per non mollare
Newsletter per l'azione liberale
“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)
Anno X – n. 06 – 15 marzo 2009
"E’ assurdo o meglio inconcludente vagheggiare un modo diverso di fare politica con attori e mosse diverse senza tener conto che per farlo bisogna mutare le regole che hanno creato quegli attori e predisposto quelle mosse"
Norberto Bobbio, Il Futuro della Democrazia
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APPUNTAMENTI
TORINO 16/03/09 h. 17 nella sede del Centro Pannunzio a Palazzo Audisio d’Oltremare in via Maria Vittoria, 35/h. Franco Debenedetti: “Televisione e politica in Italia organizzata” dagli Amici della Fondazione Einaudi di Roma (www.fondazione-einaudi.it) e dall’Associazione Competere.
NAPOLI 16/03/09 h. 17 - 19 presso
PARMA 16/03/09 h. 18-20 Sala Borri, Provincia di Parma, (V.le Martiri Libertà 15) Luigi Villani (Vice Presidente Assemblea Legislativa Emilia-Romagna) “Le Regioni e
NAPOLI 19/03/09 h.17 - 19 presso
TORINO 19/03/09 h. 17 nella sede del Centro Pannunzio a Palazzo Audisio d’Oltremare in via Maria Vittoria, 35/h. Serena Sileoni: “La ribellione al potere illegittimo: un diritto prepolitico” organizzata dagli Amici della Fondazione Einaudi di Roma (www.fondazione-einaudi.it) e dall’Associazione Competere.
CATANZARO 20/03/09 h. 15 – 17 presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, località Germaneto, On. Valerio Zanone “Democrazia e libertà” Informazioni e contatti: Fondazione “Vincenzo Scoppa” - Segreteria Scuola di Liberalismo 2009 - vico 3° Raffaelli 10 - 88100 Catanzaro tel . e fax 0961 741450 / 872194 - www.fondazionescoppa.it - e-mail: scuoladiliberalismo@... Responsabili della segreteria: Antonio Abate (cell. 333.2862714) - Antonella Cimarosa (cell 339.1595539)
CERVINARA (Av) 20/03/09 h. 17 - 19, nella sala riunioni de “Il Caudino”! in piazza Municipio a Cervinara. Alberto Mingardi: “Esiste ancora il liberismo?” Organizzato dagli Amici della Fondazione Einaudi ( www.fondazione-einaudi.it scuoladiliberalismo@... ) in collaborazione con l’associazione culturale
TORINO 23/03/09 h. 17 nella sede del Centro Pannunzio a Palazzo Audisio d’Oltremare in via Maria Vittoria, 35/h. Anna Bono: “Contro il terzomondismo” organizzata dagli Amici della Fondazione Einaudi di Roma (www.fondazione-einaudi.it) e dall’Associazione Competere.
NAPOLI 23/03/09 h.17 - 19 presso
PARMA 23/03/09 h. 18-20 Sala Borri, Provincia di Parma, (V.le Martiri Libertà 15) Edoardo Fregoso (Professore di Storia del Diritto Università di Parma) “Le Dichiarazioni dei Diritti:una prospettiva storico – filosofica” patrocinio ALDE, l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. Organizzata dagli Amici della Fondazione Einaudi (www.fondazione-einaudi.it), dall’Associazione dei Liberaldemocratici Parmensi “G.Malagodi” e dal Circolo Culturale “Cattaneo”. INFO: www.fondazionecortese.it www.myspace.com/scuoladiliberalismoparma scuoladiliberalismoparma@...
TORINO 26/03/09 h. 17 nella sede del Centro Pannunzio a Palazzo Audisio d’Oltremare in via Maria Vittoria, 35/h. Mauro Grondona: “Ordine del mercato e ordine del diritto in Friedrich August von Hayek” organizzata dagli Amici della Fondazione Einaudi di Roma (www.fondazione-einaudi.it) e dall’Associazione Competere
NAPOLI 26/03/09 h.17 - 19 presso
CATANZARO 27/03/09 h. 15 – 17 presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, località Germaneto, dott. Piero Ostellino “L’Italia sarà liberale?” Informazioni e contatti: Fondazione “Vincenzo Scoppa” - Segreteria Scuola di Liberalismo 2009 - vico 3° Raffaelli 10 - 88100 Catanzaro tel . e fax 0961 741450 / 872194 - www.fondazionescoppa.it - e-mail: scuoladiliberalismo@... Responsabili della segreteria: Antonio Abate (cell. 333.2862714) - Antonella Cimarosa (cell 339.1595539)
CERVINARA (Av) 27/03/09 h. 17 - 19, nella sala riunioni de “Il Caudino”! in piazza Municipio a Cervinara. Pietro Monsurrò: “La scuola austriaca di economia: Menger, Mises e Hayek” ?” Organizzato dagli Amici della Fondazione Einaudi (www.fondazione-einaudi.it scuoladiliberalismo@... ) in collaborazione con l’associazione culturale
TORINO 30/03/09 h. 17 nella sede del Centro Pannunzio a Palazzo Audisio d’Oltremare in via Maria Vittoria, 35/h. Massimo Occhiena: “Servizi pubblici locali e liberalizzazione: a che punto siamo?” organizzata dagli Amici della Fondazione Einaudi di Roma (www.fondazione-einaudi.it) e dall’Associazione Competere
PARMA 30/03/09 h. 18-20 Sala Borri, Provincia di Parma, (V.le Martiri Libertà 15) Giuliano Molossi
(Direttore Gazzetta di Parma) “La libera informazione ed i nuovi mass media”patrocinio ALDE, l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. Organizzata dagli Amici della Fondazione Einaudi (www.fondazione-einaudi.it), dall’Associazione dei Liberaldemocratici Parmensi “G.Malagodi” e dal Circolo Culturale “Cattaneo”. INFO: www.fondazionecortese.it www.myspace.com/scuoladiliberalismoparma scuoladiliberalismoparma@...
