Pyongyang, 26.2.03
ore 4,16
non vi dico il solito «ciao a tutti» perche' mi fa venire in mente
quel «ciao a tutti» con cui ho dato un arrivederci molto ipotetico a
molte persone oggi. E cosi' si parte, e come al solito, me ne accorgo
all'ultimo istante. E non parlo solo del fare le valige (che ho
iniziato a fare verso l'una e ho finito poco fa...). Quello che mi
colpisce all'improvviso e' il sentimento di distacco dalle persone, dai
posti, dalle situazioni. Non e' stato facile dire ciao a Julien,
Marine, Thomas, Donal, Olof, Sofia, Jean, Julen, Veronique, Wesley,
Ivan, Jodie e molti molti altri.
Ripeto che non mi abituero' mai ai saluti, non riesco neppure a
prepararmi a questo stato di svuotamento interiore che mi prende. Penso
comunque che sia una sensazione positiva, nonostante tutto. Ti permette
di avere un riscontro immediato del valore delle esperienze vissute,
delle persone incontrate lungo il cammino. Ma ti si pone davanti la
paura del ritorno, del dover affrontare nuovamente stili e logiche da
cui ti eri staccato non solo fisicamente. Il fatto di averne dovute
vivere di diverse, alcune piu' complicate e altre piu' serene,
spontanee, libere, ti ha fatto un lavaggio interiore a cui ora hai
paura di non riuscire a dare gambe, braccia e voce.
Quindi domani (oggi) si parte. Nel primo pomeriggio un aereo dell'Air
Koryo mi portera' a Shengyang, citta' cinese non troppo distante dal
confine koreano. Da li' prendero' - non so ancora bene quando - un
treno per Pechino. L'obiettivo e' di riuscire a vedere un po' di cose
da un finestrino aperto su un mondo ancora sconosciuto. Poi venerdi'
(che grazie al fuso orario sara' il giorno piu' lungo che abbia mai
vissuto: 32 ore!) saro' a casa.
Nel momento del distacco dai nuovi amici sento il bisogno scottante di
essere stretto a quelli di sempre. Per questo vi scrivo, aspettando di
tornare in ufficio per finire le ultime cosucce. Per questo poi avro'
una voglia matta di rivedervi tutti, per raccontarmi e farmi
raccontare.
Questo e' il mio ultimo messaggio koreano, che vi giunga ricco di
emozioni
Tommaso