Non condivido le critiche fatte alla metrotranvia, la reputo un'opera
necessaria, come reputo necessario il passante nord e un serio
intervento anche a livello nazionale per il trasporto ferroviario
metropolitano, suburbano e regionale.
Questi interventi sono necessari in un ottica di sistema, non esiste
che una è migliore dell'altra.
E' comunque scandaloso che progetti finanziati o che hanno accordi
ormai decennali non siano mai decollati (vedi SFM/SFR)
> From: "Renzo Venturoli" <renzo.venturoli@l...>
> To: <utentifer@yahoogroups.com>
> Sent: Thursday, June 09, 2005 9:25 PM
> Subject: [utentifer] CONDIVIDIAMO?
>
>
> Salve a tutti
> sono stato contattato dai promotori della lettera aperta
> che segue per una eventuale adesione cel Comitato utentiFER.
> La lettera, come potete leggere, è rivolta agli enti che
> sovraintendono la gestione del territorio dell'area
> metropolitana ed è un esplicito invito a ricalibrare le
> politiche trasportistiche in progetto per ricalibrare
> maggiormente sul trasporto collettivo.
> PER CIRCOLARE MEGLIO CON LA PROPRIA AUTO (quando il suo
> utilizzo è inderogabile) BISOGNA INVESTIRE SUL TRASPORTO
> COLLETTIVO!!!
> Ci propongono anche di partecipare ad un convegno che
> stanno organizzando su questi temi ...
> In entrambi i casi potrei sottoscrivere e partecipare a
> titolo personale, ma se la cosa è condivisa possiamo
> farlo come comitato.
> ATTENDO COMMENTI IN PROPOSITO ...
> Renzo Venturoli
>
>
> Lettera aperta
> a Comune, Provincia e Regione e ai cittadini di Bologna
> Quale sistema per i trasporti collettivi: una scelta collettiva
>
> La recente decisione del Governo nazionale di non trasferire al
> progetto di tram/metrò modificato dalla Giunta Cofferati il
> finanziamento della prima linea ottenuto dalla precedente Giunta
> Guazzaloca appare frutto di una strumentalizzazione politica, in
> contrasto con la correttezza istituzionale che dovrebbe caratterizzare
> i rapporti tra i diversi livelli dello Stato, e pertanto inaccettabile.
>
> A questo punto crediamo che occorra prendere atto della situazione:
> siamo in uno stallo, destinato verosimilmente a durare a lungo: il
> Governo nazionale è in crisi. Se resterà in carica ancora per un anno,
> non sarà in grado di assumere decisioni impegnative. Se vi saranno
> elezioni anticipate, un diverso Governo avrà bisogno di tempo per
> avviare nuove politiche nel campo dei trasporti urbani. In entrambi i
> casi, è chiaro che le risorse finanziarie saranno largamente
> insufficienti, come evidenziato recentemente anche dalla Corte dei
> Conti e in generale dalla situazione delle finanze statali. Del resto
> anche la situazione delle finanze comunali di Bologna non consente di
> affrontare una spesa quale quella prevista dal metrò (solo per la
> prima tratta la quota del Comune sarebbe di 138 milioni di euro).
>
> Noi diciamo che non è nell'interesse della città attendere i tempi
> della politica nazionale.
>
> La situazione del traffico, degli inquinamenti e degli incidenti è
> drammatica, e destinata a peggiorare in assenza di politiche efficaci.
> In tutta la Regione e nell'area urbana bolognese i livelli
> dell'inquinamento atmosferico da anni sono ben oltre i parametri
> definiti dalle Direttive UE ai fini della tutela della salute dei
> cittadini; Bologna dal 1 gennaio 2005 è `fuori legge'. Fra pochi anni
> (2010), a fronte dell'ulteriore abbassamento dei limiti indicati
> dall'Unione Europea, la situazione sarà ancora più problematica. Non è
> solo una questione di rispetto delle normative, ma di prevenzione di
> gravi patologie e di contenimento della spesa sanitaria: un recente
> rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia come ogni
> europeo perda in media 9 mesi di vita a causa dei soli PM 10 (e nelle
> aree urbane italiane la situazione è particolarmente grave). Per non
> parlare della sicurezza stradale: durante l'Amministrazione Guazzaloca
> il numero dei morti sulle strade é aumentato anno dopo anno.
