Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
timburtonpoeta · Tim Burton, il poeta del XXI secolo
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Messaggi 358 - 387 di 416   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#387 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mer 30 Gen 2008 6:03 pm
Oggetto: Burton: "Il mio musical-horror"
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
"Sweeney Todd"

Due Golden Globes e tre nomination agli Oscar, con il barbiere killer
Johnny Depp

ROMA
Golden Globes, 3 nomination agli Oscar (miglior attore protagonista
Johnny Depp, scenografie di Dante Ferretti e costumi), arriva in sala
il 22 febbraio "Sweeney Todd", primo horror musical di Tim Burton.

Ad anticipare l'uscita italiana (250 copie circa distribuito da
Warner), arriva a Roma Burton, sull'onda lunga delle tre candidature
agli Academy Awards di ieri: «Per Dante Ferretti è ormai
un'abitudine, a Depp invece ho mandato una e-mail: so che dentro di
sé è contentissimo, ma è così timido che starà pensando: "Azz... Ora,
mi tocca andare alla cerimonia..."».

Dark e sanguinario, "Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet
Street" è basato sul pluripremiato musical scritto da Stephen
Sondheim: Depp interpreta Benjamin Baker, ingiustamente condannato a
15 anni di prigione, che fugge per tornare a Londra e vendicarsi,
complice Helena Bonham Carter, la cuoca fedele e ossessiva Mrs.
Nellie Lovett, con un fiume di sangue.

«Quando ho visto la pièce teatrale - dice Burton - mi ha affascinato
per la sua commistione di horror e umorismo e la bellezza della
storia. Come se Edward mani di forbice fosse diventato depresso, il
protagonista è di una pervertita purezza: un cattivo diabolico, e al
contempo tragico».

Fil rouge della sua filmografia, l'horror si accompagna qui per la
prima volta al musical: «L'idea di far esprimere personaggi tanto
chiusi attraverso la musica mi allettava molto. Rispetto allo
stupendo musical di Sondheim, ho eliminato il coro e i balli in
strada: cantano solo i protagonisti, come fosse un film muto
accompagnato dalla musica».

«Trovo divertente quello che spesso per la gente non lo è. Il
rapporto di Sweeney con la Lovett - aggiunge Burton - credo sia molto
moderno: una non comunicazione nella vicinanza oggi molto frequente
nelle relazioni umane. Sweeney Todd è una favola, con plurimi punti
di contatto simbolici ed emblemaitici con la contemporaneità: eat or
be eaten (homo homini lupus, NdR), un concetto molto americano». Al
lavoro su altri due progetti in 3D, dopo il suo 'Nightmare Before
Christmas' tridimensionale, il Leone d'Oro alla carriera dell'ultima
Mostra di Venezia sconfessa espliciti rimandi alla realtà del
suo "Sweeney Todd", Iraq e i tagliagole di Al-Qaeda in
primis: «Affronto i film a livello subconscio, simbolico e non
letterale, anche se queste cose aleggiano intorno a noi, basta vedere
un tg o leggere i giornali. Ma per lavorare in superficie, ci sono
altri registi migliori di me». Sulla «svolta» dark di 'Sweeney Todd',
Burton rivela: «Progressivamente le cose si sono fatte più
interiorizzate e complicate. Forse sono più dark, ma cerco sempre di
metterci humour. Ne ho parlato anche con Johnny (Depp): forse 10 anni
fa sarebbe stato un film diverso, oggi siamo più malinconici,
avvertiamo un senso di perdita, anche quando le cose vanno bene».

Se «la vendetta è qualcosa di sgradevole, ma riguarda tutti noi, e la
sua forma più estrema è quando uno Stato la cerca su un altro»,
Burton si identifica con i suoi personaggi, per i quali in "Sweeney
Todd" ha tratto ispirazione da «Peter Lorre, Boris Karloff e altri
attori del muto, capaci di parlare con gli occhi. Mio riferimento
anche il cinema di Mario Bava, per lo stile visivo, ma certo è stato
difficile far passare agli studios l'idea di un musical horror...».
Sul suo fedelissimo Johnny Depp, alla quinta (più "La sposa
cadavere") collaborazione, Burton confessa di avergli dato le musiche
di "Sweeney Todd" già 5 anni fa: «Ma allora non sapevo ancora che ne
avremmo fatto. Quando gli ho parlato del progetto, ha accettato, pur
non essendo un cantante: si mette sempre alla prova, per questo mi
piace».

La scelta di affidarsi a Dante Ferretti, viceversa, nasce
dall'apprezzamento delle scenografie realizzate per Fellini: «In un
certo senso, tutto il film è un tributo a Federico». Se Sacha Baron
Coen, nel film il barbiere italiano Pirelli, si presentò al provino
cantando tutto "Il violinista sul tetto", le ultime parole di Burton
sono per l'horror: «Per me non è realismo, ma realismo emotivo. Una
valvola di sfogo, come nei vecchi film: ha una valenza catartica,
simbolica».

#386 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mer 30 Gen 2008 6:02 pm
Oggetto: Tim Burton: "Il mio musical è un omaggio al genio di Fellini"
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Solo Tim Burton poteva portare sullo schermo il più macabro,
passionale e sanguinolento dei musical.

"Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street" arriverà il 22
febbraio in Italia (250 copie distribuite da Warner Bros), forte di
tre candidature all'Oscar: per le scenografie di Dante Ferretti e
Francesca Lo Schiavo, per i costumi e per il migliore attore
protagonista, Johnny Depp.
Celebre nei paesi anglosassoni ma semisconosciuto in Italia, il
musical si rifà ad una storia vera. Pare infatti che Todd sia
realmente esistito e sia stato responsabile di 160 omicidi nella
Londra del XVIII° secolo. L'omicida era un eccelso barbiere
dell'elegante londinese Fleet Street che mise in atto la sua atroce
vendetta contro l'ingiustizia subita da un magistrato che lo condannò
per portargli via la bella moglie e l'eterea figlioletta. Scontata la
pena, Sweeney riapre bottega sotto falso nome e comincia a tagliare
le gole dei clienti, in attesa di arrivare finalmente a quella
dell'odiato giudice che ha ancora in custodia sua figlia Johanna
(Jayne Wisener). Al piano di sotto, nel suo negozio una fornaia
vedova, precaria compagna di Sweeney Todd, mette i cadaveri nel
tritacarne per farcire pasticci che vanno a ruba e, innamorata del
barbiere, gli mente sulla sorte della moglie raccontando che è morta
mentre in realtà vaga, folle, per la città.
Burton, con la consorte Helena Bonham Carter (la fornaia) e il suo
attore feticcio Johnny Depp (il barbiere), mette in scena il suo
horror più cupo e gotico, con sgozzamenti a fil di rasoio in primo
piano e cadaveri rotolanti per essere ridotti in poltiglia. Ma allo
stesso tempo, il regista di "Edward mani di forbice" riesce a dare un
tocco di poesia allo splatter della messa in scena. Emerge così
l'amore dell'indifesa figlia di Sweeney Todd per un giovane marinaio,
quello della fornaia innamorata del barbiere che sogna una vacanza
con lui e la vendetta di Todd. Tutto avviene nella livida Londra
ottocentesca ricostruita mirabilmente da Dante Ferretti.
Sono stati i vecchi horror con Peter Lorre e Boris Karloff a ispirare
Tim Burton e Johnny Depp. A dichiararlo è stato Burton, ieri a Roma,
per il quale «l'horror è espressionismo e sfogo emotivo. Il sangue
che scorre nel film non è realistico, ma catartico e espressionista.
Tra le mie fonti di ispirazione c'è anche il cinema di Mario Bava, un
autore capace di creare un proprio universo fantastico. E c'è,
soprattutto, il celebre musical che nei paesi anglosassoni, tra
Broadway e Londra, va in scena da anni: un mix tra horror, umorismo e
musica che negli anni '40 era arricchito dallo stile francese del
melodramma Grand Guignol. Io l'ho sfrondato di balli e cori, con
personaggi chiusi in se stessi e introversi, tanto che raccontano i
loro sentimenti cantando. Per Johnny Depp cantare per la prima volta
sullo schermo è stata una bella sfida, la cosa che mi piace di lui è
che vuole mettersi continuamente alla prova. La gente viene sgozzata
nel film come oggi in Iraq in questi tempi ci si mangia l'un l'altro,
e la mia favola ha molti elementi di attualità, attinti alle
immutabili emozioni umane. Anche nella Hollywood di oggi "mangiare o
essere mangiati" come "homo homini lupus", sono espressioni molto in
voga. A Hollywood ci vado solo per lavorare, non vivo più a Los
Angeles, la mondanità non mi piace, mi sento vicino ai miei
personaggi poco integrati e in conflitto con la società: anch'io
tendo a interiorizzare tutto, sono chiuso, solitario e arrabbiato.
Con il passare degli anni prevale il senso di perdita, persino quando
tutto va bene e sei vincente. Dopo la notizia delle nomination, ho
mandato una mail a Depp, è felice ma timido e già in ansia all'idea
di partire per Hollywood. Ferretti ormai è abituato agli Oscar: l'ho
scelto perchè ho visto quello che ha fatto nei capolavori di Fellini,
il mio film è un omaggio a Fellini e Dante conserva in sè lo spirito
felliniano che poi riesce a trasfondere nelle scene».

