(ER) FER. LA REGIONE PRONTA A VENDERE LE SUE QUOTE AI PRIVATI
PERI:
(DIRE) Bologna, 7 dic. - Separare rotaia e gestione dei convogli.
Creare insomma due societa' diverse per i treni regionali
dell'Emilia-Romagna. La prima, una sorta di Rfi in salsa
emiliano-romagnola, che rimarrebbe interamente in mano publica e
farebbe capo alla Regione. Mentre la seconda, che esiste gia' ed
e' la Fer (Ferrovie Emilia-Romagna) aprirebbe le porte ai
privati. E in particolare alle aziende di trasporto pubblico
locale che gia' operano in Regione. Questa e' la ricetta che la
Regione- viale Aldo Moro attualmente controlla Fer Romagna con
una quota pari a 59,44%, assieme alle Province di Bologna,
Ferrara, Mantova, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini,
ciascuna con una quota pari al 5,07%- vuole mettere in campo per
"irrobustire" i movimenti su ferro. Lo ha spiegato l'assessore
regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, nel corso del convegno
dedicato al trasporto pubblico locale, svoltosi ieri a Bologna.
"Bisogna chiudere una fase storica delle ferrovie- ha detto
Peri- E io sono per fare una Rfi regionale che metta insieme
tutte le infrastrutture che sono della Regione" e che compri
anche i "locomotori". In questo modo, ha spiegato l'assessore,
"potremmo fare investimenti e qualificare al meglio la linea" per
poi offrirla "al meglio ai gestori".(SEGUE)
(DIRE) Bologna, 7 dic. - Gestore che poi dovrebbe essere appunto
la Fer. Che oggi, ha ricordato Peri, fa capo a Regione e
Province, ma un domani potrebbe passare in tutto o in parte ad
altri soggetti: "Questa- ha detto l'assessore regionale ai
Trasporti- e' un'occasione che mette i piedi nel piatto delle
capacita' industriali delle imprese", che devono vederla come
"una scommessa da raccogliere".
Ma l'ipotesi appena lanciata ha gia' suscitato le perplessita'
della Uil. Che per bocca del proprio segretario regionale, Denis
Merloni ha commentato: "Ma se la rete e i convogli sono in mano a
un'unica societa', la competizione con chi la facciamo?". Il
rischio, ha lamentato Merloni, e' che gli imprenditori "la
competizione la facciano sul costo e sui diritti dei lavoratori".
(Cvc/ Dire)
10:56 07-12-06