivo, con la quale ci si
riferisce alla casa come astrazione, con tutto quello che evoca
(luogo nel quale si vive, arredamento, famiglia, oggetti prsonali,
ecc.), a differenza di "la mia casa", espressione con cui ci si
riferisce alla casa come entità fisica (costruzione).
> Mamma mia!
> / Disimétrico <Mi madre!>
A me pare di aver sentito in spagnolo "Madre mia!", correggetemi se
sbaglio.
saluti
Paolo Gimmelli
Cari amici della mailing list,
poco fa in "italiano_L2" è stata sollevata la questione dei possessivi
posposti.
Al riguardo, ho elaborato questa piccola lista, probabilmente incompleta.
I testi consultati sono: la grammatica di Serianni e il Corso di Lingua
italiana di Manuel Carrera Díaz. Sicuramente altre grammatiche potranno
arricchire questa mini-ricerca.
La lista non rappresenta l'unico argomento interessante riguardo la
posizione dei possessivi e l'uso dell'articolo, ma sicuramente rappresenta
una casuistica utile da completare ed avere sottomano, specialmente per
l'insegnamento ad ispanofoni e parlanti di altre lingue affini, dove il
problema si presenta spesso in termini di simmetria/dissimmetria.
Anche se la lista non costituisce una lezione, è sicuramente una base
necessaria data l'alta frequenza di forme dissimmetriche o addirittura
particolari dell'italiano rispetto allo spagnolo.
Chi sia interessato a questo tema e voglia collaborare, può farlo anche in
questi sensi:
1) Suggerire altri casi che gli vengano in mente, o trovati su altre
grammatiche.
2) Segnalare correzioni e precisazioni, sia per gli esempi italiani che
quelli in spagnolo; in particolare vorrei controllare l'uso del sintagma
"conto suo" e "suo conto" (anche con altri possessivi), sia in italiano che
in spagnolo, e "il fatto suo", che se non sbaglio
3) Suggerire usi didattici di questa informazione.
Esistono casi di possessivo posposto che appartengono sia a varianti
regionali e dialettali che a registri aulici. Questi casi non vengono presi
in considerazione in quanto mi interessa, sin dove sia possibile definirlo,
l'italiano moderno, standard.
Casi di possessivo posposto senza articolo.
cosa nostra <...>
/ Internacionalmente conocido.
affari <Non sono affari miei>
/ Simétrico <¡No es asunto tuyo!>
cavoli (c...) <Cavoli suoi, a me non m'interessa>
/ Simétrico <¡Problema/asunto suyo!>.
conto <Se ne sta per conto suo, senza parlare con nessuno>
/ Disimétrico. Atención sin embargo con el significado: <Se queda por su
cuenta, sin hablar con nadie> ¿se entiende?
colpa <Scusa, è colpa mia>
/ Disimétrico. <Disculpa, es mi culpa> - (<Disculpa, fue culpa mía> ???)
casa <Andiamo a casa mia?>
/ Disimétrico. <¿Vamos a mi casa?>
vita <Non ho mai fumato in vita mia!>
/ Disimétrico <¡En mi vida he fumado!>
parte <Voi, da parte vostra, avete un'altra opinione>
/ Disimétrico <Vosotros, por vuestra parte, tenéis otra opinión>
nome <Questo regalo gliel'ho fatto a nome nostro>
/ Disimétrico <este regalo se lo hice en nuestro nombre>
anima <Pace all'anima sua>
/ No tiene, o es disimétrico
piacer <Come volete, a piacer vostro, siete liberi di farlo>
/ No tiene
testa <Vuole sempre fare di testa sua!>
/ No tiene (¡Que sugieran los hispanohablantes!...)
Vocativi:
Dio mio!
/ Simétrico <¡Dios mío!>
Amici miei!
/ Simétrico <¡Amigos míos!>
Mamma mia!
/ Disimétrico <Mi madre!>
Vecchio mio!
/ No tiene (?)
Caro mio! (ma anche "mio caro...")
/ No tiene (o es poco usado: <¡Querido amigo mío!...>). Carrera Díaz ci
ricorda: <Caro il mio amico!>
Bontà vostra!
/ No tiene (?)
Eccezione: posposto con l'articolo:
posto <Io, al posto tuo, starei tranquillo>
/ Disimétrico <Yo, en tu lugar, me quedaría tranquilo>
fatto <Lui è uno che sa il fatto suo>
/ No tiene <Es una persona que tiene lo suyo> no significa exactamente lo
mismo, mientras <...que sabe lo suyo> no se siente como natural.
fatti <Fatti i fatti tuoi!>
/ No tiene <Ocúpate de tus asuntos> o <no te metas en mis cosas/asuntos>
Lista risultante di parole con possessivo posposto.
*casa *fatti *fatto *affari *amici *conto *colpa *cavoli *posto *Mamma
*Bontà *Anima *parte *piacer *testa *cosa nostra *vita *amico *vecchio *caro
*mamma *nome
Per gli ispanofoni esistono due problemi fondamentali per quanto riguarda
l'uso dei possessivi:
1) L'inclusione dell'articolo, soprattutto quando è unito alla preposizione
2) La considerazione del numero dei possessori nella terza persona.
Per entrambi esistono sicuramente strategie specifiche. A tutti credo
farebbe piacere condividerle, anche per arrivare a qualche conclusione
riguardo a qual'è migliore e in quali circostanze.
Mi sembra comunque importante non CONFONDERE gli studenti presentando
esercizi che contengano usi simmetrici e dissimmetrici, regolari ed
eccezionali, o almeno non nelle prime lezioni dove si cerchi, per esempio,
semplicemente di abituare alla costruzione con l'articolo.
Se stiamo abituando lo studente a mettere l'articolo non giova, credo, fare
la domanda: "Dove fai colazione di solito?" perché lo studente risponda
"Alla mia casa"! Si potrà fare più avanti, quando ormai domini il
meccanismo, e si siano insegnate le eccezioni in quanto tali; già che ci
siamo, una lista abbastanza completa di eccezioni che non ho mai avuto né
trovato e che conto di completare con il vostro aiuto sperando che risulti
utile a tutti.
Davide Martini
Altri temi riguardanti l'omissione dell'articolo con il possessivo, tratti
liberamente da Carrera Díaz, che conducono ad un uso SIMMETRICO tra lo
spagnolo e l'italiano:
a) L'omissione dell'articolo con mio/tuo/suo con i nomi di parentela
singolari non aggettivati e non alterati.
b) Parecchi sintagmi preposizionali nei quali l'articolo è omesso, per cui
il sintagma risultante è simmetrico allo spagnolo
(a tua disposizione = a tu disposición, a suo nome = a/en su nombre, a mia
insaputa = sin mi conocimiento, a tuo piacimento = a tu gusto, a nostro
giudizio = en nuestra opinión, in loro potere = en su poder. Ma attenzione a
questa eccezione: a mio danno = en perjuicio mío, dove l'ordine è inverso).
c) L'omissione dell'articolo nelle costruzioni tipo <È tuo questo libro?>,
nelle quali il possessivo funziona come descrittivo. Dove invece lavora come
restrittivo (È questo il tuo libro?) l'articolo riappare. Anche qui l'uso è
simmetrico allo spagnolo per quanto riguarda la doppia funzione del
possessivo. <È questo il tuo libro? = ¿Es éste tu libro?> e <Questo libro è
tuo? = ¿Este libro es tuyo?>
Creano invece usi dissimmetrici dallo spagnolo i seguenti casi:
d) Si omette l'articolo anche quando esiste un "determinante" (nomenclatura
moderna): un indeterminativo, un dimostrativo, un indefinito o un numerale.