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“LO STATO CANAGLIA” OVVEROSSIA COME
Un Paese paralizzato da un numero spropositato di leggi e regolamenti; soffocato da una cultura burocratica invasiva e ottusa; gestito da una pubblica amministrazione pletorica, costosa e inefficiente e, non di rado, corrotta; vessato da un sistema fiscale punitivo per chi paga le tasse e distratto nei confronti di chi non le paga; prigioniero di corporazioni e interessi clientelari; nelle mani, da Roma in giù, della criminalità organizzata. Un Paese in inarrestabile declino culturale, politico, economico, che non è ancora precipitato agli ultimi gradini tra i Paesi industrializzati dell' Occidente solo grazie allo spirito di iniziativa e alla proiezione internazionale della media e piccola imprenditoria. Questa è l' Italia oggi. C' è l' Italia degli italiani e c' è lo Stato italiano. Per intenderci: ci sono gli italiani, come singoli individui; c' è lo Stato italiano, come «soggetto collettivo». La definizione può sembrare paradossale e persino contraddittoria. E, in realtà, lo è. Chi ritiene che la fenomenologia sociale sia empiricamente descrivibile solo riconducendone le dinamiche agli individui ne sarà scandalizzato. Per l' individualismo metodologico, i soggetti collettivi - le istituzioni, il mercato, il capitalismo eccetera - non hanno, infatti, vita propria, non pensano, non agiscono, bensì altro non sono che l' interazione, in una società aperta e liberale, fra individui che perseguono autonomamente il proprio ideale di vita e i propri interessi, producendo con ciò inconsapevolmente un beneficio collettivo. Il bene comune, l' utilità sociale, l' interesse generale eccetera sono, al contrario, una invenzione della politica. Rassicuro subito chi si sia scandalizzato. Ritengo anch' io che l' individualismo metodologico sia la sola metodologia della conoscenza corretta, in quanto, per dirla con Popper, empiricamente verificabile alla prova della realtà effettuale. La divisione dell' Italia in due - l' Italia (al plurale) dei singoli individui, ciascuno dei quali pensa e agisce sulla base delle proprie personali convinzioni; e l' Italia (al singolare), come soggetto collettivo, autoreferenziale, che li (mal)governa sulla base di principi e leggi che essa stessa si è data - è, dunque, solamente un artificio retorico. Gli italiani, anarcoidi e conservatori, privi di senso civico e di senso dello Stato, e perciò sudditi invece di cittadini; gli italiani che non si mettono in fila alla fermata dell' autobus, ma neppure si ribellano alla propria condizione di sudditanza; ingegnosi, flessibili, pragmatici, camaleontici sono l' Italia al plurale. Che «si arrangia», che se la cava. Questi italiani sono il paradigma schizofrenico di ciò che la cultura liberale anglosassone chiama, con ben altra dignità storica e politica, «società civile» rispetto alla «società politica» dalla quale rivendica la propria autonomia. Che da noi l' ordinamento giuridico non garantisce e nessuno rivendica; tutti si prendono, quando possono. Sottobanco. La nazione, lo Stato, la collettività, giù, giù lungo i loro indotti pubblici - ieri, il (vergognoso) primato della razza; oggi, l' (indefinibile) utilità sociale, e tutte le altre sovrastrutture ideologiche che hanno segnato la storia del Paese - sono l' Italia soggetto collettivo. La camicia di forza che il potere politico del momento e la cultura dominante, l' ideologia come falsa coscienza - fascista e/o comunista, corporativa e/o collettivista, comunitaria e/o statalista che fosse, sempre e comunque antindividualista - hanno imposto agli italiani. Incolta, retorica, dogmatica, bigotta, burocratica, poco o punto flessibile, legalista e imbrogliona, questa Italia trasformista e gattopardesca - che cambia qualcosa per restare sempre la stessa - è una sorta di «8 settembre permanente». Istituzionalizzato. Da un lato, ci sono la costante imposizione di un controllo pubblico, illegittimo e contraddittorio, sulle libertà dei singoli, e l' ambigua pretesa che sia rispettato; dall' altro, c' è la tacita esenzione da ogni vincolo d' obbedienza sottintesa nella frase liberatoria «tutti a casa» che l' 8 settembre 1943 percorse la linea di comando delle nostre Forze armate, abbandonate a se stesse dopo l' armistizio. È di questa Italia incasinata e un po' cialtrona, intimamente illiberale, che parlo. Non per fare l' elogio degli italiani come singoli individui ma per spiegare l' incapacità del Paese di entrare nella modernità e di stare, culturalmente, politicamente, economicamente, al passo con gli altri Paesi di democrazia liberale dell' Occidente capitalista. Non è l' elogio dell' antipolitica, oggi tanto di moda. Anzi. Ci mancherebbe, soprattutto da parte di un liberale. È, piuttosto, la denuncia dell' invasività della sfera pubblica nella sfera privata. La descrizione di come la nostra politica non sia più, e da tempo, ammesso lo sia mai stata, al servizio dei cittadini, ma li abbia posti al proprio servizio. Dello «Stato canaglia». L' eccessiva estensione della sfera pubblica - che la cultura statalista e dirigista tende a spacciare come veicolo di equità sociale - è, infatti, più accrescimento del potere degli uomini a essa preposti sulle libertà e sulle risorse dell' individuo, che criterio di governo. La leva fiscale, per alimentare una spesa pubblica riserva di caccia di interessi estranei a quelli generali, ne è lo strumento, anche se non il solo, di oppressione. Non occorre essere marxisti per sapere che lo Stato non è neutrale, ma è il braccio armato degli interessi di chi ne detiene il controllo, se non è controbilanciato da principi e interessi alternativi, fra loro in competizione. È sufficiente essere liberali. Del resto, in questo continuo confronto fra differenti concezioni del mondo, senza che nessuna abbia la pretesa di essere
