Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
spline · Geometria Descrittiva & modellazione 3d
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi inviare messaggi a tutti gli iscritti direttamente dal sito Web del Gruppo?

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
sarebbe importante sapere come la pensano alcuni di noi "italiani"   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #448 di 563 |
sito di provenienza
http://www.rolliblog.net/archives/2005/08/16/oriana_fallaci_su_islam_ed_occident\
e.html


Rolli


Martedì 16 Agosto 2005

Oriana Fallaci su islam ed Occidente

Oggi si deroga all'ordine di servizio di non citare e pubblicare la
Fallaci finchè piazza copyright su ogni suo respiro. Su questo
articolo per la prima volta pare che non ci sia, quindi lo prendo come
un gesto di buona volontà.

Di seguito l'intervista concessa da Oriana Fallaci a Padre Andrzej
Majewski, caporedattore della televisione pubblica polacca (Telewizja
Polska).

I responsabili degli attacchi terroristici a Londra erano mussulmani
nati in Gran Bretagna o cittadini inglesi. Quindi potrebbero essere
considerati europei. Crede che per difendere il nostro continente e la
civiltà occidentale dovremmo esiliare tutti i mussulmani dell'Europa?

Per incominciare, non sono affatto europei. Non possono essere
considerati europei. O non più di quanto noi potremmo essere
considerati islamici se vivessimo in Marocco o in Arabia Saudita o in
Pakistan beneficiando della residenza o della cittadinanza.
La cittadinanza non ha niente a che fare con la nazionalità, e ci vuol
altro che un pezzo di carta su cui è scritto cittadino inglese o
francese o tedesco o spagnolo o italiano o polacco per renderci
inglesi o francesi o tedeschi o spagnoli o italiani o polacchi.
Cioè parte integrante di una storia e di una cultura. Secondo me,
anche quelli con la cittadinanza sono ospiti e basta. O meglio:
invasori privilegiati.
Poi una cosa è espellere gli allievi terroristi o gli aspiranti
terroristi, i clandestini, i vagabondi che vivono rubando o spacciando
droga o, meglio ancora, gli imam che predicando la Guerra Santa
incitano i loro fedeli a massacrarci. E una cosa è cacciare
indiscriminatamente una intera comunità religiosa.
L'esilio è una pena che già nell'Ottocento l'Europa applicava con le
molle, e solo per qualche individuo. Ai nostri tempi si applica
soltanto per i re e le famiglie reali che hanno perso la partita. In
parole diverse, non si addice più alla nostra civiltà. Alla nostra
etica, alla nostra cultura. E l'idea di trasformarci paradossalmente
da vittime in tiranni, da perseguitati in persecutori, è per me
inconcepibile. Mi fa pensare ai trecentomila ebrei che nel 1492
vennero cacciati dalla Spagna, ai pogrom di cui gli ebrei sono stati
vittime nell'intero corso della loro storia. Naturalmente, se
volessero andarsene di loro spontanea volontà, non piangerei. Anzi,
accenderei un cero alla Madonna.
Nel saggio pubblicato giorni fa dal Corriere della Sera, "Il nemico
che trattiamo da amico", addirittura glielo suggerisco.
"Se siamo così brutti, così cattivi, così spregevoli e peccaminosi"
gli dico "se ci odiate e ci disprezzate tanto, perché non ve ne
tornate a casa vostra?". Il fatto è che se ne guardano bene. Non ci
pensano nemmeno. Ed anche se ci pensassero, come attuerebbero una cosa
simile? Attraverso un esodo uguale a quello con cui Mosè portò via gli
ebrei dall'Egitto e attraversò il Mar Rosso?
Sono troppi, ormai. Calcolando solo quelli che stanno nell'Unione
Europea, sostengono i dati più recenti, circa venticinque milioni.
Calcolando anche quelli che stanno nei paesi fuori dell'Unione Europea
e nell'ex Unione Sovietica, circa sessanta milioni. Questa è la loro
Terra Promessa, mi spiego? Rispetto, tolleranza. Assistenza pubblica,
libertà a iosa. Sindacati, prosciutto, il deprecato prosciutto, vino e
birra, il deprecato vino e la deprecata birra. Blue jeans, licenza di
esercitare in ogni senso prepotenze che qui non vengono né punite né
rintuzzate né rimproverate. (Inclusa la licenza di buttare i
crocifissi dalle finestre).
Protettori cioè collaborazionisti sempre pronti a difenderli sui
giornali e a impedirne l'espulsione nei tribunali.
Caro padre Andrzej, è troppo tardi ormai per chiedergli di tornare a
casa loro. Avremmo dovuto, avreste dovuto, chiederglielo venti anni
fa. Cioè quando già dicevo: «Ma non lo capite che questa è
un'invasione ben calcolata, che se non li fermiamo subito non ce ne
libereremo mai più?». In nome della pietà e del pluriculturalismo,
della civiltà e del modernismo, ma in realtà grazie ai cinici accordi
euro-arabi di cui parlo nel mio libro La Forza della Ragione, invece,
li abbiamo lasciati entrare.
Peggio: avendo scoperto che non ci piaceva più fare i proletari,
cogliere i pomodori, sgobbare nelle fabbriche, pulire le nostre case e
le nostre scarpe, li abbiamo chiamati. «Venite, cari, venite, ché
abbiamo tanto bisogno di voi». E loro sono venuti. A centinaia, a
migliaia per volta. Uomini robusti e sbarbati, donne incinte, bambini.
Sempre seguiti dai genitori, dai nonni, dai fratelli, dalle sorelle,
dai cugini, dalle cognate, continuano a venire e pazienza se anziché
persone ansiose di rifarsi una vita lavorando ci ritroviamospesso
vagabondi. Venditori ambulanti di inutilità, spacciatori di droga e
futuri terroristi. O terroristi già addestrati e da addestrare.
Pazienza se fin dal momento in cui sbarcano ci costano un mucchio di
soldi. Vitto e alloggio. Scuole e ospedali. Sussidio mensile. Pazienza
se ci riempiono di moschee. Pazienza se si impadroniscono di interi
quartieri anzi di intere città.
Pazienza se invece di mostrare un po' di gratitudine e un po' di
lealtà pretendono addirittura il voto che in barba alla Costituzione
le Giunte di Sinistra gli regalano a loro piacimento.
Pazienza se, per proteggere la Libertà, a causa loro dobbiamo
rinunciare ad alcune libertà. Pazienza se l'Europa diventa anzi è
diventata l'Eurabia.
Caro padre Andrzej, io non so quel che accade in Polonia. Ma nel resto
dell'Europa, e per incominciare nel mio Paese, non accade davvero quel
che accadde a Vienna oltre tre secoli fa.
Cioè quando i seicentomila ottomani di Kara Mustafa misero sotto
assedio la capitale considerata l'ultimo baluardo del Cristianesimo, e
insieme agli altri europei (Francia esclusa) il polacco Giovanni
Sobieski li respinse al grido di «Soldati, combattete per la Vergine
di Czestochowa». No, no. Qui accade quello che oltre tremila anni fa
accadde a Troia, cioè quando i troiani apriron le porte della città e
si portarono in casa il cavallo di Ulisse. Sicché dal ventre del
cavallo Ulisse si calò con i suoi commandos e gli Achei distrussero
tutto ciò che v'era da distruggere, scannarono tutti i disgraziati che
c'erano da scannare, poi appiccarono il fuoco e buonanotte al secchio.
Perbacco! Inascoltata e sbeffeggiata come una Cassandra, da anni
ripeto fino alla noia il ritornello «Troia brucia, Troia brucia».
Ed oggi ogni nostra città, ogni nostro villaggio, brucia davvero.
Esiliare? Macché vuole esiliare. Oggi gli esuli siamo noi. Esuli a
casa nostra.

