Roma, 24 gen (Velino) - Si considera ancora un "disfunzionale" ed è
convinto che la buona intesa che ha con i suoi attori è dovuta
alla "pazzia comune" nel pensare. Tim Burton, di passaggio a Roma, ha
parlato di sé e dei suoi precedenti lavori, ieri all'Auditorum Parco
della Musica di Roma per la rassegna "Viaggio nel cinema americano",
a cura di Antonio Monda e Mario Sesti, organizzata da Studio
Universal. Grande pubblico per il regista visionario dai capelli
scompigliati, che rinunciò a una carriera di disegnatore della Disney
perché non riusciva a disegnare "le volpi e i cani in modo carino"
(il film in questione era "Red e Toby nemiciamici") e che ora con il
suo ultimo film, il musical " Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di
Fleet Street" (in uscita in Italia il 22 febbraio per la Warner) ha
ottenuto tre nomination all'Oscar per il miglior attore protagonista
(Johnny Depp), la scenografia (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo)
e i costumi, dopo aver già guadagnato due Golden Globe per miglior
film commedia/musicale e miglior attore. Nell'incontro, durato circa
un'ora, Burton ha ripercorso la sua carriera cinematografica
ammettendo di sentirsi ancora un po' "disfunzionale" come il
protagonista di "Edward mani di forbice" e di altri suoi
film: "Purtroppo la gente si limita a giudicare dall'aspetto, non va
in profondità".
Ricordando "Batman" e "Batman – Il ritorno", ha poi confessato che il
terzo episodio della saga non lo diresse perché "le multinazionali
del fast-food fecero pressioni" e per quanto riguarda "Mars Attacks!"
(ispirato alle famose figurine Topps degli anni '60), lo "concepì" in
un periodo in cui neanche lui aveva le idee molto chiare su quello
che accadeva politicamente nel suo paese. E ancora: la passione per
Federico Fellini, al quale dedicò un omaggio in "Big Fish – Le storie
di una vita incredibile" ma soprattutto per Mario Bava ("il mio film
preferito resta `La maschera del demonio'") e Vincent Price ("gli
dedicai il mio primo lavoro `Vincent' e lui mi ringraziò…"). Non
mancano domande sulla favola dark "Nightmare Before Christmas" da lui
scritta e prodotta, ma diretta da Henry Selick e su "Ed Wood"
ispirato alla vita del noto regista di B-movies, considerato il
peggiore di Hollywood che Burton mette in relazione con Orson Welles,
ritenuto al contrario il più grande regista di Hollywood, come
dire "migliore o peggiore tutti hanno gli stessi problemi". Infine,
dal pubblico, dopo i ringraziamenti per il suo lavoro sono arrivate
le domande sulla pellicola diretta insieme a Mike Johnson "La sposa
cadavere", ispirata a una storia messicana, e sui suoi prossimi
progetti, tra cui figura anche una versione di "Alice nel Paese delle
meraviglie". Ma del futuro, Burton non ha voluto parlare: "Sono
troppo preso dall'ultimo film che ho realizzato, non amo anticipare
le mie mosse…".