(di Piero Ostellino, introduzione a “Lo Stato Canaglia” Rizzoli, Milano 2009, pagg. 7-10)
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CONTRO LE ANIME BELLE
METTERE AL BANDO IL CRIMINALE DI GUERRA
di BERNARD HENRI LEVY dal CORRIERE DELLA SERA del 5/03/09
Dunque, ci siamo. La Corte penale internazionale ha emesso il suo mandato di arresto contro il Presidente sudanese Omar Al Bashir. Questa decisione è una grande notizia per tutti coloro che, da anni, assistevano impotenti ai massacri del Darfur. Questa decisione conferma, con tutta l`autorità della Legge, eccetto l`accusa di genocidio propriamente detto, i terribili sospetti che pesavano sul regime. Stigmatizza, isola, e di conseguenza indebolisce, uno Stato che era forte solo della nostra debolezza, della nostra impassibilità alle sofferenze che esso infliggeva e, in fondo, della nostra vigliaccheria rispetto al potere (petrolio, eccetera) che gli si attribuiva. Sul piano interno, infine, essa modifica il rapporto di forze in favore di chi, fra i sudanesi, disapprovava in silenzio la fuga in avanti di una dittatura che, dal clima di terrore da essa instaurato, ricavava l`ossigeno necessario alla propria sopravvivenza, e che ormai dovrà venire a patti con l`avversario o anche cedere il posto (Colpo di Stato dell`esercito? Putsch nel Partito maggioritario? Nuova offensiva del Movimento per la giustizia e l`uguaglianza che si era rassegnato, a malincuore, al cessate il fuoco? Da oggi tutto è possibile, veramente tutto, eccetto il mantenimento, nello stato attuale, della dittatura). Probabilmente, la prima reazione dell`accusato sarà di accentuare la propria tracotanza, di intensificare le operazioni sul terreno, di minacciare le Ong «complici» della decisione dell`Aja: sarà un ultimo colpo di coda; il soprassalto di una bestia politica ferita a morte, consapevole di avere i giorni contati. Non sarà certamente peggio della logica di guerra totale di cui sono stato, con altri, il testimone per questo giornale, e che ha già trasformato il Darfur in un campo di desolazione e di rovina. Probabilmente, ci saranno in Europa anime belle pronte a gridare che non bisognava prendere di petto quella gente, che bisognava evitare di metterla alle strette perché, in questo modo, abbiamo guastato quel che restava della speranza `nelle possibilità di una pace negoziata: l`argomento non ha senso; addirittura, per chi conosce un poco la realtà del posto, è francamente odioso e osceno. Infatti la pace, per il signor Al Bashir, non è mai stata altro che una pace di ceneri e di cimiteri; per lui, non si è mai trattato di prevedere una qualsiasi pace prima che fosse annientata la resistenza dei cittadini del Darfur; se esiste una opportunità, una sola opportunità, di far la pace, essa dovrebbe passare, al contrario, attraverso l`appoggio, fosse pure tardivo, agli ultimi sopravvissuti dei massacri. E quanto all`argomento di coloro che, nella decisione del Tribunale penale internazionale, vedono un`ingerenza neocoloniale e reputano che spetti agli africani regolare questo dramma africano, esso fa tornare in mente una tale quantità di cattivi ricordi che ci si sente arrossire solo nel dovervisi soffermare. Non era forse il ragionamento di Goebbels - che prima ancora della vicenda dei Sudeti affermava che «in casa propria Ciascuno è re» - o quello degli stalinisti che intimavano all`Occidente di chiudere gli occhi sulle violazioni gravissime dei diritti dell`uomo, le carneficine, operate in quella che si osava chiamare la loro «zona d`influenza»? Cos`altro è, questo ragionamento, se non un modo di travestire di retorica antimperialista, terzomondista, altermondialista, il sostegno senza vergogna e cinico a una macchina del terrore implacabile e senza pietà? No, la decisione della Corte penale è incontestabilmente una felice decisione. Era, per tutti coloro che credono nell`unità del genere umano e che rifiutano il processo mentale secondo cui ci sarebbero vittime degne d`interesse (per esempio le vittime palestinesi) e altre che dovrebbero lasciarci freddi (non le migliaia, ma i milioni di morti senza nome delle guerre dimenticate d`Africa) l`unico atteggiamento coraggioso e saggio. Ci resta da sperare che la comunità internazionale saprà prendere questa decisione sul serio, saprà mostrarsi all`altezza dell`evento e saprà notificare quindi al criminale di guerra Al Bashir che ormai egli è, concretamente, messo al bando delle nazioni.