Come crede che Papa Benedetto XVI dovrebbe reagire a questa situazione
essendo il capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e il leader
d'una religione che predica pace, non-violenza, bontà?

Senta, nel saggio "Il nemico che trattiamo da amico" a un certo punto
mi rivolgo direttamente a Ratzinger. Pardon, a Papa Benedetto XVI.
(Sa, io lo chiamo sempre Ratzinger e basta. Manco fosse un mio
exprofessore o addirittura un mio ex compagno di scuola). E mi rivolgo
a lui confutando ciò che confutavo a Wojtyla, pardon, a Papa Giovanni
Paolo II.
Il Dialogo con l'Islam. "Santità" gli dico "Le parla una persona che
La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le dà ragione su un mucchio di
cose. Che a causa di questo viene dileggiata coi nomignoli
atea-devota, laica-baciapile, liberal-clericale. Una persona, inoltre,
che capisce la politica e le sue necessità. Che comprende i drammi
della leadership nonché i suoi compromessi. E che rispetta
l'intransigenza della fede. Però il seguente interrogativo glielo devo
porre ugualmente: crede davvero che i mussulmani accettino di
dialogare coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei
come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smetterla di
seminar bombe?".
E ora aggiungo: il terrorismo islamico non è un fenomeno isolato, un
fatto a sé stante. Non è una iniquità che si limita a una minoranza
esigua dell'Islam. (Peraltro una minoranza tutt'altro che esigua. Si
calcola che l'Europa disponga di ben quarantamila terroristi pronti a
scattare. E non dimentichiamo che dietro ogni terrorista c'è una
organizzazione precisa, una rete di contatti eccellenti, un oceano di
soldi. Ergo, quel numero "quarantamila" va moltiplicato almeno per
cinque anzi per dieci. E, stando alla matematica, così facendo
s'arriva a duecentomila o quattrocentomila).
Il terrorismo islamico è soltanto un volto, un aspetto, della
strategia adottata fin dai tempi di Khomeini (anzi fin dai giorni dei
cinici accordi euro-arabi) per attuare la globale offensiva chiamata
"Revival dell'Islam". Risveglio dell'Islam. Un risveglio che ancora
una volta mira a cancellare l'Occidente, la sua cultura, i suoi
principii, i suoi valori. La sua libertà e la sua democrazia. Il suo
Cristianesimo e il suo Laicismo. (Sissignori, anche il laicismo.
Forse, soprattutto il laicismo. Ma non l'avete ancora capito che il
laicismo non può coabitare con la teocrazia?!?).
Un risveglio, insomma, che non si manifesta soltanto attraverso le
stragi ma attraverso il secolare espansionismo dell'Islam. Un
espansionismo che fino all'assedio di Vienna avveniva con gli eserciti
e le flotte dei sultani, i cavalli, i cammelli, le navi dei pirati, e
che ora avviene attraverso gli immigrati decisi a imporre la loro
religione. La loro prepotenza, la loro prolificità. E tutto ciò
sfruttando la nostra inerzia, la nostra debolezza, o la nostra
buonafede. Peggio: la nostra paura.
Be': Papa Ratzinger, pardon, Benedetto XVI, lo sa meglio di me. Basta
leggere i suoi libri, conoscere ciò che scrive sull'Europa, capire
l'allarme che esprime nei riguardi dell'Europa, per concludere che lo
sa meglio di me. Meglio di tutti noi. Il guaio è che si trova in una
situazione difficilissima. Forse la più difficile che possa
intrappolare un leader del nostro tempo. Difficile da un punto di
vista teologico e filosofico. Difficile da un punto di vista politico
e umano. Il fatto di stare a capo d'una Chiesa che basa il suo credo
sull'amore e sul perdono, anzitutto. Che in termini ecumenici predica
«ama- il-prossimo-tuo, quindi-pure- il-nemico-tuo-come te stesso». Poi
il fatto di governare un'immensa comunità che, nei riguardi
dell'Islam, anche nei suoi ranghi gerarchici è divisa cioè arroccata
su opposte posizioni.
Pensi alla Caritas che raccatta i clandestini e magari li nasconde.
Pensi ai frati Comboniani che con la sciarpa arcobaleno sulla tonaca
bianca gli distribuiscono simbolici permessi-di-soggiorno. Pensi ai
preti che sull'altare della loro chiesa permettono agli imam di
celebrare il matrimonio misto e berciare Allah-akbar, Allah-akbar.
(Come è successo, per esempio, a Torino). E infine il fatto d'essere
l'immediato successore d'un Papa, Papa Wojtyla, che a parlare di
Dialogo è stato il primo. Che con il comunismo e l'Unione Sovietica
usava il pugno di ferro ma con l'Islam usava il guanto di velluto. Che
gli imam li invitava ad Assisi. Che l'exterrorista e magnate di
terroristi Yasser Arafat lo riceveva in Vaticano. E che contro Bin
Laden non tuonava mai in modo diretto. (Padre Andrzej, mi dispiace
dirlo a lei che è polacco e che con questa intervista si rivolge ai
polacchi: so bene quanto è venerato Wojtyla in Polonia. E non a torto
perché Wojtyla era un grand'uomo, un grande leader. Ma, su quel punto,
secondo me sbagliava). Be', Ratzinger amava molto Wojtyla. Per stargli
vicino, si sa, rinunciò perfino al desiderio di invecchiare nella sua
Baviera e tornare al lavoro che gli piaceva di più cioè
l'insegnamento. Inoltre lo sosteneva, lo consigliava. E si può forse
pretendere che di punto in bianco imbocchi un'altra strada, sconfessi
il sogno del dialogo? Eppure io ho fiducia in Ratzinger, in Benedetto
XVI. È troppo intelligente per non rendersi conto che il Risveglio
dell'Islam s'è ingigantito come all'epoca dell'Impero Ottomano, e che
col suo fondamentalismo ha assunto i contorni d'un nuovo nazismo.
Che dialogare o illudersi di poter dialogare con un nuovo nazismo
equivale a commettere lo stesso errore che l'Inghilterra di
Chamberlain e la Francia di Daladier commisero nel 1938. Cioè quando,
