TROMBOEMBOLIE
Le tromboembolie sono molto rare quando il trattamento anticoagulante viene
condotto in modo corretto; ad ogni modo la perdita improvvisa di forza ad un
arto, oppure la improvvisa incapacità di parlare anche per un breve periodo,
oppure la perdita improvvisa della vista da un occhio, sono situazioni
compatibili con una embolia celebrale. Un dolore acuto ad un arto, soprattutto
se l'arto in questione diventa freddo e pallido, può essere un inizio di embolia
arteriosa periferica.
Nel caso invece di "formicolio" o comunque alterata sensibilità nel tatto ad un
arto con possibilità di movimento dello stesso e con forza conservata,
verosimilmente non si deve pensare ad una tromboembolia.
Nei Pazienti anticoagulati per una precedente embolia polmonare o per trombosi
venose agli arti inferiori, un nuovo episodio embolico si può manifestare come
una improvvisa "mancanza di respiro" oppure con un "gonfiore" ad un arto
inferiore.
EMORRAGIE
Anche gli episodi emorragici gravi sono molto rari se la terapia anticoagulante
viene condotta in maniera corretta.
Il Paziente in trattamento con anticoagulanti deve saper riconoscere alcuni tipi
di emorragie quali quella gastrointestinale che si manifesta con feci nere come
i fondi di caffè, oppure quella urinaria che si manifesta con urine rosse.
Le emorragie minori sono facilmente riconoscibili.
CONTROLLO DI LABORATORIO
Il controllo di laboratorio (tempo di protrombina o di Quick) va eseguito circa
una volta al mese se i valori del test si mantengono entro l'intervallo
terapeutico consigliato, mentre esso sarà più frequente in caso di variazioni da
un test all'altro.
Si consiglia di eseguire il controllo presso lo stesso laboratorio allo scopo di
rendere minima la differenza dei risultati dovuti all'impiego di metodiche o
reagenti diversi.
Attualmente si raccomanda di esprimere il livello di anticoagulazione in INR
(International Normalized Ratio) che permette una espressione univoca dei
risultati, indipendentemente dal tipo di reagente usato, grazie all'introduzione
di uno standard di riferimento.
INR tra 2.0 e 3.0 per quelle malattie che comportano un aumentato rischio
trombotico nel distretto venoso.
Naturalmente esistono delle situazioni cliniche per cui questi intervalli
terapeutici devono essere modificati a seconda del giudizio del medico.
DOSAGGIO DEL FARMACO ANTICOAGULANTE
I farmaci anticoagulanti orali usati nel nostro Paese sono la warfarina sodica
(Coumadin) e l'acenocumarolo (Sintrom) che sono disponibili in commercio da 5
mg.(Coumadin) e da 4 mg.(Sintrom).
Purtroppo la diversa sensibilità individuale a queste sostanze richiede dosaggi
variabili: da 1/4 di compressa al giorno, fino a 3 compresse al giorno e oltre.
Poichè questi farmaci agiscono scoagulando il sangue, in caso di tempo di
protrombina eccessivamente prolungato (INR superiore a 5.0) il loro dosaggio
dovrà essere ridotto.
Queste elementari nozioni non devono autorizzare il Paziente all'autocontrollo
della Terapia; infatti sono molteplici le considerazioni da fare per poter
variare la terapia "caso per caso".
AL MEDICO SPETTA ABITUALMENTE QUESTA DECISIONE
In alcuni centri la prescrizione della dose giornaliera del farmaco
anticoagulante viene riportata su una apposita scheda calendario.
Il Paziente viene invitato a barrare la posologia indicata giorno per giorno per
poi riportare la scheda, al controllo successivo, compilata anche nella parte
dove vengono raccolte le informazioni necessarie a variare o mantenere la
posologia del farmaco ed a prendere eventualmente altre decisioni cliniche
specifiche.
Questo aiuta il Paziente a ricordarsi di assumere giornalmente il farmaco alla
dose prescritta evitando così i rischi legati ad una terapia anticoagulante non
adeguata.
NOTE PRATICHE DI COMPORTAMENTO PER IL PAZIENTE
La dose di anticoagulante prescritta va assunta prima del pasto serale o
comunque sempre alla stessa ora e in dose unica. In caso di dimenticanza non va
raddoppiata la dose il giorno successivo.
DAL DENTISTA...
Prima o poi capita a tutti di dover affrontare la poltrona del dentista; anche
per il paziente in trattamento anticoagulante orale non esistono particolari
problemi, purchè vengano osservate alcune semplici precauzioni.
Innanzitutto informate il vostro medico del trattamento anticoagulante che state
facendo e di tutti gli altri farmaci eventualmente presi.