#385 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mer 30 Gen 2008 6:01 pm
Oggetto: L'orribile vendetta del barbiere gotico
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Intervista a Tim Burton
Marco Spagnoli

"Non sono mai stato un grande amante del cinema musicale, ma Sweeney
Todd è da sempre, il mio musical preferito, perché nasce dalla
combinazione di musica e cinema horror. Pensavo sarebbe stato più
difficile, ma grazie all'aiuto da parte della musica sul set mi sono
reso conto che gli attori riescono a fare cose che, normalmente, non
farebbero." Così Tim Burton parla del suo ultimo lavoro da regista in
cui ha ritrovato interpreti ricorrenti del suo cinema come
l'attore `feticcio' Johnny Depp, sua moglie Helena Bonham Carter e
nuovi talenti come quello di Sacha Baron Coen che dopo Ali G e Borat
porta sul grande schermo un'altra figura `sopra le righe': il
barbiere italiano Adolfo Pirelli che ingaggia uno strano e letale
duello con Sweeney Todd, assetato di vendetta nei confronti di un
giudice che gli ha negato di essere felice. Una storia di passione e
vendetta che Depp interpreta come uno straordinario melodramma post
moderno e dal tono marcatamente `gotico'.
Perché un horror?
Perché ho sempre considerato questo cinema come estremamente
catartico e ricco di simbolismo. Ogni vecchio film di questo genere
per me è, ovviamente, più impressionistico che realistico. E' uno
sfogo emotivo.
Cosa l'affascinava di questa storia?
Mi divertiva l'idea di potere raccontare una storia soltanto
attraverso la musica. Rispetto al musical originale abbiamo tagliato
dei momenti più `tradizionali' di questo genere teatrale come il coro
o la gente che canta e balla in mezzo alla strada. E' stata una
grande sfida per me che mi piacerebbe ripetere: accendi la musica sul
set e gli attori si muovono seguendo il ritmo delle canzoni. Per me è
stato un po' come realizzare un film muto con la musica. Guardando
recitare gli interpreti mi sembrava di vedere scene simili a quelli
dell'età dell'oro del cinema muto.. E' stato entusiasmante vedere
muoversi e recitare diversamente gli attori. E' stato come un film
del muto, ma con la musica.

Parliamo delle canzoni…
La cosa più interessante è che nessuno degli interpreti è un cantante
professionista. Sweeney Todd, poi, è un musical molto complesso e, a
detta anche degli amanti del genere, molto impegnativo. La loro
passione e professionalità interpretativa lo ha reso molto speciale:
attraverso le voci percepisci perfettamente l'identità di questi
grandi attori. Cantare è un processo che rende molto vulnerabili,
perché ti obbliga a fare uscire questa voce dalla tua anima, esibendo
la tua interiorità. Sono molto grato a tutti loro, perché si
sono `aperti' ai personaggi in maniera veramente notevole.
Il suo amico di sempre Johnny Depp ha conquistato, grazie a questo
film, un'altra nomination all'Oscar. Cosa pensa di questo interprete
straordinario?
Mi piace lavorare con lui, perché adoro gli attori che diventano i
personaggi che interpretano. Molte star diventano tali semplicemente
essendo sempre loro stesse in ogni film che fanno. Johnny, invece,
come tutti gli attori che amo di più si nasconde dietro alla maschera
del ruolo che interpreta diventando, ogni volta, una creatura
differente. In ogni mio film ha provato qualcosa di diverso. In
Edward Mani di Forbice non parlava, in Ed Wood non stava mai zitto,
in Sweeney Todd, invece, canta: con lui è come affrontare ogni volta
un nuovo territorio, un nuovo spazio artistico ancora inesplorato. E'
sempre molto divertente vedere qualcuno che sperimenta soluzioni
tanto diverse tra loro. Johnny non è un cantante, ma ha provato in
maniera straordinaria a misurarsi con questo strano musical. La cosa
bella di lui è che si mette sempre alla prova.
Avete parlato della nomination?
Gli ho mandato una mail e lui non mi ha ancora risposto, ma sono
certo che starà lì a dirsi: "Cavolo, adesso mi tocca andare alla
serata…" Johnny è molto timido e lui è molto modesto riguardo a
queste cose…
Come ha coinvolto Sacha Baron Cohen?
Avevo visto Ali G e Borat, ma quando si è presentato al provino, è
venuto con tutto lo spartito de Il violinista sul tetto ed era pronto
a cantarmelo. Che dire: è stata un'audizione piuttosto lunga…

Qual è il suo stile di lavoro come autore?
Credo che la forza del cinema stia soprattutto nel `sentire'
determinate cose, piuttosto che razionalizzarle. In questo senso non
ho mai scritto una sceneggiatura, ma credo sia sempre stato molto
importante per me fare sembrare che mi appartenesse. Mi piace
lavorare con uno scrittore, perché mi permette di avere un altro
angolo di visione sulla storia che voglio raccontare. Per me è
cruciale, perché mi sento un po' uno sceneggiatore anche io, sebbene,
di fatto, non abbia mai scritto un mio film. Cerco di rendere il mio
lavoro sempre molto personale e desidero sentirlo il più
profondamente possibile come mio.
Qual è il suo rapporto con la tecnologia alle spalle del cinema?
Ottimo anche se ho sempre provato a mantenerlo su un livello il più
umano possibile. Preferisco costruire set, anziché contare troppo
sulle immagini create dal computer. Credo che per me stesso, per la
mia troupe e per gli attori sia meglio trovarsi su un set reale e
sentirsi parte di qualcosa, anziché recitare davanti ad uno schermo
verde. Penso che il cinema debba restare il più possibile un processo
artistico spontaneo.
Una naturalezza che mi piace mantenere anche nell'approccio: del
resto nel corso del tempo ho scoperto che quando puoi fare tutto, è
un po' come se perdessi un po' la testa. Certe `restrizioni' possono
trasformarsi in qualcosa di `magico' e questo è uno degli elementi
che mi ha sempre divertito molto del fare film: gli strani casi che
si verificano quando non hai il denaro per realizzare certi effetti e
poi semplicemente essendo più `semplice' e ricco di inventiva trovi
un'alternativa perfino migliore.
In più sono cresciuto guardando film di cui, all'inizio, non sapevo
nulla. Oggi i media hanno un po' cancellato la possibilità di non
sapere niente, soprattutto riguardo a come è stato fatto questo
piuttosto che quello. L'eccesso di informazione riguardo alla
tecnologia ha danneggiato la magia del cinema.
Alla scorsa edizione della Mostra del Cinema le è stato attribuito il
Leone d'Oro alla Carriera: guardando indietro al suo lavoro c'è un
film che sente più vicino di altri?
No, sinceramente no. Tutti hanno un posto ugualmente speciale nel mio
cuore. Ti senti stranamente vicino a tutti, perché hai lavorato con
passione su ciascuno di essi, anche, se, forse, alla fine non sono
riusciti bene come speravi.
Ancora una volta lei non è stato nominato all'Oscar…
Però ho avuto un Leone d'Oro e, ammettiamolo, i leoni sono molto più
sexy degli uomini nudi e calvi…
Tornando al film lei crede di essere stato ispirato anche
dalla `Modesta proposta', il libro di Jonathan Swift in cui si
suggeriva ironicamente e polemicamente di mangiare i bambini per
risolvere i problemi della fame dell'Inghilterra?
Non ci ho mai pensato. Sinceramente avevo già troppi problemi a farmi
approvare dallo Studio un musical horror che se avessi suggerito
anche questo elemento mi avrebbero cacciato dalla finestra.

