Caro Mario,
Ti rispondo parlando con gli occhi
di straniera e racconto quello che sto vedendo da almeno i 4 anni che torno a
Torricella per 2 mesi in estate. Spero che mi capite, non essendo nativa.
Certi dei seguenti punti ho gia raccontato, ma secondo me sia utile dirgli di
nuovo.
Sono molto d’accordo con
quello che dici, e putroppo, non vedo la via fuori di questa cosa. Nonostante
una nuova amministrazione, sara difficile cambiare le cose, per tanti ragioni. L’esempio
che hai fatto del Festival di John Fante e buonissimo, ed e solo un esempio di
come vedo l’ambiente mentale – ci sono altri.
1) Neanch’io sapevo dove si
faceva il Festival, ed ero arrivata a Torricella il 19 luglio, cosi chiedevo
sempre da tutti, dove e quando si facevano le feste tradizionale ed il Festival.
Per fortuna avevo stampato dal internet il programma del Festival, ma non mi diceva
niente del posto. Per le Feste, meno male che Elio Porreca ha ricevuto dal
ragazzo che lo fa stampare ogni anno il Programma (usando il suo studio sul
Corso di nuovo quel anno come Ufficio Turismo), e che piano piano i nativi ed i
turisti hanno saputo qualcosa. Dato che andavo da lui ogni giorno per usare l’internet,
vedevo la gente che entrava e chiedeva delle cose (nel 2005 c’era un
sacco di turisti che chiedevano se ci fosse una guida alla case di Nicola
Fante, se c’era informazione sul lui, ecc. Elio ha dovuto sempre
rispondere di no. La stessa cosa con il Museo – non c’era nessuno per
portar giu la gente che voleva vedere la mummia). E posso dire che ogni anno,
come l’anno passato, il Progamma viene stampato MOLTO in retardo, una
cosa che non ho capito mai. Poi dopo, il Programma e stata distribuito al Cape
ed al Paradiso. Io ho chiamato il Comune la fine di maggio per sapere le date
e nessuno sapeva nulla. Ora non chiamero piu.
2) Tornando al Festival di John Fante,
il fatto che era caduta l’amministrazione ha aiutato a rendere la disordine
completa. Non c’era il Sindaco ad annunciare ogni incontro, ma non c’erano
altre cose: la sala era stata restaurata poco tempo prima (neanche i bagni
funzionavano bene); c’era un eco e non si sentiva bene, nonostante i
microfoni; g;i incontri iniziavano sempre tardi (al prima incontro abbiamo
aspettato 1 ora e 25 minuti per l’arrivo dei figlio di John Fante, con la
scusa molto dopo l’arrivo che si erano persi guidando da Roma); la gente,
dopo il primo incontro ha capito che poteva entrare quando voleva, cosi
Giovanna Di Lello (che meno male ha preso l’iniziativo di “managiare”)
ha dovuto aspettare abbastanza perche c’ero solo poca gente gia seduta
all’orario del inizio, ecc.
3) Vorrei dire anche che c’erano
poco cittadini di Torricella al Festival. Ho guardato in giro e ho capito che
c’erano tanti studenti da fuori sconosciuti da me – facevano la
tesi su John Fante e quindi e stato un occasione buono per conoscere la sua
famiglia, ecc. C’erano un po di emigranti tornati per le Feste. C’era
la “vecchia intellighenzia” composta da Gianni Materazzo, le
sorelle Rosica, i D’Annunzio, ed altri. C’erano un po di Torricellani
nativi istruiti. Ma degli pensionati Torricellani o altri, niente. Le raggioni
potrebbero essere due: 1) alle 5 del pommeriggio, per forza lavoravano tutti i
negozianti. 2) o la gente non si interessavano di John Fante e la sua
carriera. E qui penso che siamo arrivati al “bottom line”. Se la
gente non puo, o non vuole interessarsi del Turismo, la Cultura, e l‘Ambiente,
non c’e niente da fare e tutto rimanera come prima. E certo che il
Sindaco ed i Consiglieri possone provare di iniziare certi progetti. Per
questo dobbiamo aspettare maggio. Ma anche per loro, se la gente continua a
bloccare dei iniziativi, e soddisfarei solo i loro interessi, certo che la
strada dell’amministrazione sara molto difficile.
