ROMA, 19 novembre 2009
Comunicato stampa FAND e FISH
Le Federazioni, FAND e FISH, che avevano sollecitato con determinazione
un colloquio con il Ministro dell'Istruzione per un inderogabile e
aperto confronto sulle problematiche e sulle emergenze dell'*inclusione
scolastica degli alunni con disabilità*, sono state convocate e ricevute
dal Ministro Gelmini giovedì 19 novembre.
Preso atto delle dichiarazioni del Ministro rispetto alle richieste
avanzate congiuntamente dalle due Federazioni, le Associazioni esprimono
la loro soddisfazione, in particolare rispetto agli impegni che il
Ministro Gelmini ha assunto:
1. "incontro tecnico" convocato per il 2 dicembre, al quale
parteciperanno i Dirigenti Generali del MIUR e una delegazione delle due
Federazioni, dal quale dovranno uscire:
a. indicazioni immediatamente operative riguardanti lo sdoppiamento
delle classi sovraffollate in cui sono presenti più alunni con disabilità;
b. approfondimento sulla formazione iniziale per tutti gli aspiranti
all'insegnamento con un aumento sostanziale dei crediti formativi per i
futuri docenti delle scuole secondarie di primo e secondo di grado;
c. avvio di una negoziazione fra MIUR e le OO.SS. della scuola con il
coinvolgimento di un gruppo di esperti delle Associazioni delle Persone
con Disabilità, al fine di individuare le modalità per assicurare la
formazione obbligatoria in servizio a tutto il personale scolastico
(docenti, dirigenti, ausiliari) sulle tematiche dell'inclusione;
d. istituzione di tavoli tecnici da concludersi in tempi brevi su
questioni da tempo segnalate al MIUR da parte delle Associazioni e per
le quali potrebbero rendersi necessarie modifiche normative.
Le due Federazioni confidano nell'adempimento degli impegni assunti da
parte del Ministro Gelmini, pur mantenendo lo stato di attenzione
rispetto alle criticità ancora presenti, in vista dell'incontro fissato
per il *3 dicembre 2009*, presso il Teatro Valle di Roma, nel corso del
quale saranno esaminate le attuali politiche generali del Governo in
tema di disabilità.
Ufficio stampa FISH
ufficiostampa@... <mailto:ufficiostampa@...>
www.superando.it <http://www.superando.it/>
Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel. e fax
0731.703327, grusol@... - www.grusol.it
--------------------------------------------------------------------------------
Segnaliamo la scheda curata dalla CGIL Marche con un'analisi che presenta
importanti dati riguardo la situazione dell'integrazione scolastica nelle Marche
www.grusol.it/informazioni/20-11-09ter.PDF
Gruppo Solidarietà
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Carissimi,
comunico che domani si manifesterà pacificamente davanti
ad USR, USP, CSA di molte città italiane.
A Roma appuntamento davanti al civico 32 di via Pianciani dalle ore 10 in poi.
Volantineremo ( allego volantino ) ed esporremo striscione realizzato e
finanziato dall'associazione "Tutti a scuola" onlus.
Cerchiamo volontari pacifici di Roma e provincia.
Comunicata regolarmente la presenza all' usp Rm della Polizia di Stato.
Sarà presente una giornalista e la troupe di "Presa diretta" di Rai 3.
Di seguito comunicato apparso su molti siti e blog.
Saluti
Nuccia
338 8763008
18/11/2009
La scuola dell'inclusione NON si tocca! No alle classi differenziali."La scuola
dell'integrazione non si tocca! No alle classi differenziali! " è lo slogan che
accompagna la manifestazione in programma in molte città d'Italia venerdì 20
novembre 2009.
L'iniziativa è stata promossa dalle Associazioni che hanno partecipato al
Seminario promosso dal CIIS il 24 ottobre scorso: "Integrazione: indietro tutta.
Noi non C.I.I.S.tiamo".
Le scelte politiche operate in questi ultimi anni, penalizzando la scuola
pubblica italiana, compromettono l'inclusione scolastica degli alunni con
disabilità. Sono molti, troppi i motivi della preoccupazione di un ritorno al
passato e di un ripristino delle classi differenziali che la cronaca di questi
mesi ha raccontato.
Le associazioni dei genitori e degli insegnanti, unite insieme a difesa della
scuola dell'inclusione, denunciano:
• la presenza di più alunni con disabilità inseriti nella stessa classe
• il sovraffollamento delle classi
• lezioni rivolte a gruppi formati da soli alunni con disabilità proposti come
laboratori di potenziamento, ai quali partecipano talvolta anche alunni con
scarso rendimento o con bisogni educativi speciali
• la riduzione delle ore di sostegno didattico
• la scarsa formazione del personale scolastico sui temi dell'inclusione
• l'abrogazione delle deroghe per lo sdoppiamento delle classe.
Questi elementi, infatti, discriminano e creano "ostacoli" all'inclusione,
ledono i diritti degli alunni con disabilità e riabilitano pratiche esclusive,
separazione, ghettizzazione.
La qualità e la quantità del tempo-scuola per gli alunni con disabilità
risultano in tal modo gravemente pregiudicate. Non possono essere motivazioni di
razionalizzazione della spesa pubblica ad impedire o ostacolare l'inclusione
scolastica.
Ma la scuola dell'integrazione NON SI TOCCA!
NON si torna alle classi differenziali. Non lo permetteremo.
Le Associazioni dei genitori e degli insegnanti reclamano per tutti gli alunni
con disabilità il diritto a frequentare le classi comuni della scuola pubblica
italiana.
Per questo, uniti e determinati, chiedono
• che sia consentito solo un alunno con disabilità per classe, per favorire il
processo di inclusione,
• l'immediato sdoppiamento delle classi composte da più di 20 alunni in cui sono
iscritti uno o più alunni con disabilità
• l'abolizione di attività "riservate a soli alunni con disabilità" camuffate
come laboratori o progetti innovativi,
• che a ciascun alunno vengano assegnate le risorse di cui necessita sulla base
dei bisogni individuali
• una adeguata formazione obbligatoria, iniziale e in servizio, sui temi
dell'integrazione per tutto il personale scolastico, compresi i Dirigenti
Scolastici. L'inclusione è compito di tutti e non può essere delegata a nessun
"superspecialista"
• che non si accolgano proposte per formare "insegnanti specializzati per le
singole patologie" e ancor meno "insegnanti-infermieri": in questo modo si
chiede alla scuola di occuparsi del "malato" e non dello studente (negazione
dell'identità).
Il 20 novembre 2009 saranno presenti in molte piazze d'Italia,
davanti agli Uffici Scolastici Provinciali o Uffici Scolastici Regionali
per dire NO alla scuola che separa
per dire NO all'esclusione degli alunni con disabilità dalla scuola
per dire che L'INCLUSIONE scolastica degli alunni con disabilità NON SI TOCCA.
Giovedì 3 dicembre, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ,
l'appuntamento è a Roma davanti al Parlamento Italiano. All'iniziativa stanno
già aderendo numerosissime associazioni di insegnanti e genitori.
Coordinamento delle Associazioni "Noi Non Ci Stiamo"
Coordinamento Nazionale delle Associazioni di genitori e insegnanti uniti per la
difesa del diritto all'inclusione scolastica degli alunni con disabilità
C.I.I.S. Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno,
ANFFAS Onlus,
Lista di Handicap e Società,
ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna,
Lista di Dw-Handicap,
Associazione Italiana SuXfragile,
GenitoriTOSTI,
Associazione Tutti a Scuola Onlus,
SFIDA Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità,
Associazione AMICI della VITA di Iglesias,
ANIEF Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione,
Associazione ALMENO CREDO ONLUS,
Associazione Claudia Bottigelli TORINO,
CAD Comitato Associazioni dei Disabili di Bologna,
Disabilandia (Livorno),
Comitato precari liguri della scuola,
Co.Ge.De. Liguria.
Per informazioni contattare:
338 876 30 08
346 690 37 26
"Affrontiamo il sovraffollamento delle classi"
Conclusa la riunione al Ministero fra i rappresentanti delle
associazioni e il ministro dell'Istruzione. Pagano (Fand): "Incontro non
negativo: monitoraggio sui casi concreti e divisione della Consulta in
sottocommissioni per temi specifici"
ROMA -- Disponibilità ad affrontare il problema del sovraffollamento
delle classi con alunni disabili e creazione di singole
sottocommissioni, all'interno della Consulta ministeriale
dell'osservatorio sull'integrazione scolastica, per affrontare i
problemi specifici dell'inclusione scolastica. E' uno dei risultati
raggiunti nel corso dell'incontro delle associazioni delle persone con
disabilità -- Fish e Fand in testa -- con il ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini e i dirigenti del dicastero di viale Trastevere.
Nella riunione di questo pomeriggio i rappresentanti delle associazioni
hanno posto l'accento in particolare sulla necessità dello sdoppiamento
delle classi numerose in cui sono inseriti uno o più alunni con
disabilità e sulla necessità di una formazione specifica per gli
insegnanti di sostegno. Un incontro "non negativo", sintetizza il
presidente della Fand Giovanni Pagano, che mette in evidenza le
"aperture" del ministro e la piena disponibilità ad agire sui casi
concreti. Si tratterà di intervenire dunque sulla situazione delle
singole classi, portando a compimento il lavoro di individuazione dei
casi critici. I dati del Ministero e le segnalazioni delle associazioni
costituiscono la base per definire un intervento. "Il lavoro -- dice
Pagano -- è solo all'inizio e andrà affinato col tempo, ma confidiamo in
bene". (ska)
dal Redattore Sociale
Sembra interessante.
Iacopo
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Black ASL: A Siena Ceil Lucas racconta la lingua dei segni dei neri d'America
Sabato 5 dicembre a Palazzo Patrizi la sociolinguista americana sarà tra gli
ospiti del convegno "PRESENZA: segni, sguardi, voci da mondi inascoltati"
Ceil Lucas, una delle più autorevoli sociolinguiste americane specializzate
in lingue dei segni, docente alla Gallaudet University di Washington - unico
ateneo al mondo per studenti sordi - sarà a Siena, sabato 5 dicembre, per
parlare di "Black ASL", la lingua dei segni dei neri d'America , peculiare
universo linguistico caratterizzato da significative differenze rispetto
alla lingua dei segni americana e profondamente influenzato dalla
discriminazione razziale subita dalla comunità afroamericana sorda tra '800
e '900.