>
> Le misure adottate dal Comune (Sirio, RITA, blocchi parziali del
> traffico, pedonalizzazioni) sono certamente condivisibili, ma da sole
> non bastano a risolvere il problema. Occorre offrire ai bolognesi una
> prospettiva chiara, realistica e con tempi ragionevoli, capace di
> creare un largo e consapevole consenso; i cittadini possono essere
> disponibili a sacrifici temporanei purché si offrano forme di mobilità
> alternative e `attraenti'. A fronte della giusta chiusura del centro
> al traffico veicolare, sistemi di mobilità alternativi vanno
> predisposti con urgenza se si vuole evitare il declino e il degrado
> del centro storico.
>
> Nell'immediato, occorre investire tutte le risorse disponibili su
> quattro priorità assolute:
> 1) completare e ammodernare entro il 2009 il Servizio Ferroviario
> Metropolitano, indispensabile per incidere sul traffico quotidiano di
> decine di migliaia di pendolari da e per Bologna. La scelta del SFM è
> stata fatta da Comune e Provincia nel 1994 e inserito nell'accordo con
> le FS per il quadruplicamento delle linee nazionali. E' la scelta
> strategica che costa meno e che più risponde alla domanda di mobilità
> nell'area metropolitana: non c'è paragone con il metrò.
> Comune, Provincia e Regione in questi quattro anni debbono assumere
> questo obbiettivo come priorità nel reperimento e nella destinazione
> delle risorse necessarie per quanto riguarda sia gli investimenti in
> infrastrutture e materiale rotabile che i costi di gestione del
servizio.
> 2) sfruttare la rete ferroviaria di cintura che Bologna ha la grande
> fortuna di avere a disposizione. Questa può essere usata anche per la
> mobilità locale creando collegamenti fra la Fiera e la Regione, i
> nuovi insediamenti universitari e l'aeroporto (la stazione SFM dista
> solo 1 km dall'aeroporto, che potrebbe essere collegato con un `people
> mover' lungo solo 1 km, e quindi con costi contenuti), il tutto con
> una spesa contenuta. Ricordiamo che il Consiglio Comunale lo scorso 8
> novembre ha approvato all'unanimità una mozione che invita la Giunta a
> realizzare un collegamento Stazione-Fiera utilizzando la linea FS di
> cintura (al costo di circa 15 milioni di euro).
> 3) migliorare il servizio del trasporto pubblico urbano esistente
> attraverso interventi quali: la protezione delle corsie riservate in
> città e sulle strade provinciali di penetrazione urbana, l'uso di
> impianti semaforici intelligenti che diano la precedenza ai mezzi
> pubblici, l'integrazione funzionale e tariffaria con il treno, la
> elettrificazione della rete e l'espansione della flotta dei filobus,
> la facilitazione dell'accesso ai mezzi tramite la realizzazione delle
> pensiline di fermata cui i mezzi possano effettivamente accostare (con
> particolare attenzione alle esigenze degli utenti con difficoltà
motorie).
> 4) varare una politica che promuova l'uso della bicicletta come mezzo
> di trasporto urbano e metropolitano, investendo in questo settore
> sostanziali risorse economiche, ma anche professionali.
>
> Queste sono le scelte che riteniamo praticabili e indispensabili nel
> breve periodo per affrontare strutturalmente il problemi del traffico
> e dell'inquinamento, che non potrà mai essere risolto con le sole
> targhe alterne e misure analoghe. Non si tratta di `ripieghi', ma di
> misure efficaci, realizzabili in tempi rapidi con le risorse
> disponibili, e che saranno un domani complementari rispetto a nuovi
> sistemi di trasporto collettivo.