illudendosi di poter trattare Illudersi di poter dialogare con l'Islam
è ripetere lo stesso errore che Francia e Gran Bretagna commisero nel
1938 quando, illudendosi di poter trattare con Hitler, firmarono il
Patto di Monaco [PARLA ORIANA Col comunismo e l'Unione Sovietica Papa
Wojtyla usava il pugno di ferro ma con l'Islam usava il guanto di
velluto. Wojtyla era, sì, un grand'uomo. Ma, secondo me, su quello
sbagliava Prima o poi (meglio prima che poi) Papa Ratzinger riempirà
il vuoto. Il suo volto è buono, il suo sorriso è mite, ma i suoi occhi
sono molto fermi. Molto risoluti. Joseph Ratzinger, Papa Benedetto
XVI, è tra i più acuti interpreti della crisi d'identità europea Karol
Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, sconfisse il comunismo e cercò il
dialogo con l'Islam Il Corano, libro sacro dell'Islam, ordina il
Jihad, la Guerra santa, contro i "cani infedeli" con Hitler, Francia e
Inghilterra firmarono il Patto di Monaco e un anno dopo si ritrovarono
con la Polonia invasa dai nazisti. È un uomo davvero raziocinante,
Benedetto XVI.
Guardi come affronta, lui, l'irresolubile problema di conciliare la
fede con la ragione. Capisce benissimo che nei riguardi dell'Islam il
laicismo ha perso il treno! Che i laici a parole ma non a fatti sono
mancati all'appuntamento loro offerto dalla Storia. Che soprattutto a
Sinistra si sono messi dalla parte del nemico. Un nemico deciso ad
estendere la sua ideologia teocratica all'intero pianeta. Altrettanto
bene capisce che, mancando all'appuntamento loro offerto dalla Storia,
quei laici hanno aperto una voragine. Hanno creato un vuoto da
riempire. Non a caso penso che prima o poi, (meglio prima che poi),
lui lo riempirà. Il suo volto è buono, il suo sorriso è mite, ma i
suoi occhi sono molto fermi. Molto risoluti. Questo non significa
aizzare Crociate, guerre di religione: l'accusa che mi rivolgono gli
imbecilli in malafede. Non significa vendersi al Vaticano, tradire il
laicismo. (Il mio laicismo, padre Andrzej, è a prova di bomba. Non di
convenienza). Non significa insomma mettersi al servizio d'un Papa,
invitarlo a sostenere il ruolo di Giovanni Sobieski che ai suoi
soldati urla "Combattete per la Vergine di Czestochowa".
Non significa chiedergli di indossare l'armatura cara ai suoi
predecessori rinascimentali, di sguainare la spada, tagliare la testa
di chi la taglia a noi. E tanto meno significa spingere all'orrore dei
pogrom.
Significa ricordare all'intransigenza della fede che l'autodifesa è
una legittima difesa. Non un peccato. Significa sostenere che, quando
è necessario, anche un sant'uomo può fare la voce grossa. Comportarsi
come Gesù Cristo che al Tempio perde la pazienza e rovescia le
bancarelle dei mercanti, magari gli tira anche un bel pugno sul naso.
E per me significa scegliere bene il proprio alleato. Per me
atea-cristiana (devota no ma cristiana sì) il Cristianesimo non è
soltanto una filosofia di primaqualità, un pensiero al quale
ispirarmi, una radice dalla quale non posso e non devo e non voglio
prescindere.
È anche un alleato. Un compagnon de route. Di conseguenza, lo è pure
chi lo interpreta ai massimi livelli. Cioè chi lo rappresenta. Sa, nel
mio caso non si tratta di mischiare il sacro con il profano, il
diavolo con l'acqua santa. Si tratta di esercitare la razionalità.
L'autodifesa che è legittima difesa, e la razionalità. Infatti la cosa
che mi ha dato più conforto negli ultimi tempi è stata l'intervista
che l'acutissimo vescovo Rino Fisichella, il Rettore dell'Università
Lateranense, dette al Corriere della Sera a proposito del mio sentirmi
meno sola dacché leggo Ratzinger e Ratzinger è diventato Benedetto XVI.
Intervista che il Corriere pubblicò sotto il commovente titolo:
"Ratzinger, Oriana: l'incontro di due pensieri liberi". Più che
un'intervista, una sentenza. Un verdetto.
"Non la stupisce" gli chiede subito l'intervistatore "questa
concordanza con il Papa da parte di una donna che si definisce atea?".
E Fisichella, pardon, il vescovo Fisichella, risponde: "Non mi
stupisce. Anzi mi conferma la possibilità, sempre offerta a tutti,
d'un vero incontro sulla base della Ragione. La Forza della Ragione è
un titolo famoso della Fallaci, ma anche un'espressione che ricorre
negli scritti del teologo Ratzinger. Come del resto ricorre
nell'Enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II".
E quando l'intervistatore gli chiede quale sia il segreto di
quell'intesa sulla base della Ragione, risponde: "Nel caso della
Fallaci e del Papa che si incontrano nel giudizio sulla crisi
dell'Europa e dell'Occidente, il segreto sta nella Libertà. Sappiamo
quanto la Fallaci tenga alla sua autonomia di giudizio che è forse la
qualità che più le ha permesso di fare storia nel giornalismo e nella
narrativa. E ugualmente sappiamo quanto il teologo Ratzinger sia
sempre stato libero dalle idee ricevute nonché incurante del
politically correct".
Infine, alla domanda che - dice- sulla- battuta- della- Fallaci "Se
un'atea e un Papa sostengono la medesima cosa, significa che in quella
cosa dev'esserci qualcosa di vero", risponde: "Dico che, se si pensa
davvero, ci si incontra. Dico che, se si va oltre le diverse forme di
relativismo cui siamo abituati, se si superano gli schematismi e i
pensieri deboli, si arriva a un'unità profonda. Anche se partiamo da
luoghi diversi".
Sacrosante parole a cui non ho da aggiungere una virgola, e su cui
tanti dovrebbero riflettere un po'. (Non dico quanto ho riflettuto io
sulla geniale raccomandazione che Ratzinger rivolge ai non credenti:
"Comportatevi come se Dio esistesse, veluti si Deus daretur"... Si
stancherebbero troppo. Ma una pensatina, sì).