La Lucas sarà tra i relatori del convegno "PRESENZA: segni, sguardi, voci da
mondi inascoltati" (ore 9.30, sala di Palazzo Patrizi, via di Città, 75 -
ingresso libero) organizzato dalla Siena School for Liberal Arts,
istituzione culturale senese che offre a studenti universitari americani
l'opportunità
di frequentare programmi multidisciplinari di studio a Siena. Obiettivo del
convegno, dar "presenza" a realtà la cui esistenza è stata a lungo ignorata
dalla società o che, pur oggetto di studi di respiro internazionale, hanno
avuto poche occasioni per far parlare di sé fuori dall'ambito accademico.
Per informazioni sul convegno, www.sienaschool.it; tel. 0577 532001
Fonte:
http://www.sienafree.it/
Le associazioni della Campania: "Situazione illegale"
Il ministero dell'Istruzione ha chiesto due mesi fa una ricognizione
alle regioni sulla situazione delle scuole. I dati della Campania
segnalano secondo le associazioni una vera e propria emergenza: "In
oltre cento classi situazioni non tollerabili"
ROMA -- L'integrazione scolastica è anche una questione di
organizzazione: lo sanno bene le associazioni del Coordinamento "Noi non
ci stiamo", promotrici della manifestazione del 20 novembre contro le
classi differenziali e il sovraffollamento delle classi con alunni
disabili. Un tema, questo del sovraffollamento, che già da alcuni mesi è
stato segnalato al Miur dalla Fish e sul quale lo stesso ministero ha
invitato le Regioni a realizzare una ricognizione. La richiesta del
Ministero, che risale al 12 settembre scorso, è stata finora raccolta
solo dalla Campania, che tramite il progetto Scuole Aperte
dell'assessorato all'Istruzione ha realizzato un monitoraggio su un
campione superiore al 20% della popolazione scolastica complessiva. E ha
rilevato dati tutt'altro che rassicuranti: "La normativa attuale --
spiega uno degli organizzatori, Vito Bardascino, coordinatore
dell'Osservatorio regionale campano sul Diritto all' educazione --
prevede che, in una classe che conti da 20 a 25 alunni, possa essere
inserito un solo alunno con disabilità, mentre in presenza di due
studenti disabili la classe debba essere composta da meno di 20 alunni".
Classi con più di 25 alunni non sono invece adatte ad accogliere ragazzi
disabili.
Ma la realtà è molto diversa dalla teoria. "Nella nostra regione,
abbiamo contato numerose situazioni di emergenza - riferisce Bardascino
- Secondo i dati aggiornati all'ottobre 2009, esistono nella nostra
Regione più di 100 classi con situazioni non tollerabili: abbiamo
rilevato ben 70 classi con un numero complessivo di alunni compreso tra
26 e 29, di cui da 2 a 6 con disabilità. 18 classi contano da 2 a 4
alunni disabili su un totale di 30-34 studenti. In altri 17 casi un
alunno disabile è inserito in una classe sovraffollata (30-37 alunni)".
L'aggiornamento di questi dati, fino al 12 novembre, sarà reso noto in
una conferenza stampa che si terrà a Roma il 19 novembre. "Possiamo già
anticipare -- afferma Bardascino -- che i nuovi dati confermano questa
tendenza ed evidenziano una situazione generale di illegalità e non
sicurezza". (cl)
A Napoli e in altre città manifestazioni davanti agli uffici scolastici
provinciali o regionali: sul banco degli imputati l'inefficienza del
sistema scolastico nell'accoglienza e inclusione degli studenti disabili
ROMA -- No alle classi differenziali, sì alla scuola dell'integrazione:
è questo il messaggio che il Coordinamento delle associazioni "Noi non
ci stiamo" porterà in alcune piazze italiane venerdì 20 novembre. La
manifestazione, che si svolgerà in contemporanea a Napoli e in altre
città, davanti agli uffici scolastici provinciali o regionali, vuole
richiamare l'attenzione sull'inefficienza del sistema scolastico
nell'accoglienza e l'inclusione degli studenti disabili.
I punti critici denunciati dagli organizzatori sono, in particolare, la
presenza di più alunni con disabilità inseriti nella stessa classe, il
sovraffollamento delle classi, l'esistenza di attività riservate ai soli
alunni disabili, la riduzione delle ore di sostegno, la scarsa
formazione del personale scolastico sui temi dell'inclusione e
l'abrogazione delle deroghe per lo sdoppiamento della classe.
Le associazioni chiedono dunque che "sia consentito un sol alunno con
disabilità per classe", che siano sdoppiate le classi composte da più di
20 alunni di cui uno o più disabili; che siano abolite le attività
differenziali e sia assicurata un'adeguata "formazione obbligatoria,
iniziale e in servizio, sui temi dell'integrazione per tutto il
personale scolastico". Netta la stroncatura della proposta di "formare
insegnanti specializzati per le singole patologie" o "insegnanti --
infermieri".
Dopo la manifestazione del 20 novembre, l'appuntamento successivo per
tutte le associazioni aderenti sarà per il 3 dicembre, giornata
internazionale delle persone con disabilità: per quella data è infatti
stata organizzata da Fish e Fand una grande manifestazione a Roma. (cl)
/(seguirà lancio successivo)/
*O SI FA L'ITALIA O SI MUORE!
Press-IN anno I / n. 2971*
La Repubblica del 18-11-2009
*Disabili, taglio netto agli insegnanti di sostegno pioggia di ricorsi:
"Torna la classe differenziale" *
Circa cinquecento insegnanti in meno mentre crescono di 4000 unità i
ragazzi disabili I racconti delle famiglie: ogni ora che salta è un
passo indietro per l?alunno
ROMA - Ogni ora tagliata è un salto all?indietro. Ogni insegnante che se
ne va un trauma psicologico difficile da ricostruire. Come una barriera
architettonica che non si riesce mai ad abbattere, perché per loro, i
bambini e i ragazzi H (così la scuola ancora li definisce) la vita in
Italia si è fatta davvero dura. Si chiamano Valerio, Giulia, Martina,
Claudia, Adele, hanno dai 4 ai 18 anni, hanno disabilità diverse, e
abitano in ogni luogo d?Italia. Da quest?anno, con i tagli della riforma
Gelmini, hanno perso la metà dei loro diritti: ore di sostegno
dimezzate, assistenza inesistente, accesso allo studio, di fatto,
negato. Parliamo di studenti disabili, vittime del taglio degli
insegnanti di sostegno, la faccia più oscura e dolorosa della scuola
senza più fondi, dove spesso non c?è più nessuno che accompagni al bagno
il piccolo con handicap, nessuno che lo sorvegli, e dove anche 5 o 6
alunni disabili vengono concentrati in un sola classe. Dove, denuncia
Alessandra Corradi, una mamma di Verona con un bimbo di 4 anni, cieco e
con una grave tetraparesi, «sono tornati gli stanzini H». «Spesso mio
figlio, con la scusa di proteggerlo dalla confusione, veniva portato in
una classe a parte, lui da solo, senza gli altri bambini... Vi sembra
integrazione questa?».
I dati dell?anno 2009/2010 segnalano un taglio di circa 500 insegnanti
di sostegno con un aumento però di oltre 4000 ragazzi disabili. Questo
vuol dire, spiega Giuseppe Argiolas, docente all?Istituto "Colli
Vignarelli" di Sanluri, in Sardegna, «che la maggioranza dei ragazzi e
dei bambini disabili che ieri avevano diritto a 18 ore di sostegno alla
settimana, oggi arriva a malapena a nove». Con conseguenze spesso
gravissime per le vite di studenti, che con enormi sforzi e pazienza
conquistano pezzetti di autonomia e abilità. «Anche in questo istituto,
da sempre all?avanguardia nell?integrazione e nel processo formativo dei
giovani con disabilità, oggi c?è una prima superiore con addirittura sei
ragazzi con seri handicap riuniti tutti insieme, mentre per il buon
andamento della classe, per il successo sia loro che dei ragazzi
normodotati non dovrebbero essere più di due. Ma qual è il disegno?
Tornare alle classi differenziali?». Il risultato è una pioggia di
ricorsi che si è abbattuta sui tribunali regionali di tutta Italia, da
parte di famiglie che chiedono, e spesso ottengono, che per i loro
figli, vengano ripristinate le ore di lezione legittime.
Una battaglia di raccomandate e carte bollate, come quella che ha
intrapreso Marisa Melis, mamma di Martina, che ha 14 anni, una grave
malformazione cerebrale, ma una fantastica voglia di vivere e di
imparare. Grazie agli sforzi fin qui fatti dalla famiglia e dagli
insegnanti Martina fa equitazione, è cintura marrone di karate,
partecipa ai campi Scout, legge e scrive bene, ma ha bisogno di continuo
appoggio e di percorsi personalizzati. «Invece da quest?anno Martina ha
il sostegno soltanto per nove ore alla settimana, contro le 18 dell?anno
scorso. Ho protestato con la dirigente, con il ministero, ma non ho
ottenuto niente. Se Martina non viene stimolata, seguita, ogni volta si
torna indietro, ogni successo di questi bambini è figlio di sforzi
enormi... Così ho deciso di fare ricorso al Tar e in questi giorni
arriverà la sentenza».
Storie di sfide quotidiane, vissute in silenzio, l?Italia è uno dei
paesi d?Europa che destina meno risorse alla cura e allo sviluppo delle
persone con handicap. Giulia Dolcetti ha 45 anni, è un?insegnante di
sostegno precaria che quest?anno ha perso il posto. «Ma la vittima di
questo taglio - racconta Giulia - non sono soltanto io, ma anche un
bambino di 9 anni che si chiama Pietro. La sua diagnosi? Grave disturbo
pervasivo dello sviluppo. Autismo. Pietro non parla, ma capisce tutto,
comunica con il computer, scia e nuota come un campione. L?ho seguito
per tre anni, avevamo un rapporto forte e bellissimo: oggi Pietro a
scuola non ci vuole più andare. A novembre non gli è stata ancora
assegnata un?insegnante di sostegno, e senza di me sembra aver perso il
suo legame sia con i compagni che con lo studio... Ma che Stato è questo
che punisce i più deboli?».
La guerra dei ricorsi è soltanto all?inizio. E se in Sardegna una mamma
passa tutta la sua giornata davanti alla scuola del figlio, affetto da
autismo per "tradurre" ai prof che cosa vuol dire il ragazzo, Alessandra
Corradi, mamma di un piccolo tetraplegico, spiega in poche parole cosa
vuol dire disinteresse. «A mio figlio, cieco fin dalla nascita, le
maestre in classe chiedevano: "La vedi quella cosa lì?". La stessa
insegnate di sostegno ha confessato che per lei il mio bambino era
troppo grave... Per fortuna il Comune ci ha assegnato una "lettrice",
che con la musicoterapia e l?ascolto delle fiabe stimola il suo udito e
le sue abilità. E quando c?è lei mio figlio cambia, sorride, non è più
triste».
