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Masolino D'Amico   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #478 di 1976 |
Ogg: Masolino D'Amico

Ciao Giulia
Non ti conosco ma è come se ti conoscessi perchè noi che amiamo
Torricella siamo un pò tutti amici.
( comunque potresti mettere la tua foto nella tua presentazione al
gruppo così sarebbe più facile ri-conoscersi)

Per quanto riguarda Masolino D'Amico è molto carina la descrizione
che ne fà Camilleri e poi è sempre interessante sapere cosa fanno
coloro che in qualche modo sono legati a Torricella ( anche in vista
del Torricellano nel mondo).
E' interessante quello che tu proponi circa un collegamento con la
scuola d'arte drammatica "Silvio D'Amico". Se ne può parlare con il
Sindaco in vista degli appuntamenti per la prossima estate. Domenica
scorsa sono stato a Torricella e parlando con Tiziano Teti si
parlava appunto di fare qualcosa su Silvio D'Amico e su un altro
personaggio illustre come Bellini . Su Fante già è importante quello
che si sta facendo ma su Bellini si potrebbe fare un bel concerto di
musica lirica con brani delle opere di Bellini chiamando una
orchestra sinfonica di buon livello facendoli suonare su un palco
come quelli che facevamo ai tempi del Festival lirico. Su D'Amico
invece andrebbe bene la tua proposta di una recita teatrale degli
alunni della Scuola D'arte Drammatica.
Ricordo che ai tempi degli "Amici di Torricella" , nel 1993 , non
vorrei sbagliarmi, durante la presentazione a Roma del festival
delle Giovani voci liriche "Torricella a Vincenzo Bellini" al Teatro
Vittoria, invitammo alcuni giovani attori della Scuola per fare
delle piccole recite ( Qualcosa di più ne sa Gabriella Porreca) e
penso che dovrebbe essere semplice ripristinare il collegamento e
sviluppare la tua idea.
Ciao
Antonio Piccoli