Qual è la sua opinione sulla guerra contro il terrorismo attualmente
condotta dagli Stati Uniti?

Senta, padre Andrzej: un mese prima che scoppiasse la guerra in Iraq
scrissi per lo Wall Street Journal e per il Corriere della Sera un
articolo intitolato "La Rabbia, l'Orgoglio, e il Dubbio". Articolo
dove, insieme a molte altre cose per cui sono stata messa alla gogna
anzi crucifissa, dicevo questo: "E se l'Iraq diventasse un secondo
Vietnam? E se dalla sconfitta di Saddam Hussein nascesse una
Repubblica Islamica dell'Iraq cioè una copia della Repubblica Islamica
dell'Iran khomeinista? La libertà e lademocrazia non si possono
regalare come due pezzi di cioccolata. Specialmente in un paese, in
una società, che di quei concetti ignora il significato.
La Libertà bisogna conquistarcela. E per conquistarcela bisogna sapere
cos'è. Bisogna capirla, bisogna volerla. La democrazia, ovvio, lo
stesso. Forse mi sbaglio, ma gli iracheni io li lascerei bollire nel
loro brodo".
Sbagliavo? Temo di no. D'accordo, provo conforto a vedere che Saddam
Hussein è caduto dal trono con la sua banda. Provo soddisfazione, anzi
un goccio di sia pur perplessa speranza, a pensare che anche ignorando
cos'è la democrazia tanti iracheni e tante irachene siano andati a
votare. Ma, visto il prezzo che stanno pagando e che stiamo pagando,
visti i morti che a entrambi ci costa, continuo a credere che sarebbe
stato meglio lasciarli bollire nel loro brodo. In Iraq gli Stati Uniti
si sono impantanati come si impantanarono in Vietnam. Nel pantano il
cancro dell'antiamericanismo è diventato più velenoso quindi più
pericoloso del falso pacifismo che gli arcobalenisti sventolano da una
parte sola. E per capirlo basta un esempio che indigna: ad ogni strage
di piccoli iracheni assiepati intorno al Marine che distribuisce le
caramelle, gli imbecilli in malafede scrivono che «gli americani si
fanno scudo dei bambini». Parole che, inutile dirlo, aiutano non poco
i Bin Laden e gli Zarqawi. Quasi ciò non bastasse, l'Iran di Khomeini
è uscito allo scoperto imponendo le sue centrali nucleari ed eleggendo
presidente il bieco individuo che a Teheran capeggiò il sequestro
degli ostaggi americani presi all'Ambasciata. Il petrolio sale, e con
l'aiuto dell'Iran la Repubblica Islamica dell'Iraq incombe sempre di
più. Detto questo, cioè ammesso che la frittata è ormai fatta, affermo
che attribuire il terrorismo alla guerra in Iraq è un errore anzi una
frode per ingannare gli stolti. Accidenti, l'Undici Settembre del 2001
la guerra in Iraq non c'era. La guerra che l'Undici Settembre ci venne
dichiarata ufficialmente da Osama Bin Laden, invece, c'era già. Da
decenni i figli di Allah tormentavano l'Europa e l'America e Israele
con le loro carneficine.
Ricorda quelle che anche in Italia subivamo ad opera degli Habbash e
degli Arafat? Oh, lo capisco a che cosa mira la sua domanda. Mira alla
faccenda del ritirare le truppe dall'Iraq. E le rispondo: non è
imitando l'irresponsabile e insopportabile Zapatero che il terrorismo
islamico cesserà o diminuirà. Al contrario. Ogni volta che un
contingente si ritira, l'Europa dà un'altra prova di debolezza, di
paura. Ed oltre ad abbandonare gli iracheni nelle grinfie di Al Qaeda
e dell'Iran, ogni volta affondiamo la vanga dentro la fossa che ci
stiamo scavando con le nostre stesse mani. Per andarcene, per tentar
di rimediare alla frittata ormai fatta, ci vorrà tempo. E parecchio
cervello.

A suo avviso definire l'Islam "una religione di pace" e dire che il
Corano insegna la misericordia è una sciocchezza. Perché?