MARIA NOVELLA DE LUCA
(ha collaborato Salvo Intravaia)
Cari amici,
Vi prego di diffondere; è importante. Grazie.
Cordialmente.
Angela Delicata.
Da: <paolo@...>
A: "listavista" <listavista2@yahoogroups.com>
Oggetto: [listavista] Con preghiera di attiva e attenta lettura
Data: martedì 17 novembre 2009 21.07
Care amiche, cari amici,
con queste - avvertiamo - non poche righe vi proponiamo un impegno che ci sembra
ormai molto urgente.
Ci sembra necessario e urgente evitare che potenzialità importanti per i
disabili visivi sfumino, e con quelle una somma notevole di denaro pubblico.
Abbiamo deciso di proporre a ciascun parlamentare italiano di sottoscrivere e
depositare una interrogazione al Governo, in particolare al Ministro per i Beni
e le Attività culturali.
Intendiamo inviare a tutti i senatori e deputati italiani una lettera, con
acclusa la interrogazione che proponiamo di depositare.
Trovate qui sotto la lettera e poi la interrogazione.
Vi proponiamo e chiediamo di sottoscrivere con noi la lettera.
Non si tratta di una petizione, evidentemente, ma un po' di firme non guastano
certo.
Chi è d'accordo, basta lo dica via email a una o uno di noi.
Vi pregheremmo di farci giungere la Vostra firma entro domenica prossima 22
novembre.
Graditissima, naturalmente, sarà ogni opera di diffusione anche altrove che in
questa lista.
Grazie
Carlo Loiodice c.loiodice@...
Francesco Tranfaglia ftranfaglia@...
Serenella De Rosa serenella2000@...
Paolo Pietrosanti paolo@...
Daniela Floriduz daniela.floriduz@...
Igino Cuomo i.cuomo@...
LETTERA PER I PARLAMENTARI
Gentile Onorevole - Gentile Senatore
riteniamo urgente sottoporle un problema di notevole gravità, e lo facciamo
tanto da persone con disabilità, quanto da contribuenti attenti al denaro
pubblico - cioè anche nostro.
Facciamo appello alla Sua persona per chiederLe di volere esercitare il potere
di sindacato ispettivo che la Costituzione Le attribuisce.
Uno dei problemi principali nella vita delle persone con disabilità visiva,
nonché in quella di molti altri disabili, risiede tradizionalmente nel non
potere leggere e studiare se non attraverso la conversione dei libri stampati in
audio o in caratteri a rilievo Braille - procedimenti assai lenti e costosi.
Le nuove tecnologie informatiche hanno radicalmente mutato la situazione,
aprendo possibilità di studio e lettura senza precedenti non solo alle persone
con disabilità visiva, ma anche a chi sia affetto da patologie che costringono
alla immobilità, così come ai molti affetti da dislessia che necessitano del
potere contemporaneamente fruire del testo stampato e della sua lettura in
audio;
Ogni libro nasce ormai da tempo quale file di testo; è un file di testo ciò che
raggiunge editore e tipografia. E un file di testo è perfettamente leggibile
addirittura dai ciechi, grazie a semplici dispositivi tecnologici quali un
sintetizzatore vocale o una barra braille.
Beninteso, questo vale per la narrativa e gran parte della saggistica, mentre
sostanzialmente diverso è il caso dei libri scolastici e universitari, la cui
conversione presenta problemi e ostacoli differenti.
Dunque, tenendo presente quanto sopra precisato, affermare che "ciò che
impedisce addirittura alle persone cieche di leggere e studiare non è più la
cecità" corrisponde alla realtà dei fatti.
La consapevolezza ormai solida di tale evidenza ha recato il Parlamento a
disporre con l'articolo 1141 della Legge finanziaria 2007 uno stanziamento
funzionale a fare tesoro di questa opportunità;
In tale quadro il Ministero per i Beni e le attività culturali, , con Decreto
firmato dal Ministro Rutelli il 18 dicembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 82 del 7 aprile 2008, ha destinato 2.750.000 Euro al finanziamento
di progetti tesi a rendere accessibili anche alle persone con disabilità un
numero di titoli pari alle novità librarie che giungono in forma cartacea nelle
maggiori librerie;
In dettaglio, il DM statuiva che i fondi stanziati sarebbero stati assegnati a
progetti che avessero reso disponibili in forma di file un totale di 3000 titoli
ogni anno, di cui 2000 novità di autore italiano, 500 novità di autore non
italiano, da rendere disponibili entro 72 ore dalla distribuzione del libro
cartaceo in libreria, oltre ad ulteriori 500 titoli a richiesta degli utenti
disabili.
Si tratta di entità tali da assicurare - secondo i dati Aie - l'accesso a parte
assai cospicua delle novità che giungono nelle librerie più importanti.
Come è evidente, il Decreto intende puntare ad un radicale, decisissimo - sia
per quantità che per tempestività- superamento della situazione attuale, che
vede la lettura e lo studio dei ciechi assicurati in massima parte dallo spirito
di abnegazione dei disabili stessi, dalla loro capacità e determinata volontà di
leggere e studiare, che li porta a dedicare ore e ore di intenso lavoro al
perseguimento di un risultato che non è privo di illogicità: trasformare con uno
scanner un libro cartaceo in file, cioè in ciò che in buona sostanza il libro
era già prima di raggiungere l'editore e la sua tipografia.
In effetti le cifre indicate nel Decreto sono notevoli, stante che il DM parla
di titoli, e di novità librarie.
Si pensi che la stessa antica Biblioteca per i ciechi di Monza, struttura
cospicua finanziata anche dallo stesso Ministero, non riesce ad assicurare ai
disabili della vista più di poche decine di titoli nell'arco di un intero anno,
e nessuna novità libraria.
Questi titoli vengono naturalmente riprodotti in varie copie, così che, come
dicono i dati della biblioteca di Monza, diverse centinaia di disabili possono
fruire di una copia in braille, o in caratteri a stampa ingranditi, o di una
copia del file. Ma se si contano i titoli non si superano le poche decine in
totale nei 12 mesi.
E' per questo che il Decreto ha suscitato e suscita, comprensibilmente, grandi
aspettative.
Ma ad oggi non è noto quali progetti siano stati scelti, né quali siano stati
depositati.
Ed è trascorso oltre un anno e mezzo.
Grande è l'attesa di potere leggere con minori difficoltà; grande è l'attesa di
vedere la somma di 2750000 euro bene e utilmente spesa.
ci permettiamo di attirare la Sua attenzione sulla urgenza di portare ad
attuazione una decisione di palese importanza.
Lo facciamo certo essendo persone direttamente interessate al merito del
provvedimento, tanto quanto contribuenti attenti alla più efficace e oculata
allocazione del denaro pubblico.
Le chiediamo di rivolgere al Ministro competente, il Ministro per i Beni e le
Attività culturali, la Interrogazione che trascriviamo qui sotto, e La
ringraziamo anticipatamente, rimanendo in attesa di cortese riscontro e a Sua
disposizione.
Gradisca i nostri migliori saluti
INTERRROGAZIONE
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Per sapere - premesso che:
1.Uno dei problemi principali nella vita delle persone con disabilità visiva
risiede tradizionalmente nel non potere leggere e studiare se non attraverso la
conversione dei libri stampati in formati diversi da quello comune quali la
registrazione audio e la trascrizione in caratteri a rilievo braille -
procedimenti assai lenti e costosi;
2. Le nuove tecnologie informatiche hanno radicalmente mutato la situazione,
aprendo possibilità di studio e lettura senza precedenti non solo alle persone
con disabilità visiva, ma anche a chi sia affetto da patologie che costringono
alla immobilità, così come ai molti affetti da dislessia che necessitano del
potere contemporaneamente fruire del testo stampato e della sua lettura in
audio;
3. Ogni libro nasce da tempo quale file di testo, e tale file è perfettamente
ormai leggibile grazie a semplici dispositivi tecnologici quali un
sintetizzatore vocale o una barra braille;
4. Affermare che "ciò che impedisce addirittura alle persone cieche di leggere e
studiare non è più la sola cecità" corrisponde alla realtà dei fatti;
5. La consapevolezza di tale evidenza ha recato il Parlamento a disporre con
l'articolo 1141 della Legge finanziaria 2007 uno stanziamento funzionale a fare
tesoro di questa opportunità;
6. In tale quadro il Ministero per i Beni e le attività culturali, con Decreto
firmato dal Ministro Rutelli il 18 dicembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 82 del 7 aprile 2008, ha destinato 2.750.000 Euro al finanziamento
di progetti tesi a rendere accessibili anche alle persone con disabilità un
numero di titoli pari alle novità librarie che giungono in forma cartacea nelle
maggiori librerie;
7. Non è ad oggi noto - nonostante il tempo trascorso - quali progetti siano
stati finanziati
Per sapere:
- se progetti siano stati depositati;
- se i progetti depositati siano stati esaminati;
- se e quali progetti siano stati finanziati.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Coordinamento delle Associazioni “Noi Non Ci Stiamo”
Coordinamento Nazionale delle Associazioni di genitori e insegnanti uniti
per la difesa del diritto all’inclusione scolastica degli alunni con
disabilità
COMUNICATO STAMPA
La scuola dell'integrazione non si tocca!
No alle classi differenziali!
A fronte di ripetute scelte politiche che, mettendo in ginocchio la scuola
pubblica italiana, compromettono seriamente l’inclusione scolastica degli
alunni con disabilità, numerose Associazioni di genitori e insegnanti si
sono incontrate a Roma il 24 ottobre scorso per esprimere la loro
preoccupazione.
I convenuti hanno ritenuto di non chiudere i lavori, ma di rimanere
convocati in assemblea permanente
* per monitorare costantemente l’evolversi della situazione
dell’inclusione scolastica e
* per promuovere azioni coerenti ed efficaci.
La prima iniziativa programmata è per venerdì 20 novembre p.v. in molte
città d’Italia.
Il coordinamento delle Associazioni “Noi Non Ci Stiamo” sarà presente
davanti agli Uffici Scolastici Provinciali o Uffici Scolastici Regionali per
dire:
NO alla scuola che separa,
NO all’esclusione degli alunni con disabilità dalla scuola
e per ribadire con fermezza che
L’INCLUSIONE scolastica degli alunni con disabilità NON SI TOCCA.