In questo caso, però, in spagnolo si usa l'ordine inverso (È venuto un mio
amico = Ha venido un amigo mío, eccetera). In altre parole, in italiano può
esserci una "doppia determinazione" anteposta al nome, lo spagnolo (come
anche altre lingua romanze, vedasi la sintesi grammaticale di UNO, questo
non è ammesso).
e) Naturalmente, è molto importante la distinzione esistente in italiano e
non in spagnolo su numero dei possessori nella terza persona (su = suo/loro)
f) In italiano un nome può essere preceduto da più di un possessivo, in
spagnolo no:
La nostra e la vostra casa sono uguali = Nuestra casa y la vuestra son
iguales.
g) Quando l'aggettivo possessivo ha funzione deittica, l'ordine si inverte:
<Questo signore è mio amico> = <Este señor es amigo mío>.
h) Il pronome possessivo assume valori convenzionali in certe costruzioni.
Quelle simili sono:
<In risposta alla Sua della settimana scorsa = en respuesta a la suya de la
semana pasada...> lettera
<Carlo ha combinato una delle sue = Carlos ha hecho una de las suyas>
pasticci
<Sono venuti anche i tuoi? = ¿Han venido también los tuyos?> genitori (ma
attenzione: in latinoamerica, o almeno in Venezuela, questo uso non si
conosce!)
Quelle dissimili sono:
<Carlo finirà male: spenderà troppo del suo = Carlos acabarà mal; gasta
demasiado> soldi
<Non sei d'accordo? Allora vuoi dirci la tua? = ¿No estás de acuerdo?
Entonces, ¿quieres decirnos lo que tú opinas?> opinione
<Ho parlato con Gianni e l'ho tirato dalla mia = He hablado con Juan y lo he
puesto de mi parte> parte
<Alla tua! = ¡A tu salud!> salute
i) Casi dissimmetrici, per i quali non c'é omologo tra una lingua e l'altra:
<Carlo stava sulle sue e non si è lasciato convincere = (?) Carlos estaba
aferrado a su opinión y no se dejó convencer>
<Antonio se ha salido con la suya = Antonio l'ha avuta vinta>
I casi anteriori possono poi essere ricondotti all'interminabile serie di
modismi che includono i possessivi, di solito sintagmi preposizionali, come:
Omologhi simmetrici "a vostro agio" (a sus anchas)
Omologhi non simmetrici, come "di mia mano/pugno" (de mi puño y letra)
Simmetrici, come "in loro potere" (en su poder)
...eccetera.
________________________________________________________________________
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Gentile signora,
mi piacerebbe sapere il modo di acquistare questo libro "falsi amici" Come
potrei farlo? Beatarice Bruno
----- Mensaje original -----
De: Rita Pasqui <rita.pasqui@...>
Para: <simonemartini@egroups.com>
Enviado: Jueves, 04 de Mayo de 2000 14:04
Asunto: Re: S&M. Recensione
Caro Davide,
cari amici,
purtroppo in questo periodo sono occupatissima e non ho piu'
i miei spazi da dedicare allo studio o alla riflessione insieme a voi.
Credo che l'analisi degli errori, che secondo me e' nello stesso tempo
in continuazione con, ma anche in opposizione alla analisi contrastiva,
abbia messo in evidenza che non sempre i cosiddetti falsi amici
siano pericolosi.
Credo che nessun ispanofono che parli l'italiano
e viceversa nessun italofono che parli spagnolo confondano, quando parlano,
"burro" con "mantequilla" (quando ne conoscano il significato, beninteso)
Sarei curiosa di sapere se il volumetto di cui state parlando e' l'ennesima
raccolta di modi di dire
oppure se quel titolo con il
punto interrogativo e' il segnale di un dubbio sul ruolo (oggi
assai ridimensionato) dell'interferenza della L1 sull'interlingua di uno
studente.
Un caro saluto a tutti
Rita Pasqui
On Thu, 4 May 2000 13:16:53 Damalfieri wrote:
>Nature
>
>Cari amici,
>ritorniamo dopo la pausa pasquale (seguita da primo maggio e fiesta de la
comunidad)con un programma di arricchimento del sito per cui vi invitiamo
come sempre a segnalarci siti, recensire testi, inviare i vostri profili e
le vostre proposte.
>A questo proposito segnalo una garbatissima recensione di Lino Rinaldi su
si un testo che trovate anche nelle nostre segnalazioni bibliografiche:
Liony Mello e Anna Maria Satta. "Falsi amici, veri nemici? - Diccionario de
similitudes enganosas entre el italiano y el espanol" - Centro de ensenanza
de Lenguas Extranjeras - Universidad Nacional Autrnoma de Mexico (1995).
>Scrive Lino:
>Carissimi colleghi (...)Il libro che mi chiedete di recensire h un
volumetto di poco piy di cento pagine con una piccola appendice dedicata ai
modi di dire italiani (tradotti in spagnolo), agli errori di traduzione
presi da libri vari e da alcune battute di film italiani ed infine ai
"falsos amigos en la prensa". Riguardo i singoli vocaboli, viene prima
fornita la traduzione in spagnolo e alcune frasi di esempio in italiano
(tradotte in spagnolo) in cui compaiono queste espressioni. Vengono altresl
fornite delle brevi note sull'uso (o gli usi) di tali vocaboli. Dare un
gidizio su quest'opera mi h difficile: anzitutto perchh non lavoro nel campo
dell'insegnamento a ispanofoni e poi perchh non credo di avere la competenza
necessaria per poterlo fare. Tuttavia, da un primo esame, ritengo che si
tratti di un'opera senz'altro valida che avrebbe dovuto concretizzarsi in un
numero maggiore di pagine e fornire uno spazio piy approfondito per quegli
argomenti che - nell'appendice - vengono trattati solo in pochissime
paginette.Di piy non potrei dire, ma spero comunque di essere stato
esauriente. Vi saluto caramente e Vi auguro un buon lavoro.
>
>Attendiamo ansiosi altri commenti e idee...
>
>A pretissimo.
>
>Federica
>
> Federica e Davide
> Simon&Martini
>
> simonemartini@...
>simonemartiniml@...
>
>La Mailing List per la ricerca
>sull'insegnamento delle lingue affini:
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You have a voice mail message waiting for you at iHello.com:
http://click.egroups.com/1/3555/3/_/767104/_/957459924/
------------------------------------------------------------------------
Se volete che il vostro messaggio appaia nell'archivio come seguito di
questa discussione, fate un REPLY. Altrimenti, create un messaggio nuovo
(COMPOSE).
Ricordate che il "subject" aiuterà a ritrovare i messaggi più avanti e a
chiarire gli argomenti trattati.
Se volete trattare più argomenti, è consigliabile spedire diversi messaggi.
Grazie per la collaborazione!
<Sarei curiosa di sapere se il volumetto di cui state parlando e' l'ennesima raccolta di modi di dire oppure se quel titolo con il punto interrogativo e' il segnale di un dubbio sul ruolo (oggi assai ridimensionato) dell'interferenza della L1 sull'interlingua di uno studente.>
Spero che Lino (o qualche altra persona che abbia sottomano il volumetto in questione) ci possa dire due parole al riguardo.
Sono daccordissimo con te sul fatto che (come scrivevo anche poco fa per il modulo attuale dell'ITALS) nessuno studente mi ha mai confuso "guardar" con "guardare" o cose del genere. I problemi avengono quando le differenze sono più sottili (e gli esempi potrebbero essere innumerevoli).
Ho sempre pensato che lo studio delle strategie per l'insegnamento delle lingue affini dovesse partire da una teorizzazione dei fenomeni di somiglianza e falsa somiglianza. In linea molto generale, sia le parole molto diverse che i falsi amici semanticamente più dissimili NON costituiscono un problema. Per il resto, io ho voluto abbozzare una categorizzazione sulla base dell'espansione o contrazione delle possibilità; mi spiego:
L'ispanofono che già domina le trasformazioni morfologiche (diciamo così) si trova a NON poter riprodurre in italiano la perifrasi "ir+infinitivo" vede "contratte" le sue possibilità espressive. Deve trovare altre costruzioni per esprimere la stessa idea in italiano (e ce ne sono almeno una decina...). Probabilmente, tra queste, quelle che gli risultino più difficili sono quelle in cui la perifrasi NON si traduce, nel senso che invece di "voy a salir", un italiano dirà probabilmente "esco". Anche uno spagnolo potrebbe dire "salgo", ma userà la perifrasi con maggior frequenza.