Perché a parte quattordici secoli di Storia, (secoli durante i quali
l'Islam non ha fatto che scatenar guerre ossia conquistare e
sottomettere e massacrare), lo dice il Corano. È il Corano, non mia
zia, che chiama i non-mussulmani «cani infedeli». È il Corano, non mia
zia, che li accusa di puzzare come le scimmie e i cammelli. È il
Corano, non mia zia, che invita i suoi seguaci a eliminarli. A
mutilarli, lapidarli, decapitarli, o almeno soggiogarli. Sicché se in
Arabia Saudita ti fai beccare con una crocetta al collo, un santino in
tasca, una Bibbia in casa, finisci in galera o magari al cimitero. E
se in Sudan sei un povero africano o una povera africana che prega la
Madonna, finisci almeno coi ceppi ai polsi ed ai piedi cioè in stato
di schiavitù. Ma volete mettervela in testa questa semplice,
inequivocabile, indiscutibile verità? Tutto ciò che i mussulmani fanno
contro di noi e contro sé stessi è scritto nel Corano. Richiesto o
voluto dal Corano. La Jihad o Guerra Santa.
La violenza, il rifiuto della democrazia e della libertà.
L'allucinante servitù delle donne. Il culto della Morte, il disprezzo
della Vita.
E non mi risponda come i furbacchioni del presunto Islam Moderato, non
mi dica che il Corano ha versioni varie e diverse. Gira e rigira, in
ogni versione la sostanza è la stessa. E dove si nasconde, in quella
sostanza, la "religione di pace"? Dove si nasconde "la misericordia di
Allah"? Io non la capisco la deferenza con cui voi cattolici vi
riferite al Corano. Io non lo capisco l'ossequio che manifestate verso
Maometto. Manco Cristo e Maometto fossero due amiconi che bisbocciano
insieme in Paradiso o nel Djanna. Non lo capisco il vostro insistere
con la scappatoia del Dio Unico.
Domenica 17 luglio, in una chiesetta della provincia di Varese, un
parroco ha invitato un bambino mussulmano a pregare Allah poi ha
concluso la Messa dichiarando quasi minacciosamente ai fedeli:
"E badate bene che chi non vuole chiamare Padre anche Allah, non è
degno di recitare il Pater Noster".
Ma come?!? Allah non ha nulla a che fare col Dio del Cristianesimo.
Nulla. Non è un Dio buono, non è un Dio Padre. È un Dio cattivo. Un
Dio Padrone. Gli esseri umani non li tratta come figli. Li tratta come
sudditi, come schiavi. E non insegna ad amare: insegna a odiare. Non
insegna a rispettare: insegna a disprezzare. Non insegna ad essere
liberi: insegna a ubbidire. Basta leggere le Sure sui cani-infedeli
per rendersene conto. Ad esempio le quattro in base alle quali, nel
lercio libretto scritto dal mussulmano (naturalizzato ita - liano) che
butta i crocifissi dalla finestra e che definisce la Chiesa cattolica
"un'associazione a delinquere" (ma nessuno lo processa), i mussulmani
vengon sollecitati a castigare la Fallaci cioè ad eliminarla.
No, no, il nostro primo nemico non è Bin Laden. Non è Zarqawi. Non
sono i terroristi e i tagliateste. Il nostro primo nemico è quel
libro. Il libro che li ha intossicati. Ecco perché dico che il dialogo
con l'Islam è impossibile e respingo la fandonia dell'Islam Moderato,
cioè l'Islam che ogni tanto si degna di condannare le stragi però alle
condanne aggiunge sempre un "se" o un "ma".
Ecco perché la convivenza col nemico che trattiamo da amico è una
chimera, e la parola "integrazione" è una bugia. Ecco perché illudersi
di poter trattare con loro equivale a firmare il Patto di Monaco con
Hitler, a ripetere l'errore di Chamberlain e di Daladier. Ecco perché
parlo sempre di nazismo islamico e mi rifaccio a Churchill che diceva:
«verseremo lacrime e sangue».
Ecco perché sostengo che il loro nazismo non è una questione di razza,
di etnia: è una questione di religione. Giuridicamente, infatti, molti
sono davvero nostri concittadini. Gente nata in Inghilterra, in
Francia, in Italia, in Spagna, in Germania, in Olanda, in Polonia,
eccetera.
Individui cresciuti come inglesi, francesi, italiani, spagnoli,
tedeschi, olandesi, polacchi, eccetera.
Giovani che hanno studiato o studiano nelle nostre scuole medie e
nelle nostre università, che parlano bene le nostre lingue, che
giocano a football o a cricket e frequentano le discoteche e le
palestre. Che non di rado bevono il vino e la birra e la vodka. Che
sembrano davvero inseriti nella nostra società. A colpo d'occhio lo
sembrano, sì. Non portano nemmeno la barba.
Intanto, però, trattano le loro donne (e anche le nostre) come le
trattano. Le picchiano, le umiliano, a volte le ammazzano. E, quando
mettono piede in moschea, si fanno ricrescere la barba. Ascoltano
l'imam che predica la Jihad, studiano cioè imparano a memoria il
Corano, e paf! Diventano aspiranti terroristi poi allievi terroristi
poi militanti terroristi. Mentre quelli che non lo diventano, i
cosiddetti moderati, farfugliano i loro ambigui "se" o "ma" o "però".
(E in Israele pretendono addirittura di modificare l'inno e la bandiera).
Padre Andrzej, a me le statistiche sono antipatiche. Tuttavia non
possono essere ignorate, e dall'inchiesta che dopo la strage di Londra
è stata condotta per il Daily Telegraph risulta che il 24% dei
mussulmani inglesi ammette di "provar simpatia per i sentimenti e i
motivi che hanno portato alla strage del 7 luglio". Il 46% dei
moderati capisce "perché quegli ex sbarbati si comportano in tal
modo". Il 32% ritiene "che i mussulmani debbano porre fine alla
decadente civiltà Occidentale".
Il 14% confessa "di non sentirsi in dovere d'avvertire la polizia se
sanno che è in preparazione un attentato, e ancor meno se un imam
incita alla Guerra Santa".
Quasi non bastasse, da un rapporto governativo indicato come "The Next
London Bombing" risulta che in Gran Bretagna vi sono sedicimila
mussulmani impegnati in attività terroristiche, e che la metà dei
giovani mussulmani intervistati si dicono "ansiosi di passare alla
violenza per eliminare la nostra immorale società".
Per giudicare senza statistiche basta leggere ciò che è emerso
dall'arresto del terrorista di cittadinanza inglese e nazionalità
etiope o eritrea Hamdi Issac: arrestato a Roma dov'era vissuto per
cinque anni insieme alla numerosa famiglia. E dove anche i suoi
fratelli con regolare Permesso di Soggiorno sono finiti in carcere per
rilascio di passaporti falsi a scopo terroristico.
Ma lo sa che in Italia quell'Issac c'era arrivato (con falso
passaporto somalo) come "rifugiato politico"? Lo sa che a Londra aveva
abitato sei anni a spese dello Stato Britannico da cui riceveva
sussidi anche per l'alloggio?
Lo sa che la cittadinanza britannica gliela avevano data senza batter
ciglio e senza accorgersi che il suo nome era falso?
Lo sa che insieme agli altri tre (anche loro naturalizzati cittadini
britannici, anche loro mantenuti col sussi - dio statale) e insieme al
suo boss Muktar Said Ibrahim (anche lui naturalizzato cittadino
britannico, anche lui mantenuto col sussidio statale) confezionava
esplosivi cui si divertiva ad aggiungere chiodi e bulloni e lamette
per far più male? («Ma lui dice che non voleva uccidere nessuno.
Voleva fare soltanto un'azione dimostrativa» ha dichiarato la
fascinosa avvocatessa che lo Stato italiano gli ha fornito a spese dei
contribuenti).
Padre Andrzej, le dà fastidio udire certe cose: vero? Le ripugna
vedere in tanti nostri ospiti una nuova Hitler-Jugend che applica il
suo Mein Kampf: vero? E trova eccessivo che in loro io veda un
pericolo per l'Occidente e il resto dell'umanità: vero?
Allora le rammento che a installare il nazismo in Germania, in Europa,
non fu l'intero popolo tedesco. Fu la non esigua minoranza di
sciagurati che al profeta Adolf Hitler guardava come i terroristi di
oggi guardano al profeta Maometto.
E se crede che sia ingiusto darne la colpa a una religione anzi a un
libro, pensi al ragazzo americano che i Marines catturarono coi
Talebani durante la guerra in Afghanistan. Americano, ripeto.
Californiano. Losangelino con la pelle bianca come il bianco dell'uovo
sodo, e di educazione laico-cristiana. Non marocchino o tunisino o
saudita o senegalese o somalo. Con la pelle scura.
Ma un giorno quel losangelino aveva messo piede in moschea, aveva
detto: «Mammy, daddy, voglio studiare il Corano». Poi era andato in
Pakistan, il Corano se l'era imparato a memoria, il cervello se l'era
fatto lavare dagli imam, ed era finito coi Talebani a Kabul. Padre
Andrzej, è questa la mia risposta al suo ultimo perché. E so bene che
a dargliela rinforzo il rischio di andare in galera per reato di
opinione mascherato con l'accusa di "vilipendio all'Islam".
So bene che insieme alla galera rischio la vita cioè sfido ancora di
più la nuova Hitler-Jugend che vorrebbe ammazzarmi.
So altrettanto bene che neanche noi siamo stinchi di santo. Che nella
nostra Storia anche noi ne abbiamo combinate di cotte e di crude.
Ma oggi il pericolo non siamo noi. Sono loro. È il loro libro. E visto
che nessuno lo dice, visto che qualcuno deve dirlo, lo dico io. Col
che saluto i polacchi che attraverso la sua traduzione ci hanno
seguito. Saluto Lei, e la ringrazio d'avermi ascoltato.
Padre Andrzej Majewski - Oriana Fallaci - Libero

di Rolli alle 16.08.05 01:18 | Opinioni | Commenti (25)
Commenti

machissenefregadellafallaci ^^

ero passato per leggere due paroline sul ritiro dei coloni da gaza... :)
di Manuele il 16.08.05 12:53 | M | C | #

Si? E quali paroline ti aspettavi di leggere?
di Rolli il 16.08.05 13:06 | M | C | #

ecco è cosi che le cose ci sono cadute addosso
è il
chi se frega di memoria
d annunziana e altro...
ma questo chi se ne frega significa anche
"cosi sia che il mondo faccia il suo corso"
per questi motivi ora ci troviamo cosi

se il mondo (occ.) doveva capitare per sua sventura in mano ai
peggiori folli che la storia si ricorda
follia di lucida ragione
illuminismo all n potenza di 1000
ma ormai ridotto a brandelli da se stesso senza progetto( se lo avesse
per lo meno dovrebbe esporlo)
senza figli da poterlo portare avanti
l occ che si merita nn solo gli islamici ma anche il peggio che gli
accadra perche questo accadrà
se nella sua idea e segretamente costudita la fine dell europa
la sete di comandare sul mondo intero
attraverso la favola della democrazia
e la bonta delle merci pare
nn attecchisca come era previsto
e lo scambio voi venite qui
e noi veniamo li per ora
è rimasto solo nel voi venite qui
loro li nn ci vogliono
e allora guerra
e i cattivaa coscienza con la pancia piena a sventolare bandiere
arcobaleno e a casa una serva di colore messa in regola ossia fruttata
al punto giusto
ha ragione la F. arriverà un giorno che noi intesi come sangue storia
genetica ossia europa
saremo numericamente inferiori e credo che
nessuno correra in ns difesa
in quei gg
i mercati hanno decretato la fine dell europa?