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TIBET
MEZZO SECOLO DI SOFFERENZE
di DALAI LAMA da LA REPUBBLICA del 10/03/09
Oggi è il cinquantesimo anniversario della pacifica rivolta del popolo tibetano contro la repressione della Cina comunista in Tibet. Dallo scorso marzo si sono diffuse pacifiche proteste in tutto il Tibet. La maggior parte dei partecipanti erano giovani nati e cresciuti dopo il 1959, i quali non hanno mai vissuto né visto un Tibet libero. Questi cinquanta anni hanno portato indescrivibili sofferenze e distruzioni alla Terra del popolo tibetano. Anche oggi i tibetani in Tibet vivono con una paura costante e le autorità cinesi sospettano costantemente di loro. Oggi la religione, la cultura, la lingua e l´identità, che le successive generazioni di tibetani hanno considerato più preziose che le loro vite, sono a rischio d´estinzione; in breve, il popolo tibetano, è stato considerato come un criminale meritando soltanto di essere messo a morte.
Noi abbiamo bisogno di guardare al futuro e lavorare per i nostri benefici. Rivolgiamo il nostro sguardo verso una legittima e concreta autonomia che abiliterebbe i tibetani a vivere entro la struttura della Repubblica Popolare Cinese. Soddisfacendo le aspirazioni del popolo tibetano consentirebbe alla Cina di ottenere stabilità e unità. Per quanto ci riguarda, noi non stiamo avanzando nessuna richiesta basata sulla storia. Guardando indietro alla storia, non c´è nessun paese oggi, Cina inclusa, il cui status territoriale è rimasto immutato, né che possa essere soggetto a modifica.
Sono deluso per il fatto che le autorità cinesi non abbiano risposto in maniera appropriata ai nostri sinceri sforzi per migliorare l´autonomia regionale per tutti i tibetani, come stabilito nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese. A margine dell´attuale processo del dialogo sino-tibetano che non ha portato a nessun risultato concreto, c´è stata una violenta repressione sulle proteste dei tibetani che hanno scosso l´intero Tibet da marzo dello scorso anno.
Sin dall´antichità il popolo cinese e quello tibetano sono stati vicini. Anche nel futuro noi dobbiamo vivere insieme. Quindi è molto importante per noi coesistere in amicizia gli uni con gli altri. Dall´occupazione del Tibet, i Comunisti Cinesi hanno fatto una propaganda distorta sul Tibet e sulla sua gente. Di conseguenza, ci sono nella popolazione cinese poche persone che hanno una vera comprensione sui fatti del Tibet. È infatti molto difficile per loro conoscere la verità. Ci sono anche leader cinesi di estrema sinistra che dallo scorso marzo hanno fatto una diffusa propaganda con il solo scopo di creare astio tra il popolo cinese e quello tibetano. Tristemente, come risultato, si è fatta spazio nelle menti di alcuni nostri fratelli e sorelle cinesi una impressione negativa dei tibetani.
Quindi vorrei esprimere un forte desiderio affinché i nostri fratelli e sorelle cinesi non siano influenzati da questa propaganda, ma invece comprendano gli accadimenti del Tibet in modo imparziale, così che non ci siano divisioni tra di noi. I tibetani dovrebbero anche continuare a lavorare per l´amicizia con il popolo cinese.
Guardando indietro ai 50 anni dell´esilio, noi abbiamo sperimentato molti alti e bassi. Comunque sia, il fatto che la questione tibetana sia ancora aperta e che la comunità internazionale si stia interessando molto è senza dubbio un traguardo. Vista da questa prospettiva, io non ho alcun dubbio che prevarrà la giustizia per la giusta causa del Tibet, se noi continuiamo sul cammino della verità e della non violenza.
Dico sempre che dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio. Da qualsiasi punto lo guardiamo sia dalla prospettiva globale che dal contesto degli eventi in Cina, ci sono ragioni per noi che ci fanno sperare in una veloce risoluzione della questione tibetana. Ma dobbiamo anche essere preparati nel caso in cui la lotta per il Tibet si protragga per un tempo più lungo.