#384 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mer 30 Gen 2008 6:01 pm
Oggetto: Burton-Depp: che coppia da horror!
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Presentato a Roma "Sweeney Todd"

Tim Burton torna a dirigere Johnny Depp nel film-musical "Sweeney
Todd", candidato a tre premi Oscar e nelle sale dal 22 febbraio. Depp
(nominato come miglior attore protagonista) interpreta il ruolo di
Sweeney Todd, un uomo mandato in prigione ingiustamente, che giura
vendetta non solo per la crudele punizione che ha ricevuto ma anche
per le conseguenze devastanti che sua moglie e sua figlia hanno
dovuto sopportare.
"Ormai Johnny alle candidature c'è abituato, - ha detto il regista a
Roma- ma ha un carattere molto positivo: per lui ogni volta è come se
fosse la prima. Trasformarlo in un cantante - ha continuato Burton -
è stato decisamente divertente e in questa situazione ha dimostrato
di essere il più grande camaleonte che io abbia mai diretto". Un
rapporto del tutto particolare quello tra Burton e il bello e dannato
del cinema americano, che è anche un suo grande amico. "Ho lavorato
con lui sei volte, ma è come aver diretto sei persone diverse.
Ricorda le stelle del cinema horror di una volta"
Celebre nei paesi anglosassoni ma semisconosciuto in Italia, il
musical racconta di un eccelso barbiere dell'elegante londinese Fleet
Street (Sweeney Todd appunto) e della sua atroce vendetta contro
l'ingiustizia subita da un magistrato che lo ha condannato senza
motivo solo per portargli via la bella moglie e l'adorabile
figlioletta.
Scontata la pena, Sweeney riapre bottega sotto falso nome e comincia
a tagliare indiscriminatamente le gole dei clienti, inattesa di
arrivare finalmente a quella dell'odiato giudice che ha ancora in
custodia sua figlia. Al piano di sotto, nel suo negozio una fornaia
vedova, provvisoria compagna di Sweeney Todd, mette i cadaveri nel
tritacarne per farcire pasticci che vanno a ruba e, innamorata del
barbiere, gli mente sulla sorte della moglie raccontando che è morta
mentre in realtà vaga per la città ormai colpita da follia.
Burton, complice la consorte Helena Bonham Carter (la fornaia) e il
suo attore feticcio Johnny Depp (il barbiere) qui con un frezza
bianca sui capelli corvini, mette in scena il suo film più cupo e
pieno di sangue, con sgozzamenti a fil di rasoio in primo piano e
cadaveri che rotolano macabramente in cantina per essere ridotti in
poltiglia.
Ma allo stesso tempo il regista di "Edward mani di forbice", sempre
dalla parte degli esclusi e delle vittime di atroci ingiustizie,
riesce a dare un tocco di poesia alla grandguignolesca messa in scena
raccontando, per esempio, l'amore dell'indifesa figlia di Sweeney
Todd per un giovane marinaio o quello della fornaia innamorata del
barbiere che sogna una vacanza con lui e un bambino adottato su una
luminosa spiaggia che fa da contrasto alla livida Londra ottocentesca
ricostruita mirabilmente da Dante Ferretti, anche lui candidato
all'Oscar insieme a Johnny Depp.
Spicca una partecipazione straordinaria di Sacha Baron Cohen (Borat)
nella parte dell'inetto barbiere italiano Pirelli, tutto opera,
parrucca e falsi sorrisi, la cui gola cade inesorabilmente sotto il
rasoio di Johnny Depp. Burton a proposito del suo film alla fine
ammette: "E' vero, in Sweeney Todd c'è tanto sangue e tanta violenza
ma nulla è realistico, tutto è catartico e, appunto, espressionista".

#383 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mer 30 Gen 2008 5:59 pm
Oggetto: Bellissimi disegni di Tim Burton
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
http://www.badtaste.it/index.php?
option=com_content&task=view&id=2851&Itemid=91

#382 Da: Luca Masciarri <lucamasciarri@...>
Data: Lun 28 Gen 2008 9:37 am
Oggetto: Re: Sweeney Todd: recensione in esclusiva da Los Angeles
lucamasciarri
Offline Offline
Invia email Invia email
 
wow! speriamo che arrivi presto il 22 febbraio!

Elisa <super.interista@...> ha scritto:
Un nostro lettore, The Eraserhead, in trasferta a Los Angeles ha
avuto la fortuna di poter assistere alla visione di Sweeney Todd di
Tim Burton e ci ha mandato la sua recensione. Eccovela.
Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street (Sweeney Todd:
The Demon barber of Fleet Street - U.S.A. 2007) di Tim Burton con
Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen,
Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head, Jamie
Campbell Bower, Anthony Head. Uscita in Italia: 22 febbraio.
Una nave mercantile si muove con lentezza seguendo il lento fluire
del fiume. Attorno l'atmosfera è plumbea. Sul ponte della nave si
affaccia un personaggio dall'aspetto alquanto bizzarro: Johnny Depp.
Una nave e Depp acconciato in maniera eccentrica. Sembra quasi che il
bravo attore stia giocando ad autocitarsi. Ma no, non ci troviamo
nell'ennesima puntata dell'estenuante quanto mediocre saga dei
carribean pirates.
Ed è lo stesso Depp a mettere in chiaro la cosa. I tempi sono
cambiati. E' tempo di rischiare (e, data la sua carriera, fatta di
scelte spesso difficili - vedi il superbo Ed Wood - non è certo una
novità). Ecco quindi un primo, pallido accenno di ciò che sarà
l'intero film. Depp osserva Londra filtrare attraverso la nebbia, e
con un misto di sincera nostalgia e rabbia intona la prima canzone
del film, la bellissima No place like London.
Alcuni mugugni in sala mostrano che non tutti erano preparati alla
visione dell'ultimo, coraggioso racconto gotico di Tim Burton. Forse
qualcuno s'aspettava le atmosfere delicate di un Big Fish o
favolistiche di un Charlie e la fabbrica del cioccolato. Chi era
entrato con questa idea se ne sarà andato via dal cinema indignato. O
magari (ipotesi alquanto remota) positivamente meravigliato.
Ma anche per chi era preparato, il colpo non è semplice da assorbire:
le atmosfere sono malsane, vittoriane al midollo (l'unico paragone
possibile è quello con From Hell dei fratelli Hughes, peraltro
ottimamente recitato da Depp stesso) e benissimo ricostruite (dagli
italianissimi Ferretti e Lo Schiavo); e questo è un segno tutto
burtoniano. Ma è l'invadenza delle musiche e delle parti cantate che
potrebbe far sorcere in naso. In effetti il rischio era evidente:
cadere nel pacchiano era facile possibilità, anzi per alcuni (leggi
Luhrmann e Taymor) l'unica possibilità.
Ecco perché questa è l'opera più coraggiosa di Burton. Una scommessa
vinta alla grande, almeno dal punto di vista della qualità artistica
(il mezzo flop al botteghino magari verrà attutito dai Golden Globes,
se l'effetto delle numerose recensioni positive si farà sentire, pur
in una lotta tra grandi che vede coinvolti anche i fratelli Coen col
loro straordinario, classicissimo No country for old men).
Coraggio, si diceva. Certo, Burton non si è lanciato nel buio (alle
spalle del suo film c'è un acclamato spettacolo di Broadway), ma è
anche vero che per questo film ha dovuto in parte riscrivere il suo
manuale del far-cinema. Trasportare in un musical la sua poetica non
era cosa semplice, ed infatti, anche ad un'analisi tecnica, si nota
come il regista abbia accolto di buon grado alcuni stilemi di genere
(scelta peraltro necessaria, come detto): la camera non si limita ad
inquadrare, ma avvolge gli attori, seguendo le liriche,
enfatizzandole e divenendo tutt'uno con la scena. Probabilmente una
scelta dettata anche dalla voglia di far sentire la sue presenza ad
attori che, pur grandi, erano alla prima prova canora.
L'intento è stato perfettamente realizzato, perchè oltre a
coinvolgere lo spettatore, questa tecnica dona un calore particolare
all'intensa performance di Depp e di una straordinaria Helena Bohnam
Carter. Un calore che ha l'olezzo attraente del sangue che sgorga
copioso da una gola. Perchè è questo il secondo segno del coraggio di
Burton nel girare questo film: Sweeney Todd calca la mano ove Burton
in passato aveva soltanto timidamente posto piede, forse per pudore:
la violenza.
In effetti qui si inaugura un nuovo entusiasmante filone filmico (che
conosce piccoli grandi predecessori in alcuni filmarelli horror degli
anni 70): il musical gore. Il sangue scorre copioso, ma non è solo
quello. Aleggia un senso di morte e di malsano, che nel sangue trova
solo la sua evidente e necessaria conclusione. Una valvola di sfogo
per un gore che è nella trama, nei valori di segno negativo che i
protagonisti ci propinano (Never Forget Never Forgive, recita
l'esemplificativa frase di lancio del film) e nella nefandezza degli
intenti. Non vi sono personaggi puliti, ed anche coloro che
potrebbero apparire mossi da umanità nascondono nel loro segreto
brame e desideri tutt'altro che candidi. Se si esclude forse il
giovane che arriva a Londra con Todd, e che in definitiva è il
personaggio meno interessante del plot.
Ovviamente questi sono solo discorsi pseudo filosofici. A noi
interessa la carne. Quel che conta è quel che si vede (come il primo
Peter Jackson, un esegeta dello splatter, disse una volta): e quel
che si vede è un fiume di sangue che corre lungo tutta la seconda
parte del film, fino ad apici quasi insostenibili (ed il rated R
nasce da qui). Qui si tratta la carne come solo gente del calibro
Romero, o peggio il capolavoro inguardabile Cannibal Holocaust,
avevano fatto prima (davvero qui avrebbe trovato la sua gioia Jess
Franco). Carne da macello, carne da torta. Fornita con grande
generosità dalla pasticciera del piano di sotto e degustata in
generose porzioni da ignari astanti. Nessuna nefandezza ci viene,
giustamente, risparmiata.
L'insieme però, è bene ribadirlo, non perde mai neanche un briciolo
di coerenza narrativa e formale. Anzi, il fatto stesso che gli attori
cantino invece di recitare le battute aiuta a creare un senso di
straniamento che colloca le vicende su di un piano di verosimiglianza
che non ci si aspetterebbe da un prodotto del genere. E che spaventa
ed attrae al tempo stesso. Ecco perchè potrebbe capitare che nel
mezzo di uno smembramento vi venga da sorridere. Un sorriso creato
dal contatto empatico con quel che accade sullo schermo,
assolutamente non dalla pochezza del contesto (come accade invece
rivedendo vecchi film horror un tempo ritenuti spaventosi).
Un'opera difficile, quindi, ma mai pesante. Anche grazie alla
recitazione in stato di grazie dell'intero cast, reso ancor più
prezioso dalla presenza di Borat Sacha Baron Cohen che dimostra di
essere bravo anche smessi i panni del giornalista kazako (o della
rapper Ali G o del gay Bruno, se è per questo), recitando in un
esilarante misto italo-inglese che sarà difficile da rendere con il
dovuto onore nel doppiaggio italiano (ma sono pronto a scommettere
che il doppiaggio italiano sarà scandaloso per tutti i personaggi).
Tim Burton è un autore che da sempre ha abituato gli spettatori dal
palato fine a ricette nuove e gustose, ma qui, secondo il mio
giudizio, si supera abbondantemente, arrivando dove forse neanche lui
riuscirà più a tornare (ma Alice in Wonderland arriverà probabilmente
a smentirmi). Un prodotto d'alta sartoria, per quanto (e forse
perchè) eccentrico. Di sicuro non v'è niente di simile in giro, per
cui farsi sfuggire un gioiello di tale valore sarebbe un delitto.
Altro che Moulin Rouge o (confermo) quel patetico aborto filmico di
Across the Universe.