>
> Al contempo, nell'ambito di una strategia della mobilità nel medio
> periodo Bologna deve mirare a dotarsi di un suo sistema di trasporto
> collettivo più efficiente ed efficace di quello odierno, in base alle
> risorse effettivamente disponibili. La nostra proposta è una
> metropolitana leggera di superficie. Occorre un sistema che abbia la
> massima fruibilità e appetibilità per gli utenti e che risulti
> competitivo rispetto ai veicoli individuali. Tale sistema deve formare
> una rete prima di tutto sulle principali direttrici S.Lazzaro-Borgo
> Panigale- Corticella, dove si concentra il 70% della domanda (in
> primis sulle due tratte per Borgo Panigale e Corticella, visto che si
> è scelto di conservare il Civis sulla tratta di S.Lazzaro). Questo
> obbiettivo non può essere raggiunto con un metrò sotterraneo, i cui
> costi sono molto più elevati rispetto ai sistemi di superficie (almeno
> 5 volte superiore, secondo una stima prudenziale). Se si guarda al
> panorama europeo, dove vi è grande esperienza in materia, non vi è
> oggi quasi nessuna città delle dimensioni di Bologna che abbia metrò
> sotterranei o che stia progettando nuovi metrò, mentre tutte puntano
> su tram di superficie moderni, silenziosi, a pianale ribassato per
> facilitarne l'accesso, e ad elevata capienza. 11 città francesi si
> vanno dotando di questi tram (incluse grandi città quali Parigi, Lione
> e Marsiglia). Sistemi analoghi sono in corso di realizzazione anche in
> Italia a Firenze, Palermo e Messina.
>
> La linea di metrò-tram proposta dalla Giunta di Bologna, sotterraneo
> per circa metà del percorso, richiede almeno 550 milioni di euro e 10
> anni di lavori per una sola delle tre direttrici: costi troppo elevati
> rispetto alle risorse realmente disponibili, tempi troppo lunghi
> rispetto all'urgenza dei problemi sul tavolo (le vicende della `talpa'
> che sta scavando il tunnel dell'Alta Velocità, bloccata da mesi a
> S.Ruffillo, o gli incidenti verificatisi nella costruzione del metrò
> di Barcellona, dimostrano come gli imprevisti e i ritardi quando si va
> sotto terra siano all'ordine del giorno).
>
> Chiediamo una discussione ampia e aperta a tutta la città, in cui si
> evidenzino costi e benefici delle diverse opzioni praticabili.
>
> Pertanto chiediamo una breve pausa di riflessione che consenta una
> discussione ampia e aperta a tutta la città, in cui si evidenzino
> costi e benefici, sia di investimento che di gestione, delle opzioni
> disponibili. La decisione dovrebbe essere frutto di una scelta
> consapevole, e non condizionata dalle logiche della Giunta Guazzaloca;
> come ha detto Campos Venuti (Unità Bologna) `Bologna (i soldi che le
> spettano) li spenderà come le pare. Gli elettori ci giudicheranno per
> quello che faremo noi e ci apprezzeranno se staremo alla larga da
> certe trappole tecnico-giuridiche del Ministro Lunardi). Si tratta di
> decisioni strategiche per il futuro della città, che coinvolgono
> importanti aspetti trasportistici ed economici ma anche la `visione'
> del tipo di città in cui vogliamo vivere, e connessa ad altri temi
> difficili quali il degrado del centro storico. Per questi motivi
> crediamo che ad influire sulla decisione non debbano essere solo
> alcuni `interessi forti' che si sono fatti sentire in questi mesi: il
> loro interesse ai lavori pubblici è legittimo, ma non può prevalere
> sull'interesse dell'intera città.
>
> La motivazione secondo cui non vi sarebbe il tempo necessario per un
> ampio coinvolgimento della città nelle scelte, opposto alle richieste
> fatte già in passato di partecipazione su questo tema, non ha più
> fondamento.
>
> Da qui all'estate vi è il tempo per un'ampia discussione pubblica che
> coinvolga effettivamente i cittadini, prospettando costi e benefici
> delle diverse soluzioni praticabili, e che approdi a una scelta
> condivisa di cui poi avviare concretamente la realizzazione.
>
> Bologna, 3 maggio 2005
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