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VACLAV HAVEL
DEMOCRAZIA, L' EUROPA ALZI LA VOCE
Da CORRIERE DELLA SERA del 10/03/09
L' ex presidente ceco Václav Havel ha esortato l' Unione europea ad alzare la voce nella difesa dei diritti umani nel mondo. «L' Ue deve dire ad alta voce che non è indifferente a quello che succede e che non ha intenzione di soccombere al male», ha detto l' ex dissidente anti-comunista intervenendo a Praga nel corso di una conferenza sul sostegno alla democrazia. «Non dobbiamo chiudere gli occhi su ciò che sta succedendo in Cina, Russia, Birmania, Cuba, Bielorussia e in altri Paesi», ha aggiunto Havel mettendo in guardia dal rischio di anteporre la difesa degli interessi economici alla tutela dei diritti umani. «Ogni partnership deve essere fondata sulla sincerità», ha dichiarato riferendosi all' iniziativa della presidenza ceca dell' Ue di tenere a Praga il vertice Ue-Cina e di invitare la Bielorussia a una conferenza nella capitale. Havel compariva per la prima volta in pubblico dopo un ricovero per infiammazione polmonare.
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IL PERICOLO DEL POPULISMO
L’EX BLOCCO SOVIETICO PUO’ RIAVVICINARSI ALLA RUSSIA?
Da Hospodarske Noviny (rep. Ceca) su INTERNAZIONALE 6/03/09
Il premier ceco Mirek Topolanek si trova alla guida dell’Ue nel momento più difficile della sua storia. Siamo di fronte ad una crisi finanziaria, economica ed energetica, ma ognuno pensa solo a salvare se stesso. L’Ue dovrà superare come minimo tre difficili prove.
La prima è il nazionalismo economico. La Francia e l’Italia hanno già avviato dei meccanismi per difendere i loro mercati interni. Topolanek, il premier polacco Donald Tusk e gli altri politici dell’Europa centrale protestano. Ma difficilmente la Commissione europea punirà Parigi e Roma, perché dovrebbe ottenere l’accordo unanime del consiglio europeo.
La seconda prova è il rischio di fallimento di alcuni stati e dell’euro. L’Irlanda, la Grecia e forse anche l’Italia sono in seria difficoltà. Anche se vengono pagati in euro, gli interessi dei loro titoli di stato crescono vertiginosamente. Potrebbe essere vicino il momento in cui non riusciranno più a ottenere prestiti grazie all’emissione di obbligazioni. Ogni fallimento sarebbe un grave colpo per l’euro, ma gli altri paesi – innanzitutto la Germania – non lo permetterebbero, preferendo piuttosto un’operazione di salvataggio. I più prudenti pagheranno per chi non ha saputo tenere a freno l’indebitamento.
La terza prova è la divisione in blocchi e il salvataggio dell’Europa dell’est. Il premier ungherese Ferenc Gyurcsany ha messo in guardia dalla creazione di una nuova “cortina di ferro economica”. Ma lui stesso ha contribuito non poco a crearla, chiedendo l’aiuto dell’Ue per tutti i paesi postcomunisti, compresa la Repubblica Ceca, che ha meno problemi. Bruxelles, giustamente, non vede di buon occhio questa soluzione. Con i suoi disperati tentativi di ottenere aiuti, Gyurcsany tiene di fatto in ostaggio i paesi dell’Europa occidentale, esponendoli a forti rischi. Le nazioni più ricche, comunque, sanno bene che sarà inevitabile salvare almeno l’Ungheria e la Lettonia. Abbandonandole a se stesse si rischierebbe di favorire l’ascesa di forze populiste e di far aumentare l’influenza della Russia sulla popolazione.
I tempi in cui l’Europa si occupava delle lampade a basso consumo o della durata della giornata lavorativa sono finiti. Ora è in gioco il senso stesso dell’Unione europea.
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SECONDA RIUNIONE DEL CONGRESSO MONDIALE PER
PARTE LA SFIDA CONTRO TUTTI I FONDAMENTALISMI
Da www.lucacoscioni.it 07/03/09
Sono appena terminati a Bruxelles i lavori della seconda riunione del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, con l'intervento del Ministro portoghese José Mariano Gago, del Premio Nobel Martin Perl e di Marco Pannella.
Nel giorno dell'annuncio della rimozione del bando di Bush contro i finanziamenti alla ricerca sulle staminali embrionali, i partecipanti hanno sottoscritto una dichiarazione conclusiva di impegno per i seguenti obiettivi: il monitoraggio dello “stato della libertà di ricerca e di cura” nel mondo; il rafforzamento delle politiche a difesa del diritto alla libertà di ricerca in particolare sulle cellule staminali attraverso il superamento dei divieti posti dall'Unione europea alla finanziabilità della ricerca ottenuta con la tecnica del trasferimento del nucleo cellulare e attraverso il superamento dei divieti auspicati, pur se in modo non vincolante, in sede di Nazioni Unite; la creazione di una rete internazionale che aiuti a diffondere una corretta informazione in merito all'accesso alle terapie nel mondo e a difendere i pazienti dalla violazione del diritto alle cure; la promozione dell'insegnamento del metodo scientifico; l'affermazione del diritto all'autodeterminazione in materia di cure, incluso il diritto alla sospensione di terapie anche quando tale sospensione potrebbe portare alla morte;
Il Congresso mondiale, organizzato dall'Associazione Luca Coscioni e del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito con il sostegno sia del Gruppo Liberale e Democratico al Parlamento europeo sia del Gruppo del Partito Socialista Europeo , ha deciso di costituirsi in sede permanente di iniziativa per la libertà di ricerca e contro tutti i fondamentalismi.
