Seconda ed ultima parte delle nostre news di oggi.
Buena Vida
Gruppo Gaya
IL PARLAMENTO DEGLI UOMINI
COMMENTO di MIRIAM MAFAI
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IL PARLAMENTO DEGLI UOMINI
COMMENTO di MIRIAM MAFAI
DOVUNQUE in Europa, non solo nelle grandi democrazie del Nord e nei paesi baltici, ma anche in Germania, in Francia e in Spagna la presenza delle donne nelle istituzioni politiche si fa sempre più visibile. Una donna, Angela Merkel, si accinge ad assumere la carica di Cancelliere in Germania, in Spagna otto ministri su sedici sono donne, in Francia sono donne il 47% degli eletti nei consigli comunali e una donna, Ségolène Royal, avanza la propria candidatura alla presidenza della Repubblica. Da noi, no. L'Italia di Berlusconi, Fini e Casini si accinge a battere, anche in questo campo, un vergognoso record. Già oggi, il nostro Parlamento è quello che ha il minor numero di donne elette: l'11% dei deputati, l'8% dei senatori. Una percentuale che ci colloca al settantesimo posto nella classifica dei Parlamenti del mondo, al ventinovesimo dei Parlamenti d'Europa. Eppure anche questa, ridotta presenza femminile è sembrata eccessiva ai parlamentari della maggioranza. Uomini
all'arrembaggio, dunque, alla vigilia di una nuova campagna elettorale. Per la prima volta, nel corso di questo dibattito sulla legge elettorale, i parlamentari della Casa della Libertà finora disciplinati e ossequienti alle direttive di Berlusconi, Fini, Casini, Calderoli, ieri sera hanno detto no. Per la prima volta, dando prova di arroganza più che di dignità, hanno trovato la forza per ribellarsi bocciando un emendamento, proposto dalla stessa maggioranza nella Commissione Affari Costituzionali e poi portato in aula. L'emendamento prevedeva per tutti i partiti l'obbligo di candidare alle prossime elezioni almeno una donna ogni tre uomini. L'emendamento era stato criticato e considerato del tutto insufficiente dall'opposizione che chiedeva, nel rispetto dell'art. 51 della Costituzione, una presenza paritaria di uomini e donne nelle liste proporzionali. Niente da fare. Gli uomini della Casa delle Libertà hanno affossato il loro stesso emendamento, illustrato in aula
dall'ineffabile Bondi che invitava i parlamentari a "non deludere i nostri elettori e le nostre elettrici". Niente da fare. I parlamentari della Casa delle Libertà, questa volta, non hanno seguito le sue indicazioni. Ed hanno affossato l'emendamento. Dopotutto, li comprendiamo. Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo. E quando la propria rielezione è in pericolo, non c'è disciplina che tenga. La presenza di donne nelle liste proporzionali (sia pure una ogni tre uomini come aveva proposto la Prestigiacomo) poteva rappresentare un rischio, che era opportuno evitare. Uomini all'arrembaggio dunque: in lista ci staranno loro e solo loro. O meglio, qualche donna ce la metteranno pure, ma starà a loro decidere se e quante e in che posizione. Nel proporzionale infatti ciò che decide del successo è la posizione che ogni candidato ha in lista. Per questo in Francia la legge voluta da Jospin obbligava a una presenza paritaria nelle liste del proporzionale: "un uomo e una donna",
come recitava il titolo di un bel film di Claude Lelouche. Ma noi non siamo in Francia, né in Germania, né in Spagna, né in Svezia o Norvegia, per citare soltanto alcuni dei paesi del nostro continente. Siamo in Italia. Nell'Italia di Berlusconi dove si vanno mettendo a rischio una serie di conquiste femminili nel campo dei diritti civili, dove è messa sotto accusa la donna che intende far ricorso all'aborto, e mille difficoltà si frappongono a quella che voglia far ricorso in condizioni di sicurezza alla fecondazione assistita. A ben vedere la votazione di ieri alla Camera esprime, meglio di molti discorsi, l'idea che questa maggioranza ha della donna e del suo ruolo nella società (che potremmo riassumere con il vecchio detto non ricordo se veneto o lombardo: cha piasa, che tasa, che stia a casa). Ci attendiamo ora una adeguata risposta da parte del centrosinistra. L'emendamento elaborato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, che imponeva la presenza di una donna
ogni tre uomini nelle liste proporzionali (pena alcune sanzioni pecuniarie) bocciato ieri sera dai parlamentari della maggioranza, era già stato criticato e dichiarato inadeguato dal centrosinistra. Benissimo. Spetta ora allo stesso centrosinistra comportarsi di conseguenza. E, dunque, se la nuova legge elettorale sarà approvata, presentare nelle sue liste alle prossime elezioni politiche "un uomo e una donna" come recitava il titolo del film di Lelouche. Chiediamo insomma coerenza agli amici del centrosinistra. È troppo?