Genitori e insegnanti riaffermano che la scuola inclusiva e che accoglie è
la sola scuola di qualità. La scuola inclusiva è una straordinaria
opportunità di crescita civile e sociale, garantita dai principi della
Costituzione italiana, riaffermata dalla Convenzione ONU sui diritti delle
Persone con Disabilità.
Le Associazioni presenti e operanti sul territorio, le Organizzazioni
Sindacali di categoria e tutti coloro che sostengono i diritti delle persone
con disabilità sono invitate a partecipare all’iniziativa spontanea, a
difesa del diritto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
C.I.I.S. Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno,
ANFFAS Onlus,
Lista di Handicap e Società,
<http://www.abcsardegna.org/> ABC Associazione Bambini Cerebrolesi
Sardegna,
Lista di Dw-Handicap,
Associazione Italiana SuXfragile,
GenitoriTOSTI,
Associazione Tutti a Scuola Onlus,
SFIDA Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità,
Associazione AMICI della VITA di Iglesias,
ANIEF <http://www.orizzontescuola.it/articoli3/ANIEF_rinomina.doc>
Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione, Associazione
ALMENO CREDO ONLUS,
Associazione Claudia Bottigelli TORINO,
CAD Comitato Associazioni dei Disabili di Bologna,
Disabilandia (Livorno),
Comitato precari liguri della scuola,
Co.Ge.De. Liguria.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
L'argomento non è propriamente pertinente l'handicap ma credo che sia di
particolare importanza per le maestre, per le mamme e per tutti coloro che
interagiscono con i bambini.
Ogni anno in Italia ci sono 50 famiglie distrutte da una tragedia senza confini:
50 bambini perdono la vita per soffocamento da corpo estraneo ( il 27 % dei
decessi accidentali - dati 2007 SIP Societa' Italiana di Pediatria) non solo per
il "corpo estraneo" che hanno ingerito accidentalmente ( palline di gomme,
prosciutto crudo, insalata,caramelle gommose,giochi etc etc .), ma soprattutto
perche' chi li assiste nei primi drammatici momenti di solito NON è " formato "
a queste manovre e genera disastrose conseguenze.
Il NON SAPERE genera errori: prendere per i piedi un bambino che è ostruito, o
peggio ancora mettere le dita in bocca, sono le prime due cose che vengono fatte
dal soccorritore occasionale non preparato.e che di solito cagionano la morte
del bambino.
Ma allora cosa fare ?
Ce lo dirà il Dott. Marco Squicciarini domani presso la
PARROCCHIA GESU' DIVIN SALVATORE - VIA ROMOLO GIGLIOZZI 31 00128 ROMA TOR DE
CENCI - ZONA EUR PONTINA USCITA 26 RACCORDO DALLE 17,00 ALLE 19,15
Con le parole del Dott. Squicciarini la presentazione dell'attività:
<<Da tempo combatto come Volontario un grave male che esiste nel nostro paese
che uccide un bambino a settimana : il NON SAPERE .
Purtroppo molte morti di bambini potrebbero essere evitate facendo dei semplici
corsi.
Da quando ho iniziato questa attività di volontariato con la Croce Rossa
Italiana ho avuto già il ritorno di tre bambini salvati dalle mamme o dalle
maestre che avevano "solo" assistito alla mia lezione interattiva pediatrica.
Di cosa si tratta ?
Durante la Lezione Interattiva Pediatrica della durata di due ore con rilascio
di attestato della Croce Rossa Italiana mi occupo dei seguenti temi:
* proietto e spiego tutte le slide ufficiali del PBLSD ( rianimazione
cardiopolmonare pediatrica per la popolazione) della Croce Rossa Italiana
* proietto e spiego tutte le slide ufficiali del Corso di Manovre di
Disostruzione Pediatrica per la popolazione
* proietto filmati di rianimazione pediatrica con note esplicative
* effettuo simulazioni con manichini su arresti cardiopolmonari pediatrici per
il tramite di Istruttori CRI
* effettuo simulazioni sulla disostruzione bambino e lattante
* mostro 5 diversi tipi di nuovi Defibrillatori pediatrici in uso nelle scuole e
nei luoghi pubblici creati proprio per l'uso pubblico
* affronto il problema legale legato all'intervento in caso di insuccesso
operativo sul personale civile e laico
* mostro i nuovi presidi americani per la diffusione della RCP Pediatrica che
arriveranno in Italia tra un anno ad uso popolazione non sanitaria
* annuncio la pianificazione Nazionale della formazione pediatrica PBLSD - CRI e
Manovre disostruzione
* distribuisco ai presenti grazie ad una Onlus che paga tutto: attestati,DVD,
poster e manualetto disostruzione
* Tutto questo in forma aperta a chiunque voglia partecipare perché interessato
alla delicata ed attuale tematica della rianimazione pediatrica.
*
* Chi perde la lezione la puo' recuperare in un altra scuola seguendo poi il
calendario delle mie attività su :
http://www.manovredisostruzionepediatriche.com AREA ATTIVITA > CORSI
Allego poi delle foto delle mie visite nelle scuole ed il manualetto che è
pubblicato anche nel sito della Pubblica Istruzione Nazionale. >>
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Da L.Gennari
SDOGANATA LA PARTECIPAZIONE DELLE FONDAZIONI
ALLE GARE PUBBLICHE avv. Marco Spagnuolo Studio legale e tributario
Spagnuolo e Associati
Con la Sentenza n. 3897 in data 16 giugno 2009, il Consiglio di Stato, sez.
VI, ha sciolto il nodo gordiano afferente all’individuazione dei soggetti
legittimati alla partecipazione ad una gara pubblica e quindi dei potenziali
affidatari di contratti pubblici.
Il caso sottoposto all’attenzione del Giudici di Palazzo Spada, concerneva
una procedura aperta bandita dall’Università di Milano nel 2007, per
l’aggiudicazione della fornitura di un radiofarmaco, cui avevano partecipato
tre concorrenti tra cui una ATI composta – tra gli altri – da una
fondazione, la quale risultava aggiudicataria dell’appalto.
Il provvedimento di aggiudicazione veniva impugnato dalla seconda
classificata sulla scorta dell’illegittima condotta della stazione
appaltante per non aver disposto l’esclusione dell’ATI in quanto composta da
un soggetto – la fondazione – non contemplato dal novero di cui all’art. 34
del Codice degli Appalti approvato con d. lgs. n. 163 del 2006.
Ritenuta fondata la censura della violazione dell’art. 34 del codice dei
contratti pubblici e, cioè, l’illegittima partecipazione alla gara, nel
raggruppamento aggiudicatario, di una fondazione, il primo giudice aveva
accolto il gravame riformando la procedura di aggiudicazione.
La decisione veniva assunta in ragione di un’interpretazione restrittiva
dell’elencazione dei soggetti ammessi alle gare ai sensi dell’art. 34 Codice
Appalti, ritenuta dal giudice di prime cure tassativa nel senso che – in
mancanza di espressa previsione – le fondazioni non potessero partecipare
alle gare pubbliche, anche in considerazione della specifica peculiarità
della rilevanza sociale dello scopo, di carattere non lucrativo, perseguito
dalle fondazioni in contrapposizione al fine lucrativo della distribuzione
degli utili fra i soci caratterizzante le società commerciali.
Chiamato ad esaminare la legittimità di siffatta pronuncia, il Consiglio di
Stato ha ritenuto non doversi conformare ad una lettura restrittiva della
disciplina nazionale e comunitaria disciplinante la subjecta materia proprio
in virtù del tenore letterale della normativa medesima, confortato
dall’orientamento della giurisprudenza comunitaria affermatosi a riguardo.
Ha osservato sul punto il giudice di seconde cure che, quanto alla natura
dei soggetti legittimati ad accedere ai contratti pubblici, la norma
comunitaria (art. 1, par. 8, della direttiva n. 2004/18/CE) indica che “i
termini «imprendiore», «fornitore» e «prestatore di servizi» designano una
persona fisica o giuidica o un ente pubblico o un raggruppamento di tali
persone e/o enti che offra sul mercato, rispettivamene la realizzazione di
lavori e/o opere prodotti o servizi”. t r t , ,
In senso conforme – puntualizza il giudice di secondo grado – la previsione
legislativa nazionale (art. 3, punto 19, del codice dei contratti) ascrive i
termini di imprenditore, fornitore e prestatore di servizi ad “una persona
fisica, o una persona giuridica o un ente senza personalià giuridica, ivi
compreso il gruppo europeo di ineresse economico (GEE) cosituito ai sensi
del decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240, che offra sul mercato,
rispettivamente, la realizzazione di lavori o opere, la fornitura di
prodotti, la prestazione di servizi”. , t t I t
Dall’esame del contenuto letterale della citata normativa, il Consiglio di
Stato non ha quindi rinvenuto valide ragioni per escludere che anche
soggetti economici senza scopo di lucro, quali le fondazioni, potessero
soddisfare i necessari requisiti ed essere qualificati come “imprenditori”,
“fornitori” o "prestatori di servizi", attese la personalità giuridica che
le fondazioni vantano e la loro capacità di esercitare anche attività di
impresa, qualora funzionali ai loro scopi e sempre che quest'ultima
possibilità trovi riscontro nella disciplina statutaria del singolo soggetto
giuridico.
La lettura ermeneutica estensiva secondo cui il soggetto abilitato a
partecipare alle gare pubbliche è l’ “operatore economico” che offre sul
mercato lavori, prodotti o servizi, secondo un principio di libertà di forme
(persone fisiche o persone giuridiche), risulta coerente rispetto
all’orientamento della giurisprudenza comunitaria – richiamato nella
pronuncia in commento – secondo cui:
a) per “impresa”, pur in mancanza di una sua definizione nel Trattato, va
inteso qualsiasi soggetto che eserciti attività economica, a prescindere dal
suo stato giuridico e dalle sue modalità di finanziamento (Sentenza Corte di
giustizia 1.7.2008, causa C-49/07, e richiami ivi indicati);
b) costituisce attività economica qualsiasi attività che consiste
nell’offrire beni o servizi su un determinato mercato (Corte di giustizia
10.1.2006, causa C-222/04 relativa a una fondazione bancaria che sia stata
autorizzata dal legislatore nazionale a effettuare operazioni necessarie per
la realizzazione degli scopi sociali, tra i quali anche la ricerca,
l’educazione, l’arte e la sanità);
c) l’assenza di fine di lucro non esclude che un soggetto giuridico che
esercita un’attività economica possa essere considerato impresa (Corte di
giustizia 29.11.2007, causa C-119/06, relativa a organizzazioni sanitarie
che garantiscono il servizio di trasporto d’urgenza di malati e che possono
concorrere con altri operatori nell’aggiudicazione di appalti pubblici, a
nulla rilevando che i loro collaboratori agiscono a mezzo di volontari ed
esse possono presentare offerte a prezzi notevolmente inferiori a quelli
degli altri concorrenti).