Quindi abbiamo DUE possibilità in spagnolo rese da UNA sola, in italiano (lo stesso dicasi se ricordiamo che "voy a salir" può essere reso anche con "adesso esco", quando la frase corrispondente "ahora salgo", di nuovo, pur essendo possibile, non ha esattamente lo stesso significato in spagnolo).
Si possono trovare anche altri esempi nei quali succede esattamente il contrario.
Il problema sul quale vorrei lavorare è: una volta sistematizzati i diversi casi, quali sono le strategie più idonee per trattarli in classe? La riflessione? La ripetizione stile strutturalismo? Dove sono i materiali adatti per illustrare queste sfumature o differenze? È meglio non trattarli affatto, e lasciarli all'intuito dello studente? eccetera...
Ma ancora più importante: cosa è già stato fatto in questo senso?
Posso dire che il volume: "Calvi, Maria Vittoria. Didattica di lingue affini. Spagnolo e italiano, Guerini, Milano, 1995." ...NON entra in questi dettagli.
Invece, Matte Bon realizza (certo, a proposito dell'insegnamento dello spagnolo in Italia), in:
Matte Bon, Francisco, "Análisis de la lengua y enseñanza del español en Italia", in Calvi, M. V. e San Vicente, F. (a cura di), La identidad del español y su didáctica, Mauro Baroni Editore, Viareggio, 1998 ...una classificazione molto interessante, ma di carattere solo illustrativo. Eccone un frettoloso riassunto:
LESSICO.
1. Falsos amigos evidentes.
2. Sentido casi idéntico pero con distribución semántica y frecuencia de uso diferente.
3. Palabras inexistentes creadas por transformación morfológica.
4. Palabras y expresiones que podrían existir y son comprensibles, pero que no suelen utilizarse.
5. Diferencias en el mecanismo de formación de las palabras.
6. Palabras que pueden traducirse en la otra con dos (o más) palabras distintas.
GRAMMATICA.
1. Operadores gramaticales casi idénticos pero de distinto valor y uso.
2. Microsistemas diferentes "en los que no suele hacerse hincapié" (tanto>quanto = tanto>como)
3. Problemas nociofuncionales y el uso de la lengua.
4. Problemas relacionados con la lógica.
CULTURA.
(Qui praticamente segnala alcuni testi)
Poi prosegue con una breve discussione sui vantaggi e gli inconvenienti del "enfoque contrastivo".
Pur essendo il saggio interessantissimo e ricco di esempi e riferimenti bibliografici, lo spazio non permette di sviluppare il discorso con riferimento alle strategie didattiche da collegare a questa tipologia.
Il lavoro è tutto da svolgere...
Vorrei sapere se qualcuno ha notizia di altre classificazioni teoriche sulle corrispondenze tra due lingue affini, o se le ha viste applicate alla didattica.
Calvi, M. V. e San Vicente, F. (a cura di), La identidad del español y su didáctica, Mauro Baroni Editore, Viareggio, 1998.
Il libro appartiene alla collana "Il lume a petrolio" e raccoglie le conferenze svolte all'Istituto Cervantes di Milano nel 1996.
Eccone l'indice:
Presentazione
1. Problemas normativos del español actual.
Introduzione
José María Saussol, Sistema, norma y uso en la pronunciación del español.
Leonardo Gómez Torrego, Algunas tendencias gramaticales del español actual
Félix San Vicente, Sobre el registro de extranjerismos deportivos en la lexicografía actual.
2. Enseñanza de la gramática.
Introduzione
Emma Martinell Gifre, Verbalización de los actos de habla
Encarnación García Dini, Lo sabe cualquiera / cualquiera lo sabe
Francisco Matte Bon, Análisis de la lengua y enseñanza del español en Italia.
3. Léxico y lenguas especiales.
Introduzione
Manuel Alvar Ezquerra, Neologismos en la prensa española actual.
Donatella Montalto Cessi, Los lenguajes específicos
Mariarosa Scaramuzza Vidoni, Notas en torno al aprendizaje del léxico en el aula.
4. La traducción en el aprendizaje de lenguas afines.
Introduzione
Valentín García Yebra, La traducción en la enseñanza de lenguas afines.
Alessandra Melloni, Literatura, cine y traducción: recorridos diácticos.
Giancarlo Depretis y Fernando Marínez de Carnero, Problemas relacionados con la enseñanza de las lenguas afines y con el aprendizaje para la traducción de textos.
María Valero Gisbert, La cuestión de la lectura, recepción y comprensión de un texto en traducción.
5. La literatura en la clase de lengua.
Introduzione
Salvador Montesa Peydró, Antiguos y modernos.El texto clásico en la clase de español como lengua extranjera.
Rafael Martín Villanueva. La poesía como instrumento en el aula de E/LE.
Flavia Puppo, Del placer del texto y de cómo no terruptarlo
Aurora Galán Bobadilla, ¿Literatura en el aula de E/LE? ¿Cómo?
Se qualcuno vuole richiedere od offrire una recensione o un commento su uno dei saggi pubblicati non ha che da scrivere alla mailing list. Ricordiamo che commenti e recensioni su libri sono benvenuti e mancano per la maggior parte dei volumi citati in bibliografia.
Il contributo di Matte Bon è citato nel messaggio precedente, dal titolo "Classificazione delle relazioni tra lingue affini."
Caro Davide,
cari amici,
purtroppo in questo periodo sono occupatissima e non ho piu'
i miei spazi da dedicare allo studio o alla riflessione insieme a voi.
Credo che l'analisi degli errori, che secondo me e' nello stesso tempo
in continuazione con, ma anche in opposizione alla analisi contrastiva,
abbia messo in evidenza che non sempre i cosiddetti falsi amici
siano pericolosi.
Credo che nessun ispanofono che parli l'italiano
e viceversa nessun italofono che parli spagnolo confondano, quando parlano,
"burro" con "mantequilla" (quando ne conoscano il significato, beninteso)
Sarei curiosa di sapere se il volumetto di cui state parlando e' l'ennesima
raccolta di modi di dire
oppure se quel titolo con il
punto interrogativo e' il segnale di un dubbio sul ruolo (oggi
assai ridimensionato) dell'interferenza della L1 sull'interlingua di uno
studente.
Un caro saluto a tutti
Rita Pasqui
On Thu, 4 May 2000 13:16:53 Damalfieri wrote:
>Nature
>
>Cari amici,
>ritorniamo dopo la pausa pasquale (seguita da primo maggio e fiesta de la
comunidad)con un programma di arricchimento del sito per cui vi invitiamo come
sempre a segnalarci siti, recensire testi, inviare i vostri profili e le vostre
proposte.
>A questo proposito segnalo una garbatissima recensione di Lino Rinaldi su si
un testo che trovate anche nelle nostre segnalazioni bibliografiche: Liony Mello
e Anna Maria Satta. "Falsi amici, veri nemici? - Diccionario de similitudes
enganosas entre el italiano y el espanol" - Centro de ensenanza de Lenguas
Extranjeras - Universidad Nacional Autrnoma de Mexico (1995).
>Scrive Lino:
>Carissimi colleghi (...)Il libro che mi chiedete di recensire h un volumetto di
poco piy di cento pagine con una piccola appendice dedicata ai modi di dire
italiani (tradotti in spagnolo), agli errori di traduzione presi da libri vari e
da alcune battute di film italiani ed infine ai "falsos amigos en la prensa".