TRANSESSUALI DISCRIMINATE
Ancora una volta, nella vicenda di Lapo Elkann e delle tre transessuali torinesi, i media hanno dato il meglio di loro stessi. a parte l'interessante e importante fatto che una persona matura e responsabile è libera di trascorrere le proprie serate con chi meglio crede e che per questo nessuno possa metterci il becco, desidero sottolineare ancora una volta che quando si parla di transessualismo in tv è matematicamente associato alla prostituzione, ed in questo caso anche alle sostanze stupefacenti. Le oltre diecimila transessuali presenti in Italia non esercitano al cento per cento il mestiere più antico del mondo, né tanto meno usano al cento per cento cocaina a go - gò. Allora per quale strana ragione si reitera questo assurdo connubio? Una transessuale non ha per forza il sesso come centro della propria vita, ma rivendica la propria sessualità ed il proprio orientamento sessuale con la stessa forza con cui una donna biologica od un uomo possano farlo. Uomini e donne biologiche si prostituiscono da secoli senza che per questo si associno forzatamente i due generi alla prostituzione. Per molto tempo alle transessuali non restava altro che esercitare la professione o fare le mantenute, ma ora da anni le cose sono cambiate, e la gran parte di loro lavorano, vivono ed hanno relazioni sentimentali stabili. nello stesso ospedale dove è ricoverato il Sig. Elkann, il Mauriziano di Torino, una delle capo anestesiste è una transessuale operata, tanto per fare un esempio. Altro aspetto inquietante è il mancato rispetto che viene usato dai giornalisti nel riferirsi alle transessuali in questione. l'inviato della redazione piemontese Gianfranco Bianco le ha definite "uomini di strada"... comunque su La7 su Mediaset e sulle reti Rai sono sempre state indicate al maschile, con articoli, aggettivazioni e sostantivi maschili. Soltanto nel sottopancia di skytg24 sono state indicate come "le transessuali". Non credo possa essere difficile comprendere che sia importante riferirsi ad una/un transessuale con le parole idonee al genere prescelto, il femminile se mtof, ed il maschile se ftom. Il rispetto è questione importante, soprattutto verso chi nella vita non è nata/o con la camicia...
Ancora una volta, nella vicenda di Lapo Elkann e delle tre transessuali torinesi, i media hanno dato il meglio di loro stessi. a parte l'interessante e importante fatto che una persona matura e responsabile è libera di trascorrere le proprie serate con chi meglio crede e che per questo nessuno possa metterci il becco, desidero sottolineare ancora una volta che quando si parla di transessualismo in tv è matematicamente associato alla prostituzione, ed in questo caso anche alle sostanze stupefacenti. Le oltre diecimila transessuali presenti in Italia non esercitano al cento per cento il mestiere più antico del mondo, né tanto meno usano al cento per cento cocaina a go - gò. Allora per quale strana ragione si reitera questo assurdo connubio? Una transessuale non ha per forza il sesso come centro della propria vita, ma rivendica la propria sessualità ed il proprio orientamento sessuale con la stessa forza con cui una donna biologica od un uomo possano farlo. Uomini e donne biologiche si prostituiscono da secoli senza che per questo si associno forzatamente i due generi alla prostituzione. Per molto tempo alle transessuali non restava altro che esercitare la professione o fare le mantenute, ma ora da anni le cose sono cambiate, e la gran parte di loro lavorano, vivono ed hanno relazioni sentimentali stabili. nello stesso ospedale dove è ricoverato il Sig. Elkann, il Mauriziano di Torino, una delle capo anestesiste è una transessuale operata, tanto per fare un esempio. Altro aspetto inquietante è il mancato rispetto che viene usato dai giornalisti nel riferirsi alle transessuali in questione. l'inviato della redazione piemontese Gianfranco Bianco le ha definite "uomini di strada"... comunque su La7 su Mediaset e sulle reti Rai sono sempre state indicate al maschile, con articoli, aggettivazioni e sostantivi maschili. Soltanto nel sottopancia di skytg24 sono state indicate come "le transessuali". Non credo possa essere difficile comprendere che sia importante riferirsi ad una/un transessuale con le parole idonee al genere prescelto, il femminile se mtof, ed il maschile se ftom. Il rispetto è questione importante, soprattutto verso chi nella vita non è nata/o con la camicia...
