ricevo e giro, sperando di fare cosa utile, questo articolo di Anna Donati, in
passato responsabile Trasporti del WWF e parlamentare dei Verdi.
Renzo Venturoli - Budrio
Imparare dalla tragedia.
Dopo il grave incidente ferroviario di Viareggio, una riflessione sul futuro
delle ferrovie italiane.
di Anna Donati
Il grave incidente ferroviario di Viareggio con il suo carico di morti e feriti,
a distanza di una settimana da quello tra Bologna e Firenze, indica che il
trasporto merci delle ferrovie ha gravi e seri problemi ed a nulla serve
nasconderli.
Noi ambientalisti vogliamo lo sviluppo del trasporto ferroviario, che
mantenga il suo primato di trasporto sicuro e sostenibile ma per fare questo
servono investimenti, nuovo materiale rotabile, tecnologie, personale formato e
qualificato, sistemi di gestione e controllo finalizzati alla sicurezza.
Certamente dovremo aspettare un accertamento rigoroso delle cause che hanno
prodotto questo grave incidente, ma già le prime motivazioni sul carro a cui ha
ceduto il carrello, affittato da una società viennese che non si sente
responsabile della gestione del mezzo e delle sostanze trasportate, le
responsabilità ancora non chiare dell´azienda per il trasporto GPL o le
motivazioni dell´AD Moretti sul fatto che il carro non era di FS e che i
macchinisti non hanno fatto errori, fanno già intravedere una catena logistica
di responsabilità che evidentemente non ha funzionato e che aveva delle falle
nel sistema di controllo e verifica delle varie fasi.
Un sistema inefficiente che i sindacati avevano già denunciato, evidentemente
sottovalutati. Ci aspettiamo anche che la neonata Agenzia Nazionale per la
sicurezza ferroviaria, batta un colpo e faccia sentire la sua voce indipendente.
In questo triste giorno anche in Governo Berlusconi è costretto ad occuparsi di
ferrovie e trasporto merci, mentre normalmente latita.
Non ha mai discusso ed approvato il Piano di impresa dell´azienda FS, non ha
mai adottato una direttiva sui compiti e la strategia dell´azienda ferroviaria
per il prossimo quinquennio, manca di una politica dei trasporti mentre si
procede solo con aiuti all´autotrasporto, rilancio di nuove autostrade, pezzi
inutili di Alta velocità come la Milano-Genova ed il ponte sullo Stretto.
Dopo aver speso 40 miliardi di euro per l´Alta Velocità e nuove tecnologie di
segnalamento, adesso che potremmo ottenere il miglioramento del trasporto
pendolari e del trasporto merci, mancano le risorse per completare i nodi
metropolitani, per comprare i treni per i pendolari (sei miliardi) o i nuovi
carri merci (1,3 mld) come quantifica il Piano d´Impresa 2007/2011 di FS. Nuovi
servizi ai pendolari e sviluppo del trasporto merci, perché non si vive solo di
alta velocità, dovrebbe essere la missione delle ferrovie italiane nel prossimo
decennio.
Imparare da questa tragedia ed onorare i morti significa anche questo.
1 luglio 2009