Riguardo i singoli vocaboli, viene prima fornita la traduzione in spagnolo e
alcune frasi di esempio in italiano (tradotte in spagnolo) in cui compaiono
queste espressioni. Vengono altresl fornite delle brevi note sull'uso (o gli
usi) di tali vocaboli. Dare un gidizio su quest'opera mi h difficile: anzitutto
perchh non lavoro nel campo dell'insegnamento a ispanofoni e poi perchh non
credo di avere la competenza necessaria per poterlo fare. Tuttavia, da un primo
esame, ritengo che si tratti di un'opera senz'altro valida che avrebbe dovuto
concretizzarsi in un numero maggiore di pagine e fornire uno spazio piy
approfondito per quegli argomenti che - nell'appendice - vengono trattati solo
in pochissime paginette.Di piy non potrei dire, ma spero comunque di essere
stato esauriente. Vi saluto caramente e Vi auguro un buon lavoro.
>
>Attendiamo ansiosi altri commenti e idee...
>
>A pretissimo.
>
>Federica
>
> Federica e Davide
> Simon&Martini
>
> simonemartini@...
>simonemartiniml@...
>
>La Mailing List per la ricerca
>sull'insegnamento delle lingue affini:
>http://www.eGroups.com/group/simonemartini
>
>
>
Get your FREE Email at http://mailcity.lycos.com
Get your PERSONALIZED START PAGE at http://my.lycos.com
ritorniamo dopo la pausa pasquale (seguita da primo maggio e fiesta de la comunidad)con un programma di arricchimento del sito per cui vi invitiamo come sempre a segnalarci siti, recensire testi, inviare i vostri profili e le vostre proposte.
A questo proposito segnalo una garbatissima recensione di Lino Rinaldi su si un testo che trovate anche nelle nostre segnalazioni bibliografiche: Liony Mello e Anna Maria Satta. "Falsi amici, veri nemici? - Diccionario de similitudes enganosas entre el italiano y el espanol" - Centro de ensenanza de Lenguas Extranjeras - Universidad Nacional Autònoma de Mexico (1995).
Scrive Lino:
Carissimi colleghi (...)Il libro che mi chiedete di recensire è un volumetto di poco più di cento pagine con una piccola appendice dedicata ai modi di dire italiani (tradotti in spagnolo), agli errori di traduzione presi da libri vari e da alcune battute di film italiani ed infine ai "falsos amigos en la prensa". Riguardo i singoli vocaboli, viene prima fornita la traduzione in spagnolo e alcune frasi di esempio in italiano (tradotte in spagnolo) in cui compaiono queste espressioni. Vengono altresì fornite delle brevi note sull'uso (o gli usi) di tali vocaboli. Dare un gidizio su quest'opera mi è difficile: anzitutto perchè non lavoro nel campo dell'insegnamento a ispanofoni e poi perchè non credo di avere la competenza necessaria per poterlo fare. Tuttavia, da un primo esame, ritengo che si tratti di un'opera senz'altro valida che avrebbe dovuto concretizzarsi in un numero maggiore di pagine e fornire uno spazio più approfondito per quegli argomenti che - nell'appendice - vengono trattati solo in pochissime paginette.Di più non potrei dire, ma spero comunque di essere stato esauriente. Vi saluto caramente e Vi auguro un buon lavoro.
Il precedente messaggio intitolato <Falsos amigos, Sañé e
Schepisi> è
stato un esempio di scheda riassuntiva, di presentazione di un libro
al resto della lista.
Come spiegato, in questo modo speriamo di avere un'idea più chiara
di
che cosa esiste per l'insegnamento dell'italiano ad ispanofoni. Molti
dei libri nominati nella bibliografia saranno infatti sconosciuti per
alcuni di noi e queste schede ci possono aiutare a sapere cosa
esiste.
L'unica altra raccolta di parole che cambiano genere tra una lingua e
l'altra l'ho vista in Battaglia, Grammatica italiana per ispanofoni
(del quale non ho il riferimento bibliografico esatto - se qualcuno
lo potesse dare alla lista...), libro forse datato ma pieno di spunti
contrastivi interessanti ed aggiornabili.
Ma forse sbaglio, se è così qualcuno saprà indicarmelo.
Ancor più utili, naturalmente, indicazioni di esperienze
didattiche
svolte con questi libri...
Davide Martini
Il libro è impostato come un dizionario di più di 2200 voci che
si
prestano a confusione.
Ecco un esempio, tratto dall'introduzione:
" (...) Ne abbiamo un saggio alla voce <vencer>. In essa si segnala
cha la traduzione normale di <vencer> è <vincere>, ma nel senso di
<superare>. Allo stesso tempo si osserva che in spagnolo si usa
<ganar> e non <vencer> quando in italiano con <vincere> si vuole
esprimere l'idea di <concludere (qualcosa)> con esito favorevole o di
<ottenere> l'oggetto per il quale si è lottato. Ed infine si
osserva
che quando <vencer> è intransitivo il suo traducente è
<scadere>.
(...)"
Alcune voci sono trattate in modo succinto:
escalo, s.m. <Scalata>. L'italiano <scalo> corrisponde invece allo
spagnolo <escala> (V. anche <escala>)
Altre invece sono piuttosto prolisse (vedi per esempio "propio")
Ecco le appendici del libro:
-Il genere dei sostantivi.
Si realizza una lista delle parole che cambiano genere tra una lingua
e l'altra.
-Osservazioni sull'uso delle preposizioni.
Un compendio di locuzioni preposizionali comuni in spagnolo e la loro
resa in italiano, quando essa sia realizzata mediante preposizioni
diverse. Per esempio: a escondidas > di nascosto. Además de >
oltre a.
-I verbi: differenze nell'uso degli ausiliari.
1) Verbi instransitivi che richiedono l'ausiliare <essere> (più di
300 verbi).
2) Verbi intransitivi che possono avere come ausiliare <essere> o
<avere> (44 verbi, commentati)
-Ispanismi in italiano e italianismi in spagnolo (più di 500 voci).
Questa è la bibliografia, per adesso, di Simon&Martini.
L'abbiamo divisa in cinque sezioni, ma questa divisione (come
qualsiasi altra) non è perfetta.
Inoltre, molti testi citati non li conosciamo, non li abbiamo letti.
Può darsi che il titolo non rispecchi esattamente l'argomento di
cui
trattano in realtà, almeno per quanto riguarda la collocazione in
una
delle "tables" di questa banca dati.
La forma in cui sono stati inseriti i dati rispecchia molte
convenzioni ma, si sa, non c'è una norma univoca.
Ci si perdonino eventuali mancanze di coerenza nell'inserimento dati,
e ci si segnalino! Saranno corrette.
Più importanti, le segnalazioni di testi che dovrebbero essere
spostati da una <tavola> ad un'altra.
E, naturalmente, ancor più importante: altri testi!
Ricordiamo comunque che non si tratta di riunire tanti titoli, ma di
renderli, sin dove è possibile, patrimonio comune di tutti. Avere
almeno un'idea di che cosa esiste, dove trovare e se è già
stata
compilata una certa informazione o esercizio, e poter consultarli,
anche attraverso questa stessa mailing list o, ancor meglio,
reperirli.
1) <Italiano per ispanofoni> Testi per gli ispanofoni che studiano o
insegnano l'italiano.
Questo naturalmente è il gruppo principale, il più curato, il
più
nutrito.
Contiene anche, duplicati, alcuni dati delle altre tavole.
---Alloa, Hugo, et alii. Morfosintaxis del italiano comparada con el
castellano, Parte I, Cuadernos del Cital (Univ. de Córdoba,
Argentina), 1991.
---Alloa, Hugo, et alii. Morfosintaxis del italiano comparada con el
castellano, Parte II (El adverbio), Cuadernos del Cital (Univ. de
Córdoba, Argentina), 1997.
---Amendoni, Nora A. de. Fraseologia di uso frequente: un confronto
tra l'italiano e lo spagnolo parlato in Argentina. Cuadernos del
Cital (Univ. de Córdoba, Argentina), 1991
---Arce, J. Español e italiano. "Contrastes fon
ético-fonológicos,
morfosintácticos y léxicos". 1976, Pliegos de cordel, 1, 2,
pp.27-
43.