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MARCO PANNELLA
“PDL E PD SI SPARTISCONO IL BOTTINO DI REGIME”
Da www.radicali.it 15/03/09
Dichiarazione di Marco Pannella
La vicenda ormai indecentemente partitocratica, anticostituzionale, antidemocratica, violenta, che sta per concludersi con la spartizione del bottino di Regime fra PDL e PD, costituisce un punto di non ritorno per la lotta di Liberazione del popolo italiano, della democrazia e dello Stato di Diritto, oppressi e antropologicamente, ideologicamente, materialmente e moralmente ridotti a mero oggetto di una messa a sacco, come con i regimi totalitari dello scorso secolo, che tornano a riproporsi non solamente in Italia sotto forme “nuove” solo all’apparenza.
Oggi ammettiamo di non sapere – letteralmente – cosa ancora inventarci per imporre almeno nella quotidianità rispetti minimi degli ideali e della legalità costituzionale italiana, oltre che di quelli dei diritti umani, civili, democratici della legalità internazionale. Ma sappiamo che continueremo a inventare, a rendere viva e vivente quella religione della libertà che da Benedetto Croce e Gaetano Salvemini a Altiero Spinelli e Ernesto Rossi fu affermata e resa vincente quando tutto sembrava ormai perso e annientato.
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MARTINO: «VIENE VOGLIA DI LASCIARE»
«IL PDL A TUTTO SOMIGLIA, AL COLBERTISMO, AL SOCIALISMO, AL FASCISMO, FUORCHÈ AL LIBERALISMO».
Da IL TEMPO 15/03/09
Un'accusa grave quella che Antonio Martino, ex ministro della Difesa del governo Berlusconi, lancia al centrodestra dal palco dell'assemblea dei Riformatori Liberali. Il movimento di Benedetto della Vedova confluirà nel Pdl e Martino osserva che «quando qualcuno dice che vuol confluire nel Pdl io devo reprimere la mia voglia di defluire...». C'è un grande bisogno, però, dei Riformatori liberali nel Pdl, «di qualcuno che gli inietti liberalismo in un partito che rischia di essere fautore dello statalismo». Martino non crede che l'Italia «non si salvi», ma ci sono molte cose da fare a partire dall'università che «sforna fanatici inoccupabili che sono disertori della vanga». L'ex ministro ricorda di essere stato uno dei fondatori di Forza Italia e critica, senza citarlo, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: «La ragione per cui sono qui sono due esportazioni valtellinesi: una positiva, l'altra negativa. Quella positiva è Benedetto Della Vedova».
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QUALITA’ DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA
DEMOCRAZIA PARTITOCRATICA
Di BEPPI LAMEDICA da www.venetoliberale.ilcannocchiale.it
Lo scontro tra società politica e società civile, conseguente alla volontà della prima di rendere impermeabile al ‘capitale sociale’ il luogo della ‘politica’, cioè il Parlamento, può conseguire un incremento dell’astensione in occasione di prossime elezioni. L’insoddisfazione della società civile si manifesta con l’astensionismo in quanto aumenta sempre più la distanza dalla società politica.
Il partito Democratico avrebbe potuto costituire uno strumento per immettere nella società politica le istanze di insoddisfazione che salgono dalla società civile, purtroppo con le ‘doparie’ – no ‘primarie’ perché il voto popolare è avvenuto ‘dopo’ la scelta del leader – si è manifestata la sordità nei confronti del ricco capitale sociale di cui gode il paese. Il partito Democratico non ha avuto il coraggio di farsi ‘occupare’ dai cittadini.
Il prof. Marco Almagisti il 4 marzo a Castelfranco Veneto ha tenuto una conferenza presentando il suo ultimo libro "La Qualità della Democrazia in Italia". Almagisti è un giovane professore universitario che insegna scienze politiche presso l'Università di Padova e coordina dal 2004, assieme a Leonardo Morlino, il gruppo di studio sulla ‘Qualità della democrazia’ della Società Italiana di Scienza Politica.
Il linguaggio tecnico-politico di Almagisti può essere tradotto con un linguaggio più consono a chi scrive. La società politica non è nient’altro che la ‘partitocrazia’ e la società civile non sono altro che ‘i cittadini senza potere’. Conseguentemente il regime partitocratrico, impedendo ai cittadini senza potere di contare, dato che con il ‘porcellum’ i notabili dei partiti ‘nominano’ i membri del Parlamento mentre i cittadini hanno solo il ruolo di ratificare le scelte fatte da altri, rende impermeabile il Parlamento alla società civile, dotata di un ricco ‘capitale sociale’.
Almagisti fonda i suoi studi sul concetto di “capitale sociale” proposto da David Putnam negli anni ’70 dello scorso secolo in uno studio sulle Regioni italiane. Putnam definisce ‘capitale sociale’ “la fiducia, le norme che regolano la convivenza , le reti di associazionismo civico, elementi che migliorano l’efficienza dell’organizzazione sociale promovendo iniziative prese di comune accordo”. Ebbene il ‘capitale sociale’ potrebbe essere valorizzato da un nuovo soggetto politico (movimento referendario, ad esempio?) che svolga un ruolo ‘ponte’ tra la società civile e la società politica e che potrebbe accentuare la crisi del regime. Di qui la consapevolezza di un ruolo ‘rivoluzionante’ da parte di chi vuole dare voce ai cittadini senza potere.