--- In torricellapeligna@yahoogroups.com, "Giulia Biosa"
<giulia_biosa@...> ha scritto:
>
> Ciao a tutti,
> per molti di voi probabilmente è ancora difficile darmi un volto
> poiché quest'estate non ho potuto partecipare a molti incontri e
non
> sono riuscita a conoscervi bene come avrei voluto…ma sono sicura
che
> le occasioni non mancheranno perché più passa il tempo e più vedo
> che quello che ci accomuna, la passione verso Torricella e chi la
> ama, cresce sempre più, così come la voglia di conoscere e di
fare,
> tutti insieme e in armonia.
>
> Pochi giorni fa, pensando a Silvio D'Amico (nato a Roma ma figlio
di
> un torricellano) mi è venuto in mente che, vista la particolare
> attenzione che Torricella presta al mondo della letteratura e del
> teatro, si potrebbe contattare l'Accademia Nazionale di Arte
> Drammatica che egli ha fondato a Roma nel 1936 (
> http://www.silviodamico.it/ )per invitare gli allievi a
> rappresentare uno spettacolo in suo onore. Mi sono poi chiesta se
> anche Silvio ha risentito nella sua esistenza del suo essere
figlio
> di emigranti e se in qualche modo ne ha lasciato traccia nelle sue
> opere. Ho cercato su internet, non ho trovato nulla che
rispondesse
> alla mia domanda ma ho scoperto che da Silvio D'Amico discende una
> famiglia di artisti fra i quali cito suo nipote, Masolino D'Amico
> (scrittore, critico letterario, sceneggiatore). Mi soffermo su di
> lui perché sono rimasta profondamente colpita dalla presentazione
di
> un suo libro ("Altro giro, persone speciali 2") scritta da Andrea
> Camilleri (l'inventore del Commissario Montalbano, per intenderci)
e
> che riporto qui di seguito:
>
>
*********************************************************************
> Presentazione di Andrea Camilleri
> Circolo Canottieri Roma, 14 marzo 2006
>
> Faccio una piccola premessa affettuosamente invidiosa. Nascere in
> una famiglia come quella di Masolino d'Amico dove egli può
> dire "nonno Emilio" e intendere Emilio Cecchi, dire "nonno Silvio"
e
> intendere Silvio d'Amico, dire "Papà Lele" e intendere Fedele
> d'Amico, dire "mamma Suso" e intendere Suso Cecchi d'Amico,
> significa avere una tale e tanta possibilità d'incontri, una tale
e
> tanta ricchezza di conoscenze che puoi camparci di rendita per
tutta
> la vita. Va da sé che con rendita non intendo i soldi, quello è un
> altro discorso. E badate che non gli ho fatto dire "zio Sandro",
> perché attraverso zio Sandro si potrebbe scatenare il diluvio
> Pirandello che è meglio evitare. Fine della premessa.
> Conoscevo, fino a tre anni fa, Masolino d'Amico come colto e acuto
> anglista (vena che gli deriva credo da nonno Emilio), biografo e
> anche critico teatrale. Nel 2003 lo conobbi come scrittore in
> proprio attraverso un libro edito da Aragno che
> s'intitolava "Persone speciali". Io non sapevo nemmeno di quella
> pubblicazione, il libro lo comprò una delle mie figlie e me ne
parlò
> con gioia. Non saprei trovare altra parola. Mi incuriosii, perché
è
> rarissimo sentir parlare con gioia di un libro. Appena l'ebbi in
> mano, mi resi conto che Masolino aveva messo a frutto il capitale.
> Si trattava di un volume che conteneva 25 ritratti di persone
> appunto speciali, non tutte italiane, naturalmente, ma tutte
> conosciute di persona, salvo una, la Duse. Sono letterati,
> scrittori, attori, registi, musicisti, critici, scenografi,
> sceneggiatori. Come era spiegato nell'introduzione erano scritti
che
> non dovevano superare le 170 righe, quante ne poteva contenere un
> paginone del quotidiano sul quale erano apparsi, cioè "La Stampa".
> Sempre nell'introduzione, per spiegare in qualche modo il taglio
dei
> ritratti, Masolino scriveva che lui, al contrario di Alexander
Pope,
> il quale sosteneva che per capire una persona bastava isolare la
> pulsione segreta che governava le sue azioni, si era limitato a
> coglierne la faccia che la persona mostrava al mondo, la maschera.
> Vedete che Pirandello avrebbe finito coll'entrarci di riffe o di
> raffe? E queste maschere Masolino era riuscito a condensarle in
una
> sola parola: Visconti, l'autorevolezza; Zavattini, la fantasia;
> Rossellini, il fascino; Lancaster, l'intelligenza e via di questo
> passo. Azzeccandoci sempre, in quest'arte difficile di condensare
> all'estremo. Ma che c'entra la gioia della lettura? Beh, forse per
> la rara eleganza della scrittura, per la sua calviniana
leggerezza,
> per la fulminea capacità di cogliere certi aspetti dei personaggi
> con affabile ironia, e anche e forse soprattutto perché lo scopo
> sottinteso di quei ritratti era di non costringerci a un giudizio,
> ma semmai obbligarci a capire, ma senza darcelo a vedere, per
carità!
> Ora Masolino ha dato alle stampe con lo stesso editore un secondo
> volume di ritratti intitolato "Altro giro". Qui egli scrive di
altre
> 24 persone speciali, da attori come Audrey Hepburn e Robert
Mitchum
> a scrittori come Vasco Pratolini e Giorgio Bassani, a critici come
> Silvio d'Amico e Cesare Garboli, a registi come Blasetti e De Sica.
> Ho detto che si tratta di ritratti, ma non credo sia giusto
> definirli così. Per fare il ritratto di una persona speciale, non
ci
> sono che due strade, a mio avviso. Quello, per fare un esempio
> chiarificatore, invasivo di Lillian Ross la quale per fare il
> ritratto di Hemingway si piazza nella sua casa, lo tampina minuto
> per minuto, non ricordo più se lo risparmia quando va al bagno,
> pretenderebbe persino di condividerne i sogni notturni. Ne viene
> fuori una sorta di monumento equestre. All'opposto c'è il sistema
di
> Montanelli. Forse perché anche lui costretto a tenersi dentro le
170
