ciao,
leggo tra le righe unb riferimento a me, infatti ho scritto all'irifor per
chiedere spiegazioni riguardo al problema del diploma di scuola media
superiore per accedere al corso per la firma digitale e poi ho dichiarato
che non so se parteciperò. L'estensore del messaggio che lascio qui sotto
si meraviglia e probabilmente ritiene inutile sbattersi per ottenere
qualcosa della quale poi non si usufruirà. Caro estensore, se tutti la
pensassero come te il mondo sarebbe popolato di egoisti. Ora non voglio
encomi per il mio altruismo, non voglio né apprezzamenti né ringraziamenti,
ma vorrei almeno che non vi si trovasse da ridire. Pensavo di poter
concludere qui il mio messaggio, ma rileggendo il messaggio qui sotto mi
corre l'obbligo di aggiungere qualche cosa tra le righe, quindi riprendo
una parte del messaggio di Marco. Dunque Marco dice a un certo punto del
suo messaggio:
>Chiedo solo che siano resi più morbidi i toni, senza elargire troppo
>gratuitamente sentenze che hanno poco a che fare con l’impegno di chi,
>nonostante la nostra professionalità, sostenuta o meno da titoli, comunque
>si sta battendo per permetterci una reale partecipazione sociale,
>altrimenti
>detta anche “integrazione”, magari anche con qualche svista.
Fausto:
Nel messaggio che ho mandato all'irifor ho chiesto spiegazioni riguardo
alla necessità del diploma di scuola media superiore e ho detto che a mio
parere questa è una scelta discriminante, non mi sembra di aver usato né
toni offensivi né polemici.
Marco soggiunge:
>Trovo sciocco, quantomeno inutile, polemizzare solo per ottenere un
>riconoscimento, qualè quello di poter partecipare e poi però scrivere
>pubblicamente di non esserne interessati.
Fausto:
A parte il fatto che io ho detto che non so se parteciperò, quindi non ho
escluso di parteciparvi dovresti spiegarmi perché secondo te è sciocco
quello che io e altri come me hanno fatto a prescindere dal fatto che poi
partecipino o meno.
Ancora Marco:
>Personalmente non mi batto e sbatto per l’accessibilità dei libri di testo,
>scolastici o meno, per poi, una volta ottenuto il successo poter dire:
>“Sì,
>va be! Però mi sa che comunque non li utilizzerò”
Fausto:
Se tu avessi ragione significherebbe che nessuno dovrebbe battersi per
l'accessibilità dei libri di testo senza rischiare di passare da sciocco, a
meno ché non fosse studente o insegnante, e ti sembra meno sciocco il tuo
ragionamento?
Marco:
>Ottenere ciò per cui si lotta, credo, sia il segno evidente di un
>riconoscimento che ci chiama a essere diretti testimoni delle
>responsabilità e della capacità di deliberazione, disattendere ciò, per me,
>ha un duplice significato:
>
>o si era alla ricerca di una –vana gloria- o non si è compreso sino in
>fondo
>ciò per cui ci si è battuti, assumendo così il ruolo inutile, personalmente
>penso, di vincitori senza terra, futuri morti di una guerra senza nemici,
>perchè combattuta più per un risentimento personale contro fantasmi e non
>per il vero “senso” di giustizia, che richiede la partecipazione di tutti
>attraverso il dialogo, non lo scontro polemico e astioso che conduce verso
>un successo sterile e improduttivo, inutile alla costruzione di qualsiasi
>diritto.
Fausto:
Questa è davvero esilarante. Ma l'hai scritta tu? Sono parole tue?
Complimenti davvero, potrebbe essere l'inizio di un romanzo. Ma
analiziamola con calma: Vanagloria? Vincitori senza terra? Futuri morti di
una guerra senza nemici? Quasi quasi mi sento importante davvero, parole
così altisonanti non le ha usate neppure mia moglie quando ha chiesto la
mia mano ai miei genitori! E poi perchè combattuta più per un risentimento
personale contro fantasmi e non
>per il vero “senso” di giustizia. Forse hai ragione, ma allora sei tu che dici
che quelli dell'irifor sono fantasmi, non certo io, infatti io ho scritto loro e
da loro ho ricevuto una risposta. E quanto al risentimento credi che io abbia
tempo per provare risentimenti verso qualcuno che neppure conosco? Ho rilevato
un'incongruenza, una discriminazione e ho fatto quello che credevo giusto dover
fare, semplicemente, quelli dell'irifor mi hanno risposto in maniera pacata ed
educata, non hanno ravvisato nel mio scritto niente di offensivo, di
vanaglorioso, nessuna vittoria di nessun futuro morto, tanto che sollecitati dal
mio intervento hanno ritenuto di porre rimedio all'incongruenza ringraziandomi
pure per averla fatta notare. Pensi che questo mi abbia fatto sentire
importante? Pensi che la mia sete di celebrità si sia spenta? Nient'affatto, non
si è spenta, perché non si era mai accesa.
Fausto Toffano
PS: Naturalmente se non ti riferivi a me fai finta che questo messaggio non
sia mai stato scritto.
>Amici, generalmente non intervengo proprio perchè ritengo la libertà
>d’espressione, non solo il diritto sacrosanto, per altro sancito dalla
>stessa Carta Costituzionale italiana, ma perchè è, anche dalla libertà
>d’errare, che ci è data l’opportunità di imparare.
>
>Dunque legittime sia le e-mail all’IRIFOR che i risultati che ne sono
>scaturiti, chiaramente grazie a coloro che –per propria iniziativa- hanno
>ritenuto di dover difendere un diritto, ovvero quello di poter accedere
>all’istruzione, diritto anche questo sancito proprio dalla Carta
>Costituzionale.
>
>
>
>
>
>Cordialmente, Marco Condidorio.