Nella maggior parte delle estrazioni dentarie il grado di anticoagulazione può
essere mantenuto nell'intervallo terapeutico usuale senza rischi eccessivi di
emorragia: spetta al dentista attuare una adeguata emostasi locale mediante
compressione o una sutura accurata della ferita.
Nei casi a maggior rischio di emorragia sarà utile controllare l'I.N.R. due
giorni prima del programmato intervento e sarà quindi il medico a decidere se, e
di quanto ridurre la dose di farmaco anticoagulante, che verrà riassunto al
dosaggio abituale, il giorno stesso dell'intervento o il giorno successivo.
ATTENZIONE: RICORDARSI DI ESEGUIRE LA PROFILASSI CONTRO L'ENDOCARDITE INFETTIVA
NEI CASI INDICATI E SECONDO LE MODALITA' PRESCRITTE (PARLARNE CON LO SPECIALISTA
O CON IL MEDICO CURANTE).
A TAVOLA...
Non è necessario seguire alcuna regola dietetica per la terapia anticoagulante
anzi, sarebbe ideale mangiare un pò di tutto in modo equilibrato. Le verdure a
foglia larga, i cavoli e la frutta sono ricche di vitamina K (che riduce
l'effetto del farmaco anticoagulante), ma non per questo devono essere abolite
dalla dieta, esse devono infatti far parte della dieta in modo costante così da
mantenere nel giusto equilibrio l'azione anticoagulante del farmaco.
Se un paziente segue una dieta specifica deve segnalarlo al medico.
Le bevande alcoliche dovranno essere assunte sempre con moderazione (un
bicchiere di vino a pasto o meno) dato che influenzano il trattamento
anticoagulante.
COSA FARE IN CASO DI...
FERITE
Le piccole ferite superficiali non rappresentano un grave problema per il
paziente anticoagulato, infatti l'emorragia potrà essere arrestata esercitando
una pressione sulla ferita con una garza pulita o altro per qualche minuto.
Non è consigliabile l'impiego di polveri o pomate emostatiche in quanto, oltre a
non essere di alcun vantaggio, possono ritardare la cicatrizzazione della
ferita; se questa è di dimensioni maggiori e non è sufficiente la semplice
compressione, si consiglia una fasciatura stretta ed il ricorso al medico
curante o al Pronto Soccorso.
SANGUE DALLE GENGIVE (gengivorragia)
E' una evenienza molto frequente, ma quasi mai pericolosa.
Si verifica abitualmente durante la pulizia dei denti, ma può essere scoperta,
al risveglio, come una chiazza di sangue sul cuscino senza cause apparenti.
L'emorragia delle gengive può essere causata da una eccessiva anticoagulazione,
ma più frequentemente essa è dovuta ad una patologia dei denti o ad una
infiammazione delle gengive.
Pertanto sarà utile eseguire un I.N.R. per il controllo della terapia
anticoagulante ed eventualmente consultare il medico odontoiatra per un
controllo della cavità orale.
SANGUE DAL NASO
L'epistassi è abbastanza frequente, ma quasi mai pericolosa.
Le cause principali sono:
a) la rinite acuta (raffreddore)
b) l'ipertensione arteriosa
c) un grado eccessivo di anticoagulazione.
Come prima cosa occorre porsi seduti con il capo leggermente reclinato in avanti
e comprimere la radice del naso (subito al di sotto della piramide ossea) in
modo continuo per 5-10 minuti o più.
Qualora tali manovre non avessero successo, sarà utile ricorrere all'intervento
del medico il quale disporrà un tamponamento nasale.
Inoltre, sarà utile consultare uno specialista O.R.L. per ricercare eventuali
alterazioni della mucosa nasale.
URINE ROSSE (ematuria)
E' forse la più frequente complicanza della terapia anticoagulante e non
costituisce mai un grave problema. Potrebbe esserne causa o un INR troppo
elevato, per cui sarà utile ridurre il dosaggio dell'anticoagulante e consultare
il medico, o una infezione della vescica (cistite), per cui sarà utile eseguire
un esame delle urine con urinocoltura al fine di identificare eventuali batteri
patogeni.
Esistono molte altre cause di ematuria che vanno ricercate dal medico sulla base
della sintomatologia e degli eventuali esami strumentali: nella maggioranza dei
casi si tratta solo di verificare il livello di anticoagulante ed eventualmente
di corregerlo se fuori dal "range".
MACCHIE SCURE SULLA PELLE (ecchimosi)
Compaiono frequentemente in seguito a traumi, anche piccoli, in qualsiasi parte
del corpo, ma possono manifestarsi spontaneamente, senza alcuna causa apparente,
precedute o no da un leggero "pizzicore" sulla zona interessata.
Sarà opportuno controllare il livello di anticoagulante mediante INR e
consultare il medico se necessario.
