(www.chiesadomestica.net - 8.2.2007) - BXVI: "La cultura dominante in Italia e nell’Occidente vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita, un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo ma più in generale con le tradizioni religiose e morali dell’umanità.
L’etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell’utilitarismo, con l’esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso."
Una cultura incapace di “rispondere alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della nostra vita”, “contrassegnata da una profonda carenza, ma anche da un grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza."
"In stretto rapporto con tutto questo, ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale."