pyongyang, 21.11.02
ore 23.16
ciao a tutti, questa sera torno a scrivervi per riportarvi
la sensazione di chi si trova con il rubinetto a secco proprio mentre sta preparando da cucinare (tenete conto che siamo nel quartiere diplomatico, quindi una zona tenuta un po' di riguardo...)
la sensazione di quello di cui sopra ma mentre si sta facendo la doccia
la sensazione di uno di quelli di cui sopra ma durante uno dei frequenti black-out che si ripetono in giornata
dover andare a letto lasciando la vasca da bagno chiusa e l'acqua calda aperta (che non c'è ancora) e svegliarsi al mattino sperando che in quei 5 minuti in cui arriva la vasca si sia riempita
cucinare con il contagocce all'olio perchè qui costa una fucilata
impiegare 3 ore e mezza per fare 200km di autostrada: tutta con la pavimentazione in cemento e molto ghiaccio e neve
fare le visite sul campo e in ogni istante chiedere l'autorizzazione alle nostre guide per poter fare qualsiasi cosa di extra curriculare...
...sembrano cose dette per far vedere che qui si sta non tanto bene
e invece sono fonte di quell'arrabbiatura che scaturisce dal sapere che - anche qui - noi espatriati siamo un popolo privilegiato, tenuto nella bambagia, che non possiamo vedere più di tanto e neppure sapere (facciamo acquedotti ma non possiamo entrare nelle case a controllare se arriva acqua). Non c'è la condivisione delle reali condizioni di vita dei nostri "beneficiari".
A loro non verrà mai in mente che si possa interrompere l'acqua in casa: non ce l'hanno (spesso neppure dove noi riabilitiamo gli impianti...);
non mancherà loro la corrente in casa: in paese o in città ce l'hanno solo per 5/6 ore al giorno;
non si sognano neppure di trovare una vasca da bagno in bagno (tantomeno con acqua calda..), ma ce l'hanno il bagno?
olio di oliva? olio?
autostrada sì, quella è per tutti ed è gratis... poi vi racconterò cosa significa
buonanotte a tutti, a presto
grazie per le canzoni e le ricette, ne farò buon uso (spero!)
Tommaso