By The Eraserhead




L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

#381 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Lun 21 Gen 2008 6:33 pm
Oggetto: Due pubblicazioni omaggiano l'opera di Tim Burton
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cultura
Il cinema premiato
"Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street"
Due pubblicazioni omaggiano l'opera di Tim Burton
Doppio omaggio al regista Tim Burton da parte della casa editrice
Newton Compton, che ha appena pubblicato "Sweeney Todd. Il diabolico
barbiere di Fleet Street" e pubblicherà, la prossima settimana, "Mr.
Sebastian e l'ombra del diavolo". Le pubblicazioni hanno luogo in
occasione della visita di Tim Burton a Roma, invitato per inaugurare la
rassegna "Viaggio nel cinema americano", all'Auditorium Parco della
Musica.
Burton sarà all'Auditorium mercoledi' 23 gennaio alle 21, alla vigilia
dell'uscita del suo ultimo film "Sweeney Todd". Il primo
volume, "Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street", è un
romanzo anonimo dell'Ottocento da cui è tratto l'ultimo film di Tim
Burton. Il secondo volume, "Mr. Sebastian e l'ombra del diavolo" di
Daniel Wallace, é il romanzo opzionato dallo stesso Tim Burton per il
prossimo film.

#380 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Lun 14 Gen 2008 12:01 pm
Oggetto: Golden Globe 2008: i vincitori
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
La manifestazione, orfana del suo show grazie allo sciopero della
WGA, si è limitata a un annuncio in conferenza stampa.



Uno scarno annuncio in conferenza stampa per rivelare i migliori
film, serie TV, cineasti e interpreti del 2007 per la Hollywood
Foreign Press Association. Il gruppo, però, rimane fedele a sé stesso
anche in condizioni sì malagevoli, e celebra il trionfo del film con
il maggior numero di candidature: tra i sette (!) film nominati nella
categoria Miglior film drammatico, infatti, è premiato Espiazione,
che, partito come precoce frontrunner, si è in queste settimane
ridimensionato come "pretendente" all'Academy Award grazie al
disinteresse quasi totale delle Guild (solo l'ADG, il sindacato degli
scenografi, non l'ha dimenticato). Come Espiazione riesce ad avere la
meglio sul favorito Non è un paese per vecchi - che deve
accontentarsi del Golden Globe per la sceneggiatura - allo stesso
modo nella categoria Miglior film/ commedia o musical Sweeney Todd
riesce a fare le scarpe all'imprendibile Juno. E la venerazione della
HFPA per Johnny Depp è ancora una volta confermata dal suo trionfo
nella categoria Miglior attore in una commedia o musical. Per quanto
riguarda le altre categorie attoriali, tutto va come previsto: Julie
Christie (Away from Her - Lontano da lei) e Daniel Day-Lewis (Il
petroliere) stravincono come protagonisti di pellicole drammatiche,
Marion Cotillard (La vie en rose) trionfa nella categoria speculare a
quella di Depp, mentre i premiati per ruoli da non protagonisti sono
Cate Blanchett (Io non sono qui) e Javier Bardem (Non è un paese per
vecchi). Il Globe per la regia, invece, va a Julian Schnabel la cui
opera, Lo scafandro e la farfalla, è premiata anche come miglior film
straniero. Il compositore pisano Dario Marianelli conquista invece il
Globe per la colonna sonora di Espiazione.

In ambito televisivo, salta agli occhi il trionfo della miniserie
Longford, mentre tra le serie drammatiche e comiche trionfano Mad Men
e Extras. Gli attori televisivi celebrati dalla HFPA sono invece Tina
Fey per 30 Rock, David Duchovny per Californication, Glenn Close per
Damages e Jon Hamm per Mad Men - oltre agli interpreti di Longford, i
blasonati Jim Broadbent e Samantha Morton.

Ma ecco tutti i vincitori dei Golden Globes 2008:

MIGLIOR FILM (DRAMMA)
Espiazione

MIGLIOR FILM (COMMEDIA O MUSICAL)
Sweeney Todd

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (DRAMMA)
Daniel Day-Lewis per Il petroliere

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (DRAMMA)
Julie Christie per Away from her - Lontano da lei

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (COMMEDIA O MUSICAL)
Johnny Depp per Sweeney Todd

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (COMMEDIA O MUSICAL)
Marion Cotillard per La vie en rose

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Javier Bardem per Non è un paese per vecchi

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Cate Blanchett per Io non sono qui

MIGLIORE REGIA
Julian Schnabel per Lo scafandro e la farfalla

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Ethan Coen e Joel Coen per Non è un paese per vecchi

MIGLIORE COLONNA SONORA
Dario Marianelli per Espiazione

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
Into the Wild
( "Guaranteed" )