Emanuela Tione
COMUNICAZIONE C.S.U. (CENTRO STUDI ULRICHS)
Caffè POLAR
Via Santa Giusta 17/21 L'Aquila tel. 0862 262899
Via Santa Giusta 17/21 L'Aquila tel. 0862 262899
Martedi 18 ottobre 2005 ore 21,00
Anna Paola Concia
Errico Centofanti
presentano il libro di Nunzio Liso "CHE GAIO"
Errico Centofanti
presentano il libro di Nunzio Liso "CHE GAIO"
Sarà presente l'autore
CHE GAIO. Piccole storie amene attorno al coming out di un quarantacinquenne laico democratico e di sinistra
maggio 2005, pp. 55, Levante Editori € 6,00
maggio 2005, pp. 55, Levante Editori € 6,00
La "bellezza" del libro di Nunzio Liso, che induce profonde riflessioni, è data dalla sua capacità di descrivere con lieve ironia quello che per molti è stato o è tuttora un profondo dramma personale. Nunzio è riuscito a fornire un ritratto pregevole e gradevole delle reazioni ma anche delle evoluzioni di una contraddittoria società meridionale rispetto ad una problematica sociale complessa e molto dolorosa quale la riconoscibilità pubblica del proprio orientamento sessuale.Liso, con garbo e con una conquistata serenità, ci chiede di guardare sempre con grande rispetto e con amore chi cerca di esercitare l'inalienabile diritto alla propria sfera affettiva ed alla propria dignità.
Ennio Triggiani
MASTER IN UFFICIO STAMPA PER IL CINEMA
Con il patrocinio di Cinecittà Holding e del Gruppo nazionale Giornalisti Uffici Stampa ed in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici
Con il patrocinio di Cinecittà Holding e del Gruppo nazionale Giornalisti Uffici Stampa ed in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici
“full immersion” di 3 giorni, venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 ottobre 2005, dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00, in una delle più prestigiose location di ROMA, il Centro Convegni “Palazzetto delle Carte Geografiche” (www.congressicavour.it/carte/cartegeografiche.htm), via Napoli 36, Roma, a pochi passi dalla Stazione Termini.
È coordinata da Maurizio Pizzuto, direttore di culturalweb.it, il quotidiano on line del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ha lo scopo di fornire ai partecipanti gli strumenti professionali essenziali per la gestione di un Ufficio Stampa per la comunicazione di eventi del mondo del Cinema, in particolare per il “lancio” di un film. Per realizzare tale mission, i Docenti, noti professionisti, condivideranno con gli Allievi le esperienze e le tecniche acquisite, creando la sinergia tipica di un laboratorio.
La finale suddivisione in gruppi di lavoro per realizzare la simulazione del lancio di un film, introdurrà i partecipanti nel mondo del lavoro.
Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di frequenza; la list di tutti gli Allievi sarà comunicata agli Uffici Stampa del Cinema in Italia.
La full è aperta a tutti coloro che hanno almeno il diploma di scuola media superiore ed è a numero programmato.
È coordinata da Maurizio Pizzuto, direttore di culturalweb.it, il quotidiano on line del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ha lo scopo di fornire ai partecipanti gli strumenti professionali essenziali per la gestione di un Ufficio Stampa per la comunicazione di eventi del mondo del Cinema, in particolare per il “lancio” di un film. Per realizzare tale mission, i Docenti, noti professionisti, condivideranno con gli Allievi le esperienze e le tecniche acquisite, creando la sinergia tipica di un laboratorio.
La finale suddivisione in gruppi di lavoro per realizzare la simulazione del lancio di un film, introdurrà i partecipanti nel mondo del lavoro.
Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di frequenza; la list di tutti gli Allievi sarà comunicata agli Uffici Stampa del Cinema in Italia.
La full è aperta a tutti coloro che hanno almeno il diploma di scuola media superiore ed è a numero programmato.
Sintesi del programma
fondamenti della comunicazione: la comunicazione esterna; l’utilizzo delle nuove tecnologie; elementi di pianificazione delle attività di comunicazione e delle campagne informative.
l’ufficio stampa: gli obiettivi; l’organizzazione; ruoli e funzioni delle figure professionali di riferimento: il capo ufficio stampa, l’addetto stampa.
tecniche e strumenti dell’informazione efficace: il comunicato stampa; la cartella informativa; la conferenza stampa; intervista, dichiarazione, smentite.
curare l’ufficio stampa per…: un attore, un’attrice; una produzione, una distribuzione; un film, un festival.
simulazione di un evento: esercitazione, dalla redazione di un comunicato stampa al lancio del film o dell’evento cinematografico.
