Certo che suona molto strano il discorso pronunciato lo scorso 19
ottobre a Seattle da Joe Biden, il candidato di Obama alla
vicepresidenza USA. Biden profetizza con una certa enfatica
disinvoltura che Barack Obama – una volta in carica come presidente -
dovrà subito ballare al ritmo di una crisi internazionale di enormi
proporzioni. Lo "garantisce", addirittura. E aggiunge che «non
passeranno sei mesi prima che il mondo metta alla prova Barack Obama
come fece con John Kennedy». Ricordiamo che JFK dovette subito
fronteggiare la crisi dei missili a Cuba, a un passo dal conflitto
nucleare con l'URSS di Kruščëv.
Biden tiene a sottolineare davanti al pubblico lì presente: «Ricordate
quel che vi ho detto in piedi qui se non ricordate nessun altra cosa
che ho detto. Badate, stiamo per avere una crisi internazionale, una
crisi provocata, per mettere alla prova la stoffa di quest'uomo».
Una crisi «provocata». In inglese la parola usata da Biden è
«generated». Un vocabolo che comunque rimanda a un'idea di produzione
consapevole e sofisticata di un fatto.
Biden insiste: «segnatevi le mie parole, segnatevi le mie parole»,
mentre aggiunge che dovranno essere prese decisioni «dure» e
«impopolari» in materia di politica estera. E per chi non avesse
percepito ancora la gravità del tono, ricalca: «Io prometto che
accadrà». Biden sottolinea: «da studioso di storia e avendo
collaborato con sette presidenti, io vi garantisco che sta per succedere».
"Garantire" è un altro concetto di grande peso e grandissime
implicazioni, per il ben informato Biden. Se l'esordio della
presidenza di George W. Bush fu segnato dagli eventi dell'11/9, cosa
dunque è atteso - anzi, "promesso", "garantito" – che accada
nell'esordio della nuova Amministrazione?
Biden appartiene a un'élite in possesso di informazioni privilegiate,
una classe di individui che reagisce alle crisi con strumenti
concettuali e materiali diversi da quelli propri del senso comune e
diversi dal velo banalizzante e bugiardo dei media più importanti. Le
prospettive di crisi estrema sono tante, prese da sole o in
combinazione. L'élite sa che la crisi finanziaria, ad esempio, è ben
lungi dall'essersi conclusa. Così come l'11 settembre 2001 l'élite
sapeva già prima degli altri che l'economia era in recessione, così
già oggi guarda con sgomento alle prossime bolle della grande finanza
(carte di credito e massa dei derivati in primis). Quale evento è
pronto a farle precipitare? Altre crisi ci parlano di Iran, di Russia
e Ucraina, di Venezuela, di conflitti potenziali che - una volta
scatenati – cambierebbero l'agenda mondiale.
È degli stessi giorni una dichiarazione di tenore analogo a quella di
Biden, pronunciata da un fresco sostenitore di Obama, l'ex Segretario
di Stato repubblicano Colin Powell, che si è spinto a prevedere un
grave scenario di crisi per fine gennaio 2009. Un altro membro
dell'élite che parla, e fa quasi l'oracolo.
Come un altro ex Segretario di Stato, la democratica Madeleine
Albright, la quale a sua volta ritiene molto plausibile lo scenario di
emergenza previsto da Biden, un contesto che ai suoi occhi assume le
sembianze di un mega-attentato terroristico.
E non è finita. Anche il rivale repubblicano di Obama, John McCain,
cerca di decantare la necessità di mettere al comando supremo la
propria esperienza proprio perché il nuovo presidente «non avrà tempo
di abituarsi alla carica».
Mentre anche ai soldati USA vengono attribuiti compiti di ordine
pubblico (è una tendenza planetaria), intanto che la tempesta
finanziaria perfetta incombe, l'immensa potenza americana sembra
essere condotta verso un profondo mutamento della sua natura. I
segnali sono forti in questa direzione.