MESTRUAZIONI ABBONDANTI
Nelle donne in età fertile le mestruazioni possono durare più a lungo o essere
più abbondanti; ciò può essere dovuto al farmaco anticoagulante e va pertanto
consultato un medico specialista sull'opportunità o meno di ridurre l'assunzione
del farmaco nel periodo mestruale.
INIEZIONI INTRAMUSCOLARI
L'iniezione intramuscolare provoca un trauma che per quanto di piccole
dimensioni, espone a rischio di ematomi nella zona interessata (soprattutto ai
glutei). Pertanto, raccomandiamo di limitare la terapia intramuscolare ai casi
strettamente necessari, e di applicare una borsa di ghiaccio sul punto
dell'iniezione 5 minuti prima e 5 minuti dopo l'iniezione stessa.
ALCUNE INFORMAZIONI SU...
CONTRACCETTIVI ORALI (pillola)
L'uso di farmaci che provocano la soppressione ormonale dell'ovulazione, a scopo
anticoncezionale o terapeutico, espone la donna ad un maggiore rischio di
malattie cardiovascolari, in particolare quelle tromboemboliche: il
contraccettivo orale rimane controindicato nelle pazienti che eseguono un
trattamento anticoagulante.
La prevenzione del concepimento nelle pazienti in profilassi anticoagulante
orale dovrà indirizzarsi verso l'uso di metodi meccanici e/o di barriera, per
una eventuale programmazione di gravidanza, dovrà essere consultato
preventivamente un cardiologo.
DOLORE E FARMACI ANTIDOLORIFICI
Il dolore osteoarticolare è il sintomo più frequente di una grande varietà di
malattie che interessano lo scheletro e le sue articolazioni. Per questo motivo
è sempre utile rivolgersi ad un medico in caso di comparsa di questo sintomo per
non rischiare di attribuire qualsiasi "dolore osseo" ad artrosi.
D'altra parte è pur vero che in ogni famiglia esiste una confezione di un
farmaco antinfiammatorio di primo impiego in caso di comparsa di "dolore
osteoarticolare" ed è pertanto necessario che il paziente in terapia
anticoagulante sappia che può essere pericoloso qualsiasi farmaco che contenga
"Aspirina" (ac. acetilsalicilico) e molti altri antinfiammatori.
Se la sintomatologia dolorosa non è sopportabile si può ricorrere a terapie
fisiche idonee (es. ginnastica) oppure si possono assumere, previo consiglio del
medico, antidolorifici o antinfiammatori che hanno dimostrato di non interferire
significativamente con la terapia anticoagulante. Farmaci antidolorifici (a base
di paracetamolo) possono essere usati in caso di comune "mal di testa" e quando
il paziente soffra periodicamente di cefalea o emicrania già diagnosticate da un
neurologo.
In caso di "mal di testa" insolito, soprattutto se il paziente non ha mai avuto
questo sintomo, è bene avvisare tempestivamente un medico.
VACCINAZIONI
I pazienti in trattamento con anticoagulanti orali possono eseguire regolarmente
la vaccinazione antinfluenzale nei periodi previsti dal Ministero della Sanità
poichè il vaccino antinfluenzale non ha dimostratodi interferire
significativamente con l'attività anticoagulante dei dicumarolici. Si ricorda
che dovendo somministrare il vaccino per via intramuscolare, è prudente
un'applicazione di ghiaccio qualche minuto prima sul punto dell'iniezione.
Altri tipi di vaccinazione, come ad esempio quella antitetanica, possono essere
eseguite sempre sotto controllo medico.
VACANZE
In vacanza dovranno essere rispettate alcune norme fondamentali:
1. Prima di partire fare un controllo del proprio stato di salute e controllare
il tempo di protrombina.
2. Assicurarsi che la scorta di compresse anticoagulanti sia sufficiente per
tutta la durata delle vacanze.
3. Portare con sé del materiale di pronto soccorso per piccole ferite, punture
di insetti, scottature, ecc.(chiedere consiglio al medico).
4. Controllare la validità della vaccinazione antitetanica.
5. Scegliere possibilmente una località dove sia reperibile facilmente un medico
o vi sia un posto di Pronto Soccorso.
6. Portare con sé i documenti sanitari essenziali perchè sia facilmente
riconoscibile lo stato di Paziente in trattamento anticoagulante.
7. Sono consentiti viaggi con aerei a cabina pressurizzata.
IN MONTAGNA
1. Evitare altitudini oltre i 1000 - 1500 metri (per i Pazienti anticoagulati e
cardiopatici).
2. Evitare gli sport pericolosi: sci da discesa, alpinismo, deltaplano, ecc.
AL MARE
1. Evitare la pesca subacquea e le immersioni in genere.
2. Non sostare a troppo a lungo al sole ed evitare le ore più calde in spiaggia.
3. Evitare il clima eccessivamente caldo umido per un lungo periodo; ciò
potrebbe aumentare l'attività degli anticoagulanti.