Ciao Arsella.
Sono Paola, ho 30 anni e
un’alterazione eterozigote del fattore V Leiden, scoperta dopo indagini
effettuate per via di una TVP avuta a settembre del 2005 e sono in cura con il
coumadin che mi si prospetta a vita, dopo aver passato un mese con iniezioni di
eparina.
Diciamo che più che preoccuparmi per
possibili rischi dell’alterazione congenita (TVP, flebiti e
tromboflebiti, embolie, ischemie) quello che mi preoccupa è appunto come
affrontare una gravidanza. L’ematologo che mi segue dice quando avrò
questa intenzione, lo dovrò informare con 3 mesi di anticipo, perché dovrò
interrompere il coumadin, altamente dannoso se assunto in gravidanza (occorre
in tal caso sottoporsi ad un aborto obbligatorio per legge, per gli effetti
drammatici sul feto, come mutilazioni di parti del corpo), passare ad eparina
che sarà iniettata, in sostituzione del coumadin, per tutto il periodo
necessario (3 mesi prima dell’inizio dei tentativi di concepimento, mesi
che occorrono per rimanere incinta, gravidanza e allattamento). Considera che
io parto svantaggiata anche per il fatto di avere una sindrome da policistosi
ovarica!!!!
Dalla tua mail non capisco se segui
terapia con coumadin oppure no. In tal caso le cose sono diverse. Infatti, chi
è portatore del fattore V Leiden è semplicemente un soggetto a maggior rischio
trombotico, ma può vivere un’intera vita senza avere alcun avvisaglia di
ciò. Se non ci sono mai stati episodi classici del caso, come TVP, embolie,
ischemie o infarti, il portatore di questa alterazione non è tenuto a seguire
nessuna terapia farmacologia. E così come è predisposto a questi problemi, è
anche maggiormente esposto al rischio di una aborto spontaneo. Del resto, come
ti ha scritto anche Sharon (che ha risposto ad una mia mail nella quale
anch’io chiedevo informazioni a chi aveva già avuto esperienza di gravidanza)
lei, non sapendo di avere questo problema, non ha avuto minacce d’aborto,
ma solo problemi legati a questa alterazione. Se non prendi coumadin, dunque,
ma sai di avere questa alterazione e non hai mai avuto episodi tipici del FVL,
credo che la terapia più giusta sia aspirinetta durante i mesi di gravidanza,
che fluidifica il sangue e quindi abbassa il rischio di trombosi. Parlane con
il tuo ginecologo, naturalmente, ma fatti consigliare anche da un buon
ematologo che sicuramente saprà meglio come vanno affrontati questi casi!!!
Forza e coraggio…
Aspetto la bella notizia!!!!!!!
Paola
Da:
Inviato: giovedì 4 gennaio 2007
15.15
A:
Oggetto: [trombofilia]
Ciao a tutti,
sono arsella, ho 32... quasi 33 anni sono toscana, vivo a Roma e da
circa 7 anni ho "scoperto" di essere portatitri eterozigota del
fattore
V di leiden: sono sposata da poco e vorrei in un prossimo futuro
diventare mamma (quante pretese é?) e ho una paura matta delle
conseguenze che una ipotetica gravidanza possano avere su me o il mio
feto ( voi mi insegnate che noi "fortunate" abbiamo 1 probabilità su
3
che la gravidanza non giunga a termine)
Se qualcuno ha voglia di riportarmi la propria esperienza in materia
di "gravidanza a rischio" sarò lieta e grata di starla ad asoltre.
Un saluto e a presto ... spero!
Arse
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