---Arce, J. Literaturas italiana y española frente a frente.
Espasa
Calpe, 1982, Madrid
---Bizzoni, F. e De Fina, A. "La commutazione di codice fra
insegnanti di italiano in Messico", (1) in Moretti, e Petrini, D e
Bianconi, S (a cura di), 1992, Linee di tendenza dell'italiano
contemporaneo, (atti del XXV Congresso Internazionale di
Linguistica
---Bizzoni, F. e De Fina, A. "La commutazione di codice fra
insegnanti di italiano in Messico", (2) ...Congresso Internazionale
di Linguistica Italiana, Lugano, 1991). Bulzoni, Roma, pp. 381-406.
---Carrera Díaz, Manuel, "Italiano y español: elementos para
una
comparación". AAVV. Italiano y español. Estudios
lingüísticos. Univ.
de Sevilla, Sevilla, 1984.
---Carrera Díaz, Manuel. "Italiano para hispanohablantes: la
engañosa
facilidad", en Rassegna italiana di linguistica applicata, 1979-1980,
3-1, pp. 23-40
---Carrera Díaz, Manuel. "La construcción del texto
periodístico en
italiano y español", en M. Muñiz e F. Amelia (a cura di), La
costruzione del testo in italiano. Sistemi costruttivi e testi
costruiti, Firenze, Franco Cesati Ed. 1996, pp. 113
---Carrera Díaz, Manuel. "Norma lingüística y modelo
fonético
italiano para hispanohablantes" en Actas del VIII Congreso Nacional
de Lengua y Literatura Italiana, Universidad Nacional del Litoral,
Santa Fe (Argentina), 1993, pp. 353-361
---Carrera Díaz, Manuel. "Un modelo fonético para
hispanohablantes",
Actas de la Primera Reunión de Italianistas, Madrid, 1983, pp. 105-
120
---Carrera Díaz, Manuel. Curso de lengua italiana. 2 voll. (parte
teorica / parte práctica). Ariel Lenguas Modernas, 1984, Barcelona
---Carrera Díaz, Manuel. Manual de gramática italiana,
Barcelona,
Ariel, 1985.
---D'Addio Colosimo, W. "L'approccio comunicativo. Sua
applicabilità
all'insegnamento dell'italiano nel contesto argentino", (1) in Lo
Cascio, V. (a cura di), L'italiano in America Latina, Atti del
Convegno di Buenos Aires, Le Monnier, 1986, Firenze
---Di Stefano, M. G. Italiano-spagnolo: differenze sintattiche, EGEA,
Milano, 1994
---Fernández Murga, F. "Las formas no personales del verbo en
italiano y español", AAVV. Italiano y español. Estudios
lingüísticos.
Univ. de Sevilla, Sevilla, 1984.
---J. Arce, "Il numero dei fonemi in italiano in confronto con lo
spagnolo". AAVV. Italiano y español. Estudios lingüísticos.
Univ. de
Sevilla, Sevilla, 1984.
---J. Arce, "Italiano y español: confrontación lingüística",
AAVV.
Italiano y español. Estudios lingüísticos. Univ. de Sevilla,
Sevilla,
1984.
---Katerinov, Katerin (a cura di). Uso delle preposizioni in italiano
e spagnolo. Perugia, Guerra, 1980
---Katerinov, Katerin. "L'analisi contrastiva e l'analisi degli
errori di lingua applicate all'insegnamento dell'italiano per
stranieri", Rassegna Italiano di Linguistica Applicata, 7, 2-3, pp17-
67, 1975
---Katerinov, Katerin. La lengua italiana enseñada a estudiantes
de
habla española. Perugia, Guerra, 1979
---Lenarduzzi, R. "Pragmática contrastiva de las fórmulas de
saludo
en español e italiano. Estrategias didácticas." Rassegna
Italiana di
Linguistica Applicata, 23, 2, pp 191-201, 1991
---Lo Cascio, V. (a cura di), L'italiano in America Latina, Atti del
Convegno di Buenos Aires, Le Monnier, Firenze, 1987
---M. N. Muñiz, "Da + infinito e l'opposizione essere/esserci",
Anuario de Estudios Filológicos, 2, pp. 229-239, 1989
---M. N. Muñiz, "La oposición temporal mentre/finché y
mientras/hasta
que", Anuario de Estudios Filológicos, 5, pp. 98-114, 1982
---Mazzotta, G. "Italiano. Francese. Spagnolo. Sistemi fonologici a
confronto. Minerva Italica, Bergamo, 1984
---Mello, Liony e Satta, A.M, Falsi amici, veri nemici? - Diccionario
de similitudes enganosas entre el italiano y el espanol, Centro de
Enseñanza de Lenguas Extranjeras - Universidad Nacional
Autònoma de
Mexico (1995).
---Meregalli, F. Semantica pratica italo-spagnola, Istituto
Editoriale Cisalpino, Milano-Varese, 1955.
---Monti, S. "L'opposizione andare/venire in italiano e spagnolo",
Quaderni di lingue e letterature, 6, pp.115-125, 1981
---Muñiz, Maria de las Nieves, "Esserci/essere e haber/estar:
problemi contrastivi e proposte didattiche", Quaderns d'Italià, 3,
1998, pp. 97-120
---Muñiz, Maria de las Nieves, "Sobre el valor temporal de la
preposición española <desde> y de la italiana <da>". AAVV.
Italiano y
español. Estudios lingüísticos. Univ. de Sevilla, Sevilla,
1984.
---Muñiz, Maria de las Nieves, "Uso del condicional en italiano y
español: estudio contrastivo". AAVV. Italiano y español.
Estudios
lingüísticos. Univ. de Sevilla, Sevilla, 1984.
---Porras Castro, S. "Interferencia lingüística en la
enseñanza/aprendizaje de una L2: español-italiano", Lenguaje y
textos, 4, pp. 67-72, 1991
---Radanova-Kusceva N. e Kitova-Vasileva, M. "Forme esprimenti
un'azione futura rispetto a un momento di riferimento al passato
nell'italiano e nello spagnolo contemporaneo", Rassegna Italiana di
linguistica Applicata, 16, pp. 1-31, 1985
---Saronne E. T. "Esempi di analisi contrastiva: italiano e
spagnolo", in Capire la linguistica, CLUE, Bologna, pp. 137-147,
1977
---Saussol, J. M. "Aspectos diacrónicos contrastivos del
español y el
italiano (nivel fonológico)", Studi italiani di linguistica
teorica
ed applicata, 3, pp. 423-434, 1989
---Sañé, Secundí e Schepisi, Giovanna. Falsos amigos al acecho.
Dizionario di false analogie e ambigue affinità fra spagnolo e
italiano. Zanichelli, 1992, Bologna.
---Tagliavini, C. "Spagnolo e italiano", Le lingue estere, 12, pp.
261-262 e 275-276, 1947
---Zamora Muñoz, Pablo. Spagnolo-italiano: espressioni idiomatiche
e
proverbi. Milano, EGEA, 1997
Tra i testi noti mancanti: Il supplemento per ispanofoni di In
Italiano, di Bernardo Fáñez y Conchita Manzanares. Non lo abbiamo
sottomano. Se qualcuno vuole trascriverne i dati, può farcelo
arrivare attraverso un mail o inserirlo direttamente nel database.
È bene segnalare attraverso una mail l'inserimento di qualsiasi
testo
nella banca dati, sennó rischia di passare inosservato.
2) Dizionari e frasari.
Analisi contrastiva italiano-spagnolo, lessicale e frasale.
---Ambruzzi, L. Nuovo dizionario Spagnolo-Italiano e Italiano-
Spagnolo. Paravia, Torino. 1949 e 1973.