> righe di un paginone di giornale, l'obbligata brevità del ritratto
> costringe l'autore a cogliere il suo personaggio in un momento a
un
> tempo usuale e particolare.
> Il generale Mannerheim, l'eroe della guerra russo-finlandese,
colto
> nel momento nel quale siede sulla poltrona di un barbiere e le due
> righe che descrivono come ci sta seduto, sono rimaste impresse
nella
> mia memoria più delle decine di pagine della Ross.
> Il sistema di Masolino d'Amico mi pare diverso da quello di un
> ritrattista come Montanelli. Cercherò di spiegarlo. L'occhio di
> Montanelli è come l'obbiettivo di una macchina fotografica che
deve
> isolare il primissimo piano del personaggio in movimento pur
facendo
> entrare nello sfondo di quel primissimo piano accenni di elementi
di
> contorno che meglio lo definiscono. L'obbiettivo di Masolino
d'Amico
> porta il personaggio in primo piano, ma include perfettamente
messi
> a fuoco anche tutti gli altri elementi che servono a definire
> l'ambiente nel quale il personaggio si muove. Vi invito, a questo
> proposito, ad andarvi a leggere il ritratto di Sergio Leone.
Certo,
> la figura del regista c'è tutta, eccome, ma c'è anche la storia
> della nascita degli spaghetti western.
> Ho voluto fare un esperimento. Siccome una piccola parte di queste
> persone speciali m'è capitato di conoscerle, sono andato a
leggermi
> i ritratti di quelle che non conoscevo. Ho cominciato con Burgess
e
> alla fine mi sono reso conto di averlo perfettamente conosciuto,
> come gli altri, non c'era differenza. Mi sono persino persuaso,
> grazie a quello che ha scritto Masolino, d'averlo incontrato
qualche
> volta nei corridoi della Rai con Pier Emilio Gennarini. E non è
> vero. Quindi, scusate se è poco.
> Per concludere, qualche fatto personale. Masolino, nel ritratto
> di "nonno Silvio", scrive dell'impressionante funerale che Paolo
> Grassi organizzò per Silvio d'Amico. Andai a prendere con Orazio
> Costa Grassi che veniva da Milano alla stazione Termini. Appena mi
> vide, mi disse: "Camilleri, si metta a disposizione". Io avevo
altri
> impegni, ma non seppi dirgli di no.
> Andammo in Accademia. Lì incrociammo il marito di Rossella
Falk. "Si
> metta a disposizione"- gli intimò Grassi. Ci trovammo seduti fuori
> della stanza del presidente, vale a dire di d'Amico, in attesa
> d'ordini. Che arrivarono dopo un'oretta. Con la macchina del
marito
> di Rossella girammo per Roma fino alle tre di notte, distribuendo
> comunicati stampa, e perciò svegliando ministri, onorevoli,
> cardinali, direttori di giornali, critici teatrali e no. Quando
> tornammo in Accademia, appresi da un usciere che Grassi aveva
fatto
> centinaia di telefonate. Ci presentammo a rapporto.
> "Lei vada pure"-disse Grassi al marito di Rossella. E a me: "Lei
> invece resti". Attesi fuori, seduto sopra la solita sedia, lui
> intanto telefonava. Per fortuna avevo fatto rifornimento di
> sigarette. A un certo momento mi chiamò. "Mi scriva il resoconto
del
> funerale. Mezza cartella basterà". Lo guardai intordonuto. "Ma il
> funerale ancora non"… "Lo so benissimo. Si tenga sulle generali.
> Scriva una cosa tipo "il lungo corteo si è snodato ecc". Dopo
> basterà che ci metta i nomi di chi c'era". Mentre mi diceva
> quest'ultima frase si commosse di colpo, gli occhi gli diventarono
> umidi.
> I nomi di chi c'era, dovette metterli lui. Perché io, dopo avergli
> consegnato l'articolo, crollai e non ce la feci ad andare al
> funerale. Ma su d'Amico è bene che mi fermi qui, altrimenti
facciamo
> mattina. Vorrei aggiungere una precisazione su Gastone Bosio,
> fotografo malgré lui e Pasquale De Antonis che della fotografia
> aveva la vocazione. Bosio fotografava gli spettacoli per quello
che
> erano, De Antonis per quello che avrebbero voluto essere. Se uno
> andava a vedere uno spettacolo essendo già a conoscenza delle foto
> che ne aveva fatto Gastone, non ne restava deluso. Viceversa, se
> vedevi certe foto di Pasquale e poi andavi a teatro, rischiavi di
> restare delusissimo. Forse è per questo che, quando mi sono
sposato,
> le foto del mio matrimonio le ho fatte fare tanto a Gastone quanto
a
> Pasquale.
> Concludo dicendo grazie a Masolino d'Amico per certe sue qualità
> oggi non più trovabili in natura ma solo in laboratorio quali
> eleganza, finezza, grazia, felicità di scrittura. E domandandogli
di
> non farmi aspettare altri tre anni, considerata la mia tarda età,
> per leggere i personaggi del terzo giro.
>
*********************************************************************
>
> Probabilmente molti di voi erano già a conoscenza di tutto ciò ma
io
> non avevo mai sentito parlare dei discendenti di Silvio D'Amico e
> leggere questo articolo mi ha fatto rimpiangere di averne ignorato
> l'esistenza fino ad ora, ci tenevo quindi a proporvelo.
> Un abbraccio a tutti…
>
> (ho trovato l'articolo alla
> pagina :http://www.vigata.org/bibliografia/altrogiro.shtml)
>





Mer 3 Ott 2007 5:00 pm

anpiccoli
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Inoltra Messaggio #478 di 1976 |
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Ciao a tutti, per molti di voi probabilmente è ancora difficile darmi un volto poiché quest'estate non ho potuto partecipare a molti incontri e non sono...
Giulia Biosa
giulia_biosa
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28 Set 2007
3:52 pm

Ciao Giulia Non ti conosco ma è come se ti conoscessi perchè noi che amiamo Torricella siamo un pò tutti amici. ( comunque potresti mettere la tua foto...
Antonio Piccoli
anpiccoli
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3 Ott 2007
5:00 pm
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