gia da dopo la seconda guerra mondiale
al giappone toccò la bomba
a noi l estinzione eterna
per aver osato pensare un mondo senza
mercato globale o libero
qui a governare furono messi piano piano
gli stessi tipi umani che ora sono messi in iraq
lascio a voi la capacita e le competenze...

sfido chiunque a trovare tesi alternative
per come le cose si presentano oggi
senza i
i soliti chi se ne frega i soliti va a fan..

la F. è folle
perche dice la verità
e come nel medio evo a dire la verità era rimasto solamente il giullare
oggi a dirla sono i paranoici
e solo il tempo ci dira se avevano ragione o no
bisogna dare del tempo ora nn si puo dire nulla che nn cazz..
vogliamo ammettere almeno che
l immigrazione nn è stata spontanea
ma organizzata dall industrie?
e si sa le industrie nn sono ne di destra ne di sinistra
poi hanno diviso in due l opologia di questa l' amore per il prossimo
dei cristiani e dei sinistrosi
speranzosi nn si sa perche in una futura rivoluzione del mondo
islamico qui in occ
loro che hanno ancora i re o i capi tribu vengono qui a fare la
rivoluzione
cosi per farci rimanere a bocca aperta
(ma questo è dato da bere al popolo con bandiera e arcobaleno rimasti
tarati al 68)
loro troppo stanchi per farla avevano bisogno degli immigrati
per la rivoluzione

invece la destra pragmaticamente dice servono uomini da fruttare qui
nessuno ne ha voglia di lavorare che entrino i nuovi schiavi tanto
prendiamo due piccioni con una fava ci si toglie di mezzo gli
sfaticati occ questione di una 30 di anni e poi con loro facciamo i
conti dopo
ecco è quel dopo che pare piu una partita di poker che una previsione
scientifica seria
ora la massa di immigrati è sensibile come noi alle merci e a consumo
ma quando il loro numero aumentera bisogna vedere se e quanto il
consumo potra divenire le discriminante per la loro abdicazione a una
nuova religione
piena di follia e ferocia
quella del mercato
perche arrivera il gg anche
per loro illuminante consapevolezza?

e conosceranno che la loro condizione precedente era migliore di
questa disoccupazione
verranno revocati sussidi che mai un italiano ha visto nella storia
affitti pagati luce gas
soldi per i figli
borse di studio

la caritas che regala miliardi di euro basta avere un frottola a prova
di idiota
poi per arrotondare
con prostituzione
droga racket ecc

o il mondo occ menterra gli immigrati per tutti isecoli dei secoli
o un giorno
il mercato dovra FARE I CONTI CON LA CONSAPEVOLEZZA DELLE MASSE islamiche
che mi pare sappiano meglio di noi cosa sia l occ
e come mungerlo
nn si sa quando questo accadra ma prima o poi accadra
e vuoi vedere
che i tempi della consapevolezza e quelli del numero critico degli
immigrati
coinciderà?
iniziara cosi il nuovo mondo islamico
se cosi fosse Maometto aveva ragione
quindi lui era veramente
il profeta di Allah
che diverrà per giustizia divina
il dio di tutti noi.


Europa aveva ragione omero sei un utopia.
di bob [TypeKey Profile Page] il 16.08.05 18:49 | M | C | #

Io continuo a non capire dove lei abbia visto il nostro Dio come un
Dio buono e perdonatore. Boh, a me mi sa che invece di leggersi il
corano dovrebbe cominciare a leggersi la bibbia.
di Fabrizio il 16.08.05 23:22 | M | C | #

Se poi tu l'aiutassi e ti leggessi, chessò, i Vangeli o almeno i dieci
comandamenti, capiresti la differenza tra il "dio" cristiano e quello
musulmano.
di Rolli il 17.08.05 00:30 | M | C | #

Solo un commento alla notizia, che vuoi che mi aspettassi?

Mi intrometto nella discussione nata per dire solo una piccola cosa,
conosciuta ai più. Il Dio della Bibbia cambia molto nel nuovo
testamento. Nel vecchio testamento si infuria, punisce. E' un dio a
cui si deve guardare con riverenza e timore. Soprattutto timore. E' il
Dio che non ci pensa su due volte a distruggere l'umanità per rifarla
daccapo, è il Dio che ha mandato pestilenze in egitto e che per poco
non uccide tutti gli ebrei appena fuggiti. E' il Dio che chiede ad
Abramo di uccidere il suo amato figlio come segno di devozione.

Nel nuovo testamento invece Dio è completamente diverso. E' il padre
del figliuol prodigo, è il pastore che soffre per ogni sua pecorella,
è quello che insegna a porgere l'altra guancia, è quello che sta dalla
parte dei poveri, degli emarginati e che emana un solo comandamento:
ama il prossimo tuo.

Insomma, filosoficamente sono due visioni divine MOLTO MOLTO MOLTO
diverse tra di loro. E' naturale, perché sono visioni che soddisfano
esigenze storiche e culturali diverse. Come ogni religione di questo
mondo.
di Manuele il 17.08.05 03:12 | M | C | #

Giusto. Ma non a caso la base del Cristianesimo e' il Nuovo
Testamento, e non il Vecchio (faccio anche notare che la religione si
chiama Cristianesimo. Cristo, non Dio).
di Alx il 17.08.05 08:34 | M | C | #

eh, spiegaglielo tu a bush
di silvestro il 17.08.05 14:17 | M | C | #

concordo con la Fallaci. gli islamici moderati li riconoscerò per tali
quando manderanno la loro condanna a morte agli attentatori, la stessa
che comeini appioppò allo scrittore dei versetti satanici.
di bacchio [TypeKey Profile Page] il 17.08.05 14:53 | M | C | #

La Fallaci sta sbagliando: la lotta deve svolgersi attraverso la forza
delle idee e non propugnando mistificanti questioni religiose.
Anzi questo è l'errore più grave che si possa compiere per battere i
terroristi islamici che ricercano lo scontro proprio su questo terreno.
Oriana ha la mia stima ma non per questo posso trascurare le grosse
idiozie che ogni tanto si lascia scappare a causa del suo furore
ideologico e politico. L'unica strada da intraprendere è quella scelta
adesso( e sottolineo adesso) da Blair e non farneticanti
discriminazioni a danno di molti innocenti che hanno sudato sangue per
ottenere una vita migliore.
di OrlandoFurioso il 17.08.05 16:04 | M | C | #

L'unico errore grave secondo me è cercare il dialogo con i terroristi,
come per alcuni istanti ha dato l'impressione di fare Blair dopo gli
attentati, e come quasi sicuramente faremmo noi.
Per il resto musulmani e corano a parte, all'odio si risponde con
altro odio; mi sembra un buon principio applicabile nei confronti di
qualsiasi persona, quindi anche tutti e solo i musulmani che mi
odiano. Voler fare i superiori è abbastanza inutile, sopratutto quando
non si è in posizioni tali da poterceselo permettere.
La Fallaci ormai non dice più niente di nuovo, e per fortuna i toni
sono sempre gli stessi, garantendo così una volta ogni tanto una
'rilassante' lettura del suo pensiero.
Cmq, Orlando, le questioni religiose le hanno cominciate a fare i
nemici; anche secondo me però è sconveniete farle per noi (come sta
ora facendo la Fallaci), visto che il papa non ha nessun esercito e a
me della battaglia culturale religiosa non me ne frega proprio niente.
di davide il 17.08.05 18:23 | M | C | #