MIGLIOR FILM STRANIERO
Lo scafandro e la farfalla

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Ratatouille

PREMIO SPECIALE CECIL B. DEMILLE
Steven Spielberg

MIGLIOR SERIE TV (DRAMMA)
Mad Men

MIGLIOR SERIE TV (COMMEDIA MUSICAL)
Extras

MIGLIOR MINISERIE O FILM PER LA TV
Longford

MIGLIOR ATTORE (MINISERIE O FILM PER LA TV)
Jim Broadbent per Longford

MIGLIOR ATTRICE (MINISERIE O FILM PER LA TV)
Queen Latifah per Life Support

MIGLIOR ATTORE (SERIE TV - DRAMMA)
Jon Hamm per Mad Men

MIGLIOR ATTORE (SERIE TV - MUSICAL O COMMEDIA)
David Duchovny per Californication

MIGLIOR ATTRICE (SERIE TV - DRAMMA)
Glenn Close per Damages

MIGLIOR ATTRICE (SERIE TV - MUSICAL O COMMEDIA)
Tina Fey per 30 Rock

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (SERIE TV, MINISERIE O FILM TV)
Jeremy Piven per Entourage

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (SERIE TV, MINISERIE O FILM TV)
Samantha Morton per Longford

#379 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Sab 12 Gen 2008 1:55 pm
Oggetto: Sweeney Todd: recensione in esclusiva da Los Angeles
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Un nostro lettore, The Eraserhead, in trasferta a Los Angeles ha
avuto la fortuna di poter assistere alla visione di Sweeney Todd di
Tim Burton e ci ha mandato la sua recensione. Eccovela.
Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street (Sweeney Todd:
The Demon barber of Fleet Street - U.S.A. 2007) di Tim Burton con
Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen,
Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head, Jamie
Campbell Bower, Anthony Head. Uscita in Italia: 22 febbraio.
Una nave mercantile si muove con lentezza seguendo il lento fluire
del fiume. Attorno l'atmosfera è plumbea. Sul ponte della nave si
affaccia un personaggio dall'aspetto alquanto bizzarro: Johnny Depp.
Una nave e Depp acconciato in maniera eccentrica. Sembra quasi che il
bravo attore stia giocando ad autocitarsi. Ma no, non ci troviamo
nell'ennesima puntata dell'estenuante quanto mediocre saga dei
carribean pirates.
Ed è lo stesso Depp a mettere in chiaro la cosa. I tempi sono
cambiati. E' tempo di rischiare (e, data la sua carriera, fatta di
scelte spesso difficili - vedi il superbo Ed Wood - non è certo una
novità). Ecco quindi un primo, pallido accenno di ciò che sarà
l'intero film. Depp osserva Londra filtrare attraverso la nebbia, e
con un misto di sincera nostalgia e rabbia intona la prima canzone
del film, la bellissima No place like London.
Alcuni mugugni in sala mostrano che non tutti erano preparati alla
visione dell'ultimo, coraggioso racconto gotico di Tim Burton. Forse
qualcuno s'aspettava le atmosfere delicate di un Big Fish o
favolistiche di un Charlie e la fabbrica del cioccolato. Chi era
entrato con questa idea se ne sarà andato via dal cinema indignato. O
magari (ipotesi alquanto remota) positivamente meravigliato.
Ma anche per chi era preparato, il colpo non è semplice da assorbire:
le atmosfere sono malsane, vittoriane al midollo (l'unico paragone
possibile è quello con From Hell dei fratelli Hughes, peraltro
ottimamente recitato da Depp stesso) e benissimo ricostruite (dagli
italianissimi Ferretti e Lo Schiavo); e questo è un segno tutto
burtoniano. Ma è l'invadenza delle musiche e delle parti cantate che
potrebbe far sorcere in naso. In effetti il rischio era evidente:
cadere nel pacchiano era facile possibilità, anzi per alcuni (leggi
Luhrmann e Taymor) l'unica possibilità.
Ecco perché questa è l'opera più coraggiosa di Burton. Una scommessa
vinta alla grande, almeno dal punto di vista della qualità artistica
(il mezzo flop al botteghino magari verrà attutito dai Golden Globes,
se l'effetto delle numerose recensioni positive si farà sentire, pur
in una lotta tra grandi che vede coinvolti anche i fratelli Coen col
loro straordinario, classicissimo No country for old men).
Coraggio, si diceva. Certo, Burton non si è lanciato nel buio (alle
spalle del suo film c'è un acclamato spettacolo di Broadway), ma è
anche vero che per questo film ha dovuto in parte riscrivere il suo
manuale del far-cinema. Trasportare in un musical la sua poetica non
era cosa semplice, ed infatti, anche ad un'analisi tecnica, si nota
come il regista abbia accolto di buon grado alcuni stilemi di genere
(scelta peraltro necessaria, come detto): la camera non si limita ad
inquadrare, ma avvolge gli attori, seguendo le liriche,
enfatizzandole e divenendo tutt'uno con la scena. Probabilmente una
scelta dettata anche dalla voglia di far sentire la sue presenza ad
attori che, pur grandi, erano alla prima prova canora.
L'intento è stato perfettamente realizzato, perchè oltre a
coinvolgere lo spettatore, questa tecnica dona un calore particolare
all'intensa performance di Depp e di una straordinaria Helena Bohnam
Carter. Un calore che ha l'olezzo attraente del sangue che sgorga
copioso da una gola. Perchè è questo il secondo segno del coraggio di
Burton nel girare questo film: Sweeney Todd calca la mano ove Burton
in passato aveva soltanto timidamente posto piede, forse per pudore:
la violenza.
In effetti qui si inaugura un nuovo entusiasmante filone filmico (che
conosce piccoli grandi predecessori in alcuni filmarelli horror degli
anni 70): il musical gore. Il sangue scorre copioso, ma non è solo
quello. Aleggia un senso di morte e di malsano, che nel sangue trova
solo la sua evidente e necessaria conclusione. Una valvola di sfogo
per un gore che è nella trama, nei valori di segno negativo che i
protagonisti ci propinano (Never Forget Never Forgive, recita
l'esemplificativa frase di lancio del film) e nella nefandezza degli
intenti. Non vi sono personaggi puliti, ed anche coloro che
potrebbero apparire mossi da umanità nascondono nel loro segreto
brame e desideri tutt'altro che candidi. Se si esclude forse il
giovane che arriva a Londra con Todd, e che in definitiva è il
personaggio meno interessante del plot.
Ovviamente questi sono solo discorsi pseudo filosofici. A noi
interessa la carne. Quel che conta è quel che si vede (come il primo
Peter Jackson, un esegeta dello splatter, disse una volta): e quel
che si vede è un fiume di sangue che corre lungo tutta la seconda
parte del film, fino ad apici quasi insostenibili (ed il rated R
nasce da qui). Qui si tratta la carne come solo gente del calibro
Romero, o peggio il capolavoro inguardabile Cannibal Holocaust,
avevano fatto prima (davvero qui avrebbe trovato la sua gioia Jess
Franco). Carne da macello, carne da torta. Fornita con grande
generosità dalla pasticciera del piano di sotto e degustata in
generose porzioni da ignari astanti. Nessuna nefandezza ci viene,
giustamente, risparmiata.
L'insieme però, è bene ribadirlo, non perde mai neanche un briciolo
di coerenza narrativa e formale. Anzi, il fatto stesso che gli attori
cantino invece di recitare le battute aiuta a creare un senso di
straniamento che colloca le vicende su di un piano di verosimiglianza
che non ci si aspetterebbe da un prodotto del genere. E che spaventa
ed attrae al tempo stesso. Ecco perchè potrebbe capitare che nel
mezzo di uno smembramento vi venga da sorridere. Un sorriso creato
dal contatto empatico con quel che accade sullo schermo,
assolutamente non dalla pochezza del contesto (come accade invece
rivedendo vecchi film horror un tempo ritenuti spaventosi).
Un'opera difficile, quindi, ma mai pesante. Anche grazie alla
recitazione in stato di grazie dell'intero cast, reso ancor più
prezioso dalla presenza di Borat Sacha Baron Cohen che dimostra di
essere bravo anche smessi i panni del giornalista kazako (o della
rapper Ali G o del gay Bruno, se è per questo), recitando in un
esilarante misto italo-inglese che sarà difficile da rendere con il
dovuto onore nel doppiaggio italiano (ma sono pronto a scommettere
che il doppiaggio italiano sarà scandaloso per tutti i personaggi).
Tim Burton è un autore che da sempre ha abituato gli spettatori dal
palato fine a ricette nuove e gustose, ma qui, secondo il mio
giudizio, si supera abbondantemente, arrivando dove forse neanche lui
riuscirà più a tornare (ma Alice in Wonderland arriverà probabilmente
a smentirmi). Un prodotto d'alta sartoria, per quanto (e forse
perchè) eccentrico. Di sicuro non v'è niente di simile in giro, per
cui farsi sfuggire un gioiello di tale valore sarebbe un delitto.
Altro che Moulin Rouge o (confermo) quel patetico aborto filmico di
Across the Universe.