---Calvi, M. V. "Neologia e forestierismi in italiano e in spagnolo",
in Calvi M. V. e Monti, S. Nuevas Palabras. Parole Nuove. (cfr.) pp.7-
13, 1991
---Calvi, M. V. e Monti, S. Nuevas palabras. Parole nuove. Dizionario
spagnolo-italiano e italiano-spagnolo di neologismi ed espressioni
colloquiali, Paravia, Torino, 1991
---Carbonell, S. Dizionario fraseologico completo Italiano-Spagnolo e
Spagnolo-Italiano, Hoepli, Milano, 1950 e 1957
---Gallina A. M. Dizionario politico, economico e commerciale
spagnolo-italiano e italiano-spagnolo, Mursia, Milano, 1986
---Gallina A. M. Dizionario spagnolo-italiano italiano-spagnolo.
Mursia, Milano, 1990
---Londero, E. Collins Gem Dictionary Italiano-spagnolo Spagnolo-
italiano. Collins-Mondadori-Grijalbo, london and Glasgow-Milano-
barcelona, 1985
---Miglioli, E. Dizionario tecnico italiano-spagnolo, Tecniche Nuove,
Milano. 1990
---Pellizzari Demesse P. Dizionario tencico-commerciale italiano-
spagnolo e spagnolo-italiano, 2 voll. Tradutec, Padova; nuova ed.
1991, Sansoni, Firenze, 1990
---Sañé, Secundí e Schepisi, Giovanna. Falsos amigos al acecho.
Dizionario di false analogie e ambigue affinità fra spagnolo e
italiano. Zanichelli, 1992, Bologna.
---Sañé, Secundí e Schepisi, Giovanna. Il Nuovo Vox. Dizionario
spagnolo-italianoitaliano-spagnolo. Zanichelli/Bibliograf,
Bologna/Barcellona, 1992
---Tam, L. (a cura di). Dizionario spagnolo-italiano, italiano-
spagnolo. De Agostini, Novara. 1993
---Zamora Muñoz, Pablo. Spagnolo-italiano: espressioni idiomatiche
e
proverbi. Milano, EGEA, 1997
Si noterà che quest'ultimo testo di Zamora Muñoz è ripetuto.
Infatti,
dal titolo non ci risulta chiaro se è scritto come un saggio
teorico
o come una collezione, per quanto ragionata, di frasi (sul modello
di "Falsos amigos al acecho"
3) Spagnolo per italofoni.
Bibliografia in realtà più estesa, non ne abbiamo curato la
costruzione con altrettanta cura. Ma è in crescita.
Questo tipo di testi non è direttamente utilizzabile "in direzione
contraria", cioè le considerazioni valide per un italiano che
impara
lo spagnolo non sono esattamente le stesse per uno spagnolo che
impara l'italiano.
Ciononostante, tutti questi testi ci possono dare validissime
indicazioni su come affrontare il problema, su che tipo di lavoro
può
essere svolto.
---Boselli, Carlo. Sorprese dello spagnolo. (*) Milano, 1937
---Calvi, Maria Vittoria. Amigo Sincero. Curso de español para
italianos. Zanichelli, Bologna, 1998.
---Calvi, Maria Vittoria. Didattica di lingue affini. Spagnolo e
italiano, Guerini, Milano, 1995.
---Carrera Díaz, Manuel. Grammatica spagnola. Laterza, Bari, 1997
---García Gutierrez, M., "El español como segunda lengua de un
italiano: transferencia y distancia lingüística", en Liceras, J.
M.
(ed.) La lingüística y el análisis de los sistemas no nativos,
Dovehouse, Ottawa, Hispanic Studies, 1993, pp. 81
---Saussol, J. Mª, Fonología y fonética del español para
italófonos.
Padova, Liviana Editrice, 1983.
---Saussol, J. Mª, Glotodidáctica del español con especial
referencia
a italófonos. Padova, 1978
4) Sulla Contrastiva
Pubblicazioni sulla contrastiva nell'insegnamento delle lingue in
generale.
Anche qui la bibliografia realmente esistente è estesissima. Si
sono
raccolti alcuni testi che sembrano trattare il problema della
contrastiva nell'insegnamento delle lingue affini senza dare
preferenza ad una prospettiva particolare.
---Arcaini, E. Py B. e Rossini Favretti, R. Analyse contrastive et
apprentissage des langues: la syntaxe de l'interrogation en espagnol,
français, italien et anglais, Pàtron, Bologna, 1979
---Calvi, M. V. "Neologismi e dizionari: alcune ipotesi di confronto
tra l'italiano e lo spagnolo di oggi", in Pessina Longo H. (a cura
di), Atti del seminario internazionale di studi sul lessico, CLUEB,
Bologna, 1994.
---García Dini, E. "Para un estudio contrastivo verbal (I)",
Rivista
di filologia e letteratura, 1, pp.149-162, 1977
---García Dini, E. "Para un estudio contrastivo verbal (II)",
Studi
ispanici, pp.259-270, 1980
---Ladrón de Guevara, P. L. "Parónimos y homónimos
interlingüísticos:
reconsideración de la expresión <falsos amigos>", Quaderni del
Dipartimento di lingue e Letterature Neolatine, Università di
Bergamo, 8, pp. 81-100, 1993-1994
---Lo Cascio, V. "Apprendimento e mantenimento delle lingue: un
modello contrastivo", in Lo cascio, V (a cura di), L'italiano in
America Latina, Atti del Convegno di Buenos Aires, Le Monnier,
Firenze, pp. 289-306, 1987
---Lorenzo, E. "lingüística de contrastes y estilística
multilateral", Pliegos de Cordel, I, 2, pp.17-25, 1976
---Marcello C. Dizionari bilingui. Bologna, Zanichelli, 1989
---Meo Zilio, G. "The acquisition of a second Romance language by
inmigrants in Latin America" (1) in Posner R. e Green J. N. (a cura
di), Trends in Romance Linguistics and Phylology, vol 5: Bilingualism
and Linguistic Conflict...
---Meo Zilio, G. "The acquisition of a second Romance language by
inmigrants in Latin America" (2) ...Conflict in Romance, Mouton de
Gruyter, Berlin-New York, 1993
Come prima "offerta" di Simon&Martini, abbiamo una bibliografia
sull'insegnamento dell'italiano ad ispanofoni.
Sarà inviata nella prossima mail, ed è consultabile da tutti
nel "database" della pagina di eGropus.
Per alcuni di noi questi titoli sono "vecchi amici", per altri
saranno sconosciuti.
Alcuni segnaleranno imperdonabili mancanze.
Ma serve a poco o niente avere una lista di titoli!
L'importante è ciò che i libri ci possono insegnare.
Ecco le attività che proponiamo riguardo ai testi segnalati:
1) Qualcuno conosce l'autore? Qualcuno di voi NE È l'autore?
Se lo conoscete, informatelo dell'esistenza della mailing list. Che
ci dica cosa manca, che altri lavori ha fatto. Ditegli che il suo
testo è citato.
2) Conoscete i testi nominati? Sapete che non si trovano nella vostra
nazione/città/università? Chiedete a chi invece li conosce come
e
dove trovarli!
Io sono dovuto andare nei depositi della Guerini per
trovare "Didattica delle lingue affini" di Maria Vittoria Calvi.
Nella stessa Milano non si trovava.
3) Ma a che cosa serve sapere dove trovare un libro? L'importante
è
sapere cosa vi ci troveremo!
Forse qualcuno dei testi menzionati vi è particolarmente caro e
noto.
Ve la sentireste di fare una breve scheda o commento? Dirci in poche
parole cosa contiene e cosa dice?
In una prossima mail scriverò qualche cenno sul dizionario di
"Falsos
amigos" di Sañè e Shepisi. Pochi si immagineranno che contiene la
più
completa lista di verbi italiani che possono usare l'ausiliare
essere, separati da quelli che possono usare sia essere che avere,
che conosciamo.
Ma forse qualcuno mi dimostrerà che sbaglio!
4) E cosa servono questi libri? Li usiamo per le nostre lezioni? Ci
possono servire per creare materiali didattici?
Chi usa il Carrera Díaz in classe, per esempio?
Perché gli piace un certo testo? Perché no? Cosa gli sembra che
manchi? Come si adatta o no alla sua realtà scolastica specifica?
