VENEZIA - E' il regista statunitense Tim Burton il Leone d'oro alla
carriera della 64. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di
Venezia (29 agosto - 8 settembre 2007). Il Leone d'oro a Tim Burton è
stato proposto dal Direttore della Mostra Marco Muller, ed accolto
dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Davide Croff.
Nel 2006 il riconoscimento era stato assegnato a David Lynch. Il
premio sarà consegnato al regista il 5 settembre, nel corso di uno
speciale "Tim Burton Day" (con una serie di eventi a sorpresa) alla
prossima Mostra di Venezia, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.
Ancora una volta - sottolinea una nota della Biennale - il premio
rende omaggio a uno dei cineasti americani più coraggiosi, visionari
e innovativi, capace di emozionare e affascinare i più diversi e ampi
gruppi di spettatori, in equilibrio sul crinale che congiunge arte e
industria. In passato, Tim Burton aveva scelto la Mostra di Venezia
per presentare i suoi due capolavori d'animazione, The Nightmare
Before Christmas (in prima internazionale alla Mostra 1994) e Corpse
Bride (in prima mondiale alla Mostra 2005). Attraverso 12
lungometraggi in 23 anni, Burton ha dimostrato una sorprendente
versatilità senza mai sacrificare l'unità tematica e stilistica del
suo lavoro.
I film di Burton mutano dall'incanto alla malinconia, spesso
all'interno di un'unica immagine, e i suoi paesaggi fantastici sanno
mettere insieme orrore gotico e commedia eccentrica. Sebbene lavori
dentro e intorno a Hollywood, i suoi film - è detto ancora - spesso
ricadono al di fuori del paradigma contemporaneo del cinema
americano. Attraverso i successi al botteghino e i risultati
artistici di Batman, Ed Wood, Il mistero di Sleepy Hollow,
l'eccezionale lavoro di Burton è definito da un'impronta unica e
personale, che fa di lui uno degli autentici visionari del cinema
contemporaneo. Al momento Burton sta lavorando all'adattamento
cinematografico del pluripremiato musical-thriller Sweeney Todd di
Stephen Sondheim, una coproduzione fra la Warner Bros. Pictures e la
DreamWorks Pictures, con Johnny Depp, Helena Bonham-Carter, Alan
Rickman, Timothy Spall, Sacha Baron Cohen e Christopher Lee.
Tim Burton - ha detto Muller - è un genio del cinema, il figlio più
fantasioso della nuova età dell'arte. Possiede un talento unico
nell'impregnare di profondità emotiva le storie che racconta. Sa
costruire paesaggi onirici di altissima visionarietà (che fanno
appello all'eterno fanciullo che è in noi) senza mai perdere né
integrità estetica, né - tanto meno - la sua naturale vicinanza a
personaggi fuori norma. Più insolentemente pop della maggior parte
dei nuovi registi di oggi, e meno desideroso di approvazione della
maggior parte dei vecchi maestri, non c'è regista americano di
successo che possegga un senso del cinema più spietato ed estremo del
suo.