By The Eraserhead

#378 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Sab 12 Gen 2008 1:40 pm
Oggetto: Tim Burton a Roma
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
10/01/08 - Dopo il successo degli incontri con grandi autori e attori
nella sezione EXTRA della Festa del Cinema, riparte la
rassegna "Viaggio nel cinema americano", a cura di Antonio Monda e
Mario Sesti.
Ogni mese ci sarà un appuntamento con un grande personaggio del
cinema americano. A inaugurare la nuova serie sarà un evento
eccezionale realizzato in collaborazione con la Warner Bros:
l'incontro con uno dei più geniali e inconfondibili creatori di
cinema, Tim Burton.
Mercoledì 23 gennaio, alle ore 21.00, poco prima dell'uscita del suo
nuovo, attesissimo film, Sweneey Todd, nella Sala Sinopoli
dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, il regista di Edward mani
di forbice, Mars Attacks!, Ed Wood e Nightmare Before Christmas,
incontrerà il pubblico in una serata dove verranno proiettate le più
belle sequenze da lui realizzate, comprese quelle del suo prossimo
film.
I biglietti, dal costo di 4 euro, saranno in vendita a partire da
venerdì 11 gennaio, presso la biglietteria dell'Auditorium Parco
della Musica, dalle ore 11 alle ore 20.
Come sempre, nella tradizione della Festa del Cinema, gli spettatori
che parteciperanno a questo, come ad altri incontri, non solo avranno
la possibilità di sentir parlare grandi attori e autori di se stessi,
del loro lavoro, dell'intreccio irripetibile di biografia e finzione,
che costruisce l'identità di coloro che lavorano nel cinema, ma
avranno spazio anche per rivolgersi direttamente a loro con domande,
curiosità, riflessioni.

Per chi come me non è di Roma e volesse andare, potete acquistare i
biglietti a questo link: http://www.listicket.it/ .

#377 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Lun 31 Dic 2007 12:42 pm
Oggetto: Sweeney Todd flop negli Usa?
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Dobbiamo iniziare a preoccuparci per Sweeney Todd?
Qui a cineblog ne parliamo ormai da mesi, l'attendiamo con ansia
quasi spasmodica, eppure la pellicola negli states non è riuscita a
conquistare i botteghini, anzi…
Uscita da oramai 10 giorni, proiettata in 1,249 sale, è scesa al nono
posto della top 10, con 21,364,000 dollari raccolti.
Osannato dalla critica, a quanto pare amato anche dai fans, 8,5 il
voto su Imdb, costato 50 milioni di dollari, il film non riesce a
fare quel salto, a dare quella sferzata che obiettivamente un pò
tutti ci aspettavamo.
Attualmente questo è il peggior incasso casalingo di tutta la
filmografia di Burton, subito dopo lo splendido Ed Wood, che nel 1994
incassò clamorosamente solo 6 milioni di dollari.
La 'scusa' delle poche sale a disposizione vale poi obiettivamente
poco. Juno, uscito ormai da un mese, continua, con meno sale a
disposizione, a mietere incassi e a scalare la chart, arrivando ai 19
milioni di dollari, mentre Sweeney Todd vede un calo vertiginoso
proprio nella media per sala, scesa a 2,118 dollari questo venerdi.
Si riprenderà? Riuscirà a toccare `almeno' quota 50? Difficile, se
non impossibile… a noi non ci resta che attendere il 22 febbraio,
giorno in cui potremo finalmente godercelo in sala, alla facciaccia
degli americani che preferiscono andare a vedere 3 scoiattolini
canterini rifatti al computer invece che i nostri amati Burton/Depp…

#376 Da: Luca Masciarri <lucamasciarri@...>
Data: Lun 31 Dic 2007 10:01 am
Oggetto: Re: FILM IN TV - GENNAIO
lucamasciarri
Offline Offline
Invia email Invia email
 
lo sto vedendo!

Elisa <super.interista@...> ha scritto:
MARS ATTACKS!: Jimmy, martedì 01 - 22.55

E domani mattina alle ore 10.30, su Italia 1, ci sarà BEETLEJUICE -
SPIRITELLO PORCELLO!




L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

#375 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Dom 30 Dic 2007 10:07 pm
Oggetto: FILM IN TV - GENNAIO
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
MARS ATTACKS!: Jimmy, martedì 01 - 22.55

E domani mattina alle ore 10.30, su Italia 1, ci sarà BEETLEJUICE -
SPIRITELLO PORCELLO!

#374 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Dom 30 Dic 2007 9:20 pm
Oggetto: Il trailer italiano d Sweeney Todd
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
#373 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Dom 30 Dic 2007 9:19 pm
Oggetto: Il seno tira e molla della Bonham Carter
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Un simpatico incidente ha segnato la realizzazione dell'ultimo film di
Tim Burton, quel Sweeney Todd che negli USA ha già ottenuto ottimi
riscontri di pubblico e critica e orbita ora attorno alla
centotrentesima posizione nella classifica dei migliori film della
storia secondo Imdb.
Durante le riprese la protagonista femminile, Helena Bonham Carter, era
incinta del secondo figlio suo e del regista, cui è sentimentalmente
legata da tempo e nel corso delle settimane il suo seno si è sempre più
ingrossato, cambiamento che nessuno ha pensato di nascondere e che si
nota in tutta evidenza in alcune scene.
Ad aggiungere ulteriore beffa, le riprese non sono state effettuate in
modo cronologicamente lineare.
Il risultato finale è che, una volta terminato di montare il film,
Helena parte nel primo tempo con un seno prodigiosamente florido che
man mano si ridimensiona durante il corso della vicenda!

#372 Da: Luca Masciarri <lucamasciarri@...>
Data: Dom 30 Dic 2007 9:18 am
Oggetto: Re: Sweeney Todd di Tim Burton piace alla critica e al pubblico americani
lucamasciarri
Offline Offline
Invia email Invia email
 
speriamo che venga presto febbraio!

Elisa <super.interista@...> ha scritto:
Boston Globe: il gore come gioco esasperato funziona, e allo stesso
tempo è anche un patto col diavolo: se vogliamo essere divertiti
dall'omicidio, dobbiamo affrontare ciò che davvero è. (B)

Chicago Sun-Times: un'oscura tragedia di vendetta fra sgomento, tumulto
e buone torte di carne sanguinose. (A)

Entertainment Weekly: il film è così sottilmente un mix tra il
melodramma originale di Sondheim e il tocco di Burton che è difficile
pensare ad un altro regista che avrebbe potuto dirigere il film. (B+)

New York Times: qualcosa vicino al capolavoro. (A)

Su Yahoo Movies la media dei voti della stampa è un bel B+. Il pubblico
sembra urlare al film magnifico: una media altissima sempre su Yahoo
Movies (A-) e i primi commenti su Imdb (aspettando la prima media dei
voti degli utenti) fanno ben sperare, se c'era bisogno di una conferma,
sulla qualità di questo attesissimo film.




L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

#371 Da: Luca Masciarri <lucamasciarri@...>
Data: Lun 24 Dic 2007 8:31 am
Oggetto: Re: Nata la figlia di Helena Bonham Carter e Tim Burton
lucamasciarri
Offline Offline
Invia email Invia email
 
faccio i miei più sentiti auguri alla coppia!

Elisa <super.interista@...> ha scritto:
LOS ANGELES (Reuters) - L'attrice britannica Helena Bonham Carter ha
dato alla luce una bimba, avuta dal regista Tim Burton. Lo rende noto
la rivista People.

La piccola è nata a Londra sabato, scrive il giornale, citando l'agente
dell'attrice. La coppia ha già un figlio di quattro anni, Billy.

Bonham Carter, 41 anni, ha ricevuto una candidatura ai Golden Globe la
scorsa settimana per il suo ruolo nell'adattamento di Burton
di "Sweeney Todd", che ha debuttato venerdì scorso. Anche Burton, 49
anni, ha avuto una nomination.

L'attrice ha rivelato sull'ultimo numero di Playboy di essere rimasta
incinta durante la produzione del film.




