Ormai non mi stupisco più quando sento e leggo questo tipo di cose.
Adesso Sutti potrà anche scaricare tutta la colpa sulla fer, però in
generale l'Atc di certo non fa meglio. Ovviamente a rimitterci come
al solito sono i pendolari, gli studenti che usano il treno x recarsi
a scuola e tutti i passegeri. Però adesso basta! Mi sono stufato di
questa inefficienza quando si parla di trasporto pubblico e in
particolare di treni. In italia il servizio ferroviario è squallido,
a partire da Trenitalia. E inoltre non mi stupisce nemmeno il fatto
che la nostra regione non finanazi servizi a favore dei cittadini
(l'Emilia Romagna è una delle regione con una pubblica
amministrazione meno efficiente tra quelle del nord) e però spenda
tanti soldi x sportelli a favore degli immigrati, dimenticandosi dei
cittadini che pagano le tasse e a cui non viene offerto un trasporto
pubblico ai limiti della decenza!
--- In utentifer@yahoogroups.com, "Renzo Venturoli"
<renzo.venturoli@...> ha scritto:
>
> Sfogo del presidente Francesco Sutti: soci al 50%, ma ci occupiamo
> solo dell'elettrificazione
> «Quella linea è da quarto mondo
> ma la colpa è di Fer, non di Atc»
>
> «Su quel treno non mi sono seduto: c'erano poltrone libere, ma era
> impossibile»
>
> Jacopo Cecconi - jacopo.cecconi@...
>
> «La lineaCasalecchio-Vignola è da quarto mondo». A dirlo questa
volta
> non è un pendolare arrabbiato, ma il presidente di Atc in persona,
> Francesco Sutti. Dopo le denunce de "Il Bologna" sulla cattiva
> gestione della ferrovia, arriva lo sfogo del capo dell'azienda che,
> insieme alla Fer, gestisce la tratta. E se l'intenzione iniziale è
> solo quella di difendere Atc, Sutti, a sangue caldo, si lascia
andare
> ad uno sfogo anche nei confronti dei soci. «Io stesso, – sbotta –
> presidente di Atc, dico che quella linea non è vivibile. Quando ho
> preso quel treno non mi sono seduto. E non perché non ci fosse
posto,
> ma perché era impossibile sedersi. La situazione, ribadisco, è da
> quarto mondo». L'indice è puntato dunque contro l'azienda delle
> Ferrovie Regionali. «Nel patto per la linea suburbana – dice Sutti –
> noi e la Fer siamo al 50%. L'accordo parasociale, però, prevede che
a
> gestire la ferrovia siano solo loro. Noi ci dobbiamo occupare
> esclusivamente dell'elettrificazione della rete». Fin'ora, però, il
> servizio è arrivato solo a Bazzano e non è quindi utilizzato su
> nessuna tratta. «Colpa della Regione che non ci dà i fondi
> necessari», fanno sapere dall'azienda. «Se nel 2004 ci ha concesso
> 5,6 milioni di euro, nel 2005 sono stati 3,4. Non possiamo fare le
> nozze con i fichi secchi». Quindi, secondo Atc, se le locomotive
> elettriche sono inutilizzate, se le biglietterie automatiche sono
> assenti, se il coordinamento con le corriere è scarso, se la
> frequenza è solo di un treno all'ora quando potrebbe essere
> intensificata almeno nel tratto già elettrificato,la colpa è solo
di
> Fer e della Regione. Sutti si limita a dire che contro la sua
azienda
> sono stata scritte molte bugie, e respinge anche l'accusa di avere
un
> conflitto d'interesse fra il treno e il pullman. «Il servizio su
> ferrovia – dice – gode di una tariffazione uguale a quella su
gomma.
> Non vedo come ci si possa accusare di scoraggiare la gente a
prendere
> il treno anziché il pullman». Forse, facendola sedere - come fa
Fer -
> su poltrone da quarto mondo. Perché chi, come Sutti, prende quel
> treno una volta sola, può anche non sedersi. Ma chi lo usa ogni
> giorno per andare a lavorare, ha già la vita abbastanza complicata
e
> allora una poltrona, per quanto da quarto mondo, è sempre meglio di
> niente. Ma siamo a Bologna non al Cairo.■
>
> I DATI
> L'atto di accusa
> Quanti sprechi L'atto d'accusa dei pendolari, e non solo di loro,
> parla di una lunghissima lista nera di problemi irrisolti:
> biglietterie rubate e mai sostituite, vandali liberi di fare danni,
> nessun controllo a bordo e di un secondo binario, presente ma
> inutilizzabile, con corso al massimo ogni ora,
>
> La realtà
> Locomotive ferme Ma la lunga lista di doglianze e di guai non
finisce
> qui: quattro motrici elettriche acquistate ma inutilizzabili (due
> perché non compatibili con la rete e due perché non "omologate" per
> potere fare servizio su tutto il percorso, ma solo sulla metà,
ovvero
> fino a Bazzano ma non oltre.
>