In conclusione la democrazia nel nostro paese è di bassa qualità, anzi alcuni la definiscono una non-democrazia, perché è una ‘democrazia partitocratica’ e non ‘liberale’ in quanto la ‘democrazia’ risponde alla domanda ‘chi deve comandare?’, mentre il ‘liberalismo’ risponde all’esigenza di ‘come controllare chi comanda’ ed oggi la carenza maggiore è nel ‘controllo di chi comanda’ vista anche la confusione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario e mediatico).
L’incontro è stato organizzato dall'Associazione "Novi Cives" con la collaborazione della Consulta giovanile, della Biblioteca Comunale, del Comune, dell'Informagiovani di Castelfranco Veneto e dal Movimento Federalista Europeo
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RADICALI ITALIANI
ASSEMBLEA DEL TRIVENETO
Domenica 15 marzo, presso l’Hotel Plaza, a Venezia-Mestre, si è svolta l’assemblea del Triveneto (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto) convocata da Radicali Italiani. Ha presenziato la Segretaria di Radicali Italiani Antonella Casu.
Dopo ampio dibattito Antonella Casu ha ricordato gli impegni assunti al 7° congresso ossia il potenziamento della“Resistenza radicale”, anche per dare un futuro alla storia di oltre mezzo secolo di lotte e di conquiste. Di qui la necessità di rilanciare la campagna per l’istituzione della “Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati”.
Sulla campagna per l’abolizione dell’ente “provincia” Antonella Casu ha precisato che il movimento non sostiene l’iniziativa “Non serve, non voto” – iniziativa sostenuta da Massimo Carraro, Luigi Rossi Luciani, Marina Salamon e da un componente della direzione dei Radicali italiani – ma, visto la tradizionale ostilità nei confronti di quella istituzione ha preannunciato una riunione apposita della direzione per approfondire la questione.
All’assemblea ha partecipato Beppi Lamedica dell’associazione Veneto liberale, associazione non aderente alla galassia radicale ma che affonda le sue radici nel movimento radicale, radici orgogliosamente rivendicate.
Lamedica ha sollecitato i radicali italiani a contribuire alla battaglia per la difesa dell’istituto referendario che oggi si gioca intorno alla data per la effettuazione dei referendum promossi dai proff. Guzzetta e Segni. Abbinare referendum ed elezioni europee sarebbe rendere un buon servizio ai cittadini e all’istituto referendario, non solo perché farebbero risparmiare all’erario molti quattrini, ma metterebbero i cittadini nella condizione migliore per scegliere di partecipare o meno al referendum. Giampaolo Sbarra, già candidato sindaco a Treviso, sostenuto personalmente da Marco Pannella, rispondendo all’invito, ha manifestato il suo radicale dissenso sul merito dei quesiti referendari pur convenendo sulla opportunità di far svolgere nella stessa data, ossia il 7 giugno, sia le elezioni europee che il referendum, proprio per rivitalizzare l’istituto referendario.
Chi scrive sostiene che la campagna referendaria può essere una opportunità per la lotta di liberazione democratica dal regime partitocratrico, priorità individuata dal recente congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Transpartito Trasnazionale. (bl)
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LETTURE
KARL R. POPPER, KONRAD LORENZ “IL FUTURO È APERTO” Rusconi, Milano 1989
SOCIETA’ APERTA E SOCIETA’ CHIUSA
Il libro contiene una sintesi delle idee filosofiche, epistemologiche e politiche di Karl Popper che scaturisce da una serie di discussioni. Nella prima parte vi è un confronto tra Popper e Lorenz sull'epistemologia evoluzionistica, il problema mente-cervello e il futuro dell'umanità. Entrambi sostengono che vivere è risolvere problemi; vivere è imparare e per imparare dobbiamo essere attivi: inventare teorie e metterle alla prova.
Nella seconda parte Popper insieme a filosofi, fisici, biologi, medici, politici e giornalisti, discute scienza e ipotesi, sulla teoria del Mondo 3 e sulla società aperta.
Il libro si conclude con una postfazione che Popper ritenne opportuno scrivere non essendo rimasto soddisfatto di quanto sostenuto nell’ultima parte del confronto sulla società aperta. Di qui la necessità di alcune preziose precisazioni.
“Con l’espressione ‘società aperta’ designo non tanto un tipo di stato o una forma di governo, quanto piuttosto un modo di convivenza umana in cui la libertà degli individui, la non-violenza, la protezione delle minoranze, la difesa dei deboli sono valori importanti. …Il fatto che questi valori siano per noi tanto ovvi è uno dei pericoli che minacciano la democrazia. Pochi uomini, infatti, hanno abbastanza fantasia per potersi rappresentare la vita di una società moderna non-democratica”.
La sua concezione della democrazia ha lo stesso rigore espresso in campo epistemologico.
