Pyongang, 04.11.02
ore 21.37
ore 21.37
carissimi tutti,
torno a scrivervi dopo essermi ormai ambientato nel clima e nei ritmi koreani. Oggi, lunedì, è iniziato il lavoro nell'ufficio del Cesvi e mi sono infarcito di storia recente della cooperazione qui nella DPRK, delle attività dell'associazione e dei progetti che andremo a trattare.
Annalisa, la project manager del settore water & sanitation, è stata davvero paziente e puntuale nell'illustrarmi tutto questo pacchetto di informazioni, una sorta di rito di iniziazione doverosissimo per chi - come me - fa capolino nel mondo del lavoro e in condizioni un po' diverse da quelle in cui è abituato a razzolare.
Annalisa, la project manager del settore water & sanitation, è stata davvero paziente e puntuale nell'illustrarmi tutto questo pacchetto di informazioni, una sorta di rito di iniziazione doverosissimo per chi - come me - fa capolino nel mondo del lavoro e in condizioni un po' diverse da quelle in cui è abituato a razzolare.
Per ora ciò che mi ha fatto rendere conto di essere un po' più fuori dalla mia boccia d'acqua in cui io da pesciolino rosso mi sono ritrovato in questi anni non è stato il clima invernale già più pungente, o la lontananza dei conoscenti abituali. Invece mi sono un attimino accorto di dovermi svegliare sul fatto di dover provvedere maggiormente a me stesso: oggi mi sono dimenticato di dover andare a comprare il pane e questo ha inciso non poco sulla mia cena e domattina dovrò fare la spesa per poter fare colazione. Banalità per chi è già abituato, ma questo mi riporta a pensare che bisogna sempre partire dal basso in ogni azione, specie quelle quotidiane.
Già che siamo in argomento vi parlerò di come sono i negozi qui. Innanzitutto dove siamo noi è un quartiere un po' fuori dal centro e non c'è nessuna attività privata (ma penso che non ce ne sia da nessuna parte in tutta la città). Si fa la spesa al Diplo, spaccio riservato ai cooperanti e ai diplomatici (da cui il nome) che sono (siamo) tutti concentrati nello stretto raggio di pochi edifici. C'è il pane, normale oppure dolce, lo si prende con le mani dagli scaffali e lo si infila in una busta di plastica trasparente come quelle che da noi si usano per le verdure ai selfservice. Sale, zucchero, farina, riso, mais e simili sono già insacchettati nelle medesime buste e si prende a razioni fisse. Poi un'infinità di scatolette, carne congelata oppure fresca (!) nelle suddette buste, verdura (poca: solo cavoli, carote giganti, pomodori, patate e cetrioli), frutta (banane, mele e arance). Vista la poca sicurezza dell'acqua dai rubinetti di casa dobbiamo prendere quella minerale ed è davvero duro per me accettare questo fatto. In Italia cerco di boicottare con ogni mezzo questo vile mercato dell'acqua che mette in crisi il già precario diritto all'acqua e la salvaguardia dell'ambiente e mi trovo qui a scendere a patti con il nemico. Confido che qui le industrie imbottigliatrici facciano meno danni che da noi... Se penso però che qui la gente non la compra certo (costa 1$ al litro!!!) allora mi viene ancora più il nervoso.
Al secondo piano del Diplo ci sono generi più particolari e maggiormente indicati a chi deve proprio mettere su casa qui, come pentole, catini, specchi, spazzole, ecc.
Al secondo piano del Diplo ci sono generi più particolari e maggiormente indicati a chi deve proprio mettere su casa qui, come pentole, catini, specchi, spazzole, ecc.
La spesa "grossa" per gli alimenti però la facciamo all'«argentino», ovvero un magazzino in cui un commerciante sudamericano importa materiale in scadenza proprio dal suo paese. Qui abbondano surgelati, altre scatolette, la pasta (quasi tutta italiana, ma non certo la Barilla), latte, formaggi e altre verdure e frutta. Tutto è più economico e c'è maggiore scelta, oltre che articoli che da altre parti non si trovano. Certo bisogna stare attenti che dentro la pasta non ci siano già le larve o che i pacchi non siano aperti, che le marmellate non siano andate a male, ma con un po' di occhio si possono trovare buoni prodotti. Quando arrivi alla cassa devi guardare se in qualche angolo c'è qualche scatola di cartone e poi ci carichi tutto sopra.
Prima di salutarvi vi voglio solo raccontare una caratteristica dei supermercati di Pechino: nel reparto del pesce c'è una vasca di plastica con diametro di circa due metri, due palmi d'acqua, un insufflatore d'aria e un'accozzaglia di pesciazzi semistorditi che boccheggiano all'interno. Le persone si affollano ai bordi (arrivano poco sotto le ginocchia) e indicano all'addetto con tanto di retino qual è la loro preda preferita. Una signora stanca di aspettare ha ravattato per 5' buoni con le mani dentro la vasca fino a trovare il pesce che le andava a genio. Quando questo si è dimenato e le è sfuggito dalle dita (sono abbastanza grossi, circa 40cm di lunghezza - i pesci non le dita della signora!) allora non ha esitato a pescarne altri e a scrutare le branchie, l'occhio, ecc fin quando non ha trovato un altro che le andasse bene.
con questa visione allegra vi saluto, mercoledì andremo a vedere due cantieri, uno in montagna a Pongdong e uno sul mare a Chonnae (o Wonsan, non mi ricordo). Ci sentiamo verso il fine settimana
ciao, Tommaso
PS: quando rispondete, fate attenzione per cortesia a cancellare il testo della lettera in arrivo così da risparmiare sui kb in ingresso e poterli dedicare maggiormente alle vostre parole che mi fanno sempre molto piacere
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