In tempi non sospetti, nel 2004, nell'osservare l'aumento eccessivo
del debito che sormonta di gran lunga la solvibilità del paese,
l'economista Robert Freeman si era chiesto quali possibili strategie
avrebbe potuto usare l'amministrazione statunitense (" Come How Will
Bush Deal With the Deficits? Connecting the Dots to Iraq",
«CommonDreams.org»).
La prima strategia è aumentare le imposte, specie sui redditi elevati,
e pagare i creditori. Non è ciò che fa l'amministrazione Bush.
La seconda è stampare dollari. L'abuso di una tale soluzione
porterebbe però a un collasso economico.
Una terza soluzione strategica, secondo il modello imposto dall'FMI ai
cosidetti `paesi in via di sviluppo', è la privatizzazione degli asset
nazionali e la loro vendita all'estero. Lasciando deprezzare il
dollaro, l'Amministrazione USA dà così non solo respiro alle
esportazioni: ma consente anche agli investitori diretti esteri di
usare i loro capitali per acquistare aziende statunitensi. Alla cinese
Lenovo che a suo tempo ha acquistato il ramo hardware di IBM è andata
bene. Ai petrolieri cinesi che volevano acquistare la Unocal sono
stati opposti invece ostacoli politici persuasivi. Ma la pressione
`compradora' dall'estero aumenterà.
Una quarta strategia è una sorta di `soluzione bolscevica' come quando
i rivoluzionari che assunsero il potere in Russia rifiutarono di
onorare i debiti dello stato zarista. Per Robert Freeman, è una
possibilità «molto più vicina di quello che possa immaginare la
maggior parte dei cittadini americani». Possiamo sospettare le enormi
implicazioni in termini di impoverimento generale e di fine del dollaro.
Ma secondo Freeman è una quinta strategia a essere in campo più di
tutte. Freeman chiarisce:
«Come ultima risoluzione, resta il saccheggio. Quando il rimborso
del debito di una nazione diviene così imponente che diventa
impossibile rassicurare i creditori, questo paese deve cercare una
qualche sorgente di ricchezza, non importa quale sia la fonte».
Il castello di carte starà in piedi fino a quando le banche centrali
di Cina e Giappone compreranno titoli in dollari. L'alternativa è non
pagarli, quei debiti. Sparigliare le carte. Giocare fino in fondo sul
terreno che si domina con più mezzi di tutti, quello militare e della
propaganda. Controllando prima di tutto lo scacchiere dell'energia
(altro fronte in crisi), e muovendo tutte le pedine.
Sui media italiani non c'è quasi traccia delle dichiarazioni di Biden.
Il massimo che dicono è che si tratta di un gaffeur. Ma stavolta non
sembrava una gaffe. Solo che i media avrebbero dovuto fare qualche
sforzo in più per descrivere un contesto complicato. Meglio
banalizzare, in attesa della tempesta.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/10220/48/
When one door of happiness closes, another opens; but often we look so
long at the closed door that we do not see the one which has been
opened for us.
Helen Keller
"عندما يُغلق
باب السعاده ،
يُفتح آخر ،
ولكن في كثير
من الاحيان
ننظر
طويلا إلى
الأبواب
المغلقه بحيث
لا نرى
الأبواب التي
فُتحت لنا"
http://ar.wikipedia.org/wiki/%D9%87%D9%8A%D9%84%D9%8A%D9%86_%D9%83%D9%8A%D9%84%D\
8%B1
Sviluppo di una sfera
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esso consiste nel sezionare una data superficie sferica K con un
limitato di piani che abbia in comune l'asse di k e che formino tra
loro angoli congruenti. In considerazione del fatto che ciascuno di
tali piani seziona K seconda una circonferenza massima, detta
meridiano, per cui è sufficiente determinare e poi moltiplicare lo
sviluppo di un solo fuso sferico (porzione di superficie sferica
delimitata da due meridiani) per ottenere l'intero sviluppo di tale
superficie K.