4) Poi vorrei parlare dei soldi. Con
solo 1500 abitanti, i soldi dalle tasse non sono tanti. Ma forse non conosco
bene come amministra la Provincia per i Comuni. Magari ci saranno. E c’e
tanto da rifare: la Torre ai Civili sulla Piazzetta sta cadendo; il viale principale
del cimitero e brutto; il cimitero ha bisogno di un giardiniere per tutto l’anno;
il Museo dovrebbe essere sul Corso, come dici tu; la biblioteca quasi non
esiste – si, e vero che non ci siano piu tanti ragazzi come una volta, ma
non hanno niente li da leggere, secondo me; e non parliamo della Chisea
principale, che resta chiusa da piu di due anni per la mancanza di soldi; ed altre
cose che ora non mi vengono in mente.
Mi
dispiace molto parlare male del mio paese addottato, ma certe cose si devono
dire. Il problema per me e come o se si puo cambiare tutto questo. Per questo
tocca sempre ai giovani, ma i giovani non ci stanno piu a Torricella.
Magari
sono sbagliata, e il futuro di Torricella non e come l’ho descritto. Se qualcuno
capisce le cose meglio di me, e puo darmi consolazione e darmi un po di
speranza, la accetterei piu di volontieri. Angela
From:
torricellapeligna@yahoogroups.com [mailto:torricellapeligna@yahoogroups.com] On Behalf Of Mario Di Fabrizio
Sent: Friday,
March 02, 2007 1:15 AM
To:
torricellapeligna@yahoogroups.com
Subject: [torricellapeligna] Ogg:
Incontri per l'elaborazione
Non sono un grande esperto di politica amministrativa,
ma conosco
abbastanza bene Torricella per affermare che negli anni passati poco
o nulla si è fatto per quanto riguarda il Turismo, la Cultura e
l'Ambiente.
Vi racconto solo di un mio amico che curioso di conoscere la storia
di John Fante in occasione del festival «Il Dio di mio padre» è
andato con la sua famiglia a Torricella Peligna dove si è trovato in
grossa difficoltà non riuscendo, dalle scarse, per non dire
inesistenti indicazioni, a trovare il luogo dove erano raccolte le
notizie su John Fante e tanto meno si è potuto avvalere dell'aiuto
di alcuni abitanti di Torricella che alla domanda "dove si svolge il
festival su John Fante hanno risposto non lo sappiamo, comunque lui
essendo un tipo caparbio è riuscito nel suo intento.
Questo ci fa capire che ancora oggi non si presta molta attenzione
ne al Turismo e tanto meno alla Cultura, io come primo intervento
farei di tutto per portare il museo in una delle vecchie costruzioni
presenti lungo il corso di Torricella, il quale dovrebbe diventare
anche il punto di partenza per un percorso pedonale o ciclabile
lungo tutte le vie e viuzze più belle e sugestive del paese.
Altro punto dolente è la scarsissima ricetivvità alberghiera e di
ristorazione.
Si dovrebbe fare moltissimo per il recupero edilizio armonico e
controllato, magari con incentivi legati a riduzioni dell'ICI o
altra imposizione comunale; bisognerebbe valorizzare maggiormente la
pineta e riqualificare tutta la zona sportiva limitrofa alla stessa.
Sappiamo tutti che il turismo a Torricella si svolge principalmente
nel periodo che va tra l'ultima quindicina di luglio e tutto agosto
e allora perchè non organizzare per questo periodo manifestazioni di
ogni genere senza tralasciare nessuna giornata.
Mi fermo qui, avrei altre cose da dire però putroppo il lavoro mi
chiama.
ci sentiamo presto e tanti saluti a tutti.
Freccianera