“La scienza è opera dell’uomo. E come opera dell’uomo, la scienza è fallibile. – affermava Popper – Ora, appunto, è la consapevolezza della fallibilità della scienza che distingue lo scienziato dallo scientista. Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca nella scienza. Ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico. L’accusa di scientismo vale, quindi, forse per certe idee popolari che circolano sulla scienza, ma non la si può rivolgere agli scienziati”.
Il liberalismo contemporaneo deve molto a Karl Popper. Personalmente ritengo fondamentale la lezione di modestia che ha saputo darci. Sapere che la certezza è irraggiungibile è alla base delle virtù del dubbio e della tolleranza che costituiscono i fondamenti del liberalismo
Il testo è stato ripubblicato nel 2002 nei Tascabili Bompiani (bl)
INDICE: Introduzione all’edizione italiana di Dario Antiseri – Prefazione di Franz Kreuzer – IL FUTURO E’ APERTO: Colloquio al caminetto tra Konrad Lorenz e Karl Popper – SIMPOSIO in occasione dell’ottantesimo compleanno di Karl Popper (Vienna 24-26 maggio 1983): Prima giornata “Scienza e ipotesi”; seconda giornata “I tre mondi”; terza giornata “La società aperta” – POSTFAZIONE di Karl Popper
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OGGI L’ITALIA HA BISOGNO DI RIFORME DI STRUTTURA (NON SOLO ISTITUZIONALI)
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APPELLO PER
si può firmare collegandosi con il sito
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MANIFESTO DI LIBERALI ITALIANI
DEL 4 LUGLIO 2006
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PER UNA LISTA “DI” LIBERALI ALLE EUROPEE
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ABOLIAMO LE PROVINCE
PROGETTO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
LO SI PUO’ SOTTOSCRIVERE IN MOLTI COMUNI ITALIANI
PER INFORMAZIONI
www.aboliamoleprovince.it/blog/
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MANIFESTO – APPELLO
PER UN
PRIMO GRANDE SATYAGRAHA MONDIALE
PER LA PACE
NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA, LIBERTA’, DEMOCRAZIA
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CONVOCHIAMO L'ASSEMBLEA COSTITUENTE
petizione per iniziativa di società aperta
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SOCCORSO CIVILE
Manuale di autodifesa dal proibizionismo sulla salute
Puoi trovare (ma anche fornire!) le informazioni utili
per impedire a leggi e pratiche violente di distruggere la tua libertà di scelta.
Eutanasia e sospensione delle cure,testamento biologico, fecondazione assistita e diagnosi pre-impianto, pillola RU486, pillola del giorno dopo, sangue del cordone ombelicale, cannabis a scopo terapeutico
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APPELLO
per una legge moderna e laica sul “testamento biologico”,
che sia rispettosa delle convinzioni ideali e religiose di ciascuno.
Per sottoscrivere l’appello inserisci un post con il tuo commento e il tuo nome, oppure invia una mail a cellulacoscionitreviso@....
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SOTTOSCRIVETE IL MANIFESTO DELLA LIBERTA’ E DITE LA VOSTRA SULLE DODICI PROPOSTE.
POTRETE ANCHE ADERIRE, VIA INTERNET, AL MOVIMENTO DI OPINIONE.
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Costituzione della Repubblica
(Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298)
Parte 1 - Diritti e doveri dei cittadini Titolo 1 - Rapporti civili
Articolo 15 - [Inviolabilità della libertà e segretezza della corrispondenza]
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili [c.p. 616 ss.].
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
NOTA REDAZIONALE: Ma le giustificazioni dei magistrati che hanno autorizzato le intercettazioni telefoniche, ad esempio nei casi Fazio, calciopoli o Savoia, le abbiamo viste pubblicate dalla stampa?
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ED HANNO CHIESTO IL NOSTRO CONSENSO!
“[…] Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). […]
E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. […] Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con
(cfr. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo “LA DERIVA” Rizzoli, Milano 2008 pag. XXI e XXII)
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Non dimenticare la Cecenia! Puoi sostenere il Piano di Pace di Aslan Maskhadov in favore di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia firmando l'appello sul sito del TRP www.radicalparty.org
Olivier Dupuis – Già segretario del Trasnational Radical Party
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CAMPAGNA OTTO PER MILLE
L’otto per mille è il sistema con cui lo Stato finanzia la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose.
Il 100% degli italiani versa l’otto per mille a tale fine, indipendentemente dalla loro volontà.
L’unica cosa che puoi fare, è esprimere una preferenza tra i sette soggetti concorrenti, firmando il modello 730-1 o simili.
Se non esprimi la preferenza i soldi non rimangono allo Stato, ma vengono ripartiti tra tutti in base alle scelte di chi firma. Nell’ultimo anno solo il 37% dei contribuenti ha espresso una scelta, ma l’87% dei fondi è andato alla Chiesa cattolica.
La CEI incassa circa 1 miliardo di euro l’anno, e solo il 20% è destinato a interventi caritativi.
Se sei un pensionato o sei esonerato dalla presentazione dei redditi, chiedi il modulo per la destinazione dell’otto per mille e invialo per posta.
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COMUNICAZIONE: Il prossimo numero e' previsto intorno al 14 marzo 2009
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Redazione: Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
Tel.:+39-0423.49.22.51 Fax.: +39-0423.77.06.16 Cell.: +39-328.973.80.29
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