Applicazione grafica
Operando nel metodo di Monge la procedura è la seguente
* si sceglie un fuso F e si dispone in modo che il suo piano di
simmetria sia parallelo al secondo piano di proiezione ( pigreco2)
* si divide K2 con un fascio di piani proiettanti in seconda
proiezione in modo che formano tra loro angolo congruenti e che
passano per il centro di K. le seconde tracce di tali piani incontra
K2 nei punti 1 2 3 4 5 6 7. Da essi si disegnano le tracce di
altrettanti piani orizzontali. Ciascuno dei quali seziona la sfera K
secondo una circonferenza detta parallelo.
* Determinando le prime proiezioni dell'insieme di tali paralleli,
si individuano su F1, i punti (8-9,11-10 ... 18-19).
* si rettifica l'arco di simmetria assiale del fuso considerato F
e si dispone da una parte come segmento verticale
* si rettificano gli archi (1-2, 2-3 ... e 6-7.) e si portano sul
detto segmento verticale
* si tracciano delle rette orizzontali passanti per i vertici
(1,2,3 ...e 6) e su di essi si portano le misure rettificate degi
archi meridiani (8-9,10-11 .... e 18-19)
* in fine si traccia la curva congiungente i vertici 8,10,12, .. 7
e quella ad essa simmetrica 9,11,13 ... 7.
Collegamenti esterni
Collegamenti esterni
* Sviluppo di una semisfera
http://assex.altervista.org/geometria/svlp-smsfer.htm
* CODE TUBOLARI E SFERE
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_di_una_sfera"
Categorie: Stub geometria descrittiva | Sviluppo di solidi
Sviluppo di un cono circolare
Sviluppo di cono circolare
In considerazione del fatto che la superficie di un cono circolare K,
viene ottenuta dal movimento di retta g, detta generatrice, intorno ad
un'altra a, detta asse di rotazione, nella condizione in cui tali
rette r ed a siano tra loro complanari [1] Per cui lo sviluppo della
superficie, di tale cono K, si basa sulle operazione di srotolare, su
un stesso piano, un numero limitato delle proprie generatrici.
applicazione grafica
Date le proiezioni ortogonali di un cono circolare K che ha,
rispettivamente: come base, una circonferenza appartenente al primo
piano di proiezione, delta appartenente; come vertice un punto V posto
a quota positiva. Si vuole determinare la vera forma della superficie
di tale cono K.
Procedura
* si disegna, da un'altra parte, una circonferenza gamma che ha
per centro: il punto V^, e per raggio: la misura di una generatrice g.
la vera misura del quale può essere individuata facilmente come
lunghezza di una delle due generatrice di contorno apparente in 2°P.O.
(si legge seconda proiezione ortogonale).
* si misura il perimetro della circonferenza di base delta,
ottenendo un valore numerico X
* si delimita un arco di circonferenza gamma con misura= X,
individuano su di essa i punti A B.
* in fine congiungono, i punti A B con il vertice sviluppato V^,
si ha, come presupposto, lo sviluppo della superficie del cono K.
Note
1. ^ in considerazione del fatto che quando la generatrice g e
l'asse a di una superficie di rotazione sono tra loro complanari, si
ha come superficie un cilindro, il quale viene considerato come caso
particolare di cono circolare avente per vertice un punto improprio.
Con riferimento allo spazio, un piano seziona una sfera seconda una
circonferenza. Inoltre, poiché ogni faccia di un tetraedro K giace su
un piano e stabilendo che tre facce di K sezionano la sfera, si ha,
come sezioni, tre archi di circonferenza appartenenti, rispettivamente
a tali facce.
* Ponendo il caso in cui l'asse di una piramide regolare sia
appartenente ad una retta passante per centro della sfera, si ha che
tali archi di circonferenze sono uguali tra loro.