La nostra superiorità è nelle idee che portiamo avanti, non nello
sterminio di massa che possiamo attuare grazie ad un immenso
potenziale bellico. Le armi sono un fondamentale deterrente coercitivo
nei confronti degli aspiranti nemici, ma solo se sono funzionali alla
politica e quindi ad un'etica democratica che le possa guidare con
coscienza. Se il nostro ideale rappresentato dalla liberal-democrazia
verrà meno allora verrà meno anche la nostra identità occidentale,
decretando così la nostra fine.
di OrlandoFurioso il 17.08.05 18:49 | M | C | #

alora l occ è un simpatico luogo di
se mi cerchi mi trovi
e se nn mi trovi ti cerco io?

io sono occ. e nn voglio interferire con la vita di altre culture
gli arabi faranno le loro scelte da soli

e nn desidero sentire favole di democrazia
qui io nn la vedo
questa nn è democrazia
dopo la caduta del muro
è nata un altra forma di dominio
che tende ad unificare il pianeta
in molte unioni
quella europea è gia fatta
poi dovrebbe esserci
quella araba ecc ecc

le tasse passano attraverso le borse mondiali
un modo organizzato e moderno
del pizzo all impero
chi conosce come funziona il mercato lo sa benissimo

ripeto l occ è finito
la sua pretesa di sviluppo generalizato
è finta
nn sostenibile
nn attuabile
la natura ha risorse limitate
e questo sviluppo nn è per tutti

se lo dimenticano sempre i signori economisti
o fanno finta

ora la cina paga il petrolio
e questo si alza
o lo hanno loro o noi
o lo ha chi se lo puo permettere
gli usa pagano al litro 40 cc di $
noi perche siamo in guerra?
è un mistero..

la guerra è utile ad ora
per offuscare questi problemi
siamo in emergenza ci sono i terroristi
è vero i morti ci sono ma io nn credo a nessun Bin
o Dottore egiziano
a capo di qualcosa
che ordinano da una grotta stragi ecc
noi nn sappiamo cosa sta accadendo
nn sento persone umili che dicono questo
ma sento a tutti i livelli esperti
con dati alla mano trovati chi sa dove
e scritti da chi sa chi

la situazione la tenete sotto mano

richiedo
ma secondo voi le immigrazioni sono state
per il 100% spontanee?

la fallaci a parte qualche sclero
dovuta all età
nn mi pare che sia lontana dal vero
è piu vicina alla verità di molti
che vorrebbero fare intendere di sapere qualcosa di piu
lei dice terra terra le cose che vede

per la classe e i quadri europei è finita la baldoria
ora se vogliono mangiare o girare in macchina
devono lavorare come bestie
se no possono sempre emigrare
dai fratelli islamici che
per giustizia divina
gli pagheranno
affitto luce e gas
chiudendo un occhio se loro spacceranno donne
e giornali pornagrafici


il nuovo testamento
contiene il messaggio
di un nuovo uomo
il cristo è il prototipo di questo
ed infatti lo hanno subito crocifisso
gli amici dell amore
lui in croce ricorda ancora a chi
volesse emulare
la sua vita

ce sempre pronta
a chi si prova a disubbidire
usando la parola amore

una bella
vacanza a guantanamo democratica
o nei pogrom nazisti

che poi sono la stessa cosa
e mi meraviglio che gli amici ebrei nn abbiano da dire nulla
contro certi luoghi

è un altro segnale di inscemonimento
il voler fare occhi per occhio.

ma allora noi siamo bestie come loro
una guerra tra bestie?
chiamatemi quando sarà finita

grazie
di bob desnos il 17.08.05 20:29 | M | C | #

Qualsiasi cosa fumi bob, la voglio anch'io!!


p.s.: Oriana forever
di xman il 18.08.05 08:36 | M | C | #

Fallacci orinanti
di freccianera il 18.08.05 08:38 | M | C | #

Lettera al Foglio del 18.08.2005.

In questo periodo sono apparsi sulle pagine di alcuni quotidiani
diversi articoli di propaganda antislamica, basati su considerazioni
antropologiche, sociologiche, teologiche, o presunte tali, che
vorrebbero dimostrare la presenza, all'interno della dottrina
islamica, di un fondamento teologico delle deviazioni integraliste. In
particolare, ci ha sorpreso la posizione di Gianni Baget Bozzo, che
sul Foglio del 5 agosto ha cercato di sostenere la tesi
dell'incompatibilità tra islam e occidente, compiendo un excursus
teologico in cui vengono grossolanamente misinterpretati alcuni
aspetti dottrinali dell'Islam, arrivando ad affermare che una "sottile
forma di nichilismo pervade il pensiero islamico (…) che, non a caso,
ha trovato nelle azioni annichilenti, cioè nelle azioni di guerra, la
sua forma propria di azione civile e sociale". In effetti, Bozzo usa
strumentalmente il concetto di nichilismo poiché immagina che la
dottrina islamica si basi sulla negazione degli "infedeli" da parte
dei "fedeli". In realtà questa contrapposizione non esiste, se non nel
delirio dei moderni movimenti fondamentalisti. Al contrario, l'islam
non "nega" le altre rivelazioni, ma le riconosce come comunità di
"fedeli" dello stesso Dio: in effetti, ebrei e cristiani hanno sempre
potuto prosperare nel mondo islamico, almeno fino a quando questo si è
manifestato in modo conforme alla tradizione. Non a caso, il
fondamentalismo nasce proprio pochi anni dopo la fine del califfato e
il suo primo "nemico" sono proprio gli stessi musulmani. Per l'islam,
la Creazione è il luogo della presenza divina e, secondo il Corano, il
linguaggio con cui Iddio parla all'uomo incessantemente. Il
nichilismo, tipica produzione del pensiero moderno, è incompatibile
con l'islam e, crediamo, anche con il cristianesimo e l'ebraismo.
Inoltre, il principio della sacralità della vita è ben presente nella
dottrina islamica, per la quale l'uomo è stato creato `alâ surat
al-Rahmân, vale a dire "secondo la forma del Misericordioso",
espressione che sancisce la precisa responsabilità dell'essere umano
come vicario di Dio sulla terra, chiamato a praticare la misericordia
nei confronti di tutta la Creazione e a maggior ragione nei confronti
delle comunità dei fedeli delle altre Rivelazioni, che Dio, proprio in
virtù della Sua onnipotenza, ha manifestato. Il Sacro Corano,
contrariamente a quanto affermato nell'articolo di Bozzo, abbonda di
riferimenti al fatto che ogni aspetto della natura, ogni sua più umile
espressione, rappresenta un Segno dato da Dio all'uomo, affinché
arrivi a conoscerLo. In esso, inoltre, si fa esplicito riferimento
alla funzione del profeta Muhammad, che non è soltanto quella di
ritrasmettere la Parola di Dio, ma anche di costituire per gli uomini
un modello di spiritualità autentica, "facile" da imitare: quanto di
più lontano dalla tirannica soggezione dell'uomo a Dio paventata da
Baget Bozzo! Quest'ultimo arriva ad attribuire alla religione
islamica, inoltre, l'incapacità di adattarsi alle diverse culture
nelle quali viene accettata e ritiene che l'islam tenda invece a
imporre l'omologazione sociale e culturale di una presunta "comunità
musulmana mondiale". Al contrario, dalla Spagna alla Cina, e dagli
Stati più settentrionali del continente euro-asiatico fino all'India,
la presenza millenaria dell'islam non ha storicamente né cancellato le
culture preesistenti, né imposto una lingua e un'omologazione,
contribuendo sovente allo sviluppo intellettuale e culturale anche
delle altre comunità religiose. Detto questo, le parole di Baget Bozzo
possono essere più opportunamente riferite ai fondamentalisti
islamici, le cui ideologie sono nate solo all'inizio del XX secolo con
il movimento dei "Fratelli Musulmani", non estraneo tra l'altro a
influenze occidentali. In questa prospettiva, il fondamentalismo
moderno, non solo quello "islamista", può apparire come il nuovo
"nemico" dell'occidente, come prima sono state considerate anche altre
ideologie totalitarie. Tutti gli integralismi, in definitiva, riducono
la fede a un'idolatria, finendo per adorare, come dice il Corano, le
proprie passioni, le proprie concezioni. Questo d'altra parte avviene
in tutte le deviazioni e le strumentalizzazioni della religione. In
conclusione, ricordiamo le parole di uno dei più grandi Maestri
dell'islam, che riprendendo un insegnamento profetico, rispose proprio
ai primi seguaci delle idee wahabite, i quali gli domandavano appunto
quali fossero i fondamenti dell'islam. Le fonti dell'islam, disse il
Maestro, sono tre: il Corano, la Sunna (gli insegnamenti del profeta
Muhammad) e lâ adrî, ovvero "non so". Non si tratta di una "sudditanza
passiva", ma di riconoscere la natura del "mistero della fede",
prospettiva che permette una vera comunicazione tra Dio e la Sua
Creazione.
Ahmad 'Abd al Quddus Panetta CO.RE.IS. italiana