L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

#370 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Dom 23 Dic 2007 12:08 pm
Oggetto: Sweeney Todd di Tim Burton piace alla critica e al pubblico americani
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Boston Globe: il gore come gioco esasperato funziona, e allo stesso
tempo è anche un patto col diavolo: se vogliamo essere divertiti
dall'omicidio, dobbiamo affrontare ciò che davvero è. (B)

Chicago Sun-Times: un'oscura tragedia di vendetta fra sgomento, tumulto
e buone torte di carne sanguinose. (A)

Entertainment Weekly: il film è così sottilmente un mix tra il
melodramma originale di Sondheim e il tocco di Burton che è difficile
pensare ad un altro regista che avrebbe potuto dirigere il film. (B+)

New York Times: qualcosa vicino al capolavoro. (A)

Su Yahoo Movies la media dei voti della stampa è un bel B+. Il pubblico
sembra urlare al film magnifico: una media altissima sempre su Yahoo
Movies (A-) e i primi commenti su Imdb (aspettando la prima media dei
voti degli utenti) fanno ben sperare, se c'era bisogno di una conferma,
sulla qualità di questo attesissimo film.

#369 Da: Luca Masciarri <lucamasciarri@...>
Data: Dom 23 Dic 2007 9:52 am
Oggetto: Re: Ogg: Helena Bonham Carter, gemella di Johnny Depp
lucamasciarri
Offline Offline
Invia email Invia email
 
a me piace molto questo aspetto di Tim Burton, perchè sembra che lavori in una compagnia teatrale e conoscendo bene i propri attori riesce a tirar fuori loro anche cose che gli stessi attori non sanno nemmeno di avere!

Elisa <super.interista@...> ha scritto:
Di sicuro fanno un bellissimo trio!
--- In timburtonpoeta@yahoogroups.com, Luca Masciarri
<lucamasciarri@...> ha scritto:
>
> eheh simpatico questo articolo! in effetti è vero...
> evviva la nostra allegra famigliola!
>
> Elisa <super.interista@...> ha scritto:
> Tim Burton la ama perché è Johnny al femminile
> Helena Bonham Carter ha scoperto il segreto della passione che la
lega
> al regista Tim Burton: è la 'gemella' di Johnny Depp.
>
> L'attrice, in attesa del secondo figlio, ha confessato di aver
capito
> perché Burton la trova tanto sexy e attraente. Si vede come il
doppio
> al femminile della star tanto cara al regista.
> "Abbiamo la stessa tipologia di viso - ha detto Helena - Siamo
entrambi
> pallidi, con occhi grandi e profondi. Stelle che ricordano quelle
del
> cinema muto e Tim ha sempre detto che sarebbe stato grande nel
dirigere
> pellicole senza sonoro". Poi ha aggiunto: "Johnny e io siamo anche
> bravi a camuffarci nei vari ruoli senza perdere la nostra essenza e
> guardare dentro noi stessi".
>
> Un amore senza fine, con terzo incomodo: Depp...
>
>
>
>
>
>
> ---------------------------------
>
> ---------------------------------
> L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo!
Mail
>




L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

#368 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mar 18 Dic 2007 10:16 am
Oggetto: Ogg: Nata la figlia di Helena Bonham Carter e Tim Burton
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Eh sì, vedremo! Già che è una femminuccia mi fa piacere visto che
hanno già un maschietto!
--- In timburtonpoeta@yahoogroups.com, "aridhel91" <aridhel91@...> ha
scritto:
>
> E congratulazioni a mamma e papà allora!! Speriamo che si sappia
> presto il nome della piccola, sono curiosa!! :D
>
>
> --- In timburtonpoeta@yahoogroups.com, "Elisa" <super.interista@>
> ha scritto:
> >
> > LOS ANGELES (Reuters) - L'attrice britannica Helena Bonham Carter
ha
> > dato alla luce una bimba, avuta dal regista Tim Burton. Lo rende
noto
> > la rivista People.
> >
> > La piccola è nata a Londra sabato, scrive il giornale, citando
l'agente
> > dell'attrice. La coppia ha già un figlio di quattro anni, Billy.
> >
> > Bonham Carter, 41 anni, ha ricevuto una candidatura ai Golden
Globe la
> > scorsa settimana per il suo ruolo nell'adattamento di Burton
> > di "Sweeney Todd", che ha debuttato venerdì scorso. Anche Burton,
49
> > anni, ha avuto una nomination.
> >
> > L'attrice ha rivelato sull'ultimo numero di Playboy di essere
rimasta
> > incinta durante la produzione del film.
> >
>

#367 Da: "aridhel91" <aridhel91@...>
Data: Lun 17 Dic 2007 11:14 pm
Oggetto: Ogg: Nata la figlia di Helena Bonham Carter e Tim Burton
aridhel91
Offline Offline
Invia email Invia email
 
E congratulazioni a mamma e papà allora!! Speriamo che si sappia
presto il nome della piccola, sono curiosa!! :D


--- In timburtonpoeta@yahoogroups.com, "Elisa" <super.interista@...>
ha scritto:
>
> LOS ANGELES (Reuters) - L'attrice britannica Helena Bonham Carter ha
> dato alla luce una bimba, avuta dal regista Tim Burton. Lo rende noto
> la rivista People.
>
> La piccola è nata a Londra sabato, scrive il giornale, citando l'agente
> dell'attrice. La coppia ha già un figlio di quattro anni, Billy.
>
> Bonham Carter, 41 anni, ha ricevuto una candidatura ai Golden Globe la
> scorsa settimana per il suo ruolo nell'adattamento di Burton
> di "Sweeney Todd", che ha debuttato venerdì scorso. Anche Burton, 49
> anni, ha avuto una nomination.
>
> L'attrice ha rivelato sull'ultimo numero di Playboy di essere rimasta
> incinta durante la produzione del film.
>

#366 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Lun 17 Dic 2007 11:11 am
Oggetto: Nata la figlia di Helena Bonham Carter e Tim Burton
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
LOS ANGELES (Reuters) - L'attrice britannica Helena Bonham Carter ha
dato alla luce una bimba, avuta dal regista Tim Burton. Lo rende noto
la rivista People.

La piccola è nata a Londra sabato, scrive il giornale, citando l'agente
dell'attrice. La coppia ha già un figlio di quattro anni, Billy.

Bonham Carter, 41 anni, ha ricevuto una candidatura ai Golden Globe la
scorsa settimana per il suo ruolo nell'adattamento di Burton
di "Sweeney Todd", che ha debuttato venerdì scorso. Anche Burton, 49
anni, ha avuto una nomination.

L'attrice ha rivelato sull'ultimo numero di Playboy di essere rimasta
incinta durante la produzione del film.

#365 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Sab 15 Dic 2007 10:53 am
Oggetto: Ogg: Helena Bonham Carter, gemella di Johnny Depp
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Di sicuro fanno un bellissimo trio!
--- In timburtonpoeta@yahoogroups.com, Luca Masciarri
<lucamasciarri@...> ha scritto:
>
> eheh simpatico questo articolo! in effetti è vero...
>   evviva la nostra allegra famigliola!
>
> Elisa <super.interista@...> ha scritto:
>           Tim Burton la ama perché è Johnny al femminile
> Helena Bonham Carter ha scoperto il segreto della passione che la
lega
> al regista Tim Burton: è la 'gemella' di Johnny Depp.
>
> L'attrice, in attesa del secondo figlio, ha confessato di aver
capito
> perché Burton la trova tanto sexy e attraente. Si vede come il
doppio
> al femminile della star tanto cara al regista.
> "Abbiamo la stessa tipologia di viso - ha detto Helena - Siamo
entrambi
> pallidi, con occhi grandi e profondi. Stelle che ricordano quelle
del
> cinema muto e Tim ha sempre detto che sarebbe stato grande nel
dirigere
> pellicole senza sonoro". Poi ha aggiunto: "Johnny e io siamo anche
> bravi a camuffarci nei vari ruoli senza perdere la nostra essenza e
> guardare dentro noi stessi".
>
> Un amore senza fine, con terzo incomodo: Depp...
>
>
>
>
>
>
> ---------------------------------
>
> ---------------------------------
> L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo!
Mail
>

#364 Da: Luca Masciarri <lucamasciarri@...>
Data: Sab 15 Dic 2007 4:20 am
Oggetto: Re: Helena Bonham Carter, gemella di Johnny Depp
lucamasciarri
Offline Offline
Invia email Invia email
 
eheh simpatico questo articolo! in effetti è vero...
evviva la nostra allegra famigliola!

Elisa <super.interista@...> ha scritto:
Tim Burton la ama perché è Johnny al femminile
Helena Bonham Carter ha scoperto il segreto della passione che la lega
al regista Tim Burton: è la 'gemella' di Johnny Depp.