In tutti i casi, si tiene presente che gli estremi dei detti archi
sono l'intersezione degli spigoli della piramide con la sfera. Il
punto d'intersezione Q di uno di tali spigoli, ad esempio g, con una
sfera S, si determina facendo passare per g un piano ausiliario beta
che interseca la sfera seconda una circonferenza f. In questo modo il
punto cercato Q si individua come intersezione tra Q ed f. Nel Metodo
di Monge, per individuare tale punto Q, occorre ribaltare, sul primo
piano di proiezione pigreco1 il piano beta e tutto quello che
appartiene ad esso: la retta g e la circonferenza f.
Voci correlate [modifica]
* cerchio massimo
* Incidenza (geometria)
http://it.wikipedia.org/wiki/Incidenza_%28geometria%29
Estratto da
"http://it.wikipedia.org/wiki/Intersezione_di_un_tetraedro_con_una_sfera"
Categorie: Avvisi di cancellazione | Stub geometria | Geometria
descrittiva
Considerato che una sfera K ammette, anche, un piano di simmetria
equatoriale (cioè il piano orizzontale passante per il centro di K),
per cui, qui di seguito sono elencate le operazioni di costruzione
geometriche atte a rappresentare, in assonometria militare, una semisfera.
Sequenza delle operazioni [modifica]
* si disegna la semicirconferenza massima fi, della sfera, su un
piano orizzontale gamma passante per il centro C della stessa sfera,
intanto si ricorda e con riferimento all'assonometria militare, che le
figure piane (dette oggettive) appartenente ad un piano orizzontale
(cioè quelli che giacciono su un piano // al quadro), hanno come
immagini delle figure simili e congruenti a quelli oggettive.
* si disegna il segmento verticale C_H, dove C è il centro di fi
ed H è il punto d'intersezione con fi;
* si divide il segmento C_H in parti uguali, ad esempio in tre, e,
cosi si individuano i segmenti C_1, 1_2, 2_H
* si disegna dal vertice 1, una retta orizzontale e dove questa
incontra fi, si individua il punto 3. Puntando il compasso nel punto
3, si disegna una circonferenza con raggio 1_3. Tale circonferenza,
detta parallelo, rappresenta la sezione della sfera eseguita con un
piano orizzontale passante per il punto 1.
* analogamente, si individua un altro parallelo, della sfera ,
passante per il vertice 2
* in ultimo, si disegna la semi ellisse che inviluppa i paralleli
e, anche, la circonferenza fi. Tale inviluppo rappresenta il contorno
apparente della semisfera cercata.
Altri esempi
* Proiezioni mongiane del contorno apparente di una superficie di
rotazione
collegamenti esterni
* esercitazione in assonometria cavaliera
http://assex.altervista.org/geometria/cefme/tav20.htm
"L'arabesco" si considera originato dal tabù imposto dalla religione
islamica alla rappresentazione del reale (in termini di figure umane o
animali): un tabù che spinse gli artisti decoratori ad incanalare
l'immaginazione creatrice in una direzione astratta ed autoriferita
http://users.unimi.it/~gpiana/dm7/lanza/lanza4.htm
...............
Sembra infatti che la legge della vita sia scritta più nel segno del
tradimento che in quello della fedeltà, forse perché la vita
preferisce di più chi ha incontrato sé stesso e sa chi davvero è,
rispetto a chi ha evitato di farlo per stare rannicchiato in un'arca
protetta, dove il camuffamento dei nomi fa chiamare amore quello che
in realtà è insicurezza o addirittura rifiuto di sapere chi davvero si
è, per il terrore di incontrare sé stessi, un giorno almeno, prima di
morire, con il rischio di non essere mai davvero nati.
http://www.psicoterapia-corporea.com/news.php?idNews=77&idTipoNews=11
non è una catena di sant'antonio... è solo una cosa importante da vedere e divulgare se se ne ha voglia... non cestinate la mail.. dateci un'occhiata.. grazie.
non è una catena di sant'antonio...
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