Che dite, ci crediamo?
di xman il 18.08.05 11:04 | M | C | #

Bob le tue tesi sono così facilmente confutabili da farmi pensare ad
una cosa: ma sarai per caso tu la persona umile di cui parli nel tuo
intervento?
Non avertene, ma non credo che il populismo sia utile per cercare di
capire un pochino di più di quello che sta succendo a questo nostro
pazzo mondo.
Ad maiora
di OrlandoFurioso il 18.08.05 11:47 | M | C | #

Xman: no, non ci crediamo. Pero' e' una gran bella raccolta di
****zate!!! :))
di Alx il 18.08.05 15:48 | M | C | #

Rolli oggi ho visitato il forum di cui ha parlato sia il corriere che
repubblica. Sarà perchè sono un piccolo uomo, ma a me ha fatto un
brutto effetto. Tu cosa ne pensi? Quel forum dell'orrore non dovrebbe
essere chiuso e quei bei 'reporter' spediti davanti alla corte marziale?
di OrlandoFurioso il 22.08.05 14:43 | M | C | #

Non sono andata su quel forum, Orlando
di Rolli il 22.08.05 15:57 | M | C | #

Grazie Rolli per aver postato l'articolo.

Oriana sono con te!
Ho sempre pensato che gli islamisti sono i nuovi nazisti, mi arruolo
convinto che la causa è giusta!
Con loro il dialogo è tempo spreccato, ai loro occhi la nostra colpa è
solo quella di esistere, per cui la soluzione è cacciarli prima che
sia troppo tardi.

Krumiro
di krumiro il 31.08.05 23:49 | M | C | #

Il mio più grande desiderio è poter incontrare almeno una volta di
persona ORIANA FALLACI. La trovo straordinaria, da sempre, su tutto.

Complimenti. Giulio Sardegna
di GIULIO SARDEGNA il 05.09.05 13:58 | M | C | #

io sono un quasi islamico(perchè nato e vissuto in paesi mussulmani),
voi non avete idea del futuro che ci aspetta, sia a noi che ai nostri
figli, ha ragione la fallaci è troppo tardi ormai, non sono
farneticazioni, non ci sono vie d'uscita, mentre l'islam è forte nella
sua fede l'occidente è condannato perchè diviso (ed anche, perchè
democratico mentre l'avversario non lo è).
e come 400/500 anni fà l'islam usava i feroci mamalucchi (ex
occidentali, rapiti ancora fanciulli sulle coste europee del
mediterraneo e indottrinati all'islam) per combattere i cristiani,
oggi è la loro 5 colonna già radificata e ramificata nel nostro
continente (composta da islamici di seconda generazione, che parlano
perfettamente le nostre lingue) e supportata ingenuamente dalle nostre
sinistre (che sono composte in maggioranza da ateisti, nemici mortali
dell'islam, in quanto secondo il corano: i cristiani -scampati ad un
eventuale guerra- possono convertirsi all'islam oppure vivere in
condizioni di "dhimmi", mentre i senza dio vanno eliminati
fisicamente) e da gran parte della chiesa (che usa a propria discolpa
frasi tipo: "sia fatta la volontà di dio") a costituire il maggior
pericolo, piano piano, quando saranno in maggioranza i mussulmani, le
nostre città cambieranno i loro nomi antichi con nomi arabi, i pochi
cristiani rimasti si sentiranno stranieri nei loro stessi paesi (come
i copti in egitto), vigerà la sharia sia per l'uno che per l'altro e
l'ultima citta, al confine con uno stato occidentale non ancora
conquistato, verrà chiamata "rabat" cioè "avamposto" (si' come la
capitale del marrocco, dalle cui coste si osserva la spagna).
oltre alla fallaci leggetevi anche, le dichiarazioni degli apostati
che hanno abbandonato la fede islamica e rischiano la morte.
kinvuli
di kinvuli il 11.09.05 01:32 | M | C | #

kinvuli ma non dire amenità, gli 'islamici' sono poveracci che al
massimo possono fare qualche attentato...tutta questa paura è solo il
segno di quanto sia annoiato l'occidente, fomentata da gente come la
fallaci, che scrive bene ma non ha niente da dire
di sgs il 12.09.05 18:12 | M | C | #

Ah si, finalmente qualcuno che ha individuato il problema: la noia
dell'Occidente. Quegli zuzzurelloni di londinesi e di newyorkesi che,
per passatempo, si sono tramutati in un enorme puzzle di carni spiaccicate
Cosa non si fa per passare il tempo, oggi giorno..
di Rolli il 12.09.05 18:18 | M | C | #

Torna all'inizio di "Oriana Fallaci su islam ed Occidente"
Scrivi un commento
Se hai un account TypeKey, puoi fare il login e utilizzarlo qui.

Nome:

Email:

URL:
Ricorda i miei dati? SiNo

Commenti: (puoi usare i tag HTML nel testo)









Ven 18 Nov 2005 9:32 am

hasanisawi.geo
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #448 di 563 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

sito di provenienza http://www.rolliblog.net/archives/2005/08/16/oriana_fallaci_su_islam_ed_occidente.html Rolli Martedì 16 Agosto 2005 Oriana Fallaci su...
hasan isawi
member; u=59...
Offline Invia email
18 Nov 2005
9:39 am
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?