Come sempre, e per maggior chiarezza di consultazione a posteriori,
vi suggerisco di scrivere su un solo libro alla volta, e di usare
come "subject" il titolo del libro.
Simon&Martini
Cari colleghi,
per il solo fatto di esservi iscritti credo di poter chiamarvi anche
amici e pionieri.
Quando ho cominciato ad insegnare l'italiano in Venezuela, qualche
anno fa appena, con UNO e altri testi, mi sono subito accorto che
qualcosa non andava per il verso giusto.
Non credevo possibile che nessuno sapesse indicarmi bibliografia sul
confronto tra l'italiano e lo spagnolo, né tantomento esercizi
preparati specialmente per loro.
Il supplemento per ispanofoni al metodo "In italiano", unico lavoro
che conoscevo sul tema, mi era utile ma non esauriva le mie
necessità, ormai trasformate in curiosità.
Molti professori mi dicevano che l'italiano è uguale per tutti,
che
indicare eventuali problemi contrastivi era compito di ogni
professore all'interno della sua lezione, che eventuali esercizi di
rinforzo erano o superflui, o da fare a casa.
Io ammiro i professori che abbiano tempo e modo di costruirsi per
ogni lezione esempi, chiarimenti, casuistica, esercizi di tipo
contrastivo. Io non ne avevo né la pazienza, né l'abilità,
né il
tempo materiale. Né mi sembrava una cosa tanto semplice.
Ma soprattutto, mi sembrava impossibile che non esistessero studi
tecnici, professionali, sul tema.
Per forza di cose, mi sono dovuto mettere a raccogliere osservazioni
contrastive. Compilare interminabili liste di modismi, mettere a
fuoco dissimmetrie sintattiche, determinare quali fossero le "lezioni
mancanti" dei metodi esistenti.
Pur cominciando a rendermi conto che lo stesso lavoro era stato
già
fatto, probabilmente, centinaia di volte, in paesi diversi.
E che nessun lavoro individuale, fatto tra l'urgenza di una lezione e
l'altra, avrebbe mai avuto la possibilità di essere completo,
professionale, esauriente.
Col tempo (e grazie a Internet) ho scoperto che i testi, in effetti,
esistevano. Ho "scovato" e conosciuto personalmente alcuni autori. Mi
hanno trattato da amico e mi sono sentito tra pionieri, soprattutto
per quanto riguarda l'insegnamento dell'italiano ad ispanofoni. Una
foresta non vergine, ma ancora tutta da esplorare.
Col tempo, ho scoperto l'esistenza dei "concordancers" e l'uso
dell'informatica applicata allo studio del lessico.
Oggi riguardo la mia collezione di quasi un migliaio di modismi, ma
ho il Corso di italiano di Carrera Diaz, e so che Maria Vittoria
Calvi ha scritto un dizionario italiano-spagnolo di neologismi ed
espressioni colloquiali nel 1991. Ho in mano il dizionario di "Falsos
amigos" di Sañè e Scepisi... se avessi usato tutte quelle ore per
ritoccare e completare quest'ultimo, per esempio, sarebbe stato
sicuramente più produttivo.
Certamente, non è un'area così economicamente stimolante come
l'inglese. Ma l'italiano si insegna ogni giorno di più, mentre lo
spagnolo è parlato da oltre 300.000.000 di persone. Anche negli
Stati
Uniti.
Inoltre l'italiano non è più solo una lingua per italianisti;
ogni
giorno interessa anche in altri ambiti, non cosí specialistici. In
effetti, i miei studenti erano spesso semplici "curiosi" che volevano
parlare l'italiano "di tutti i giorni", non solo leggere la Commedia.
Potrei cercare di perfezionare certi studi e di pubblicarli.
Potrei aggiungere un'altro, ennesimo titolo all'interminabile lista.
Ma non penso che questo gesto cambierebbe il panorama.
Penso che possa essere un'avventura molto più produttiva, molto
più "attuale", molto sensata soprattutto per quanto riguarda lo
spagnolo, parlato in tanti paesi così distanti tra loro sia
fisicamente che culturalmente, avviare una ricerca condivisa, anche
rinunciando al protagonismo.
Il primo passo di questa avventura è stato il fortunatissimo
incontro
con la dott. Federica Simone, che condivide attivamente (e
sentimentalmente!) questo progetto. Pur strettamente uniti, i nostri
contributi potranno essere sia individuali che prodotti in
collaborazione, come sono condivisi i materiali comunicativi per la
lezione che produciamo insieme (è stato recentemente incluso nel
TALIS, grazie alla cortesia di Stefania Spina, un role-play che ci
piace particolarmente, "La manifestazione".)
Tutti lavoriamo, e c'è lavoro per tutti nel campo
dell'insegnamento
della lingua.
Con questa mailing list vogliamo che i lavori di noi tutti, dai
più
modesti ai più complessi, non siano ripetitivi, o non manchino di
fonti per mancanza di conoscenza delle stesse.
E che l'italiano si insegni agli ispanofoni in maniera sempre più
efficace.
Che poi qualcuno di noi voglia utilizzare informazioni ottenute
attraverso la mailing list per ricerche personali e pubblicazioni, ci
va benissimo! La fonte è perennemente in rete, a disposizione di
tutti. Il lavoro di raccolta e di cristallizzazione è personale.
Anche il contributo alla mailing list. La presenza silenziosa non
è
censurata.
Nella prossima mail, la prima ragione per cui Simon&Martini vi
potrà
essere utile.
E la prima richiesta di collaborazione.
Sempre e quando qualcuno dei suoi membri non ci preceda! Infatti,
come ogni mailing list, come Internet, l'ambiente è democratico:
chiunque può "assumere il comando", avanzare richieste, proporre.
Indipendentemente dal suo livello di conoscenze.
Benvenuti a Simon&Martini.
Davide Martini
Giro alla lista un messaggio di Rita inviato all'account "di sicurezza"
(!)di SimoneMartini:
>From: "Rita Pasqui" <rita.pasqui@...>
>Reply-To: rita.pasqui@...
>To: simonemartiniml@...
>Subject: presentazione nuova iscritta
>Date: Thu, 13 Apr 2000 18:55:07 +0200
>
>Carissimi colleghi,
>
>sono da due anni Lettrice di Lingua Italiana
>all'Universita' di Alessandria d'Egitto
>e organizzo corsi di lingua e cultura
>nella "succursale alessandrina" dell'Istituto Italiano
>di Cultura del Cairo.
>Ho deciso di iscrivermi in questa lista per due motivi:
>innanzitutto perche' trovo estremamente proficuo
>lo scambio di informazioni, consigli, esperienze tra
>insegnanti di italiano L2. Da un po' di tempo sono
>in contatto elettronico con Federica e Davide, e li
>ringrazio di cuore per il prezioso aiuto che mi danno.
>
>Il secondo motivo e' rappresentato dal fatto che conosco
>lo spagnolo (l'ho studiato sei anni) ed ho avuto in un
>passato ormai abbastanza lontano (Universita' per
>Stranieri di Perugia)
>esperienze di insegnamento a studenti ispanofoni.
>Pur operando attualmente in un contesto assai diverso,
>continuo a nutrire interesse anche per gli aspetti specifici
>della didattica dell'italiano L2 a ispanofoni.
>Forse all'inizio seguiro'
>la discussione un po' passivamente,
>ma senza dubbio con grande attenzione.
>
>Carissimi auguri
>
>Rita Pasqui
>
>
>Send FREE April Fool's Greetings to your friends!
>http://www.whowhere.lycos.com/redirects/American_Greetings.rdct
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CARA FAUSTA,
GAZIE PER I COMPLIMENTI. VEDO CHE TI SEI GIA' ISCRITTA E PRATICAMENTE GIA'
PRESENTATA.PERFETTO.
>Intanto mi piacerrebbe riceve le vostre impressioni, i commenti, i
>suggerimenti....