Con la pronuncia in esame, i giudici di Palazzo Spada hanno smentito,
altresì, il convincimento – parimenti espresso dalla sentenza di primo grado
indi riformata in appello – per cui l’inammissibilità delle fondazioni alle
gare pubbliche si giustificherebbe sulla base del regime fiscale di favore
che causerebbe un’inaccettabile disparità di condizioni tra i concorrenti.
Rammenta in proposito il Consiglio di Stato come in realtà il regime fiscale
di favore assiste anche altri soggetti, quali le cooperative e le Onlus;
ciononostante le une risultano espressamente contemplate nell’art. 34 del
codice; le altre, secondo la recente giurisprudenza amministrativa (Cons. di
Stato, VI, n. 185 del 2008; V, n. 1128 del 2009) possono essere ammesse alle
gare pubbliche quali “imprese sociali”, cui il d. lgs. 24 marzo 2006 n. 155
ha riconosciuto la legittimazione ad esercitare in via stabile e principale
un’attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni o
di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità d’interesse
generale, anche se non lucrativa.
La sentenza in commento ha pertanto incoraggiato una concezione sostanziale
di operatore economico svincolata dalla rigidità formale della
configurazione giuridica, con il corollario della partecipazione alle gare
pubbliche di tutti quei soggetti in grado di offrire sul mercato la
realizzazione di lavori, prodotti o servizi, a prescindere dalle finalità
lucrative perseguite e dalla forma giuridica assunta.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Da L.Gennari
Con un decreto, il Governo ha costituito l'Anagrafe di Fondi, Casse, enti e
società di mutuo soccorso con fini solo assistenziali, e ha precisato le
prestazioni vincolate, che dovranno rappresentare almeno il 20% di tutte le
risorse impegnate da Fondi e Casse per l'intera gamma di prestazioni erogate
nell'anno, pena la perdita delle attuali agevolazioni fiscali.
Lo aveva promesso nel suo «Libro bianco»: al Welfare sanitario tradizionale
andrà sempre più affiancato il "secondo pilastro" dell'assistenza
integrativa, frutto della contrattazione collettiva. E ora Maurizio Sacconi,
Ministro del super Welfare che sta per "perdere" la competenza sulla Salute,
mantiene la promessa.
Con un decreto appena firmato dal ministro, il Governo rilancia i Fondi
sanitari integrativi del Ssn. Lo fa in due mosse. Costituendo l'«Anagrafe»
di Fondi, Casse, enti e società di mutuo soccorso con fini solo
assistenziali. E precisando le prestazioni che dovranno garantire almeno il
20% del totale di quelle offerte agli iscritti, pena la perdita delle
attuali agevolazioni fiscali: prestazioni odontoiatriche, assistenza
socio-sanitaria ai non autosufficienti ma anche interventi destinati a chi è
temporaneamente «inabilitato» per malattia o infortunio.
Il nuovo decreto, anticipato dal settimanale «Il Sole-24 Ore Sanità», dà
applicazione al provvedimento del giugno 2008 dell'allora ministro Livia
Turco. Non senza riservare novità, a partire dalla più dettagliata
elencazione delle prestazioni vincolate da fornire entro il 20% dei bilanci
di Fondi e Casse. E confermando così in pieno una linea di tendenza ormai
consolidata: se il "tutto a tutti" non è più possibile col Ssn, la
scorciatoia della sanità integrativa, quella soprattutto che passa per la
via negoziale, si sta rivelando decisiva, non solo per le famiglie, ma anche
per i conti pubblici. Di cure dentarie, del resto, nel Ssn, neppure a
parlarne, così come per la non autosufficienza.
Prestazioni «vincolate»
Le prestazioni «vincolate», che dovranno rappresentare almeno il 20% di
tutte le risorse impegnate da Fondi e casse per l'intera gamma di
prestazioni erogate nell'anno, al netto delle spese gestionali, sono
distinte in quattro "voci": l'assistenza odontoiatrica, incluse le protesi;
le prestazioni sociali a rilevanza sanitaria per i non autosufficienti per
favorirne l'autonomia e la permanenza a casa, ma anche presso le strutture
residenziali e semiresidenziali non assistibili a domicilio; le prestazioni
sanitarie a rilevanza sociale da garantire ai non autosufficienti , sia a
casa sia presso strutture esterne; le prestazioni destinate al recupero di
chi è temporaneamente inabile per infortunio o malattia, dagli ausili ai
dispositivi medici fino alle cure termali e alla riabilitazione.
Il vincolo del 20% dovrà essere garantito fin dalle gestioni 2010. Ma la
verifica vera e propria del rispetto delle condizioni ai fini dell'accesso
al beneficio fiscale, scatterà solo dal 2012: i bilanci 2010 saranno chiusi
infatti solo alla metà del 2011 e solo a quel punto l'Anagrafe potrà
comunicare alle aziende l'applicazione o meno del bonus fiscale, che a quel
punto scatterà, o meno, dalle buste paga del gennaio 2012.
Nasce l'Anagrafe
L'iscrizione all'«Anagrafe» dei Fondi integrativi (e di Casse, enti, società
di mutuo soccorso) dovrà essere formalizzata entro il 30 aprile 2010 e
rinnovata ogni anno entro il 31 luglio. Per l'iscrizione all'Anagrafe – che
sarà a prova di privacy e le cui modalità di funzionamento verranno fissate
con un altro decreto – dovranno essere inviati per via telematica al sito
www.ministerosalute.it/programmazione: atto costitutivo, regolamento,
nomenclatore delle prestazioni, bilancio preventivo e consuntivo o documento
equivalente, schema di modelli di adesione degli iscritti. Per il rispetto
della soglia delle risorse vincolate, dal 2011, al momento dell'iscrizione
(o del rinnovo) all'Anagrafe andrà aggiunta anche la certificazione del
legale rappresentante che dovrà indicare, al netto delle spese generali: le
somme impegnate per le prestazioni con risorse vincolate almeno al 20% del
totale delle risorse spese; il totale delle risorse impegnate per tutte le
altre prestazioni; il rapporto percentuale tra le prestazioni «vincolate» e
l'insieme di tutte le altre prestazioni.
-
<http://www.nonprofitonline.it/static/allegati/decreto_fondisanitari09.pdf>
il testo del Decreto
-
<http://www.nonprofitonline.it/static/allegati/decreto_fondisanitari09_alleg
.pdf> l'allegato al decreto
<http://www.ilsole24ore.com> www.ilsole24ore.com
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Il ministro ha reagito alle richieste delle associazioni, che dopo
l'incontro del 4 novembre avevano annunciato proteste. La Gelmini
incontrerà la Consulta delle associazioni delle persone con disabilità
il prossimo 19 novembre
ROMA -- Ci sono segnali di rasserenamento tra il ministro Gelmini e le
federazioni Fish e Fand: dopo le proteste seguite alla latitanza del
ministro nelle riunioni della Consulta per l'integrazione e alla
mancanza di risposte alla preoccupazioni sollevate dalle associazioni,
il ministro Gelmini ha invitato la Consulta delle Associazioni delle
Persone con Disabilità, in programma per il 19 novembre prossimo. Ci
auguriamo -- scrivo le due federazioni in una nota congiunta - che, nel
corso dell'incontro, il ministro possa indicare soluzioni concrete per
risolvere positivamente le emergenze che, dall'inizio del nuovo anno
scolastico, si pongono quali ostacoli per l'inclusione scolastica degli
alunni con disabilità". Tra le questioni che le associazioni
sottoporranno al ministro c'è il sovraffollamento di alunni disabili in
alcune classi e "il rischio di un ritorno alle classi differenziali":
questioni già note al ministro Gelmini, che tempo fa ha ricevuto un
documento congiunto dalle federazioni. Nel frattempo, resta confermata
l'iniziativa annunciata da Fish e Fadn per il prossimo 3 dicembre,
Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Redattore Sociale
*L'Assessorato all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione
Campania a *
*Roma il 19 novembre 2009 in conferenza stampa sullo stato di emergenza
dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. *
L'Assessorato all'Istruzione della Regione Campania, dopo aver preso
visione della richiesta inviata dal MIUR agli Uffici Scolastici
Regionali in data 12/09/2009 sulla necessità di una ricognizione sulla
situazione reale di affollamento delle classi in relazione alla presenza
di alunni con disabilità, si è prontamente attivata, in collaborazione
con la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), per
effettuare il monitoraggio nelle scuole della Campania.
Sono state prese in considerazione classi in cui fossero presenti uno o
più alunni con disabilità e l'iniziativa è stata curata dallo Sportello
Integrazione del Progetto Scuole Aperte dell'Assessorato all'Istruzione
della Regione Campania.
Moltissime Istituzioni Scolastiche del territorio campano hanno risposto
prontamente alla sollecitazione dell'Assessorato. I dati registrati, che
fotografano con precisione la condizione attuale, consentono già una
valutazione oggettiva, in quanto riferiti ad un campione di popolazione
superiore al 20% del numero complessivo delle scuole.
Il quadro complessivo risultante dai dati censiti risulta
particolarmente inquietante.
Confermano l'allarme pervenuto all'Assessore Corrado Gabriele da parte
non solo del mondo della scuola ma anche delle famiglie.
Nelle Scuole della Regione vi sono classi che, pur in presenza di alunni
con disabilità, arrivano a contare 37 alunni. Classi formate da 34
alunni di cui 4 con disabilità. La situazione non riguarda casi
sporadici: molte istituzioni scolastiche riferiscono classi con un
numero di alunni elevato anche in presenza di alunni certificati. Questa
condizione accomuna tutte le province della Regione. Lo scenario riporta
una realtà difficilmente gestibile, sicuramente al di fuori dei
parametri di una scuola di qualità e in violazione degli stessi
indicatori di sicurezza ambientale tanto per gli alunni quanto per il
personale della scuola.
L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità vive uno dei suoi
momenti più critici e bui. L'intero processo appare messo in discussione
da scelte che anziché essere orientate a rimuovere gli ostacoli, ne
creano continuamente.