Docenti
Maurizio Pizzuto, direttore di culturalweb.it, il quotidiano on line del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha coi nvolto, come Docenti, alcuni tra i più importanti e qualificati professionisti del settore: Gino Falleri, presidente del Gruppo nazionale Giornalisti Uffici Stampa, vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio; Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani; Federico Ballanti, giornalista, esperto di management culturale e di nuove tecnologie, docente a Scienze della Comunicazione de “La Sapienza”; Massimo Massimi, responsabile della comunicazione del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie; Fabrizio Zappi, produttore di Raifiction (De Gasperi, La meglio gioventù, Salvo d'Acquisto, …); Romano Milani segretario generale del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani; Massimo Garritano, giornalista, critico cinematografico e storico del cinema.
Maurizio Pizzuto, direttore di culturalweb.it, il quotidiano on line del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha coi nvolto, come Docenti, alcuni tra i più importanti e qualificati professionisti del settore: Gino Falleri, presidente del Gruppo nazionale Giornalisti Uffici Stampa, vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio; Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani; Federico Ballanti, giornalista, esperto di management culturale e di nuove tecnologie, docente a Scienze della Comunicazione de “La Sapienza”; Massimo Massimi, responsabile della comunicazione del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie; Fabrizio Zappi, produttore di Raifiction (De Gasperi, La meglio gioventù, Salvo d'Acquisto, …); Romano Milani segretario generale del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani; Massimo Garritano, giornalista, critico cinematografico e storico del cinema.
www.scuoladicinema.it
studios: via panisperna 101, roma, ( 06.48.15.676)
(stazione termini - S. Maria Maggiore) (metro “Cavour”)
Organizzazione della full immersion (338.914.34.75) ufficiostampacinema@...
studios: via panisperna 101, roma, ( 06.48.15.676)
(stazione termini - S. Maria Maggiore) (metro “Cavour”)
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MIMOSA CAMPIRONI
KAMIKAZE AL FESTIVAL DI ANZIO
La giovane attrice, già interprete del film "Sfiorati" di Angelo Orlando prossimamente nelle sale, interpreta il monologo "Prendimi Con Te" scritto e diretto da Francesco Apolloni in scena il 17 e il 18 ottobre nella Sala degli Specchi del Palazzo Paradiso di Anzio per la 25° Edizione del Festival del Teatro Italiano.
Il testo, liberamente ispirato al romanzo di Stojkovic Sladjana "Ultime 24 ore di un Kamikaze", è la storia di una giovane ragazza palestinese che prima di farsi esplodere come kamikaze decide di raccontare la sua storia ad una telecamera, in una sorta di video/diario ripercorrendo tutta la sua vita , le paure, i dubbi e i suoi desideri.
La giovane attrice, già interprete del film "Sfiorati" di Angelo Orlando prossimamente nelle sale, interpreta il monologo "Prendimi Con Te" scritto e diretto da Francesco Apolloni in scena il 17 e il 18 ottobre nella Sala degli Specchi del Palazzo Paradiso di Anzio per la 25° Edizione del Festival del Teatro Italiano.
Il testo, liberamente ispirato al romanzo di Stojkovic Sladjana "Ultime 24 ore di un Kamikaze", è la storia di una giovane ragazza palestinese che prima di farsi esplodere come kamikaze decide di raccontare la sua storia ad una telecamera, in una sorta di video/diario ripercorrendo tutta la sua vita , le paure, i dubbi e i suoi desideri.
16- 17 ottobre Beat 72 in collaborazione con Aporos Group srl Prendimi Con Te scritto e diretto da Francesco Apolloni con Mimosa Campironi Musiche di Alessandro Molinari Scena di Emita Frigato. Costumi Chiara Ferrantini
Paradiso sul mare - Sala degli Specchi Riviera Zanardelli- Anzio Inizio spettacoli tutti i giorni h. 21.00
Informazioni e biglietti al botteghino aperto la mattina dalle 10.00 alle 12.30 ed il pomeriggio dalle 17.00 alle 21.00.INFO: Festival del Teatro Italiano06. 4455659 / 06.4940858
Informazioni e biglietti al botteghino aperto la mattina dalle 10.00 alle 12.30 ed il pomeriggio dalle 17.00 alle 21.00.INFO: Festival del Teatro Italiano06. 4455659 / 06.4940858
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