LA PAGINA E' MOLTO PIACEVOLE. L'HO GIA' LINKATA, MA CREDO POTESSI FARLO TU
STESSA. SE DOVESSI TROVARE SITI INTERESSANTI TI PREGHIAMO DI AGGIUNGERLI O
SEGNALARCELI. LO STESSO DICASI PER I MATERIALI: QUELLI CHE TROVI NEL
DATABASE CI SONO PETR GRAN PARTE STATI FORNITI DA MANUEL CARRERA DIAZ,
GENTILISSIMO E DISPONIBILE.
PER TORNARE AI LINKS DA AGGIUNGERE ALLA TUA PAGINA PUOI PESCARE DA QUELLIN
CHE PRESTO INSERIREMO ( E NATURALMENTE SPERIAMO DI AVERE UN LINKETTINO ANCHE
NOI...;-)INSIEME AD ALTRE MAILING LISTS QUALI ITALIANO L2 E ITALIANO
SCRITTO. SE TI SERVONO GLI INDIRIZZI RICHIEDIMENLI PURE (O FAI UNA RICHIESTA
VIA MAILING:
>L'indirizzo è:
>
>www.upb.edu.co/servicios/italiano
PER TORNARE ALLA TUA PAGINA HO TROVATO INERESSANTISSIMA L'IDEA DEI LINGUAGGI
SETTORIALI.TROVO IN GENERALE MOLTO TRASCURATO, TRA GLI ALTRI, IL LINGUAGGIO
DELLA MODA, CHE POTREBBE INVECE ESSERE INTERESSANTE DA ESPLORARE.
VEDO ANCHE DA PARTE VSTRA LA DISPONIBILITA' VERSO UN FEEDBACK CHE E'
PRATICAMENTE FONDAMENTALE NEL NOSTRO LAVORO, OTTENERLO SIA DA STUDENTI CHE
DA COLLEGHI E' UTILISSIMO: IO RICHIEDO SPESSO L'INTERVENTO DI DAVIDE NELLE
MIE LEZIONI, SOPRATTUTTO QUANDO SPERIMENTO I SUOI MATERIALI( TIPO "LA
TELENOVELA" CHE TROVI GIA' NEI MATERIALI DELLA MAILING) SIA NEL RUOLO DI
PARTECIPANTE ATTIVO CHE IN QUELLO DI IMPLACABILE OSSERVATORE. RIDIMENSIONA
MOLTO LA MIA FRONTALITA', NOTA I TEMPI MORTI E LE CADUTE DI ATTENZIONE E
COSI' VIA. NON SEMPRE E' POSSIBILE METTERSI COSI' IN DISCUSSIONE CON UN
COLLEGA O, PEGGIO ANCORA, CON UN COORDINATORE DIDATTICO, EPPURE E' VERAMENTE
COSTRUTTIVO.
PER IL RESTO, IN BASE AD UN'ESPLORAZIONE PERSONALE E AI TUOI COMMENTI,HO
L'IMPRESSIONE CHE IL SITO SIA STATO PENSATO PER STUDENTI. PERCHE' NON FAE
COME NEL SITO DI GUERRA (WWW.GUERRA-EDIZIONI.COM, FORSE IL PIU'
COMPLETO)AREE CONDIVISE TRA STUDENTI E PROFESSORI E AREE DIFFERENZIATE?
NATURALMENTE E' SOLPO UNA PULCE NELL'ORECCHIO, VISTO CHE IL SITO E' ANCORA
IN COSTRUZIONE. COMPLIMENTI ANCHE A TE (VOI?).
>A presto! E ancora grazie per quest'iniziativa!
OGNI TUA PROPOSTA SARA' BENVENUTA. SE CONOSCI COLLEGHI CHE POTREBBERO ESSERE
INTERESSATI FAI CONOSCERE LORO LE NOSTRE INIZIATIVE.
UN ABBRACCIO E A PRESTO,
fEDERICA sIMONE
Istituto Italiano di Cultura di Madrid
foscarina@...
>Fausta Giardina
>Departamento de Lenguas Extranjeras
>Universidad Pontificia Bolivariana
>Medellín - Colombia
>fausta@...
>
>
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Cari colleghi,
ringraziandovi fin d'ora per le vostre adesioni vi invitiamo a presentarvi,
in modo da poter dare un volto alla nostra comunita' e stabilire contatti
piu' diretti. Ci sembra doveroso farlo noi per primi.
Passo dunque alla prima persona, lasciando il mio compagno tracciare il
proprio profilo.Sono Federica Simone,vengo da Venezia anche se attualmente
risiedo a Madrid, dove insegno presso l'Istituto Italiano di Cultura. Ancora
lontana dalla didattica agli ispanofoni sono stata travolta dall'entusiasmo
di Davide Martini mentre collaboravo con il Centro Linguistico Interfacolta'
dell'ateneo di Ca'Foscari, dove mi sono laureata in angloamericano e
spagnolo poi specializzandomi in didattica dell'italiano a stranieri grazie
ai primi passi del progetto di formazione ITALS a Venezia.
Coincidenze fortunate hanno unito Davide e la sottoscritta in un sodalizio
personale e professionale: accaniti internauti, affascinati dal potenziale
comunicativo di questa tecnologia (nel nostroi caso - e non a caso -
galeotta fu la maling list di Stefania Spina ITALIANO L2)abbiamo voluto dar
voce al desiderio di conoscere chi opera nel nostro stesso ambito.
Non si tratta di una scelta esclusiva ma mirata: individuare strategie
specifiche in relazione a problematiche concrete e' quantomai soddisfacente,
sia sulla breve che sulla lunga distanza.
Ogni insegnante lo fa ogni giorno, creandosi spesso esempi e attivita' ad
hoc che pero' restano spesso limitati al proprio ambito operativo. Poter
condividere ed esporsi al "rischio" di un miglioramento attraverso le
critiche e i commenti di colleghi che vivono determinate esperienze
didattiche e'tangibilmente proficuo. Poter sperimentare gli sltrui materiali
e far sperimentare i propri,disponendo di un campione ampio di studenti ci
aiuta a raffinare le tcniche, a centrare i punti nevralgici, a
ridimensionare le nostre aspettative.
Credo che il feedback dei colleghi e degli studenti sia sempre molto utile,
soprattutto se si condivide lo stesso referente, la stessa tipologia di
interazione (pur, naturalmente, nella consapevolezza che ogni classe ha un
propria storia).
Invitiamo dunque tutti a lanciare quesiti, esprimere dubbi, formulare
richieste e fornire spunti.
Consapevoli che la genericità'di quest'invito potrebbe apparire
disorientante proporremo a nostra volta dei temi concreti, tratti da
fenomeni che abbiamo riscontrato e su cui vorremmo conoscere la vostra
opinione.
Segnalazioni e recensioni, corredate da qualche riga di commento, sono
sempre benvenute.
Ritornando alla prima persona rinnovo i miei ringraziamenti e attendo le
vostre presentazioni.
Federica Simone, l'emisfero dx di Simon&Martini
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Mi sembra interessantissima la vostra iniziativa e vorrei dare un
piccolo contributo.
Insegno italiano in Colombia da vari anni e ultimamente mi sono dedicata
a preparare una pagina web dedicata ai nostri alunni e a tutti quelli
che sono interessati alla lingua e alla cultura italiane.
La pagina prevede una versione in spagnolo in modo che i principianti
abbiano almeno le istruzioni nella loro lingua e siano incoraggiati a
visitare i siti italiani proposti. Purtroppo la versione spagnola non è
ancora pronta, ma lo sarà, spero, in maggio.
Intanto mi piacerrebbe riceve le vostre impressioni, i commenti, i
suggerimenti....
L'indirizzo è:
www.upb.edu.co/servicios/italiano
A presto! E ancora grazie per quest'iniziativa!
Fausta Giardina
Departamento de Lenguas Extranjeras
Universidad Pontificia Bolivariana
Medellín - Colombia
fausta@...