Al silenzio del Ministro dell'Istruzione che dal 12 ottobre non risponde
alle precise richieste di questo Assessorato, si è ritenuto opportuno
presentare in Conferenza stampa insieme alle principali associazioni di
rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie, il
dossier aggiornato sul sovraffollamento delle classi di nuovi dati, già
inviato al Ministero della Pubblica Istruzione.
*La conferenza stampa si terrà giovedì 19 novembre *
*alle ore 11:00 presso la sede della Regione Campania a Roma*
*Via Poli, 29 (traversa di Via del Tritone) secondo piano *
/L'Assessore/
/Corrado Gabriele/
Napoli, 16 novembre 2009
Ricevo e volentieri inoltro.
Iacopo Balocco
http://ntdlazio.blogspot.com/
---
Un convegno per la Cultura Senza Barriere
Il Prof. Edoardo Arslan, Delegato del Rettore per la Disabilità, e la
Prof.ssa Laura Tallandini, Delegato del Rettore per il Sistema Bibliotecario
di Ateneo, dell'Università di Padova presentano, in collaborazione con il
Servizo Disabilità e il Centro di Ateneo per le Biblioteche, il convegno
Cultura Senza Barriere (http://www.culturasenzabarriere.org/), che si
svolgerà a Padova il 18, 19 e 20 febbraio 2010.
Gli argomenti generali dell'evento saranno da un lato la comunicazione
mediata dal computer, dall'altro la tecnologia e l'innovazione nella Rete,
con una particolare attenzione al problema delle barriere digitali che,
impedendo di fatto ad alcuni l'accesso alle informazioni, limitano la
diffusione della conoscenza e della cultura online.
Accessibilità del web, usabilità, architettura dell'informazione, editoria
digitale, biblioteche digitali, mondi virtuali, social network, web design,
politica online, sociologia della rete, open source e tecnologie innovative,
sono solo alcuni degli argomenti che saranno affrontati dagli esperti
invitati.
Sarà quindi un'occasione per condividere conoscenze e idee innovative, ma
anche di aggiornamento e formazione per chi è interessato a comprendere, con
responsabilità sociale, il mondo della tecnologia informatica e della Rete.
La partecipazione all'evento è gratuita previa registrazione su
http://www.culturasenzabarriere.org/iscrizione/
Da gennaio scatta la riduzione degli assegni futuri dovuta alla circostanza
che si vive più a lungo. Tagli da 150 euro solo in parte evitabili
lavorando più anni
*http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/pensioni/tassa-vita/tassa-vit\
a.html
*/di MARCO RUFFOLO/
*
ROMA -* Si potrebbe chiamare "tassa sulla speranza di vita". Il fatto
che gli italiani vivano più a lungo rispetto a quindici anni fa nasconde
una contropartita che in pochi conoscono: la pensione sarà più bassa.
Con buona pace di chi annuncia che il sistema previdenziale non sarà
toccato. Tutto nasce da un semplice problema: vivere di più significa, a
parità di condizioni, ricevere la pensione per un numero maggiore di
anni, con un costo che lo Stato ritiene fin d'ora insostenibile. La
soluzione trovata è aritmeticamente ineccepibile: l'assegno mensile non
potrà più essere quello di prima, ma necessariamente più leggero.
Lo Stato, invece di pagare poniamo 1.000 euro al mese per 19 anni (era
la speranza di vita dei maschi ultrasessantenni una quindicina di anni
fa), darà 905 euro al mese per 21 anni (speranza di vita attuale). E non
è finita qui, perché ogni ulteriore aumento della vita media in futuro
farà scattare di tre anni in tre anni un taglio della pensione. Insomma,
campare di più non è un regalo ma ha un prezzo da pagare alla
collettività. Non stiamo ovviamente parlando di quanti vanno in pensione
adesso o ci stanno per andare: per loro l'assegno più o meno resta
quello previsto. Stiamo parlando di tutti gli altri: i cinquantenni cui
manca ancora una decina di anni, e soprattutto i giovani appena assunti
o destinati ad esserlo. Che si porranno subito una domanda: scegliendo
di andare in pensione più tardi, si eviterà la decurtazione
dell'assegno? Per i cinquantenni la risposta è "sì", almeno in parte.
Per i giovani "no".
Tutto questo non è un progetto, è già deciso e scatterà dal primo
gennaio 2010. Lo ha disposto la riforma Dini del '95, lo ha tradotto in
cifre una legge del 2007, lo ha confermato l'attuale governo. Dunque,
decisione assolutamente bipartisan. Il fatto che non se ne parli tanto è
almeno in parte dovuto all'astruso titolo di questa norma,
incomprensibile per i non addetti ai lavori: "Revisione dei coefficienti
di trasformazione". Si tratta di quei numeretti che moltiplicati per la
totalità dei contributi versati danno come risultato la pensione dovuta
a ciascun lavoratore. Ogni tre anni questi numeri andranno rivisti al
ribasso man mano che crescerà la speranza di vita. Primo taglio a
gennaio, dopo un lungo rimpallo tra i governi succedutisi dopo Dini.
Ma lasciamo parlare i dati, cominciando dalla situazione del lavoratore
dipendente cinquantenne (diciamo 52), assunto nel 1985. Immaginiamo che
voglia andare in pensione nel 2020 all'età minima consentita: 62 anni e
35 di contributi. Se non fosse introdotta la nuova "tassa sulla speranza
di vita", prenderebbe il 62 per cento dello stipendio. Con la
penalizzazione avrà invece il 58,5%. Per continuare a prendere il 62%,
dovrà aspettare tre anni, fino al sessantacinquesimo anno di età. Se
invece il lavoratore aveva deciso in ogni caso di andare in pensione a
65 anni, perderà quattro punti percentuali del proprio stipendio: circa
80 euro al mese su uno stipendio di 2.000 euro.
Prendiamo ora un giovane ventisettenne che dopo un lungo precariato sta
finalmente per essere assunto all'inizio del prossimo anno. Nel 2045
avrà 62 anni e 35 anni di contributi (di più non è riuscito ad
accumularne). Lasciando il lavoro a quell'età, se non venisse introdotta
la nuova "tassa sulla speranza di vita", avrebbe un assegno pari al 60
per cento del proprio stipendio. Con la tassa, otterrà solo poco più del
52%. Se invece decidesse di rinviare il pensionamento fino al
sessantacinquesimo compleanno, otterrebbe il 57 per cento, ossia
recupererebbe qualcosa ma perderebbe comunque tre punti percentuali del
proprio stipendio. Una stangata anche maggiore subirebbe chi avesse fin
dall'inizio progettato di andare in pensione a 65 anni: perdita secca di
nove punti, che per uno stipendio di 2.000 euro equivale a quasi 200
euro al mese in meno.
Tutto chiaro. Ma resta un dubbio, anzi due. Finora ci hanno ripetuto
fino alla nausea che per salvare il sistema previdenziale è necessario
innalzare l'età pensionistica, anche più di quanto già previsto. E ora
scopriamo che per tutti i giovani lavoratori e i futuri assunti,
rinviare l'addio al lavoro non servirà affatto a evitare un taglio
dell'assegno. Ci si aspetterebbe che il sacrificio richiesto andasse in
una sola direzione, e invece non solo si dovrà andare in pensione più
tardi, ma si riceveranno meno soldi.
Un doppio onere che per molti critici del nuovo sistema non sembra avere
alcuna logica. Secondo dubbio: il taglio dei coefficienti si applica a
tutta la massa dei contributi versati nel corso della propria vita
lavorativa e non - come sarebbe più giusto per evitare la retroattività
- solo a quelli successivi all'introduzione del nuovo sacrificio.
Alla fine, tirate le somme, il baratro che divide giovani e meno giovani
non fa che allargarsi ulteriormente, con i primi costretti a pagare,
oltre alle conseguenze della propria precarietà lavorativa, anche quelle
della crescente speranza di vita. Su cui sta per abbattersi, silenziosa
e implacabile, la nuova tassa occulta.
PRIMO INVITO
Il giorno 15 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 18,30 – presso la Sala
Consiliare del Municipio Roma 12 –
Via Ignazio Silone – Primo Ponte –
La Consulta per la Disabilità del Municipio Roma 12 promuove il Convegno:
· IL TRAINING ABITATIVO – Progetto integrato per il “Durante per il
Dopo di Noi” denominato
“Ciao mamma vado a vivere da solo”
· IL TRUST – Una soluzione per il Dopo di Noi
Il trust è opportunamente volto a tutelare la persona fragile ad avere il
migliore regime di vita possibile
“La migliore dottrina e la giurisprudenza assolutamente prevalente hanno
ormai da tempo riconosciuto la compatibilità tra il trust ed il nostro
ordinamento giuridico”.
Sono stati invitati:
LE FAMIGLIE
· Avvocato Francesca Romana Lupoi
· Il Presidente, l’Assessore alle politiche Sociali, il Direttore, il
Dirigente UOSECS, i consiglieri tutti del Municipio 12
· L’Assessore alle politiche Sociali del Comune di Roma
· Il Distretto Sanitario 12 ASLRMC (U.O. Handicap minori ed adulti)
· Servizio Sociale
· I coniugi Papini (guardiani del trust) genitori di Daniele
(beneficiario del trust)
· Il terzo settore
· La Scuola
· Le consulte municipali
Il Convegno è aperto a tutte le persone interessate.
SI PREGA DI DARE LA MASSIMA DIFFUSIONE
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
La decisione, annunciata all'indomani dell'ultima deludente riunione
dell'Osservatorio ministeriale, è stata presa dai rispettivi direttivi.
Nocera: "Siamo in stato di agitazione. Ora ci rivolgiamo al governo". Il
3 dicembre manifestazione nazionale
Dal Redattore Sociale
ROMA -- Il "divorzio" è ufficiale, se di divorzio si può parlare. Fish e
Fand, le due maggiori federazioni per la disabilità, lasciano la
Consulta ministeriale dell'osservatorio sull'integrazione scolastica.
E'quanto è stato deciso dai rispettivi direttivi nella riunione di ieri,
già annunciata nei giorni scorsi, a seguito della deludente riunione
della Consulta stessa, per l'ennesima volta disertata dal ministro Gelmini.
"C'è stata piena concordanza di idee tra noi e la Fand", commenta
Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish. "Non ci presenteremo alla
consulta, anche se convocati, fin quando il ministro Gelmini non ci
riceverà e non ci darà risposte, qualsiasi esse siano, rispetto ai dieci
punti indicati nel nostro documento condiviso. Invieremo al ministro una
nota ufficiale per comunicare la nostra decisione. Ma intanto
apprenderanno del divorzio dalla stampa".
