--- Giorgio <
info@...> ha scritto:
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Documento senza titolo
Caro amico o amica innazitutto perdonami se ti invio
questa mail senza aver chiesto il tuo consenso, ma è
per una giusta causa: Ti allego un articolo trovato
sul web, sperando di proporti un interessante spunto
di riflessione.. ... se lo riterrai opportuno per
favore aiutami a diffondere questo messaggio
inoltrando la mail al maggior numero possibile di
persone, tuoi amici o conoscenti.
Grazie
Qui invece troverai (ovviamente non proposte dai media
italiani) alcune foto del massacro che stà compiendo
il democratico stato
israeliano:
http://www.lebanonembassyus.org/Photos.html
Testo originale a:
http://www.canisciolti.info...
Opinioni: Due linee nella lotta contro il sionismo
Venerdì, 28 luglio
Dovrebbe essere chiara, a questo punto, la reale
dimensione del pericolo per la pace e la convivenza
tra le genti rappresentato dal sionismo. Il sionismo
di per sé, qualora non ci fosse la lobby ebraica che
lo sostiene, non sarebbe un gran problema per
l’umanità.
Immaginiamo per un attimo, un Israele isolato,
arroccato in terra di Palestina, odiato dai popoli
arabi, disprezzato dai democratici e anti-razzisti del
mondo, senza nessuna grande potenza che lo armasse e
lo difendesse, condannato infinite volte dall’ONU
(senza veti americani), senza la schiera dei
giornalisti, giornali, televisioni che oggi lo
difendono a spada tratta. La comunità internazionale
avrebbe liquidato il problema sionismo/Israele in un
solo minuto con una Risoluzione ONU che impone uno
stato Democratico in Palestina. Il problema persiste
solo perché la lobby israeliana americana, sostenuta
in gran parte (ma non da tutta) la comunità ebraica, è
riuscita, secondo le parole di Sharon, a “controllare”
il Congresso e la cultura americana.
Questo fatto ha creato un mostro imperialista che
molti ormai chiamano USrael, il quale ha fatto propria
l’ideologia razzista, colonialista e guerrafondaia del
sionismo, soprattutto con i neoconservatori likudniki
al vertice del potere americano e saldamente alla
testa dei due partiti politici del Congresso,.
Cosa resta da fare al militante, al democratico che
vuole lottare contro il sionismo, contro USrael e i
pericoli di guerra attuali, anzi sempre più
minacciosi, vista la situazione in Medio Oriente e la
prospettiva che Israele attacchi l’Iran e trascini
nella guerra generalizzata gli Usa e l’Europa?
Prima di tutto liquidare i nemici interni. Questa è
una necessità ed una caratteristica di tutti i
movimenti di lotta. É una assoluta necessità perché, i
nemici interni, gli indoratori della pillola sionista,
paralizzano la lotta, sviliscono gli sforzi generosi,
fanno deviare dagli obiettivi giusti, sabotano e fanno
deragliare il treno della lotta per la pace. Chi sono
i nemici interni?
Sono tutti coloro che sostengono:
1) che è «antisemitismo» attaccare Israele, il
sionismo e semplicemente la lobby ebraica. In
particolare, troverete falsi antisionisti che dicono
di lottare contro il sionismo ma difendono il «diritto
di Israele ad esistere» come Stato ebraico e negano
l’esistenza della lobby ebraica, o se ne confessano
l’esistenza, lo fanno solo per sminuirne il ruolo ed
il potere. Non a caso costoro sono contrari alla
prospettiva di un solo Stato Democratico in Palestina.
2) che coloro che denunciano la lobby ebraica e
il suo potere in America e in Europa ricorrono alla
«teoria del complotto ebraico», un complotto segreto
degli ebrei per dominare il mondo. Non si parla dei
‘saggi di Sion’ ma il concetto è lo stesso. Attenzione
chi accusa gli antisionisti di essere sostenitori del
‘complotto ebraico’ li sta accusando in modo indiretto
di «antisemitismo». Non c’è complotto segreto ebraico.
Tutto avviene alla luce del sole. Il legame
Israele-Maggioranza della comunità ebraica americana è
certo fondato su rapporti razzisti-etnici-ideologici
ma anche e soprattutto materiali, visti i comuni
interessi materiali che Israele e la lobby traggono
dal dominio sulla politica della superpotenza
americana.
3) che la guerra in Iraq non è una guerra
sionista a beneficio di Israele, una guerra
catastrofica dal punto di vista del popolo americano e
degli stessi interessi materiali dell’imperialismo
Usa.
4) che la guerra in Iraq è stata fatta per gli
interessi petroliferi Usa. Gli Stati Uniti avrebbero
potuto avere più petrolio iracheno, molto di più,
mettendosi d’accordo con Saddam Hussein invece di
imporgli sanzioni che hanno limitato a meno di un
quinto le esportazioni petrolifere irachene. Lo stesso
vale per la guerra. A causa dei disordini e sabotaggi
la produzione petrolifera irachena non riesce a
decollare. La scarsezza di petrolio iracheno sul
mercato mondiale contribuisce all’aumento
straordinario del prezzo del petrolio. Ringraziamo
Israele se il prezzo della benzina è alle stelle.
5) che parlano della “spirale guerra-terrorismo”.
Queste parole sono pericolose. Non c’è una guerra
contro il terrorismo. C’è una guerra contro i popoli e
le nazioni che non si piegano a USrael. Gran parte di
quello che è definito «terrorismo» è lotta di
liberazione. Il vero terrorismo e l’aggressione USrael
ai popoli. In Palestina non c’è terrorismo c’è
resistenza all’espansionismo sionista. In Libano non
c’è terrorismo, c’e difesa della comunità nazionale,
desiderio di affermazione delle masse sciite oppresse
e resistenza al progetto Franco-USA-israeliano di
portare il Libano nell’orbita occidentale servendosi
dei cristiani maroniti e dell’Arabia Saudita contro la
maggioranza sciita (tra l’altro in forte crescita
demografica). In Afghanistan non c’è terrorismo ma
lotta contro un regime corrotto filo-occidentale
imposto dalla Nato. Il governo Karzai e composto di
trafficanti di eroina e di signori della guerra. Le
masse diseredate si riconoscono nella resistenza
talebana. In Iraq non c’è terrorismo, c’è lotta
all’occupazione militare americano-britannica. Questa
lotta è destinata ad ampliarsi coinvolgendo anche le
masse sciite, finora rimaste a guardare incoraggiate
in questo dai dirigenti sciiti che sperano che gli
americani eliminino per loro la resistenza sunnita.
6) che sostengono apertamente o velatamente che
un regime laico corrotto è preferibile ad un governo
islamico popolare, genuino e anti-occidentale.
7) che direttamente o indirettamente incoraggiano
o sostengono la guerra di civiltà contro l’Islam
definito ‘repressivo’, ‘antifemminista’, ‘fanatico’,
‘violento’, ‘espansionista’, ecc.
Attenzione a tutti color che sostengono e diffondono
simili posizioni nel movimento contro la guerra e a
sostegno della Palestina. Sono costoro che hanno reso
impotente un movimento che ha coinvolto milioni di
persone e che aveva potenzialità enormi. Chi ha
sostenuto (o sostiene ancora) posizioni simili ha
agito (o agisce), coscientemente o inconsciamente, su
una linea politica determinata dal sionismo. La linea
giusta e vincente è quella che evita accuratamente
tutte queste trappole e ostacoli.
Manno Mauro, luglio 2006
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