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BILBAO   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #50 di 563 |
http://www.kwart.kataweb.it/kwart/ita/newsdett.jsp?
idContent=148530&idCategory=1920

BILBAO - Nel 1977 Frank Owen Gehry realizzava la propria casa a Santa
Monica. Un piccolo gioiello di edilizia - in questo caso davvero
privata - che imponeva l'inconfondibile segno di Ghery sulla scena
internazionale. Ma la vera casa di Gehry, ossia l'opera più popolare
e nota dell'artista/architetto canadese, è certamente il Guggenheim
Museum di Bilbao: il magnifico e mirabolante edificio che dal 1997,
quando venne inaugurato dopo 6 anni dall'inizio dei lavori, impone la
sua spazialità barocca nel panorama industriale della città basca.
Ecco allora che, dopo essere stata allestita al Guggenheim di New
York, la mostra su Gehry giunge a Bilbao per proporre, fino al 17
febbraio, l'intero percorso creativo del "Borromini del XX secolo"
proprio negli spazi e sotto le volte del suo lavoro più celebre e
celebrato.

Si tratta di un'esposizione attraverso la quale la Guggenheim
Foundation mette in vetrina pezzi migliori, sia in termini di autore,
sia di opere, della propria raccolta. Accanto alla mostra su Frank
Gehry, Architect, il museo di Ghery a Bilbao ospita infatti altri
elementi del "servizio buono" di casa e, fino a febbraio, espone una
selezione di lavori della collezione Guggenheim; si va da
un'antologia della Thannhauser Collection, all'interno della quale
spicca Picasso, alle opere di Chillida e Tàpies, da quelle di Jeff
Koons e Louise Bourgeois, alla video installazione di Fabrizio Plessi
(vedi qui accanto l'intervista all'artista italiano che parla anche
del rapporto della sua Roma con l'architettura di Gehry).

Arte del Novecento e contemporanea, di artisti del Vecchio e del
Nuovo Mondo, per una fondazione che, come una grande multinazionale,
ha sedi a New York, Venezia, Bilbao, Berlino e Bilbao e che, proprio
nella Grande Mela, nonostante il calo di visitatori dopo l'11
settembre, si appresta ad aprire un nuovo centro, anche questo
progettato da Frank Gehry.

L'esposizione di Bilbao propone una quarantina di pezzi, tra
progetti, plastici e disegni di sua mano, video, foto, interni e
oggetti di design. Una lampada o un mobile di Gehry contengono la
stessa libertà creativa di un'architettura di gigantesche dimensioni.
Anche gli edifici nascono da un gesto e da un'idea plastica che trova
applicazione nei modellini che Gehry, nato nel 1929 a Toronto ma
trasferitosi a 17 anni con la famiglia a Los Angeles, esegue per poi
affidarli allo sviluppo architettonico del programma Computer aided
three-dimensional interactive application, realizzato per l'industria
aerospaziale francese.

Uno dei motivi ispiratori della libera forma ordita dall'estro di
Gehry è la figura del pesce. Alla metà degli anni Ottanta nascono le
lampade a forma di pesce e di serpente, realizzate utilizzando
il "colorcore", un laminato plastico traslucido. E tra il 1989 e il
1992 ecco prendere forma la Fish sculpture, eseguita per il villaggio
olimpico di Barcellona. Gerhy, del resto, collabora spesso con gli
scultori: con Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, ad esempio
(Chiat/Day Building, del 1985-91, a Venice, in California), oppure
con Richard Serra, chiamato a concorrere, tra le altre cose, al
progetto per la Financial Times Millenium Bridge Competition nel 1996
a Londra.

Autore soprattutto di edifici dedicati alle arti, che siano quelle
della musica o della pittura e della scultura, Frank O. Gehry ha
rivoluzionato i principi del razionalismo architettonica proponendo
una forma che non è solo contenitore "silenzioso" di oggetti e suoni,
ma che impone la struttura dell'edificio al contesto urbano divenendo
del contenuto un preciso e simbolico segnale nel territorio. Ne sono
testimonianza - oltre al Guggenheim di Bilbao, attrazione per
migliaia di visitatori che giungono in una città fino agli anni
Novanta esclusa dai grandi flussi turistici – il Cabrillo Marine
Acquarium (1977-79) di Los Angeles, il Fredrick R. Weisman Art Museum
di Minneapolis (1990-93), oppure il Vitra Design Museum (1987-89) di
Weil am Rhein, il primo edificio di Gehry realizzato in Europa. Oltre
a intrappolare ed magnificare le forme dell'arte plastica e
decorativa, Gehry si è confrontato anche con gli ambienti che
conservano ed esaltano le note musicali e la loro storia: è stato
inaugurato nel 2000, dopo cinque anni dalla posa della prima pietra,
l'Experience Music Prject di Seattle: il nuovo tempio della musica
rock plasmato intorno alla suggestione delle chitarre fracassate da
Jimi Hendrix. Ma il mondo dell'arte, e della musica, attende ora di
vedere completata, nella "sua" Los Angeles, la "concert hall" di Walt
Disney: uno dei, "non", luoghi sacri della cultura americana.









Mer 28 Nov 2001 10:12 am

hasanisawi.geo
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Inoltra Messaggio #50 di 563 |
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hasan isawi
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28 Nov 2001
11:30 pm
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