Nell'incontro di ieri, però, non si è parlato soltanto di scuola. "Dalla
Conferenza di Torino a oggi, si sono accumulate una serie di
problematiche che ormai non interessano più questo o quel ministro, ma
investono il governo stesso. Per questa ragione, abbiamo deciso di
convocare, il 3 dicembre prossimo, una manifestazione al chiuso (in un
cinema, o in un teatro), organizzata sempre da Fish e Fand, alla quale
inviteremo il sottosegretario Letta. A lui invieremo una lettera, nella
quale indicheremo i punti ai quali gli chiediamo di rispondere. In base
alle risposte che riceveremo quel giorno, decideremo se interrompere lo
stato di agitazione, oppure continuare, convocando eventualmente anche
una manifestazione di piazza".
______________________________________________________________
FAND - Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili
Responsabile: *Giovanni Pagano*
Addetto alla comunicazione: **
Indirizzo: Via Borgognona, 38 - 00187 - Roma ( RM )
Telefono: 06/69988304
Fax: 06/69940645
E-mail: f.a.n.d.@... <mailto:f.a.n.d.@...>
Per promuovere una collaborazione costruttiva diverse associazioni di
disabili si sono riunite nella FAND (Federazione tra le Associazioni
nazionali dei disabili).
La Federazione è stata costituita all'inizio del 1997, tra le
Associazioni storiche di promozione sociale (Associazione nazionale
mutilati e invalidi civili; Associazione nazionale mutilati e invalidi
del lavoro; Ente nazionale sordomuti; Unione italiana ciechi e Unione
nazionale mutilati per servizio) allo scopo di creare un organismo
valido a rappresentare, con comune impegno propositivo e operativo, le
esigenze globali dei disabili presso lo Stato, le Regioni, gli Enti
locali e presso tutte le forze politiche e sociali del paese.
In particolare, la Federazione si propone di coordinare le politiche e
le iniziative nei settori della previdenza, dell'assistenza,
dell'istruzione, della sanità, del collocamento al lavoro,
dell'abbattimento delle barriere architettoniche, della comunicazione,
dello sport e turismo sociale, nonché in tutti gli altri settori che
interessano i disabili.
La Federazione si richiama ai valori fondamentali della Costituzione,
per cui riconoscere il valore culturale, morale e sociale
dell'associazionismo e tutela la dignità di tutte le categorie dei
disabili indipendentemente da ogni opinione politica, convinzione
ideologica o fede religiosa.
Fanno parte dell'Associazione, come componenti del Comitato esecutivo, i
presidenti delle Associazioni federate (Giovanni Pagano, Pietro
Mercandelli, Ida Collu, Tommaso Daniele e Franco Cesareo). L'Assemblea,
che è l'organo massimo deliberante, è costituita dai detti Presidenti
nazionali e da altri tre rappresentanti designati dalle rispettive
Associazioni (complessivamente da venti membri), che durano in carica
tre anni e possono essere confermati
_______________________________________________________
FISH - Federazione italiana superamento handicap
Responsabile: *Pietro V. Barbieri*
Addetto alla comunicazione: **
Indirizzo: Via G. Capponi, 178 - 00179 - Roma ( RM )
Telefono: 06/78851262
Fax: 06/78140307
Sito Web: http://www.superando.it
E-mail: presidenza@... <mailto:presidenza@...>
La Fish è una federazione di associazioni nazionali e locali nata nel
1994 che si propone di promuovere politiche di superamento
dell'handicap, partendo dai principi di tutela dei diritti umani e
civili delle persone con disabilità e dalle Regole standard
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Interviene per garantire la non
discriminazione, la eguaglianza delle opportunità e l'integrazione
sociale in tutti gli ambiti della vita. Le sue attività primarie sono:
coordinamento nazionale delle associazioni aderenti; rappresentanza
presso le istituzioni della voce unitaria dei disabili nei confronti del
Governo, del Parlamento e di altre istanze nazionali; partecipazione
alla consulta nazionale per la disabilità del Dipartimento degli Affari
Sociali, Presidenza del Consiglio; partecipazione alla consulta delle
associazioni presso l'osservatorio sull'integrazione scolastica del
Ministero della Pubblica Istruzione; partecipazione alla consulta delle
associazioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale;
partecipazione a tutte le commissioni e comitati nazionali in cui si
trattano le tematiche attinenti alla disabilità . Alla Fish aderiscono
ventuno associazioni nazionali, le associazioni locali di sei Regioni
già raggruppate nelle rispettive Fish regionali e due associazioni locali.
Comunicato stampa FAND e FISH
*3 DICEMBRE 2009: DECISA LA MOBILITAZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ *
*E DEI LORO FAMILIARI PER SENSIBILIZZARE IL GOVERNO.*
*PIÙ ATTENZIONE AI PROBLEMI DELL'INCLUSIONE E RISPOSTE CONCRETE SULLA
SCUOLA*
La *Fand -- Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili*, e
la *Fish -- Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap*,
nell'incontro del 10 novembre 2009, hanno deliberato di indire una
*propria iniziativa* *congiunta il prossimo 3 dicembre a Roma per
celebrare la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità*.
Tale decisione nasce dall'esigenza di riaffermare che le persone con
disabilità ed i loro familiari devono poter essere protagonisti della
propria esistenza; obiettivo oggi spesso reso impossibile nel nostro
Paese, a causa dei ritardi culturali e dei numerosi ostacoli che ancora
si frappongono per realizzare una piena inclusione e vita indipendente.
Una questione che sembra spesso dimenticata dalle Istituzioni. Dopo aver
constatato l'assenza di politiche significative a favore dei diritti
delle persone con disabilità e della loro inclusione sociale, *le due
Federazioni (che raggruppano le maggiori e più significative
associazioni di persone con disabilità e loro familiari) hanno deciso
unitariamente di avviare uno stato di mobilitazione, a promozione e
difesa dei diritti umani, civili e sociali di tutte le persone con
disabilità in Italia*.
Tale decisione scaturisce inoltre a seguito dell'ennesimo episodio di
scarsa attenzione ai gravi problemi dell'inclusione scolastica da parte
del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, la quale non
ha finora mai partecipato alle riunioni della Consulta ministeriale
dell'Osservatorio sull'Integrazione scolastica degli alunni con disabilità.
Pertanto *la Fand e la Fish hanno infine deciso di non partecipare alle
riunioni della Consulta* delle Associazioni delle persone con disabilità
del Miur e di invitare le altre organizzazioni a fare altrettanto,
*finchè il Ministro Gelmini non interverrà e garantirà risposte concrete*.
Il Presidente Fand
Giovanni Pagano
Il Presidente Fish
Pietro Vittorio Barbieri
Buongiorno a tutti.
Vorrei sapere se una bambina affetta da retinopatia familiare inserita in
una 5°classe della scuola primaria può avere gratuitamente, magari
sovvenzionato dalla ASL, un video ingranditore come ausilio scolastico? A
chi dovrei rivolgermi?
Ringrazio anticipatamente. Gabriella
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Grazie è sempre tutto molto utile
_____
Da: sociale-edscuola@yahoogroups.com
[mailto:sociale-edscuola@yahoogroups.com] Per conto di Luciana Gennari
Inviato: martedì 10 novembre 2009 16:49
A: sociale-edscuola@yahoogroups.com
Oggetto: R: [sociale-edscuola] informazioni PEI
Carissima Giulia,
attraverso l’accordo di programma per l’integrazione scolastica di allievi
con disabilità di ogni ordine e grado, del Municipio Roma 12, sono stati
creati dei sottogruppi di lavoro che si interessano di:
· Modulistica
· Buone prassi
· Data base
Sono stati predisposti dei moduli omogenei per tutte le scuole del distretto
scolastico-municipio, anche riguardanti la compilazione del PEI. Chiederò al
gruppo di lavoro se posso mettere in rete (buone prassi) di metterlo in
rete.
Dovrei incontrarmi con il Gruppo di lavoro distrettuale, di cui faccio parte
come rappresentanza delle famiglie, giovedi prossimo, per andare insieme a
Rimini per il convegno dell’Erickson.
A risentirci presto.
Luciana Gennari
Da: sociale-edscuola@ <mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
yahoogroups.com
[mailto:sociale-edscuola@ <mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
yahoogroups.com] Per conto di Giulia Martorana
Inviato: martedì 10 novembre 2009 6.53
A: sociale-edscuola@ <mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
yahoogroups.com
Oggetto: R: [sociale-edscuola] informazioni PEI
Si dovrebbe partire dall’analisi della diagnosi funzionale e del profilo se
sono stati redatti, e dall’osservazione di abilità presenti e carenti nel
bambino e dal colloquio con i genitori e membri dell’èquipe.
Qualche indicazione in più potrebbe essere utile per procurarti un po’ di
materiale.
Giulia
_____
Carissima Giulia,
attraverso l’accordo di programma per l’integrazione scolastica di allievi
con disabilità di ogni ordine e grado, del Municipio Roma 12, sono stati
creati dei sottogruppi di lavoro che si interessano di:
· Modulistica
· Buone prassi
· Data base
Sono stati predisposti dei moduli omogenei per tutte le scuole del distretto
scolastico-municipio, anche riguardanti la compilazione del PEI. Chiederò al
gruppo di lavoro se posso mettere in rete (buone prassi) di metterlo in
rete.
Dovrei incontrarmi con il Gruppo di lavoro distrettuale, di cui faccio parte
come rappresentanza delle famiglie, giovedi prossimo, per andare insieme a
Rimini per il convegno dell’Erickson.
A risentirci presto.
Luciana Gennari
Da: sociale-edscuola@yahoogroups.com
[mailto:sociale-edscuola@yahoogroups.com] Per conto di Giulia Martorana
Inviato: martedì 10 novembre 2009 6.53
A: sociale-edscuola@yahoogroups.com
Oggetto: R: [sociale-edscuola] informazioni PEI
Si dovrebbe partire dall’analisi della diagnosi funzionale e del profilo se
sono stati redatti, e dall’osservazione di abilità presenti e carenti nel
bambino e dal colloquio con i genitori e membri dell’èquipe.
Qualche indicazione in più potrebbe essere utile per procurarti un po’ di
materiale.
