24-10-2004
Caserta24ore
Paolo Boruni, per i non vedenti un esempio da imitare
CAPUA. Prendiamo ad esempio, la giornata tipica della maggior parte delle
persone, con i suoi ritmi frenetici, il lavoro, i rapporti sociali, la
quotidianità
che quasi automaticamente si svolge, come per abitudine dove meccanicamente il
tutto si sussegue. Fermiamoci un momento a pensare come la stessa giornata
viene vissuta da un non vedente nell'attuale società che ci circonda. Forse, i
ritmi frenetici, impediscono anche lo stesso porsi tale domanda. Immaginiamo,
anche solo per un arco di tempo ridotto, a bendarci gli occhi e provare a vivere
la quotidianità. Tutto cambia. Come muoversi, come procedere, quali punti
di riferimento trovare, come sopravvivere nella giungla della quotidianità, come
superatre le barriere architettoniche e quelle purtroppo mentali di una
società che naviga gran parte del suo tempo nell'indifferenza. Il discorso
potrebbe apparire assurdo per chi non vive tale condizione, ed è anche difficile
che si ci metta alla prova. Per facilitare il tutto, per modo di dire, la cosa
più semplice è trascorre una giornata in compagnia di una persona non vedente.
Bastano anche pochi attimi per far nascere una domanda. Ma come fa? Grande prova
di coraggio, di spirito d'intraprendenza e di forza d'animo è quello che
appare a prima vista e la cosa che lascia ancor più stupiti è il fatto che sono
proprio loro che trasmettono fiducia, voglia di vivere, procedere senza
indugio e, inoltre, sempre disponibili a tendere una mano nei momenti di
sconforto. Procediamo con la giornata tipica. Al mattino scende di casa per
recarsi
al lavoro. Solitamente ci si sposta o con l'auto o con i mezzi pubblici. Un non
vedente alla fermata di un autobus, come fa a sapere che è in arrivo il
suo mezzo che lo condurrà al lavoro? Mancano i segnalatori acustici. Scendi dal
mezzo, tenti di attraversare sollevando il bastone bianco e quasi nessuno
tenta di fermarsi, perché non conosce il significato del bastone bianco, ossia
quello che avverte della presenza di un non vedente che per questi stessi
è uno dei migliori ausili che occorre per orientarsi e procedere autonomamente
nel proprio cammino. Superato l'attraversamento, si giunge pure ad un semaforo,
ma mancano ancora i segnalatori acustici che consentono di distinguere il verde,
il giallo ed il rosso. A fatica si può giungere al posto di lavoro, e
prima, solitamente, vi è l'occasione di una tappa al bar per la colazione.
Inevitabile l'imbarazzo innanzi alla cassa al momento del pagamento, per le
monete il problema non sussiste, ma per le banconote si. Non esiste nessun
segnale in rilievo che possa consentire la corretta distinzione della banconota.
T'incammini per raggiungere il posto di lavoro, e di solito non ci sono grosse
difficoltà per percorrere le scale. E per raggiungere un piano più alto
c'è anche l'ascensore. Non tutti gli ascensori presentano la scrittura in
Braille, all'esterno e all'interno, per consentire al tatto di riconoscere il
piano di destinazione. Giunti finalmente sul posto di lavoro, inizia il tran
tran quotidiano, le barriere mentali, le più difficili da abbattere in quanto
i classici preconcetti sono duri a morire. E le domande che colleghi si fanno
sono sempre le stesse. Ma come fa ad adempiere ai suoi compiti? Non vede!
Finita la giornata lavorativa, c'è poi il ritorno a casa, con le stesse
avventure dell'andata. Qualcuno potrebbe pensare che per un non vedente, il
ritorno
a casa sia la conclusione della giornata, e il rimanente tempo serve per pensare
a quella successiva. Si sbaglia di grosso! Tra passioni, hobby, famiglia
e quant'altro, la loro vita è intensissima, ed è resa ancor più stressante dalla
carenza di strutture idonee, accorgimenti che per legge sono previsti
ma che sono solo sulla carta, poiché la concretezza è fatta di ben poche cose
tangibili. Per il momento, sorvoliamo su cosa dovrebbe essere attuato sul
territorio per i diversamente abili in generale, al fine di consentir loro una
diversa esperienza nella società per una migliore qualità della vita.
Soffermiamo,
però, sul pomeriggio tipico di un attivo non vedente. Oltre a frequentare la
palestra per mantenersi in forma, dove anche qui le difficoltà sono notevoli
in quanto l'imbarazzo degli istruttori, solitamente non preparati per questa
realtà, è tale che non sanno poi come gestire la diversità del cliente. Essendo,
comunque, attività sportive che vertono principalmente sull'aggregazione e sul
contatto fisico, come ad esempio il karate, lo judo, il calcio e quant'altro,
i tabù iniziali vanno a svanire molto rapidamente. Altra attività molto
praticata dai non vedenti è la musica, compagna di vita di tutti, colonna sonora
di attimi intensi che trasmettono emozioni che rimangono indelebili nella mente
e nell'anima. Dal canto alla composizione ed esecuzione della musica, tra
i più noti non vedenti abbiamo Bocelli, Baldi, Minetti, Steve Wander e tanti
altri, esempi di vita da seguire , anche nel piccolo, semmai non sotto i
riflettori,
poichè tanti altri non vedenti non sono alla stessa stregua. Però, possiamo
anche parlare di non vedenti di una realtà locale che, allo stesso tempo,
diventa
nazionale, giungendo a Capua, e incontrando Paolo Boruni. Nella vita, fisiatra,
dipendente a tempo indeterminato presso l'ospedale civile di Caserta, reparto
di medicina riabilitativa, nonché presidente dell'Associazione Culturale
Sportiva Disabili di Capua, diplomato in pianoforte al Conservatorio "Pietro
Maiella"
di Napoli, presso il quale si è più volte esibito con noti personaggio artistici
di rilievo nazionale. Inoltre, speeacker radiofonico del programma "pb
show" presso "New radio network" di Maddaloni , seguito da una miriade di
utenti, in modo particolare da tanti giovani che utilizzano oggi il termine,
inventato da Paolo, "beis", che sta a significare "grazie mille". Inoltre,
giocatore di calcio, nel ruolo di attaccante della squadra ACSD Capua, con 53
presenze nella Nazionale di calcio per non vedenti con 47 reti. Miglior
giocatore a livello nazionale nel 1997 e nel 2002. Produttore discografico, ed
organizzatore di grandi eventi, non ultimo il concerto di Max Pezzali del 26
luglio scorso, sempre a Capua. La sua, così come per altri non vedenti, è
una vita frenetica, vissuta in pieno, dove non mancano i momenti di svago con
gli amici e ovviamente, le diverse e oscure difficoltà da superare, soprattutto
quelle legate all'indifferenza e quelle precedentemente elencate.
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libertà è partecipazione (Gaber)
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