L'attrice, in attesa del secondo figlio, ha confessato di aver capito
perché Burton la trova tanto sexy e attraente. Si vede come il doppio
al femminile della star tanto cara al regista.
"Abbiamo la stessa tipologia di viso - ha detto Helena - Siamo entrambi
pallidi, con occhi grandi e profondi. Stelle che ricordano quelle del
cinema muto e Tim ha sempre detto che sarebbe stato grande nel dirigere
pellicole senza sonoro". Poi ha aggiunto: "Johnny e io siamo anche
bravi a camuffarci nei vari ruoli senza perdere la nostra essenza e
guardare dentro noi stessi".

Un amore senza fine, con terzo incomodo: Depp...




L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

#363 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Ven 14 Dic 2007 1:29 pm
Oggetto: Parola di Tim Burton
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Il regista del fantastico parla dei suoi futuri progetti: Alice nel
paese delle meraviglie e il rifacimento di Frankenweenie

A un mese dall'ufficializzazione del rinato sodalizio tra Tim Burton
e la Disney, l'amato regista e sceneggiatore statunitense parla dei
film in animazione 3D che girerà per la casa di produzione di
Topolino e soci: "Alice nel paese delle meraviglie" e "Frankenweenie".

Per la sua versione di Alice nel Paese, capolavoro della letteratura
adattato per l'occasione da Linda Woolverton ("Il re leone", "La
bella e la bestia"), Burton assicura un'assoluta fedeltà all'essenza
della storia pubblicata da Lewis Carrol nel luglio del 1865.

"E' un classico, ed è così surreale." Ha dichiarato il regista nel
corso della conferenza stampa tenuta a Londra per la presentazione
del musical "Sweeney Todd". "Non so, ma non ho mai visto un film in
grado di catturare per intero la sua essenza. Sono una serie di
bizzare avventure e trovare il modo di farle funzionare sul grande
schermo sarà molto interessante."

Il primo ciak del film, un misto tra live action e performance-
capture animation  (tecnica utilizzata nella realizzazione di Beowulf
di Robert Zemeckis), è previsto per maggio 2008, mentre l'uscita è
stata programmata per il 2010.

Ci sarà da aspettare  qualche mese in meno, invece,
per "Frankenweenie", film d'animazione in stop-motion annunciato per
dicembre 2009, basato sul corto del 1984 in cui il regista aveva
proposto la sua personale visione del mito di Victor Frankenstein e
del suo Mostro.

Burton riscriverà, produrrà e dirigerà la commovente storia del
giovane Victor che cerca di riportare in vita l'amato cucciolo
investito da una macchina con l'idea di confezionare un film a basso
budget.

"La cosa che più mi eccita del progetto è il fatto che guardando i
miei vecchi bozzetti mi sono reso conto che potrò utilizzare cose che
non avevo messo nel primo film. Sono così emozionato all'idea di
inserire nuovi personaggi e nuove emozioni in questa versione. Voglio
realizzare una storia leggermente più complessa."

"Sono un grande fan dei vecchi film" ha concluso Burton. "Penso che
rimangano con te per sempre. Non ti lasciano. Questo genere di cose,
qualunque cosa uno ne pensi, ti rimangono nel DNA. Anche se facessi
una commedia romantica farei in modo di mettere qui e là un pò di
ombre."

#362 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Gio 13 Dic 2007 12:43 pm
Oggetto: I titoli di testa di Sweeney Todd!
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
http://www.badtaste.it/index.php?
option=com_content&task=view&id=2481&Itemid=91

#361 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Gio 13 Dic 2007 12:41 pm
Oggetto: Tim Burton: rispetterò Alice
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
In una nuova intervista, Tim Burton promette di rispettare l'essenza
del libro di Lewis Carroll nel suo adattamento di Alice nel Paese
delle Meraviglie...

In una intervista a Sci Fi Wire realizzata durante la conferenza
stampa del suo nuovo film Sweeney Todd, il regista Tim Burton ha
parlato del suo adattamento di Alice nel Paese delle Meraviglie, le
cui riprese inizieranno nei primi mesi del 2008.

Burton ha promesso di rispettare l'essenza del romanzo di Lewis
Carroll, molto più di quanto hanno fatto altri registi: esistono già
numerose versioni della storia adattate per il cinema ma nessuna,
secondo lui, riflette a dovere lo spirito del libro.

E' un tale classico, questo romanzo, e il suo immaginario è così
surreale. Non so, non ho mai visto una versione cinematografica di
questa storia che riflettesse davvero questo aspetto. Si tratta di
una serie di avventure una più strana dell'altra, e cercare di farle
funzionare tutte in un film sarà interessante.

Le storie sono come droga, per i bambini, sapete? Li lasciano
stupefatti. L'immaginario: nessuno è mai riuscito a trasmettere
l'immaginario di questo romanzo trattandolo come un'unica storia. E'
una sfida interessante.

Il regista ha confermato che le riprese inizieranno nei primi mesi
del 2008, e che verranno realizzate con un misto di live action
(riprese dal vivo, probabilmente in gran parte in teatro di posa,
come usa fare il regista) e animazioni 3D in Performance Capture (la
tecnologia che permette ad attori veri di interpretare personaggi
animati in modo fotorealistico, come abbiamo tutti visto in Beowulf).

Scritto da Linda Woolverton (Il Re Leone), il film uscirà nel 2009

#360 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Mer 12 Dic 2007 11:49 am
Oggetto: Crea il tuo trailer di Sweeney Todd!
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
http://www.badtaste.it/index.php?
option=com_content&task=view&id=2437&Itemid=91

#359 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Lun 10 Dic 2007 12:49 pm
Oggetto: Sweeney Todd: valanga di spot e di video
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
http://www.badtaste.it/index.php?
option=com_content&task=view&id=2371&Itemid=91

#358 Da: "Elisa" <super.interista@...>
Data: Lun 10 Dic 2007 12:47 pm
Oggetto: Tim Burton parla di Frankenweenie
elisavigilante
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Durante una conferenza stampa di "Sweeney Todd", il regista Tim
Burton ha svelato alcuni dettagli su "Frankenweenie", il suo nuovo
film in stop-motion...

Durante una conferenza stampa di promozione di Sweeney Todd, riporta
Sci-Fi Wire, Tim Burton ha parlato dei due progetti per i quali ha
appena concluso un contratto con la Disney: "Alice nel Paese delle
Meraviglie" e "Frankenweenie".

Proprio di quest'ultimo ha rivelato alcuni dettagli. "Frankenweenie",
lo ricordiamo, è un cortometraggio realizzato da giovane da Burton,
nel 1984. Finanziato dalla Disney, il regista voleva produrre un
lungometraggio da decenni ma non ha mai potuto - fino ad adesso. Il
film, che racconta la storia (sulla falsariga ovviamente di
Frankenstein) di un bambino che riporta in vita il suo cagnolino,
sarà in stop motion e girato in digitale 3D, ma secondo le parole del
regista sarà un low budget.

Cosa significa? Che probabilmente la Disney gli ha chiesto di tenersi
sotto il budget che Burton aveva ottenuto dalla Warner per "La Sposa
Cadavere": i 40 milioni investiti furono infatti recuperati due anni
fa, ma evidentemente secondo la Disney non fu un vero successo (il
film incassò 117 milioni) nel Mondo.

Ecco cosa ha dichiarato Burton durante la conferenza:

"Abbiamo intenzione di mantenerci su un budget molto ridotto. La cosa
che mi fa sentire esaltato e che renderà l'esperienza davvero diversa
è che quando vedo i miei disegni originali per il cortometraggio, ci
sono delle cose che non potevo ottenere quando lo girai con attori
dal vivo. Quindi non vedo l'ora di provare a ottenere nuove emozioni
e nuovi personaggi nella nuova versione, voglio fare una storia
decisamente più ampia adesso.

Sono un vero fan dei film vecchi, e questa è una cosa che non ti
abbandona mai. Questo tipo di cose ti entrano nel DNA e stanno con
te. Persino se dovessi fare una commedia romantica finirei per
metterci strane ombre oscure."

Il film è programmato per uscire nel 2009: solitamente i film in stop
motion richiedono produzioni lunghe, ma con la tecnica dello scatto
digitale ora si riuscirà a realizzare il film più velocemente.

Sweeney Todd esce il 21 dicembre in USA e il 22 febbraio in Italia.

Messaggi 358 - 387 di 416   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?