Giulia
_____
Da: sociale-edscuola@yahoogroups.com
<mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
[mailto:sociale-edscuola@yahoogroups.com
<mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com> ] Per conto di Ass_Sociale Furio
Panizzi
Inviato: martedì 10 novembre 2009 02:24
A: sociale-edscuola@yahoogroups.com
<mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
Oggetto: [sociale-edscuola] informazioni PEI
scusate sto cercando un facsimile di PEI per un bambino di 3 anni che è
tardivo nel linguaggio e ha insegnante sostegno ecc
Ho trovato che i vari modelli di PEI sono stati pensati per alunni piu'
grandi come item
ovviamente tutto va compilato e personalizzato intorno ai punti di forza e
di debolezza del bambino...ma se avete qualche facsimile o spunti per
renderlo piu' semplice...
grazie
furio
--- Lun 9/11/09, cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it>
virgilio.it <cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it>
virgilio.it> ha scritto:
Da: cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it> virgilio.it
<cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it> virgilio.it>
Oggetto: R: [sociale-edscuola] informazioni
A: sociale-edscuola@ <mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
yahoogroups.com
Data: Lunedì 9 novembre 2009, 20:25
Esistono nei diversi distretti scolastici,le scuole-polo per la disabilità.
Può darsi che siano già in possesso dell'ingranditore o di computer
dedicati, in ogni caso hanno a disposizione fondi per l'acquisto. Anche le
singole scuole possono avere messo in bilancio somme per garantire il
successo formativo di studenti disabili. E' bene comunque rivolgersi
all'ufficio Scolastico Provinciale che saprà indicare i referenti . In ogni
caso prepararsi ad un bel braccio di ferro
cordialmente
Cristina Borghetti
----Messaggio originale--- -
Da: gafarina@tiscali. it
Data: 8-nov-2009 11.19 PM
A: <sociale-edscuola@ yahoogroups. com>
Ogg: [sociale-edscuola] informazioni
----Messaggio originale--- -
Da: gafarina@tiscali. it
Data: 8-nov-2009 11.19 PM
A: <sociale-edscuola@ yahoogroups. com>
Ogg: [sociale-edscuola] informazioni
Vorrei sapere se una bambina affetta da retinopatia familiare inserita in
una 5°classe della scuola primaria può avere gratuitamente, magari
sovvenzionato dalla ASL, un video ingranditore come ausilio scolastico? A
chi dovrei rivolgermi?
Ringrazio anticipatamente. Gabriella
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Amici cari della lista, vi inoltro questa email che mi è giunta da una
mamma. Sinceramente è la prima volta che mi capita di leggere una assurdità
del genere. Credo che questa sia una decisione presa arbitrariamente dal
dirigente scolastico, poiché non credo proprio che ci siano delle regole di
ammissione nella scuola per ospitare non più di un certo numero di alunni,
nel caso ci fosse uno sciopero.
Tra l’altro non accetto in alcun modo che si diano risposte che ruotino
intorno “al buon senso”…….
Ho voluto rendervi partecipe di questa situazione, perché vorrei che si
potesse dare una risposta precisa alla signora.
Grazie L.Gennari
gentile sig.a Gennari,
sono la mamma di un bimbo down che frequenta la scuola materna.
Mi rivolgo a Lei perché pur avendo chiesto delucidazioni e chiarimenti sia
al Dipartimento XI del Comune, che a vari enti e organi (non ultimo
Superabile, che ha solo saputo consigliarmi di rivolgermi a voi della
Consulta) che si occupano della materia non sono riuscita a venire a capo
della corretta soluzione per la seguente questione:
nel caso di sciopero e posto, però, che la scuola assicuri il servizio
perché una percentuale di maestre comunque non aderisce, la prima maestra
che prende servizio può accogliere non più di 25 bambini (i primi 25 che
arrivano).
In tale circostanza,
-) il mio bimbo "concorre" comunque alla pari con tutti gli altri (nel senso
che solo se fisicamente arriva a scuola entro il 25° posto vi è ammesso) e
quindi nel caso concreto non gli si garantisce il diritto all'educazione e
all'istruzione a meno che non riesca a battere qualcun altro sul tempo,
-) o la garanzia di cui al comma 2 dell'articolo 12 della legge 104/1992
trova applicazione anche nella situazione esposta per cui se io avviso
all'orario di apertura che lo sto accompagnando a scuola la maestra presente
gli deve assicurare l'entrata come se fosse già fisicamente arrivato?
Le risposte che ho ricevuto ruotavano attorno al "buon senso".
Io, invece, poiché vorrei comportarmi correttamente e non ricevere per mio
figlio alcun favoritismo paternalistico, vorrei capire come stanno realmente
le cose e se - come mi è stato detto - gli altri genitori, assistendo alla
circostanza che il bimbo venga ammesso - fisicamente - dopo che sia stato
negato l'accesso a qualcun altro perché si è raggiunta la quota dei 25
presenti, potrebbero "denunciare" la scuola.
Inoltre, vorrei capire, se possibile, come si conciliano le norme sui
servizi pubblici essenziali (e dunque la possibilità per il coordinatore di
attivare eventualmente la precettazione) e la tutela assicurata dalla legge
104 per un disabile grave.
La ringrazio dell'attenzione
m.f.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Si dovrebbe partire dall’analisi della diagnosi funzionale e del profilo se
sono stati redatti, e dall’osservazione di abilità presenti e carenti nel
bambino e dal colloquio con i genitori e membri dell’èquipe.
Qualche indicazione in più potrebbe essere utile per procurarti un po’ di
materiale.
Giulia
_____
Da: sociale-edscuola@yahoogroups.com
[mailto:sociale-edscuola@yahoogroups.com] Per conto di Ass_Sociale Furio
Panizzi
Inviato: martedì 10 novembre 2009 02:24
A: sociale-edscuola@yahoogroups.com
Oggetto: [sociale-edscuola] informazioni PEI
scusate sto cercando un facsimile di PEI per un bambino di 3 anni che è
tardivo nel linguaggio e ha insegnante sostegno ecc
Ho trovato che i vari modelli di PEI sono stati pensati per alunni piu'
grandi come item
ovviamente tutto va compilato e personalizzato intorno ai punti di forza e
di debolezza del bambino...ma se avete qualche facsimile o spunti per
renderlo piu' semplice...
grazie
furio
--- Lun 9/11/09, cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it>
virgilio.it <cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it>
virgilio.it> ha scritto:
Da: cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it> virgilio.it
<cri.borghetti@ <mailto:cri.borghetti%40virgilio.it> virgilio.it>
Oggetto: R: [sociale-edscuola] informazioni
A: sociale-edscuola@ <mailto:sociale-edscuola%40yahoogroups.com>
yahoogroups.com
Data: Lunedì 9 novembre 2009, 20:25
Esistono nei diversi distretti scolastici,le scuole-polo per la disabilità.
Può darsi che siano già in possesso dell'ingranditore o di computer
dedicati, in ogni caso hanno a disposizione fondi per l'acquisto. Anche le
singole scuole possono avere messo in bilancio somme per garantire il
successo formativo di studenti disabili. E' bene comunque rivolgersi
all'ufficio Scolastico Provinciale che saprà indicare i referenti . In ogni
caso prepararsi ad un bel braccio di ferro
cordialmente
Cristina Borghetti
----Messaggio originale--- -
Da: gafarina@tiscali. it
Data: 8-nov-2009 11.19 PM
A: <sociale-edscuola@ yahoogroups. com>
Ogg: [sociale-edscuola] informazioni
----Messaggio originale--- -
Da: gafarina@tiscali. it
Data: 8-nov-2009 11.19 PM
A: <sociale-edscuola@ yahoogroups. com>
Ogg: [sociale-edscuola] informazioni
Vorrei sapere se una bambina affetta da retinopatia familiare inserita in
una 5°classe della scuola primaria può avere gratuitamente, magari
sovvenzionato dalla ASL, un video ingranditore come ausilio scolastico? A
chi dovrei rivolgermi?
Ringrazio anticipatamente. Gabriella
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
scusate sto cercando un facsimile di PEI per un bambino di 3 anni che è tardivo
nel linguaggio e ha insegnante sostegno ecc
Ho trovato che i vari modelli di PEI sono stati pensati per alunni piu' grandi
come item
ovviamente tutto va compilato e personalizzato intorno ai punti di forza e di
debolezza del bambino...ma se avete qualche facsimile o spunti per renderlo piu'
semplice...
grazie
furio
--- Lun 9/11/09, cri.borghetti@... <cri.borghetti@...> ha
scritto:
Da: cri.borghetti@... <cri.borghetti@...>
Oggetto: R: [sociale-edscuola] informazioni
A: sociale-edscuola@yahoogroups.com
Data: Lunedì 9 novembre 2009, 20:25
Esistono nei diversi distretti scolastici,le scuole-polo per la
disabilità. Può darsi che siano già in possesso dell'ingranditore o di
computer dedicati, in ogni caso hanno a disposizione fondi per l'acquisto. Anche
le singole scuole possono avere messo in bilancio somme per garantire il
successo formativo di studenti disabili. E' bene comunque rivolgersi all'ufficio
Scolastico Provinciale che saprà indicare i referenti . In ogni caso prepararsi
ad un bel braccio di ferro
cordialmente
Cristina Borghetti
----Messaggio originale--- -
Da: gafarina@tiscali. it
Data: 8-nov-2009 11.19 PM
A: <sociale-edscuola@ yahoogroups. com>
Ogg: [sociale-edscuola] informazioni
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Da: gafarina@tiscali. it
Data: 8-nov-2009 11.19 PM
A: <sociale-edscuola@ yahoogroups. com>
Ogg: [sociale-edscuola] informazioni
Vorrei sapere se una bambina affetta da retinopatia familiare inserita in
una 5°classe della scuola primaria può avere gratuitamente, magari
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chi dovrei rivolgermi?
Ringrazio anticipatamente. Gabriella
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Nel Comune di Roma questo tipo di ausilio viene acquistato con i contributi
della L.R. 29/92. I termini sono scaduti il 16 ottobre.
Iacopo Balocco
http://ntdlazio.blogspot.com/
----- Original Message -----
From: Gabriella
To: sociale-edscuola@yahoogroups.com
Sent: Sunday, November 08, 2009 11:19 PM
Subject: [sociale-edscuola] informazioni
Vorrei sapere se una bambina affetta da retinopatia familiare inserita in
una 5°classe della scuola primaria può avere gratuitamente, magari
sovvenzionato dalla ASL, un video ingranditore come ausilio scolastico? A
chi dovrei rivolgermi?
Ringrazio anticipatamente. Gabriella
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]